27 de octubre
Beata Emelina
Eremita y conversa cisterciense
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e contesto storico
Emelina nacque verso l'anno millecentoquindici nella diocesi di Troyes, in Francia, e visse fino al millecentosettantotto, concludendo la sua parabola terrena a Longeville, nell'Alta Marna. La definizione di questa beata francese del Medioevo è ancora controversa tra gli studiosi. Alcuni studiosi la considerano una solitaria e altri una suora conversa dell'Ordine Cistercense, mentre probabilmente fu entrambe le cose nel corso della sua esistenza. Ella visse come solitaria ed eremita in una grancia dell'abbazia di Boulancourt. La grancia era un edificio con terreno appartenente a una vicina abbazia cistercense. L'abbazia di Boulancourt si trova nel comune di Longeville nell'Alta Marna in Francia. Questa abbazia fu fondata nel millecentosattinga... nel millenovantacinque nella diocesi di Troyes, oggi Langres, per i Canonici Regolari di Saint-Pierre-Mont. L'abbazia era caduta in un periodo di grande rilassamento spirituale e disciplinare. Il vescovo cistercense di Troyes, Enrico di Corinzia, per riformare l'abbazia la affidò a san Bernardo, fondatore dell'Ordine. San Bernardo mandò un gruppo di monaci da Clairvaux a Boulancourt per risollevare le sorti della comunità religiosa. Emelina viveva già come suora conversa nella grancia di Perte-Sèche, situata ad alcuni chilometri dall'abbazia, quando arrivarono i monaci riformatori. Alcuni studiosi ritennero che non fosse una cistercense ma solo una solitaria perché non poteva risiedere in un monastero o grancia di monaci cistercensi. Tuttavia, Emelina si trovava già nella grancia quando i monaci arrivarono a Boulancourt. È possibile che la grancia di Perte-Sèche fosse abitata da suore converse e non da frati conversi. Emelina deve essere stata una delle ultime suore converse aggregate a un monastero di monaci. A conferma di questa consuetudine passata, il dodici febbraio milleduecentotrentaquattro papa Gregorio IX scrisse una lettera all'abate di Boulancourt invitando i monaci a non ricevere più suore converse nelle loro grance. La lettera di papa Gregorio IX conferma che circa cinquant'anni dopo la morte di Emelina vi fosse ancora qualche suora conversa nella grancia. Le date di riferimento della vita sono Troyes nel millecentoquindici e Longeville in Francia nel milleduecentosettantotto.
Penitenza, profezia e culto
Il modo di vivere di Emelina è stato riferito dal monaco beato Goslino in una breve biografia che ne tramanda i tratti essenziali. La sua giornata era scandita da una rigorosa ascesi corporale e da una costante elevazione dello spirito. Emelina digiunava tre giorni a settimana senza bere né mangiare, sottoponendo il proprio corpo a prove di notevole asprezza. Per mortificare ulteriormente la carne, Emelina indossava un cilicio e una catena di ferro con le punte. Inoltre, la sua dedizione si manifestava anche nel camminare a piedi nudi sia d'inverno che d'estate. L'eremita pregava senza sosta e si dedicava al lavoro manuale attraverso il cucito. La vita di grande penitenza di Emelina fece diffondere la fama della sua santità ben oltre i confini locali. Accanto alla penitenza, Emelina era dotata del dono della profezia, un carisma che destava profondo stupore in quanti la incontravano. La gente veniva da ogni parte a consultare Emelina per ricevere conforto spirituale e orientamento nelle proprie difficoltà. Emelina morì nel milleduecentosettantotto. Fu sepolta nella chiesa dell'abbazia di Boulancourt, luogo caro alla sua memoria. Sulla tomba di Emelina fu posta una piccola lampada sempre accesa, segno perenne della preghiera e del ricordo che non si spegneva. Emelina fu infine iscritta come Beata nel Menologio Cistercense alla data del ventisette ottobre, fissando così la sua memoria liturgica.
La vida
Nacida en el año mil ciento quince en la diócesis de Troyes, Francia, la Beata Emelina desarrolló desde temprana edad un espíritu orientado hacia la contemplación y la penitencia. Su camino espiritual la condujo a abandonar las comodidades del mundo para abrazar la vida de eremita en la grancia de Perte-Sèche, situada en Longeville. En este retiro, Emelina se entregó a una práctica ascética rigurosa, caracterizada por el ayuno constante y diversas formas de mortificación corporal, buscando en todo momento la unión íntima con el Creador.
A pesar de su deseo de anonimato y silencio, su reputación de santidad comenzó a extenderse más allá de los límites de su celda. El ejercicio del don de la profecía, que le permitía vislumbrar realidades espirituales ocultas, atrajo a muchas personas de la región que acudían a ella en busca de consejo y luz para sus propias vidas. Emelina no solo se convirtió en una figura de referencia para los fieles, sino que su ejemplo de austeridad y fidelidad al Evangelio fue acogido con respeto dentro de la tradición cisterciense. Tras una vida dedicada al servicio de Dios y a la oración, falleció en el año mil ciento setenta y ocho. Sus restos fueron trasladados para recibir sepultura en la iglesia de la abadía de Boulancourt, donde su memoria fue custodiada por la comunidad religiosa que reconoció en ella a una verdadera sierva del Señor.
El culto
La figura de la Beata Emelina ocupa un lugar significativo dentro de la tradición monástica, siendo recordada con especial veneración por la Orden Cisterciense. Su inscripción en el Menologio Cisterciense confirma el reconocimiento de su santidad y la permanencia de su legado espiritual a través de los siglos. La Iglesia, al honrar su memoria, propone su vida como un modelo de humildad y de entrega total a la voluntad divina, invitando a los fieles a reflexionar sobre la importancia del retiro espiritual y la oración constante.
Su culto, aunque sencillo, se mantiene vivo mediante la conmemoración anual que permite a los creyentes acercarse a su historia y solicitar su intercesión. La devoción a la Beata Emelina es, ante todo, un acto de gratitud por el testimonio de una mujer que supo encontrar en el silencio de su ermita una voz clara que hablaba de la cercanía de Dios con los hombres.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Emelina?
La Beata Emelina si festeggia il ventisette ottobre, data in cui è ricordata nel Menologio Cistercense.
Di cosa è patrona la Beata Emelina?
La Beata Emelina non possiede patronati ufficialmente registrati nei dati storici pervenuti.