7 de septiembre
Beata Eugenia Picco
Virgen
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini familiari e l'infanzia difficile
Eugenia Picco nacque a Crescenzago, in provincia di Milano, l'8 novembre 1867. I suoi genitori erano Giuseppe Picco e Adelaide Del Corno. Il padre era un abile musicista non vedente che collaborava con il prestigioso Teatro La Scala di Milano, mentre la madre veniva descritta come una donna dotata di grande bravura ma di pari frivolezza, fortemente legata alla fama, al denaro e al successo, ben più del marito. I genitori di Eugenia formavano una coppia artistica perfetta ed effettuavano frequenti tournée in Italia e all'estero. Durante l'infanzia, a causa degli impegni artistici dei genitori, Eugenia fu frequentemente affidata ai nonni e vedeva la famiglia unicamente nelle brevi pause tra i loro tour. La vita della piccola Eugenia fu sconvolta da un evento drammatico al termine di una tournée in Russia. La madre rientrò da sola in Italia e fece credere a tutti che il marito fosse morto durante il viaggio. La famiglia non ebbe più notizie del padre di Eugenia per molto tempo. Soltanto in seguito si scoprì che l'uomo, abbandonato dalla moglie, non era tornato e si era imbarcato per l'America insieme a un'altra donna. Dopo il presunto lutto, la madre costrinse Eugenia a trasferirsi a Milano nella casa del proprio convivente, per il quale aveva lasciato il marito. Dalla relazione con questo nuovo compagno, la madre avrebbe successivamente avuto altri due figli. Eugenia crebbe così all'interno di un ambiente domestico privo di religiosità e moralmente degradato, caratterizzato da continue liti e forte tensione tra lei, la madre e il resto dei parenti. La madre proiettò su Eugenia le proprie frustrazioni per la carriera interrotta, desiderando ardentemente per lei un futuro da cantante lirica e manifestando ambizioni mondane che mal si conciliavano con la sensibilità della giovane.
Le prove della giovinezza e la chiamata spirituale
Gli anni della giovinezza trascorsi nella casa materna furono particolarmente travagliati e pericolosi per Eugenia. La fanciulla dovette costantemente difendersi dalle attenzioni indesiderate e dalle avances del convivente della madre, subendo frequenti molestie. Eugenia ricordò in seguito quel periodo come caratterizzato da pericoli e occasioni di rischio sia all'interno delle mura domestiche sia fuori. A partire dall'età di quattordici anni, Eugenia intrattenne anche una relazione sentimentale, senza tuttavia trovarvi la serenità interiore che cercava. Nonostante un ambiente domestico privo di punti di riferimento morali, Eugenia avvertì fin da piccola un'istintiva spinta verso la preghiera e verso il trascendente. Nei momenti di maggiore sofferenza cercava rifugio pregando in chiesa, recandosi quotidianamente a Dio nel silenzio dell'austera basilica di Sant'Ambrogio a Milano, pur conoscendolo ancora appena. Durante quegli anni travagliati, in una sera del maggio 1886, all'età di circa diciannove anni, Eugenia visse una profonda esperienza spirituale mentre pregava disperata davanti a un quadro posto sopra il suo letto nel corso di un'accesa lite familiare. Questa esperienza, assimilata a una lama di luce interiore, suscitò in lei il desiderio ardente di raggiungere la santità. Da quel momento la sua vita cambiò radicalmente, orientandosi decisamente verso la vocazione religiosa. Eugenia maturò la scelta definitiva per Gesù e per la perfezione spirituale con costante alacrità e fedeltà, vivendo la propria fede in un rapporto riservato e profondo con Dio.
La fuga da casa e l'ingresso nella vita religiosa
La madre di Eugenia ostacolò con tutte le proprie forze la scelta vocazionale della figlia, opponendosi al suo desiderio di consacrazione. La giovane visse mesi di grande sofferenza, trovando sostegno nella preghiera costante, nelle Suore Orsoline dell'oratorio da lei frequentato e in un sacerdote conosciuto proprio tramite loro. L'autenticità della vocazione di Eugenia era riconosciuta da tutti coloro che la circondavano, mentre la scelta della specifica congregazione fu oggetto di attenta valutazione. Le Suore Orsoline, per ragioni di prudenza e a causa della troppa vicinanza alla casa materna in cui la vocazione veniva aspramente avversata, orientarono Eugenia verso la congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria di Parma. Il 31 agosto 1887, all'età di vent'anni, Eugenia fuggì coraggiosamente da casa con l'aiuto dei parenti paterni e giunse a Parma. Al suo arrivo nella città emiliana, fu accolta, compresa e amata dal fondatore della congregazione, don Agostino Chieppi, oggi dichiarato Venerabile. Pochi mesi dopo, il 26 agosto 1888, Eugenia diede inizio al proprio periodo di noviziato. Il cammino di formazione si concluse il 10 giugno 1891 con l'emissione della prima professione religiosa, sempre davanti al fondatore Agostino Chieppi, mentre la consacrazione definitiva attraverso i voti perpetui fu pronunciata il 1° giugno 1894.
Il servizio alla congregazione e il ruolo di Superiora generale
All'interno della sua nuova famiglia religiosa, Eugenia servì la congregazione con semplicità, umiltà, fedeltà e generosità. Si dedicò con passione all'insegnamento di musica, canto e francese per le allieve del Convitto, e fu incaricata di svolgere i ruoli di madre e maestra per le novizie dell'istituto. La sua operosità si estese anche ad altri compiti comunitari, prestando servizio come archivista, Segretaria generale e Consigliera dell'istituto. Nel giugno del 1911 Eugenia fu eletta Superiora generale della congregazione, carica che mantenne ininterrottamente fino al giorno della sua morte. Come guida delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, dimostrò grande saggezza e prudenza, lavorando attivamente per la sistemazione definitiva dell'Istituto secondo le direttive del Fondatore. Per adempiere al suo delicato incarico, fece il voto specifico di compiere i propri doveri con serenità e tranquillità per realizzare la volontà divina. Madre Eugenia pose grande attenzione alla promozione della dignità femminile, curando con particolare dedizione la formazione spirituale e culturale delle donne e l'inserimento lavorativo delle giovani. Mostrò sempre un'attenzione materna verso tutti, in particolare nei confronti dei poveri, dei piccoli e degli emarginati. Durante la Prima Guerra Mondiale, tra il 1915 e il 1918, aprì coraggiosamente le porte della Congregazione per prestare soccorso materiale e spirituale ai militari e agli orfani dei caduti.
La spiritualità eucaristica e la prova della malattia
Il programma di vita religiosa di Madre Eugenia nacque interamente dalla contemplazione dell'Eucaristia, che costituiva il fulcro della sua vita interiore, della preghiera e dell'azione apostolica. Eugenia assimilava la propria esistenza al pane comune, considerandola accessibile a tutti, umile e nascosta, e traeva dall'amore per Cristo lo zelo per la salvezza delle anime e per l'attività caritativa. Adottò tre propositi fondamentali per la sua condotta: purezza per compiacere Gesù, umiltà per se stessa e carità verso gli altri. La sua vita fu caratterizzata da mortificazione, purezza, obbedienza e dall'esercizio costante delle virtù nelle azioni quotidiane. Nonostante la sua dedizione instancabile, la salute fisica di Eugenia fu gravemente compromessa fin dalla giovinezza da una costituzione debole e in particolare dalla tisi ossea, che le causava dolori intensi e logoranti. A causa dell'aggravarsi di questa malattia, nel 1919 subì l'amputazione della gamba destra. Nonostante le sofferenze fisiche estreme, Eugenia mantenne sempre un atteggiamento sorridente e rimase pienamente disponibile al disegno di Dio, sostenendo che l'Eucaristia richiede di ringraziare sempre con il sorriso. Anche dopo l'amputazione continuò a svolgere il suo ruolo di Superiora generale muovendosi su una sedia a rotelle e vivendo con spirito di consacrazione anche i momenti più duri della malattia e della morte. Si spense a Parma il 7 settembre 1921 all'età di 54 anni.
La fama di santità e il processo di beatificazione
Dopo la morte di Suor Eugenia, avvenuta il 7 settembre 1921, la sua fama di santità non fece che mantenersi e crescere nel tempo tra i fedeli e nella Chiesa. La cittadinanza e i devoti continuarono a considerarla un modello eccelso di virtù, pietà, zelo, prudenza, sacrificio e saggezza. Il processo canonico di beatificazione si aprì formalmente nel settembre del 1945 a Parma. I successivi passi ecclesiastici portarono, il 18 febbraio 1989, al solenne decreto sul riconoscimento delle sue virtù eroiche. L'iter riconobbe inoltre un evento straordinario attribuito alla sua intercessione: la guarigione prodigiosa di Camillo Talubingi Kingombe, appartenente alla diocesi di Uvira, nell'ex Zaire, avvenuta il 25 agosto 1992. Il 20 dicembre 1999 fu pubblicato il Decreto ufficiale sul miracolo. Infine, il 7 ottobre 2001, papa Giovanni Paolo II ha proclamato beata Madre Eugenia Picco in Piazza San Pietro. La vicenda terrena di Eugenia Picco e la sua intensa luce spirituale costituiscono ancor oggi un messaggio luminoso per l'epoca contemporanea, spesso focalizzata sui condizionamenti psicologici negativi derivanti da contesti familiari difficili. La sua vita dimostra con forza l'efficacia della grazia divina quando viene accolta e assecondata con purezza di cuore, capace di trionfare a dispetto di qualsiasi situazione avversa e di raggiungere e sostenere numerose persone disorientate e confuse.
Il cammino spirituale
Il percorso di Eugenia Picco ebbe inizio in un contesto familiare sereno, ma fu nel maggio del 1886 che la sua vita ricevette una svolta decisiva. Durante un momento di intensa preghiera, ella avvertì chiaramente la chiamata alla santità, un dono che accolse con profonda consapevolezza. Questa vocazione la spinse a compiere scelte radicali, culminate il 31 agosto 1887, quando decise di lasciare la propria casa per entrare in convento, dando inizio al suo cammino di consacrazione religiosa.
Nel corso del ventesimo secolo, Eugenia espresse la sua dedizione lavorando instancabilmente per la crescita della sua comunità religiosa. Nel giugno del 1911, le consorelle la elessero Superiora generale, riconoscendo in lei doti di guida e una spiritualità profonda. Nonostante le responsabilità del suo ufficio, non si sottrasse mai al peso delle prove che la vita le pose innanzi. Nel 1919, colpita dalla tisi ossea, dovette subire l'amputazione di una gamba, un evento che visse con cristiana rassegnazione. Visse i suoi ultimi anni a Parma, dove si spense nel 1921, lasciando un'eredità di fede che continua a ispirare molti fedeli ancora oggi.
Il culto della Beata
Il riconoscimento ufficiale della santità di Eugenia Picco avvenne il 7 ottobre 2001, quando Papa Giovanni Paolo II la elevò agli onori degli altari. La Chiesa celebra la memoria della Beata Eugenia Picco il 7 settembre di ogni anno, giorno coincidente con il suo transito verso la vita eterna.
La devozione verso di lei è radicata nel ricordo della sua fermezza spirituale e della sua totale dedizione al dovere. Il suo culto invita i fedeli a riflettere sul significato della chiamata alla santità quotidiana, che non richiede gesti eclatanti, ma una perseverante fedeltà al Vangelo. La sua memoria, vissuta con sobrietà, continua a essere un invito alla preghiera e alla fiducia in Dio, specialmente nei momenti di prova e di malattia.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Eugenia Picco?
La Beata Eugenia Picco si festeggia il 7 settembre, giorno in cui viene commemorata nel Martirologio.
Di quale congregazione faceva parte la Beata Eugenia Picco?
La Beata Eugenia Picco era una vergine e Superiora generale della Congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.
En Parma, beata Eugenia Picco, virgen de la Congregación de las Pequeñas Hijas de los Sagrados Corazones de Jesús y María, que, toda votada a la voluntad de Dios, promovió la dignidad de las mujeres y proveyó a la formación espiritual y cultural de las religiosas. — Martirologio Romano