1 de marzo
Beata Juana María Bonomo
Religiosa
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e infanzia prodigiosa
Giovanna Maria Bonomo nacque ad Asiago il quindici agosto 1606 all'interno della dimora di famiglia situata nel centro del paese. Il padre si chiamava Giovanni ed era un benestante mercante la cui famiglia possedeva beni ad Asiago e nei comuni limitrofi, mentre la madre si chiamava Virginia e apparteneva alla nobile casata dei Ceschi di Borgo Valsugana. La tradizione riferisce che all'età di soli dieci mesi la bambina avrebbe ottenuto prodigiosamente la parola dal Cielo con lo scopo di fermare una cattiva azione del padre. Successivamente, all'età di cinque anni, la bambina comprese per ispirazione divina il mistero dell'Eucaristia. Durante l'età infantile apprese in modo eccellente la lingua latina senza l'ausilio di precettori o insegnanti. Nel 1612, quando la Beata aveva sei anni, rimase orfana di madre.
Nel 1615 il padre, non potendo accudirne personalmente l'istruzione, la portò a Trento presso il monastero di Santa Chiara. Le suore Clarisse di Trento le fornirono un'educazione tipica dell'epoca basata su religione, letteratura, musica, ricamo e danza. All'età eccezionale di nove anni fu ammessa a ricevere il sacramento della prima Comunione. In occasione della prima Comunione fece voto di verginità, mantenendolo per tutta la vita. All'età di dodici anni comunicò per iscritto al padre l'intenzione di farsi monaca clarissa e di rimanere nel monastero di Trento. Inizialmente il padre ostacolò la scelta religiosa della figlia e la fece tornare ad Asiago per destinarla al matrimonio. In seguito il padre cedette alla volontà della figlia, riservandosi però il diritto di scegliere la regola e la struttura monastica.
Ingresso nella vita monastica e doni mistici
Durante il periodo di noviziato presso la chiesa di Santa Chiara a Trento, la giovane accompagnava la messa suonando il violino. Le sue esecuzioni musicali attiravano molti fedeli nella chiesetta situata fuori dalle mura cittadine. Il ventuno giugno 1621, all'età di quindici anni, entrò nel monastero benedettino di San Girolamo a Bassano. Nel monastero assunse il nome di Giovanna Maria. L'otto settembre 1622 emise la professione solenne dei voti di povertà, castità e obbedienza. La beata Giovanna Maria Bonomo ha ricoperto il ruolo di badessa all'interno dell'Ordine di San Benedetto a Bassano, nel Veneto. Intraprese quindi il percorso verso la perfezione spirituale articolato nelle tre vie tradizionali, che sono quella purificativa, quella illuminativa e quella sensitiva.
La sua vita fu caratterizzata da visioni celesti. Per circa sette anni sperimentò numerose grazie e gioie mistiche, che si intensificavano al momento della Comunione. Il raggiungimento del culmine dell'esperienza mistica e del dialogo con Cristo le portò anche grandi sofferenze fisiche e spirituali. All'età di vent'anni, durante un'estasi, Gesù le inserì al dito l'anello delle nozze mistiche. A partire da quell'episodio e per diversi anni, dal pomeriggio del giovedì fino alla sera del venerdì o alla mattina del sabato, riviveva in stato di estasi i dolori della Passione di Cristo. Fu dotata di straordinari doni mistici e sperimentò sia nello spirito che nel corpo i patimenti della Passione di Cristo.
Prove e purificazione interiore
La religiosa ricevette le stigmate. Tali fenomeni le procuravano gioia ma anche sofferenza, in quanto la facevano apparire agli altri diversa da quello che sentiva di essere. Pregò con insistenza fino a ottenere la scomparsa delle stigmate e la limitazione delle estasi alle sole ore notturne. Il ridimensionamento dei fenomeni le permise di condurre una vita comunitaria normale all'interno del monastero. Tra i suoi doni spirituali figurava anche quello della bilocazione. La sua crescente fama di santità scatenò l'ostilità di alcune consorelle, del suo confessore e della Curia di Vicenza.
Per sette anni la Curia le vietò di recarsi in parlatorio e di mantenere corrispondenza epistolare. Il suo confessore la riteneva demente e arrivò a privarla del sacramento dell'Eucaristia. La tradizione riferisce che l'Eucaristia le fu portata miracolosamente da un Angelo durante il periodo di privazione. In quella fase fu colpita da diverse patologie fisiche, quali febbri ricorrenti e poi continue e sciatica. Negli ultimi vent'anni di vita la sua situazione personale e comunitaria migliorò e le fu concesso di riprendere lo scambio di lettere.
Responsabilità di governo e ultimi anni
Nel giugno del mille e seicento cinquantadue venne eletta per la prima volta alla carica di badessa. Il primo agosto del mille e seicento cinquantacinque fu nominata priora, ruolo che ricoprì fino al mille e seicento sessantaquattro. Nel mille e seicento sessantaquattro venne nuovamente eletta nel ruolo di badessa. Insegnò alle consorelle che la santità si raggiunge compiendo in modo perfetto le azioni semplici e quotidiane, piuttosto che compiendo grandi gesti. Numerose persone, inclusi esponenti della nobiltà, si rivolgevano a lei per ricevere consigli ed esercitò una vasta carità verso i bisognosi. L'umiltà, la carità e un'eroica pazienza furono i tratti distintivi della sua esistenza.
Morì a Bassano il primo marzo 1670, in tarda età e provata dalle sofferenze fisiche. La sua spiritualità iniziò nell'alveo francescano e si completò in quello benedettino, assorbendo anche influssi carmelitani e ignaziani. Il fulcro della sua vita spirituale fu la figura di Cristo, sposo mistico, contemplato nei momenti salienti della sua vita terrena. I suoi principi spirituali sono testimoniati dai suoi scritti, tra cui le meditazioni sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e un ricco epistolario. Nacque ad Asiago il quindici agosto 1606 e morì a Bassano il primo marzo 1670.
Culto, beatificazione e patronato
Alla sua intercessione vennero ascritte numerose guarigioni miracolose. Nel 1699 fu avviato il suo processo di beatificazione. Il nove giugno 1783 fu proclamata beata da papa Pio VI. La sua beatificazione suscitò grande esultanza tra la popolazione veneta, in special modo a Bassano e ad Asiago. Gli abitanti di Bassano e Asiago la acclamarono come loro patrona. Un segno particolare della protezione della Beata è legato alla sua città d'origine. L'ultimo miracolo attribuito alla beata si è verificato nella sua città d'origine durante il primo conflitto mondiale.
I violenti bombardamenti durante la guerra rasero al suolo l'intera città di Asiago. La statua eretta in suo onore nel 1908 di fronte alla sua casa natale rimase del tutto illesa. Il Martirologio Romano fissa la sua memoria liturgica al primo marzo. Nella città di Asiago viene festeggiata il giorno ventisei febbraio.
La vita
Nata ad Asiago nel 1606, la Beata Juana María Bonomo ha intrapreso il suo cammino di perfezione cristiana entrando nel monastero benedettino di San Girolamo a Bassano nel 1621. L'anno successivo, nel 1622, ha emesso la sua professione dei voti religiosi, legandosi indissolubilmente alla regola di San Benedetto in una dedizione che avrebbe caratterizzato l'intera sua esistenza. La sua permanenza in monastero è stata costantemente accompagnata da una vita interiore ricca e straordinaria, caratterizzata da estasi e fenomeni di bilocazione che hanno attirato l'attenzione della sua comunità e delle autorità ecclesiastiche dell'epoca.
Il servizio della Beata Juana María Bonomo si è manifestato in modo esemplare nel suo ruolo di guida, venendo eletta badessa per la prima volta nel 1652 e confermata nuovamente nell'incarico nel 1664. Questo ufficio di responsabilità è stato esercitato in un contesto non privo di difficoltà, inclusa la prova rappresentata dalle restrizioni imposte dalla Curia di Vicenza per la durata di sette anni. Tali limitazioni, vissute con spirito di obbedienza e sottomissione, non hanno intaccato la sua dedizione al monastero. La sua morte è avvenuta a Bassano nel 1670, concludendo un percorso terreno che ha lasciato un segno indelebile nella storia religiosa delle città di Asiago, Trento e Bassano.
Il culto
Il riconoscimento della santità della Beata Juana María Bonomo ha trovato il suo compimento definitivo nel 1783, quando Papa Pio VI l'ha elevata agli onori degli altari. La sua memoria liturgica, che la Chiesa universale celebra ogni anno il primo giorno di marzo, rappresenta un momento di riflessione sulla vita contemplativa e sulla forza dello spirito. La devozione verso di lei è particolarmente viva nelle terre che hanno visto la sua nascita e il suo servizio, venendo onorata come patrona ad Asiago e a Bassano.
Oltre alla data ufficiale riportata nel Martyrologium Romanum, la comunità di Asiago conserva una tradizione peculiare, celebrando la memoria della Beata il 26 febbraio. Questa distinzione sottolinea il legame profondo e filiale che la cittadina mantiene con la sua illustre concittadina, la cui esistenza continua a essere un punto di riferimento per coloro che cercano nella preghiera e nell'umiltà il senso del proprio cammino spirituale.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Giovanna Maria Bonomo?
Il Martirologio Romano fissa la sua memoria liturgica al primo marzo, mentre nella città di Asiago viene festeggiata il ventisei febbraio.
Di cosa è patrona la Beata Giovanna Maria Bonomo?
È stata acclamata come patrona dagli abitanti delle città di Bassano e di Asiago.
En Bassano in Veneto, beata Juana María Bonomo, abadesa de la Orden de san Benito, que, rica de dones místicos, fue partícipe en el cuerpo y en el alma de los dolores de la Pasión del Señor. — Martirologio Romano