8 de febrero
Beata Giuseppina Gabriella Bonino
Virgen y fundadora
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Infanzia e giovinezza a Torino
La Beata nacque a Savigliano, in provincia di Cuneo e diocesi di Torino, il cinque settembre 1843, all'interno di una famiglia benestante e profondamente religiosa. Al sacro fonte del battesimo ricevette i nomi di Anna Maria Maddalena Giuseppina. Come era consuetudine all'epoca per le famiglie di pari condizione, ricevette la prima istruzione direttamente in casa. Manifestò fin da piccolissima una fervida e profonda devozione alla Madonna. A soli sette anni ricevette la Prima Comunione, un'età eccezionale per quei tempi, e l'anno successivo ricevette il sacramento della Cresima. Nel 1855, a causa degli impegni professionali del padre medico, l'intera famiglia si trasferì nella città di Torino. Nel capoluogo piemontese la fanciulla frequentò la scuola superiore presso le Suore di San Giuseppe. Visse a Torino proprio negli anni in cui operavano i celebri santi sociali, figure luminose che segnarono profondamente la spiritualità piemontese dell'epoca. Giunta all'età di diciott'anni, ottenne dal proprio padre spirituale il permesso di emettere il voto temporaneo di verginità, consacrando così il proprio cuore al Signore.
Il ritorno a Savigliano e le prove della salute
All'età di ventisei anni fece ritorno nella sua città natale di Savigliano. Per ben cinque anni, fino alla morte del genitore, si dedicò con amore filiale all'assistenza del padre gravemente malato. Con volenterosa dedizione si impegnò nelle attività della parrocchia di San Pietro a Savigliano, arrivando a ricoprire l'incarico di Rettrice e Presidente della locale Pia Unione delle Figlia di Maria. Nel 1876 si aggregò al terz'ordine francescano della penitenza e, l'anno successivo, il diciannovesimo giorno di marzo, giorno della festa di San Giuseppe, emise la professione nel terz'ordine carmelitano. In quello stesso periodo affrontò una prova durissima: il ventuno maggio 1876 fu sottoposta a un delicato intervento chirurgico per una neoplasia alla colonna vertebrale. L'operazione avvenne quasi da sveglia poiché l'anestesia praticata non fece effetto. La futura fondatrice attribuì la guarigione miracolosa alla protezione celeste di Maria. Per ringraziare la Vergine, nel settembre del 1877 si recò in pellegrinaggio a Lourdes insieme alla madre. Proprio durante quel viaggio a Lourdes maturò la decisione definitiva di consacrarsi interamente al servizio del prossimo. Purtroppo, alla fine del medesimo anno, dovette affrontare il dolore per la morte della madre.
La fondazione e l'opera di carità
A partire dal 1875 strinse forti e proficui legami con l'Opera di assistenza per le orfanelle fondata da Giovanna Colombo. Continuò questa preziosa collaborazione affiancandovi un nuovo ospizio specificamente dedicato alla Sacra Famiglia, accogliendo il saggio suggerimento del direttore spirituale canonico Luigi Davicino. Nel 1880 si ritirò temporaneamente in monastero per prepararsi adeguatamente alla grande opera della fondazione, soggiornando dapprima tra le Carmelitane di Moncalieri e successivamente presso le Visitandine di Pinerolo. Decise fermamente di dare vita a una nuova famiglia religiosa che avesse come specifico compito quello di aiutare orfani, anziani, malati e ragazze da istruire, prendendo come modello luminoso la Santa Famiglia di Nazaret, umile e laboriosa. All'età di trentotto anni fu eletta Superiora dell'istituto nascente, carica che mantenne con dedizione fino alla fine dei suoi giorni. L'otto settembre 1887, giorno della solenne festa della Natività di Maria, ottenne finalmente l'approvazione canonica diocesana dell'Istituto. Poche settimane dopo, il sei ottobre dello stesso anno, fece la professione solenne insieme ad altre undici compagne, assumendo il nome religioso di suor Giuseppina Gabriella di Gesù. Per realizzare questa grande opera, impiegò generosamente le sue energie e l'intero patrimonio ereditato dai genitori, edificando la Casa Madre a Savigliano con l'annessa chiesa e curando personalmente la formazione delle prime suore. Fondò inoltre altre cinque comunità religiose, volendo fortemente che la prima nuova comunità sorgesse proprio presso il Santuario di Loreto, in onore della Madonna. La sua devozione mariana la portò a soggiornare ben venticinque volte a Loreto, visitando quotidianamente la Santa Casa.
Il transito e la gloria degli altari
La vita terrena della fondatrice si concluse a Savona l'otto febbraio 1906, all'età di sessantadue anni, a causa di una polmonite fulminante che ne stroncò le ultime forze. La sua salma fu inizialmente tumulata nel cimitero di Savigliano. Successivamente, l'otto aprile 1961, i resti mortali furono solennemente traslati all'interno della chiesa della Casa Madre, dove tuttora riposano. Il suo carisma fecondo non si è esaurito con la sua morte, ma vive ancora oggi in Italia e in terre di missione lontane come il Camerun e Brasile, grazie all'opera fedele delle sue suore. La Chiesa cattolica ha riconosciuto la santità della sua vita attraverso il rito della beatificazione, presieduto da Papa Giovanni Paolo II il sette maggio 1995.
La vita
Giuseppina Gabriella Bonino nacque a Savigliano nel 1843. La sua giovinezza fu segnata da una prova di amore filiale particolarmente significativa: per cinque anni si dedicò con instancabile dedizione all'assistenza del padre malato, offrendo le proprie energie e il proprio tempo in un atto di carità che avrebbe poi caratterizzato l'intero suo percorso terreno. Questa esperienza, vissuta nel silenzio e nella dedizione quotidiana, fu il terreno fertile sul quale maturarono i frutti del suo apostolato futuro.
Nel 1876, la salute di Giuseppina venne messa a dura prova da un delicato intervento chirurgico alla colonna vertebrale, un evento che segnò profondamente la sua esistenza. Nonostante la fragilità fisica, il suo animo non si arrese e, l'anno seguente, nel 1877, si recò in pellegrinaggio a Lourdes, luogo dove rinnovò il suo affidamento alla Vergine Maria. Tale esperienza di fede fu decisiva per il compimento della sua vocazione.
Nel 1887, Giuseppina fondò l'Istituto della Sacra Famiglia, una comunità nata per rispondere alle necessità spirituali e materiali del suo tempo. Ella ne fu eletta superiora, guidando le consorelle con saggezza e umiltà fino alla sua morte, avvenuta a Savona nel 1906. Il suo cammino, che l'aveva vista muoversi tra Savigliano, Torino, Savona e Loreto, si concluse lasciando una traccia indelebile nella storia della carità cristiana. La sua vita, pur in mezzo alle difficoltà, è stata un inno alla generosità e alla perseveranza, riconosciute ufficialmente dalla Chiesa con la canonizzazione proclamata da San Giovanni Paolo II nel 1995.
Il culto
Il culto della Beata Giuseppina Gabriella Bonino si celebra ogni anno l'otto febbraio, data in cui i fedeli ricordano la sua esistenza spesa per Dio e per i fratelli. La sua figura è venerata in modo particolare all'interno dell'Istituto della Sacra Famiglia, dove la memoria della fondatrice continua a essere custodita come un tesoro prezioso di spiritualità e dedizione.
Il riconoscimento solenne della sua santità, avvenuto per mano di San Giovanni Paolo II nel 1995, ha elevato Giuseppina agli onori degli altari, offrendola come modello universale di carità. La sua testimonianza, che ha saputo unire la sofferenza personale alla gioia del servizio, invita oggi i fedeli a guardare alle proprie prove quotidiane con lo stesso sguardo di fede e di speranza che illuminò il suo cammino. La gratitudine della Chiesa si esprime nella preghiera e nel ricordo costante di una donna che ha saputo fare della propria vita un'offerta gradita a Dio.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Giuseppina Gabriella Bonino?
La sua memoria liturgica si celebra l'otto febbraio di ogni anno.
Quali furono le principali opere di carità della Beata?
Si dedicò all'assistenza di orfani, anziani, malati e ragazze da istruire, fondando un nuovo istituto religioso ispirato alla Santa Famiglia di Nazaret.
En Savigliano en Piamonte, beata Giuseppina Gabriella Bonino, virgen, fundadora de la Congregación religiosa de la Sagrada Familia de Nazaret para la educación de los huérfanos y la asistencia a los pobres enfermos. — Martirologio Romano