17 de abril
Beata Clara Gambacorti
Dominica
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza tra politica e famiglia
Il nome originario della santa potrebbe essere Teodora oppure Vittoria, sebbene sia universalmente chiamata Tora. Tora nasce nel potentissimo casato mercantile dei Gambacorti o Gambacorta. Nel corso del secolo quattordicesimo i Gambacorti diventano per due volte signori di Pisa, ma perdono altrettante volte la signoria, e alcuni membri della famiglia perdono la vita durante le vicende politiche o vengono banditi da Pisa per lunghi anni. Pietro Gambacorti è il padre di Tora. Tora nasce nel milletrecentosessantadue, forse a Firenze, sebbene non vi sia certezza assoluta sul luogo in cui si trovava la famiglia in quel momento e non vi sia certezza sul fatto che la famiglia fosse già ritornata a Pisa nel milletrecentosessantadue. Nel milletrecentosessantanove Pietro Gambacorti si sarebbe impadronito del potere a Pisa. Fin da bambina Tora viene inclusa nei progetti politici e finanziari del padre. Nel milletrecento settantaquattro il padre dà Tora in sposa a Simone Massa, giovane di una famiglia importante. Al momento del matrimonio nel milletrecento settantaquattro Tora ha soltanto dodici anni. Simone Massa muore tre anni dopo il matrimonio. A quindici anni Tora rimane vedova in casa Gambacorti. Tora si nega risolutamente a ogni altro disegno matrimoniale ideato dal padre, poichè vuole scegliere il proprio futuro seguendo i consigli di Caterina da Siena.
La chiamata spirituale e la protezione di Caterina da Siena
Tora incontra Caterina da Siena a Pisa nella primavera e nell'autunno del milletrecentosettantacinque. Dopo la morte del marito Tora riceve lettere da Caterina da Siena. Le lettere di Caterina spingono Tora a farsi suora. Le lettere di Caterina contengono suggerimenti pratici di comportamento quotidiano come religiosa. Caterina esorta Tora a non perdere tempo ma a esercitarlo con l'orazione, la lettura o il lavoro manuale per evitare l'ozio. Spinta da Caterina, Tora decide di ritirarsi presso le monache Clarisse pur non essendo ancora una di loro. Tora non diventa una monarca Chiara perché la famiglia reagisce duramente all'iniziativa. I fratelli di Tora la portano via con la forza dal monastero delle Clarisse. Tora viene tenuta per alcuni mesi in una sorta di prigionia domestica. La prigionia domestica non serve a fare cambiare idea a Tora. I familiari si rassegnano a vederla entrare nel monastero domenicano di Santa Croce. Nel monastero di Santa Croce Tora veste l'abito religioso e prende il nome di suor Chiara. Papa Gregorio XI lascia Avignone per ritornare stabilmente a Roma nel gennaio del milletrecentosettantasette. Il trasferimento del papa avviene su insistenza di Caterina da Siena. Pietro Gambacorti, padrone di Pisa, accoglie solennemente il papa durante la sosta a Livorno. Pietro Gambacorti fa costruire a Pisa un nuovo monastero per la figlia dedicato a san Domenico. Pietro Gambacorti vorrebbe ricevere un'altra volta Caterina da Siena in città. Caterina non può accettare l'invito perché è ammalata. Caterina scrive a Pietro Gambacorti parole di gratitudine. Caterina avvisa il signore di Pisa che è tempo per lui di correggere la propria vita e i propri comportamenti. Caterina esorta Pietro a non indugiare poiché il tempo è breve e la morte si avvicina improvvisamente. Caterina da Siena muore nel milletrecentottanta.
La tragedia familiare, il governo monastico e il perdono
Nel milletrecentonovantadue avviene a Pisa un'altra congiura contro i Gambacorti appoggiata dai Visconti di Milano. Pietro Gambacorti viene assassinato insieme ai figli Benedetto e Lorenzo durante la congiura del milletrecentonovantadue. Suor Chiara diventa madre abbadessa nel suo monastero. La beata Chiara Gambacorti fonda a Pisa il primo monastero domenicano di stretta osservanza. Chiara fa della sua comunità domenicana un centro di diffusione del movimento riformatore nell'Ordine. Chiara governa le consorelle con prudenza e carità. Chiara utilizza i beni dei Gambacorti per fare del monastero un centro di accoglienza per ogni sorta di poveri. Un giorno la moglie e le figlie dell'assassino del padre e dei fratelli battono alla porta di Chiara. Chiara perdona gli assassini del padre e dei fratelli. Da quel momento il monastero di Chiara diventa anche la casa della famiglia dell'assassino. Per le sue monache Chiara è già considerata santa da viva. Nel giorno della morte di Chiara, avvenuta a Pisa il diciassette aprile del milletrecentoventi, invece del Requiem, le monache intonano il Gloria. Il corpo di Chiara si trova ancora nel suo monastero. Nel milleottocentotrenta papa Pio VIII conferma il culto di Chiara come beata.
Il cammino di fede
Il percorso terreno di Chiara Gambacorti si snoda attraverso una sequenza di eventi che hanno forgiato il suo spirito verso una santità autentica e coraggiosa. Nata a Firenze nel 1362, la giovane Chiara sperimentò precocemente le durezze della vita terrena. A soli dodici anni, secondo le consuetudini del tempo, fu data in sposa a Simone Massa. Tuttavia, la provvidenza volle che questo vincolo fosse breve, poiché rimase vedova all'età di quindici anni. Questo evento, pur doloroso, divenne per lei il momento della definitiva chiamata verso l'orizzonte dell'eterno. Decisa a donare il proprio cuore al Signore, abbracciò la vita religiosa entrando nell'ordine domenicano.
Trasferitasi a Pisa, la sua opera si concretizzò nella fondazione del monastero domenicano di San Domenico. Questa istituzione non fu solo un rifugio per la preghiera, ma un vero pilastro di spiritualità per la città. La vita di suor Chiara fu caratterizzata da una nobiltà d'animo rara, manifestatasi in modo sublime nel perdono concesso a coloro che avevano ucciso il padre e i fratelli. Questo gesto di misericordia, che va oltre ogni umana giustizia, rimane il sigillo più alto della sua fede. La sua dedizione al monastero e alla preghiera ha lasciato una traccia indelebile nella storia religiosa di Pisa, dove concluse il suo cammino terreno nel 1420. La sua vita, pur nel silenzio del chiostro, è stata un annuncio costante della forza del Vangelo, capace di trasformare il dolore in una sorgente di pace e di riconciliazione per quanti la circondavano.
Il culto e la memoria
Il culto della Beata Chiara Gambacorti è profondamente radicato nella città di Pisa, dove il suo ricordo è onorato con solennità e gratitudine. La Chiesa ha riconosciuto la santità della sua vita e l'efficacia della sua testimonianza attraverso la beatificazione, avvenuta per opera di Papa Pio ottavo nell'anno 1830. Da quel momento, il ricordo di suor Chiara è stato ufficialmente inserito nel calendario liturgico, permettendo ai fedeli di celebrare la sua memoria con devozione e spirito di comunione.
Oggi, la Beata Chiara viene invocata come protettrice e intercessore, in particolare dalla città di Pisa, che la riconosce come una figura di riferimento per la propria identità spirituale. La memoria liturgica, fissata al giorno diciassette aprile, rappresenta un momento di riflessione sulla sua straordinaria capacità di perdono e sulla sua fedeltà all'ordine domenicano. Attraverso la preghiera e la meditazione sulla sua esistenza, i fedeli sono invitati a riscoprire il valore del sacrificio personale e la bellezza di una vita spesa interamente nell'amore verso il prossimo e nell'obbedienza alla volontà divina. La sua presenza, pur distante nel tempo, continua a parlare al cuore dei fedeli, offrendo un esempio di come la grazia possa operare anche nelle situazioni più complesse della vita umana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Clara Gambacorti?
La memoria liturgica si celebra il diciassette aprile.
Di cosa è patrono la Beata Clara Gambacorti?
Le fonti biografiche non riportano specifici patronati.
En Pisa, beata Clara Gambacorti, que, aún joven, habiendo quedado viuda de su marido, por exhortación de santa Catalina de Siena, fundó aquí el primer monasterio dominicano de estricta observancia y, habiendo perdonado a los asesinos del padre y de sus hermanos, gobernó a las consororas con prudencia y caridad. — Martirologio Romano