17 de julio
Beata Constanza de Aragón
Reina
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e matrimonio
Costanza nacque nell'anno mille duecentoquarantasette, ereditando un lignaggio illustre come figlia di Manfredi, re di Sicilia, e nipote dell'imperatore Federico II. Nel mille duecentosessantadue, la giovane principessa celebrò le sue nozze a Montpellier con Pietro terzo il Grande d'Aragona. Da questa unione nacquero sei figli, tra i quali la futura santa Elisabetta, regina del Portogallo, la cui santità trasse nutrimento da un contesto familiare profondamente segnato dalla fede.
Nel mille duecentosettantasei, Costanza fu solennemente incoronata insieme al marito nella città di Saragozza, assumendo il ruolo e le responsabilità connesse alla dignità regale. Fin dai primi anni della sua vita coniugale e pubblica, ella coltivò una devozione profonda e sincera verso l'Ordine Francescano, traducendo la propria fede in opere concrete di sostegno alle istituzioni religiose del suo tempo.
Il governo in Sicilia e le prove politiche
Negli anni successivi, Costanza visse da vicino le delicate vicende delle guerre nazionali e la complessa contesa del regno angioino di Sicilia, affrontando gravi contrasti con papa Martino quarto che appoggiava Carlo d'Angiò. Quando Pietro partì per la spedizione in Africa e Sicilia nel mille duecentottantadue, ella assunse con saggezza la reggenza dello Stato. Ottenuto il regno di Sicilia in seguito ai Vespri, la regina vi si trasferì insieme ai figli, governando con grande giustizia e prudenza in nome del proprio sposo.
Dopo la morte del marito avvenuta nel mille duecentottantadue, Costanza continuò a governare accanto al figlio Giacomo, che era divenuto sovrano del regno. In questo periodo di intenso impegno spirituale, fondò nel mille duecentonovantaquattro un monastero di Clarisse a Messina, dove ella stessa scelse di professare la regola di santa Chiara, unendo la dignità del trono alla sobrietà della vita claustrale.
Il trasferimento a Roma e l'opera di pace
Frattanto, il figlio Federico fu proclamato re di Sicilia, ma subì la scomunica da parte di Bonifacio ottavo, il quale aveva riconosciuto i diritti degli Angioini. Per obbedire ossequiosa al mandato del papa che le ordinava di lasciare la Sicilia, Costanza si trasferì a Roma nel mille duecentonovantasei. L'anno seguente, mossa da un sincero desiderio di pace, la regina concertò il matrimonio di sua figlia Jolanda con Roberto, duca di Calabria.
Lo sposo era figlio di Carlo secondo d'Angiò, il quale era stato fatto prigioniero dagli aragonesi nel mille duecentottantadue e aveva avuto salva la vita proprio grazie all'intercessione di Costanza presso il marito. Dopo un breve soggiorno a Napoli accanto alla figlia, la regina fece ritorno a Roma, continuando a operare per la concordia tra le nazioni.
Gli ultimi anni e il transito
Nel mille duecentonovantanove, Costanza si trasferì a Barcellona. In questa città legalizzò il testamento con cui dispose la costruzione di due importanti ospedali destinati all'accoglienza dei poveri, situati rispettivamente a Barcellona e a Valencia. La gestione e l'amministrazione di tali strutture assistenziali furono affidate con fiducia ai Frati Minori, che ne garantirono la cura secondo lo spirito francescano.
La sua pia esistenza terrena si concluse a Barcellona l'otto aprile dell'anno mille trecento, giorno del venerdì santo. La tradizione riferisce che fu originariamente sepolta a Barcellona nella chiesa del convento di San Francesco, sebbene alcuni cronisti abbiano fissato inesattamente la data della morte al mille trecentouno o mille trecentodue, oppure collocato erroneamente la sepoltura nella chiesa di Santa Chiara di Barcellona o nella città di Messina.
Le sue sacre spoglie rimasero custodite nella chiesa di San Francesco fino al mille ottocento trentacinque. Successivamente, nel mille ottocento cinquantaquattro, esse furono solennemente trasferite in una cappella ricavata nel chiostro della cattedrale, dove la sua memoria continua a essere onorata.
Su vida y compromiso
La trayectoria de Constanza de Aragón comenzó en su Sicilia natal en el año mil doscientos cuarenta y siete. Su unión matrimonial con Pietro tercero de Aragón, celebrada en el año mil doscientos sesenta y dos, marcó el inicio de una vida pública dedicada a la gestión del reino y a la atención de las necesidades espirituales y materiales de su pueblo. En el año mil doscientos sesenta y ocho, manifestó su devoción fundando el monasterio de Santa Chiara en Huesca, un gesto que preludiaba su interés por fortalecer la vida de oración y retiro. A partir del año mil doscientos ochenta y dos, asumió la regencia del reino de Sicilia, enfrentando las complejidades políticas de su tiempo con una mirada orientada al orden y la justicia.
Su compromiso con los desfavorecidos se materializó en obras concretas que trascendieron su labor de gobierno. Además de su apoyo a la vida monástica, impulsó la construcción de hospitales destinados a acoger a los pobres en las ciudades de Barcellona y Valencia, asegurando así un amparo digno para quienes vivían en la marginación. En el año mil doscientos noventa y cuatro, fundó un nuevo monasterio de clarisas en Messina, reafirmando su estrecha vinculación con la espiritualidad franciscana. En el año mil doscientos noventa y seis, movida por un profundo sentido de obediencia, se trasladó a Roma siguiendo el mandato del Papa. Estos desplazamientos, que incluyeron estancias en Montpellier, Saragozza, Nápoles y otras ciudades, reflejan una vida itinerante al servicio de la Iglesia y de su linaje. Finalmente, Constanza concluyó su peregrinaje terrenal en la ciudad de Barcellona en el año mil trescientos, dejando tras de sí un testimonio de fidelidad cristiana y una administración marcada por la compasión hacia el prójimo.
El culto y la memoria
La figura de la Beata Constanza de Aragón es venerada por su capacidad para integrar los deberes de la realeza con una vida de profunda humildad. Su recuerdo no se limita a su rango, sino a la coherencia con la que vivió su fe, siendo recordada en la liturgia el diecisiete de julio. La memoria de esta reina se mantiene viva a través de las instituciones que fundó, las cuales, durante siglos, han sido testigos de su preocupación por el bienestar físico y espiritual de los ciudadanos.
Al honrar su vida, la comunidad cristiana encuentra en Constanza un modelo de obediencia a la autoridad eclesial y de entrega generosa. Su tránsito por lugares tan diversos como Sicilia, Roma y Barcellona demuestra que la santidad puede florecer en medio de las responsabilidades más exigentes, siempre que exista una voluntad firme de servir a Dios y al prójimo. Hoy, su intercesión es invocada por aquellos que buscan en la historia un ejemplo de rectitud y caridad, manteniendo presente el legado de una mujer que supo poner su corona al servicio de la caridad cristiana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Constanza de Aragón?
La ricorrenza e la memoria della beata Costanza si celebrano il 17 luglio.