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18 de enero

Beata Cristina (Mattia) Ciccarelli de L'Aquila

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

L'infanzia e la giovinezza a Colle di Lucoli

Il nome al secolo della beata Cristina era Mattia Ciccarelli. Mattia nacque nel 1480, probabilmente il ventiquattro febbraio, giorno dedicato a san Mattia. La sua nascita avvenne a Colle di Lucoli, presso L'Aquila, in Abruzzo. Da bambina, Mattia non era attratta dai normali giochi dell'età come noci e bambole. Piuttosto, Mattia si soffermava spesso sulle immagini sacre. Se vedeva un'immagine sacra in mano ad altri, la salutava col sorriso degli occhi. Se invece teneva un'immagine sacra tra le sue mani, la ricopriva di baci incessanti. Mattia trascorreva il tempo a pregare in casa, in una stanza appartata. Nella stanza appartata il padre aveva posto un'immagine della Vergine Maria con il Cristo. Mattia era molto bella d'aspetto ma non vantava tale dote. Al contrario, Mattia respingeva ogni eleganza nel vestire perché considerava la bellezza un ostacolo per l'avvicinamento a Dio. Mattia non voleva piacere agli altri ma soltanto al Signore. Per raggiungere questo fine, cercò di diventare più brutta non lavandosi, digiunando e lavorando come le serve, ma con risultati negativi. Decise allora di chiedere l'intercessione della Madonna per diventare brutta. Dopo la richiesta alla Madonna, una bruttezza repentina sfigurò Mattia facendola apparire come tratta dal sepolcro e pallida come un cadavere. La santità dell'epoca di Cristina era caratterizzata da fatti mistici e rapimenti d'estasi, ed ella non fu immune da questi segni straordinari. I genitori di Mattia presero a seguirla come una guida spirituale. Mattia teneva i genitori distanti da ogni ansietà per i beni temporali. Mattia indirizzava i genitori alla solerzia dell'operare per il regno dei cieli. Il padre e la madre consideravano le raccomandazioni della figlia come vere fondamenta per la loro vita. I genitori apprendevano una vita migliore fino a scorgere in Mattia una madre. I genitori non lasciarono più allontanarsi poveri e monaci dalla propria casa a mani vuote.

Monaca agostiniana e guida spirituale

Attraverso la guida spirituale di padre Girolamo da Tussio, Mattia decise di abbandonare il mondo e ritirarsi a vita monastica. Mattia aveva venticinque anni quando decise di farsi monaca. Nel 1505 prese il nome di Cristina per essere più in affinità con il suo Sposo. Nel 1505 ricevette l'abito monacale dell'ordine di Sant'Agostino, divenendo una vergine consacrata. La beata Cristina era una vergine dell'Ordine di Sant'Agostino dedita alla preghiera e alla penitenza. Il venerdì Cristina si nutriva al massimo di solo pane ed acqua a ricordo del Cristo sofferente. Nei venerdì di Quaresima Cristina restava del tutto digiuna. Cristina limitava moltissimo il sonno trascorrendo la maggior parte della notte in preghiera e penitenza. Cristina divenne Badessa per volere delle consorelle. Svolse la missione di Badessa con atteggiamento materno e preveniva le figlie nei servizi più umili. Cristina salvò nell'anima e nella salute molte persone. Cristina era devota di san Marco e recitava in suo onore il santo rosario ogni giorno. Una volta apparve a Cristina san Martino di Tours chiedendole perché onorasse tanto san Marco e non facesse lo stesso con lui. Da quell'apparizione la beata Cristina prese a pregare e ad affidarsi anche a san Martino di Tours. La beata Cristina provava spesso estasi e la sua vita fu un continuo innalzamento verso l'Altissimo.

Prodigi e visioni celesti

La beata Cristina aveva una profonda comunione con il mondo ultraterreno. Le esperienze mistiche e soprannaturali erano per lei quasi pane quotidiano. Un giorno Mattia minacciò un ragazzo abituato a bestemmiare e a offendere sant'Antonio. Mattia disse al ragazzo che un nero demonio l'avrebbe assalito alle spalle per soffocargli in gola la bestemmia. Il giovane bestemmiatore, in groppa a un asino lento, proruppe in una bestemmia contro sant'Antonio. Il giovane fu scaraventato a terra, si fratturò il cranio e morì spaventosamente con il collo spezzato. Una sorte simile accadde al cognato del giovane, che non osservava il precetto festivo per dedicarsi alla caccia con fare da ricco insolente. Mattia era solita predire le disgrazie. Mattia predisse l'omicidio di cinque uomini e una donna avvenuto quindici anni dopo la sua scomparsa. In un'altra occasione, Mattia fu avvertita da una voce angelica di guardare da una finestra di casa che si apriva sull'aia. Mattia diresse lo sguardo verso il convento di San Giuliano, dove era infermo Fra' Vincenzo. Mattia vide una scala che si prolungava dal cielo fino a terra. Vide angeli scendere ordinatamente a due a due lungo la scala in lunga processione con ceri accesi verso San Giuliano. La processione era chiusa da Cristo, Re degli angeli e Pontefice sfolgorante d'immenso splendore. Cristo recava sulle braccia sollevate l'anima di Fra' Vincenzo. Fra' Vincenzo era realmente perito in quel preciso momento.

Il transito e i miracoli post mortem

Per la beata Cristina non fu difficile distaccarsi dalla terra, tanto profondo era il suo legame con il cielo. La beata Cristina nacque a Colle di Lucoli, L'Aquila, il 24 febbraio 1480, e la morte della beata Cristina avvenne il 18 gennaio del 1543. La beata Cristina morì a L'Aquila il 18 gennaio 1543. La beata Cristina morì all'età di sessantatré anni. I fanciulli dettero notizia della morte di suor Cristina per le vie della città. Il Prefetto provinciale fu costretto a concedere l'esposizione in pubblico della salma per via della straordinaria affluenza di popolo. Dopo la morte della beata ebbe inizio un lungo elenco di miracoli e grazie. La beata Cristina curò una piaga a un legnaiolo. La beata Cristina guarì un ufficiale giudiziario da due ferite mortali. La beata Cristina rese la vista a un cieco. La beata Cristina raddrizzò uno storpio. La beata Cristina guarì un domenicano alla gamba e all'omero. La beata Cristina risanò il femore a un francescano. La beata Cristina liberò una monaca da una terribile emicrania. La prima biografia sulla vicenda terrena di Cristina fu scritta da un nobile aquilano di nome Giampietro Interverj. La biografia di Giampietro Interverj fu scritta intorno al 1595, cioè cinquantadue anni dopo la morte di Cristina. L'opera manoscritta di Giampietro Interverj divenne irreperibile. A Colonia, in Germania, comparve un'altra biografia stampata in latino. La seconda biografia fu firmata da Cornelius Curtius, un dotto agostiniano belga e storico del suo ordine. Cornelius Curtius afferma che vi sarebbero altri casi simili ma evita di elencarli per non annoiare il lettore. Secondo Cornelius Curtius le testimonianze sono sufficientemente valide per dimostrare che Cristina vive tra i celesti una vita immortale non immemore dei mortali.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la beata Cristina?

La ricorrenza della beata Cristina si celebra il 18 gennaio.

Quali furono le origini e il nome di battesimo della beata Cristina?

Nata a Colle di Lucoli, presso L'Aquila, il 24 febbraio 1480, il suo nome al secolo era Mattia Ciccarelli.

En L'Aquila, beata Cristina (Mattia) Ciccarelli, virgen de la Orden de San Agustín. — Martirologio Romano