8 de febrero
Beata Esperanza de Jesús (María Josefa Alhama Valera)
Virgen y fundadora
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
María Josefa Alhama Valera nacque a Santomera, nella provincia spagnola di Murcia, il trentesimo giorno di settembre del 1893. Era la prima dei nove figli nati da José Antonio, bracciante agricolo, e da María del Carmen, casalinga. La sua fanciullezza fu segnata dalla povertà della famiglia d'origine, un contesto che tuttavia non impedì lo sviluppo delle sue doti interiori e intellettuali. La fanciulla si dimostrò infatti molto intelligente, attirando l'attenzione di un vicino di casa che suggerì di affidarla alla cura del parroco di Santomera, don Manuel Aliaga. I genitori acconsentirono a questo affidamento e Maria Josefa andò a vivere nella canonica con il sacerdote e le sue due sorelle. In quella casa ricevette una prima istruzione, pur senza frequentare alcuna scuola formale, e imparò con diligenza i lavori domestici. Rimase sotto la loro custodia fino all'età di ventuno anni, nel 1914, anno in cui maturò la decisione di consacrarsi al Signore e partì per farsi religiosa.
La sua prima esperienza di vita consacrata si svolse in un istituto di suore addette agli ammalati, dapprima tra le suore Figlie del Calvario e successivamente tra le Missionarie Claretiane, ma questo primo cammino non ebbe esito positivo. Per tale ragione, su consiglio del vescovo di Murcia, ella fece ritorno e ingresó stabilmente tra le Figlie del Calvario, un istituto di semiclausura fondato nel 1863. Il quindici agosto 1916 emise i voti religiosi, assumendo il nome di suor Speranza di Gesù Agonizzante. L'istituto presentava tuttavia incerte prospettive per il futuro, in quanto, ad eccezione di suor Speranza, le altre sette religiose erano tutte di età avanzata. Per questo motivo, nel 1921 si decise una fusione con le religiose dell'Immacolata o Missionarie Claretiane. Tale congregazione era stata fondata nel 1855 da sant'Antonio Maria Claret ed era dedita in modo particolare all'educazione cristiana. Dopo un intenso corso di esercizi spirituali, il diciannove novembre 1921 cinque suore emisero i voti perpetui e suor Speranza di Gesù Agonizzante fu tra queste, assumendo il nuovo nome di suor Speranza di San Giacomo.
Il cammino nella congregazione e i fenomeni mistici
Suor Speranza trascorse in questa congregazione nove anni di intensa attività e dedizione quotidiana. All'interno della comunità svolse diverse mansioni umili e necessarie: fu sacrestana, portinaia, economa e assistente delle bambine. Fin dal trenta novembre 1921 fu trasferita nella casa di Vicalvaro a Madrid. In quegli anni si accentuarono in lei fenomeni non comuni che attiravano l'attenzione delle consorelle e di importanti personalità sia spagnole sia estere. A causa di queste manifestazioni mistiche, i superiori ritennero opportuno affidarla alla guida dei più noti direttori spirituali dell'epoca. Sin da quando aveva dodici anni, la religiosa aveva sperimentato in visione santa Teresa del Bambino Gesù, la quale la esortava a diffondere nel mondo la devozione all'Amore Misericordioso, mistero al quale la stessa santa francese si era offerta come vittima. A partire dagli anni venti del secolo scorso, ormai pienamente inserita nella vita religiosa, suor Speranza collaborò attivamente con il domenicano padre Juan González Arintero per diffondere questa specifica devozione. Nelle sue opere scritte utilizzava lo pseudonimo di Sulamitis, un chiaro riferimento poetico e spirituale tratto dal Cantico dei Cantici.
Nel corso dell'anno successivo al suo trasferimento a Madrid, la religiosa cominciò ad accusare seri problemi di salute che la portarono più volte in punto di morte. Nello stesso periodo, mossa dal desiderio di svolgere senza restrizioni la sua missione di carità verso i poveri, aprì con l'aiuto di alcuni generosi benefattori il collegio di Nuestra Señora de la Esperanza a Madrid, situato in Calle del Pinar. Nonostante l'impegno profuso, alla fine del 1930, consigliata dal suo direttore spirituale, ella lasciò le Missionarie Claretiane per dare vita a una nuova fondazione. Nel Natale del 1930, nella povertà più assoluta e in forma privata, ebbe inizio il cammino delle suore Ancelle dell'Amore Misericordioso. Madre Speranza di Gesù, come ormai era universalmente nota, aprì nel 1931 il primo collegio a Madrid, al quale fecero seguito con un ritmo impressionante altre case in diverse regioni della Spagna. Lei e le compagne che nel frattempo si erano unite alla sua opera annunciavano l'Amore Misericordioso attraverso la carità concreta, dedicandosi all'assistenza domiciliare dei molti poveri e all'accoglienza di anziani e disabili. L'espansione dell'istituto ricevette un importante riconoscimento il sei gennaio 1935, quando le Ancelle divennero una congregazione di diritto diocesano per mezzo di un decreto del vescovo di Vitoria.
Il periodo romano e le prove difficili
Nel maggio del 1936, madre Speranza si recò a Roma insieme a una insigne benefattrice per ampliare il raggio della sua missione. Nella capitale italiana prese in affitto una casa in via Casilina 222, situata in una delle zone più povere e disagiate della città. Negli anni compresi tra il 1936 e il 1941, mentre in Spagna infuriava la sanguinosa guerra civile, la fondatrice visse una sorta di martirio incruento. La sua congregazione, infatti, trovò la ferma opposizione di diversi vescovi e sacerdoti spagnoli. Questa ostilità si estese persino all'interno della stessa comunità religiosa, poiché alcune suore giunsero ad accusarla e a calunniarla apertamente, invocando la sua rimozione dalla carica di superiora generale. A partire dal sei agosto 1940 e per la durata di tre anni, madre Speranza fu sottoposta a lunghi e rigorosi interrogatori da parte del Sant'Uffizio. Le autorità ecclesiastiche desideravano fare chiarezza sull'ortodossia della dottrina dell'Amore Misericordioso, sulla sua condotta personale e sulla veridicità e natura dei particolari fenomeni mistici che le venivano attribuiti.
La prova si risolse favorevolmente quando il dieci aprile 1941 il Sant'Uffizio decise di accogliere la congregazione sotto la sua diretta protezione. Il dicastero romano lasciò a madre Speranza il titolo di superiora generale e la facoltà di continuare la formazione delle novizie, mentre il governo pratico dell'istituzione fu affidato temporaneamente a una vicaria generale. La madre accolse questo provvedimento con spirito di profonda sottomissione e filiale ubbidienza, esortando tutte le sue figlie a fare altrettanto. Durante i drammatici anni della seconda guerra mondiale, la fondatrice intensificò ulteriormente la diffusione del messaggio dell'Amore Misericordioso e profuse ogni energia nell'opera di carità. Avviò un laboratorio di cucito per aiutare i bisognosi con i proventi ricavati e per accogliere gratuitamente molti bambini poveri. Nello stesso tempo, aprì le porte della sua casa ai rifugiati politici, nascose nei sotterranei i soldati allo sbando che fuggivano dai rastrellamenti e sfamò quotidianamente chi aveva perso tutto, inaugurando una nuova mensa capace di accogliere oltre mille persone al giorno. Alla fine del conflitto, la posizione di madre Speranza fu del tutto chiarita ed ella fu dichiarata libera da ogni responsabilità e formalmente scagionata da tutte le accuse.
La fondazione a Collevalenza e gli ultimi anni
Superate le difficoltà degli anni di guerra e dei controlli dottrinali, la vita di madre Speranza conobbe una nuova e decisiva fioritura. Nel Capitolo del 1952 fu nuovamente eletta superiora generale, carica che mantenne ininterrottamente fino al 1976, anno in cui venne nominata madre generale ad honorem. Nel frattempo, il quindici agosto 1951, ella portò a compimento un'ispirazione interiore avvertita fin dal 1927, fondando la congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso. L'indirizzo specifico di questo nuovo istituto maschile era quello di sostenere e coadiuvare i sacerdoti del clero secolare in uno spirito di fraterna comunione. Pochi giorni dopo, il diciotto agosto 1951, madre Speranza si trasferì definitivamente a Collevalenza, una località situata in provincia di Perugia e compresa nella diocesi di Orvieto-Todi. Proprio in quel luogo solitario e suggestivo la fondatrice ricevette l'ispirazione di far erigere un grande santuario dedicato all'Amore Misericordioso. Questo tempio doveva sorgere come segno tangibile della sua profonda intuizione spirituale su Dio, inteso non come un giudice severo e implacabile, ma come un Padre pieno di amore e di misericordia per ogni creatura.
A Collevalenza la madre svolgeva un'intensa opera di accoglienza, ricevendo ogni giorno più di cento persone, ascoltandole con pazienza, consolandole nelle loro tribolazioni e invitandole incessantemente ad amare il buon Gesù. Accanto al santuario fece scavare un pozzo la cui acqua fu incanalata per alimentare una serie di vasche destinate ai fedeli. Ben presto Collevalenza divenne famosa in tutto il mondo alla stregua del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, proprio a causa dei benefici spirituali e fisici attribuiti all'acqua di quel pozzo. In questo luogo di preghiera e di pace, l'otto febbraio 1983, madre Speranza concluse la sua terrena esistenza. Un momento di altissimo significato per il santuario era avvenuto poco prima, il ventidue novembre 1981, quando papa san Giovanni Paolo II si era recato in visita a Collevalenza. Quella visita pastorale aveva rappresentato la prima uscita pubblica del Santo Padre dopo il tragico attentato subito il tredici maggio precedente, suggellando il legame profondo tra il papato e l'opera della misericordia voluta dalla fondatrice.
Il cammino verso gli altari
Dopo la morte della fondatrice, le congregazioni delle Ancelle e dei Figli dell'Amore Misericordioso, insieme ai laici vicini al carisma, domandarono l'apertura della causa di beatificazione e canonizzazione per accertare ufficialmente l'eroicità delle sue virtù. Il processo diocesano fu solennemente aperto nella diocesi di Orvieto-Todi il ventiquattro aprile 1988 e si concluse l'undici febbraio 1990. Gli atti raccolti durante questa fase ottennero la convalida giuridica il dodici giugno 1992, e l'anno successivo, precisamente il dodici giugno 1993, fu consegnata la ponderosa Positio super virtutibus. Il cammino procedette con l'esame teologico: l'undici gennaio 2002 i consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi si espressero all'unanimità sulle virtù eroiche della serva di Dio. Il parere positivo fu successivamente confermato il cinque marzo 2002 dal Congresso dei cardinali e dei vescovi. In seguito a questi pareri favorevoli, il ventitré aprile 2002 san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile madre Speranza.
Il passo successivo della causa riguardò lo studio di un evento straordinario preso in considerazione come potenziale miracolo per la beatificazione: la guarigione del bambino Francesco Maria Fossa, il quale era affetto da una grave intolleranza alimentare multipla alle proteine ed era guarito dopo aver bevuto l'acqua del santuario di Collevalenza. Il processo diocesano su questo prodigio si svolse tra il venticinque maggio e il sedici luglio 2001. Una prima riunione dei consultori medici non ritenne sufficienti gli atti per mancanza di idonea documentazione clinica. Tuttavia, una volta presentata la documentazione integrativa, la Consulta Medica si espresse a maggioranza dichiarando l'inspiegabilità scientifica del fatto. Il diciassette novembre 2012 i consultori teologi si espressero all'unanimità sul nesso causale tra la guarigione e l'intercessione di madre Speranza, un parere confermato il diciotto luglio 2013 dai cardinali e dai vescovi. Infine, il cinque luglio 2013, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto che confermava la natura miracolosa della guarigione. La solenne cerimonia di beatificazione si svolse a Collevalenza il trentuno maggio 2014, presieduta dal cardinale Angelo Amato come inviato speciale del Santo Padre, e la memoria liturgica fu fissata all'otto febbraio. Oggi i resti mortali della beata sono venerati nella cripta del Santuario dell'Amore Misericordioso, mentre le Ancelle, i Figli dell'Amore Misericordioso e i Laici continuano a portare avanti gli insegnamenti della fondatrice attraverso varie opere e servizi, ispirati dal motto evangelico della Famiglia dell'Amore Misericordioso: Tutto per amore.
Una vida entregada al Señor
La trayectoria de la Beata Esperanza de Jesús comenzó en su tierra natal de Santomera, para luego recorrer caminos que la llevaron a Madrid, Roma y finalmente a Collevalenza. En 1930, con una fe inquebrantable, fundó en Madrid la congregación de las Ancelle dell'Amore Misericordioso, dando inicio a una misión dedicada a manifestar el rostro compasivo de Dios. Durante el periodo comprendido entre 1940 y 1941, su ministerio fue sometido a las rigurosas investigaciones del Sant'Uffizio, una etapa de purificación y silencio que ella afrontó con entereza y obediencia filial.
A pesar de las pruebas, su vocación siguió floreciendo y, en 1951, fundó los Figli dell'Amore Misericordioso. Su obra más emblemática es el Santuario del Amor Misericordioso en Collevalenza, Italia, un refugio espiritual que ella misma promovió y construyó para acoger a las almas necesitadas de consuelo. Durante todo el siglo veinte, su vida fue un constante acto de abandono en la voluntad divina, hasta su fallecimiento en 1983. Su beatificación, celebrada en el mismo lugar de su descanso final, el 31 de mayo de 2014, reconoció oficialmente la santidad de una mujer que supo transformar el dolor y las dificultades en un mensaje perenne de ternura divina.
El recuerdo de su beatitud
La memoria de la Beata Esperanza de Jesús se mantiene viva gracias al legado espiritual de sus fundaciones y al santuario que constituye el corazón de su obra. Los fieles acuden a Collevalenza para encontrar el reflejo de aquel amor que ella anunció con su vida y sus palabras. La Iglesia celebra su testimonio como un modelo de perseverancia y confianza, destacando cómo una mujer humilde, a través de la oración y el trabajo constante, logró erigir un faro de misericordia para las generaciones venideras. Su beatificación por el Papa Francisco en 2014 no solo honró su memoria, sino que reafirmó la importancia de su carisma en el mundo contemporáneo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Esperanza de Jesús?
La memoria liturgica della Beata Esperanza de Jesús si celebra l'otto febbraio, giorno della sua nascita al cielo.
Quali congregazioni ha fondato la Beata Esperanza de Jesús?
La beata ha fondato la congregazione delle suore Ancelle dell'Amore Misericordioso e la congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso.