Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

24 de febrero

Beata Giuseppa Naval Girbès

Laica

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Josefa Naval Girbés nacque l'undici dicembre 1820 ad Algemesí, in provincia di Valencia, in Spagna, sulle rive del fiume Jucar. Era la primogenita di sei figli nati dai coniugi Vincenzo Naval e Josefa Girbés, una famiglia di modeste condizioni economiche. Durante la sua infanzia la scuola pubblica esisteva solo parzialmente, motivo per cui Josefa frequentò la scuola di una vicina di casa. In quel contesto imparò a leggere, a scrivere e ad apprendere i lavori femminili, dedicandosi in particolare al ricamo in seta ed oro.

La sua formazione cristiana fu precoce e profonda: ricevette la Cresima all'età di otto anni e la Prima Comunione a nove anni. La sua giovinezza fu segnata da un dolore profondo quando la madre morì il diciannove giugno 1833 all'età di trentacinque anni. A causa di questo lutto prematuro, avvenuto quando lei aveva tredici anni, Josefa dovette lasciare la scuola per occuparsi della casa e dei fratelli, sostituendo la figura materna. La famiglia si trasferì in casa della nonna e dello zio materno, e alla cura dei fratelli e del padre si aggiunse ben presto l'assistenza alla nonna cagionevole di salute e allo stesso zio.

Consacrazione e vita spirituale

Fin dalla giovinezza, Josefa frequentava con assiduità la vicina parrocchia e faceva la Comunione ogni giorno. Affidò la sua anima alla guida spirituale del parroco don Gaspare Silvestre, che la seguì con saggezza per ventotto anni, dal 1833 al 1860. A diciotto anni, il quattro dicembre 1838, Josefa si consacrò a Cristo con il voto di castità, ponendo le basi di una vita interiore intensa. Adottò come norma di vita tre principi ispiratori fondamentali: obbedienza, laboriosità e perseveranza.

La sua esistenza fu un tessuto continuo di responsabilità familiari e dedizione spirituale. Nel 1847, anno in cui morì la nonna, Josefa aveva ventisette anni ed era pienamente responsabile della famiglia. In quel periodo la convivenza domestica comprendeva il padre, lo zio sostenitore economico, e i fratelli Vicente di venti anni e Maria Joaquina di ventidue. Successivamente il padre morì nel 1862, mentre lo zio, descritto come un cristiano esemplare che Josefa accudì sino alla fine, morì nel 1870.

Il laboratorio e l'apostolato

All'età di trent'anni, nel 1850, con i genitori e lo zio ancora in vita, Josefa iniziò a radunare le amiche in casa sua per incontri dedicati alla lettura e alla formazione spirituale. Per aiutare concretamente altre giovani, trasformò la sua abitazione in un laboratorio, insegnando gratuitamente il ricamo. Josefa non accettò mai regali dalle famiglie né particolari servizi dalle giovani che accoglieva. Ciascuna di esse portava il proprio lavoro privato e la fondatrice la dirigeva nell'esecuzione.

L'attività manuale della lavorazione del ricamo era costantemente intercalata da pie letture, preghiere, giaculatorie, cantici, meditazioni e dalla recita del rosario. A Josefa interessava soprattutto la morale e la spiritualità delle ragazze. Il ristretto spazio a disposizione fu sempre il suo grande cruccio, poiché insufficiente per accogliere tutte le giovani di Algemesí che avrebbero voluto partecipare. L'influenza di Josefa contribuì in modo determinante a far scegliere a molte discepole la vita consacrata in varie Congregazioni.

L'impegno con la famiglia e con le giovani non le permise di diventare religiosa in senso tradizionale, ma ella visse come una monaca di casa, una scelta compiuta da anime elette nell'Ottocento e nel primo Novecento che operavano fuori dal chiostro. La sua carità si estese oltre le mura domestiche: insegnò il catechismo ai bambini, organizzò incontri formativi per donne sposate e nubili, e come membro della Conferenza di San Vincenzo assistette un gruppo di ammalati. Fu inoltre preziosa consigliera di donne e uomini per i loro problemi personali e si prodigò instancabilmente come pacificatrice di discordie familiari.

Transito e glorificazione

Negli ultimi anni della sua esistenza, Josefa fu colpita da una malattia cronica che la costrinse a trascorrere gli ultimi due anni di vita a letto nella sua casa di Algemesí. Morì il ventiquattro febbraio 1893, circondata dall'affetto e dalla preghiera delle sue figlie spirituali. Dopo il decesso, fu sepolta nel cimitero locale con una grandissima partecipazione di popolo che ne riconosceva la fama di santità. Il venti ottobre 1946 le sue spoglie mortali furono solennemente traslate nella Parrocchia Basilica di San Giacomo di Algemesí.

La causa per la sua beatificazione fu introdotta a Roma il ventisette gennaio 1982. Papa Giovanni Paolo II la proclamò beata il venticinque settembre 1988. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il ventiquattro febbraio, mentre i Carmelitani Scalzi fanno memoria della beata il sei novembre. Il Martirologio romano e universale la ricorda nella città di Algemesí come vergine consacrata a Dio nel mondo e dedita all'insegnamento del catechismo ai fanciulli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la beata Josefa Naval Girbés?

La celebrazione liturgica ricorre il 24 febbraio, mentre i Carmelitani Scalzi fanno memoria della beata il 6 novembre.

En la ciudad de Algemesí en el territorio de Valencia en España, beata Giuseppa Naval Girbés, virgen consagrada a Dios en el mundo, dedicada a la enseñanza del catecismo a los niños. — Martirologio Romano