Sant'Albino nacque all'incirca nell'anno 469 a Vannes, sebbene una nota finale collochi la sua nascita verso il 496, da una nobile famiglia. Scelse di abbracciare la vita monastica e nel 504 assunse la guida come abate del monastero di Tincillac, località identificabile con Nostra Signora di Nantilly a Saumur oppure con Théhillac, vicino a Guérande. Guidò questa comunità con grande rettitudine per circa venticinque anni, mentre la fama delle sue virtù si diffondeva rapidamente. Nel 529 fu nominato vescovo di Angers, nella Gallia lugdunense, odierna Francia, a seguito di una forte acclamazione popolare e nonostante le sue esitazioni personali. Il Martirologio attesta il suo ministero in questa sede e il suo aperto biasimo contro l'arroganza dei potenti dell'epoca. La sua vita fu spesa nella difesa della morale cristiana, affrontando con fermezza le consuetudini dei matrimoni incestuosi diffuse tra i nobili e promuovendo la riforma della Chiesa, trovando sostegno nell'approvazione di san Cesario. Si spense il 1° marzo 550 ad Angers, sebbene una nota ricordi anche la data del 10 marzo 550.
La figura di Sant'Albino è ricordata per la straordinaria popolarità raggiunta già nel Medioevo, con una devozione che superò i confini locali per espandersi in Germania, in Inghilterra e in Polonia. Gregorio di Tours ha testimoniato come la sua venerazione fosse già profondamente radicata al suo tempo. Dopo la sepoltura iniziale nella chiesa di San Pietro ad Angers, le sue reliquie furono traslate nel 556 nella cripta di una nuova chiesa a lui intitolata, accanto alla quale sorse un monastero che ebbe forse come primo abate l'abate Sapaudo. La collocazione definitiva delle spoglie avvenne nel 1126 all'interno dell'abbazia. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il 1° marzo, giorno in cui si rinnova il ricordo della sua testimonianza di pastore retto e coraggioso.
Sant'Albino visse nel quinto secolo ed è ricordato come il quinto vescovo della città di Vercelli, alla cui guida fu assunto nell'anno 452. In un tempo segnato dalla prova, quando le popolazioni barbariche dei Goti guidati da Alarico e degli Unni guidati da Attila attraversarono e saccheggiarono la città prima di essere sconfitte dal generale Ezio, egli seppe guidare la comunità con fede. A lui spettò l'impegnativo compito di riedificare la cattedrale vercellese, che era stata precedentemente fatta erigere per decisione dell'imperatore Teodosio il Grande durante il suo regno tra il 379 e il 393, la quale a sua volta aveva rimpiazzato una basilica di minori dimensioni situata nell'area del cimitero. Questa piccola basilica cimiteriale era stata fondata dal primo vescovo sant'Eusebio, fondatore della diocesi di Vercelli, sopra il sepolcro del martire san Teonesto, e lo stesso sant'Eusebio aveva espresso la volontà di essere inumato accanto a quella tomba. La venerazione e il culto nei confronti di sant'Albino affondano le radici in un'epoca remotissima, tramandando la memoria di un pastore dedito alla sua Chiesa in un momento di grande prova storica.
Nella medesima data del primo marzo vengono festeggiati tre santi che condividono il nome Albino, in un gruppo che comprende tredici santi in totale con lo stesso nome in tutto il calendario cristiano. Tra questi figure venerate dalla Chiesa vi sono sant'Albino martire di Colonia, sant'Albino vescovo di Angers e sant'Albino vescovo di Vercelli. Per quanto riguarda la figura del presule vercellese, non si conservano altre informazioni storiche sulla sua vita al di fuori degli eventi legati alla ricostruzione del tempio e al suo ministero episcopale. La sua memoria rimane viva nella Chiesa che lo ricorda con devozione filiale nel giorno della sua festività liturgica, affidandosi alla sua intercessione e custodendo l'eredità spirituale dei primi secoli cristiani in terra piemontese.
San David de Menevia fue una figura central y un eminente representante de las Chiese celtiche gallesi durante el sexto siglo. Nacido en la valle di Rhos como hijo de Sant y de Nonna, su existencia abarcó desde el año 542 hasta el año 601 aproximadamente, situándose su tránsito terrenal en Mynyw, en el territorio de Gales. Su memoria permanece viva en la historia eclesiástica por su infatigable labor pastoral y por su profunda influencia en el monachesimo del Galles.
A lo largo de su vida, San David destacó como un importante vescovo e monaco que guio a las comunidades en tiempos complejos. Su legado espiritual y cultural se extendió profundamente a través de los siglos, siendo recordado tanto por la fundación de numerosos monasterios como por haber evangelizzato la Britannia. Su figura es venerada litúrgicamente cada primero de marzo en los antiguos calendarios y en el Martirologio Geronimiano.
Sant'Eudocia, nota anche come Eudossia, è una figura venerata dalla tradizione agiografica come martire a Eliopoli, nella regione della Fenicia Libanese. Vissuta secondo il racconto durante l'impero di Traiano, tra il 98 e il 117, la sua storia è tramandata da una lunghissima passio originariamente redatta in dialetto siro-fenicio e in seguito tradotta in lingua greca. Il testo narra la sua straordinaria trasformazione da donna ricca e dissoluta a fervente cristiana, culminata con il martirio per decapitazione avvenuto alle calende di marzo.
La critica storica odierna classifica questo testo come un romanzo agiografico ideato per stimolare la fantasia popolare tramite miracoli eccezionali. Nonostante le evidenti incongruenze storiche, l'assenza di un culto tombale originario e la natura tardiva delle attestazioni liturgiche, la memoria di Sant'Eudocia è celebrata il 1º marzo. La narrazione mette a confronto la debolezza e il potere, la bellezza fisica e la lussuria, offrendo una riflessione profonda sui temi teologici della conversione e della gestione delle ricchezze.
San Felice III fu papa nel corso del quinto secolo, guidando la Chiesa di Roma dal 483 al 492 in un periodo segnato da profonde divisioni dottrinali e politiche. Originario di Roma e appartenente alla famiglia dei Coelius, il pontefice visse una stagione complessa che richiese fermezza nella difesa della fede cattolica, in particolare contro le spinte eretiche del monofisitismo e le interferenze imperiali d'Oriente. La tradizione della successione pontificia lo ricorda anche come Felice II a causa di una sovrapposizione storica legata a un precedente antipapa, sebbene gli studi successivi abbiano stabilito la corretta numerazione ufficiale.
La sua memoria liturgica si celebra il primo marzo, data della sua morte e sepoltura nella basilica di San Paolo a Roma. Oltre al suo rilevante impegno per la giustizia ecclesiale e per la tutela delle comunità africane perseguitate dai Vandali, la sua discendenza familiare vanta un legame straordinario con la storia della Chiesa: fu infatti avo del futuro papa san Gregorio Magno. La sua figura rimane un punto di riferimento fondamentale per la comprensione delle relazioni tra il soglio di Pietro e l'Impero romano d'Oriente durante le crisi scismatiche dell'epoca.
Il Beato Cristoforo da Milano fu un sacerdote dell'Ordine dei Predicatori vissuto tra il quindicesimo secolo, essendo nato nel 1410, e la sua conclusione terrena avvenuta nel 1484. Egli si distinse per la sua incrollabile dedizione allo studio, all'insegnamento della sacra dottrina e all'impegno profondo verso il culto divino, offrendo la propria esistenza come testimonianza luminosa del Vangelo in un'epoca di grandi mutamenti culturali.
Egli è ricordato soprattutto per essere stato un infaticabile annunciatore di Gesù Cristo in un tempo in cui l'umanesimo e il Rinascimento tendevano a porre l'uomo al centro dimenticando la dimensione divina. Attraverso la predicazione lungo la riviera ligure, la fondazione del convento di Taggia e il suo austero esempio di vita religiosa, il Beato Cristoforo dimostrò che la vera elevazione dell'essere umano trova il suo compimento unicamente nella redenzione di Cristo.
San Leone Luca, nato a Corleone indicativamente tra l'ottocento quindici e l'ottocento diciotto, visse un'esistenza straordinaria tra la Sicilia e la Calabria bizantina, incarnando la regola dei monaci orientali. Rimasto orfano in gioventù di entrambi i genitori, originari di Corleone e dediti alla terra, distribuì i propri beni ai poveri per intraprendere un cammino di radicale conversione spirituale, segnato dalla preghiera continua, dal digiuno e dall'umiltà.
Ricordato come abate e padre di una vasta comunità monastica, San Leone Luca è particolarmente venerato a Corleone, di cui è patrono e protettore dal millenovecentosettantacinque per aver protetto la città dalla peste. La sua memoria liturgica si celebra il primo marzo, data tradizionalmente indicata per il suo dies natalis, mentre l'ultima domenica di maggio si commemora la sua prodigiosa apparizione avvenuta nel millenottocentosessanta.
La Beata Giovanna Maria Bonomo, vissuta nel corso del decimosettimo secolo, è stata una religiosa dell'Ordine di San Benedetto, celebre per la profondità della sua esperienza mistica e per i suoi alti incarichi di guida spirituale a Bassano. Nata ad Asiago nel 1606 all'interno della dimora di famiglia, trascorse l'esistenza tra straordinari doni spirituali, profonde sofferenze fisiche e morali, e un servizio d'amore verso le consorelle e i bisognosi. La sua vita spirituale, radicata nella contemplazione di Cristo sposo mistico, ha lasciato un segno profondo nella tradizione della terra veneta.
Ricordata per la sua eroica pazienza e per la carità operosa, la Beata ha affrontato incomprensioni e prove interiori con costante abbandono alla volontà divina. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1670, la fama della sua santità si è diffusa ampiamente, portando alla proclamazione della beatificazione da parte di papa Pio VI nel 1783. Oggi viene venerata con particolare devozione a Bassano e ad Asiago, comunità che la custodiscono come patrona e ne onorano la memoria liturgica.
En Le Mans, en Neustria, ahora en Francia, san Siviardo, abad de Saint-Calais.
San León de Bayona
Obispo y mártir
En la Gascuña, en Francia, san León, obispo y mártir.
San Rudesindo
Obispo
En Cellanova en la Galicia en España, san Rudesindo, al principio obispo de Mondoñedo, que se esforzó por promover y renovar la vida monástica en aquella provincia y, una vez depuesto el oficio episcopal, tomó el hábito monástico en el monasterio de Cellanova, que luego rigió como abad.
Sant' Agnese Cao Kuiying
Viuda, mártir
En la ciudad de Xilinxian en la provincia de Guangxi en China, santa Agnese Cao Kuiying, mártir, que, ya casada con un marido violento, después de la muerte de este se dedicó por mandato del obispo a la enseñanza de la doctrina cristiana y, puesta por esto en la cárcel y padecidos cruelísimos tormentos, confiando siempre en Dios migró al banquete eterno.
Santa Domnina
Virgen en Siria
San Silvio y compañeros
Mártires venerados en Amberes
San Suitberto de Kaiserswerth
En la isla de Kaiserswerth sobre el Rin en Sajonia, en Alemania, san Suitberto, obispo, que, al principio monje en Northumbria, en Inglaterra, convertido después en compañero de san Willibrordo y ordenado obispo por san Wilfrido, anunció el Evangelio a los Bátavos, a los Frisones y a otros pueblos de Alemania y murió piadosamente en un cenobio por él fundado en edad ya avanzada.
Beato Gonzalo de Ubeda
Obispo
San Pedro Ernández
Mercedario, mártir
Beato Jorge de Biandrate
San Beltrán
Venerado en Fontaniva
Santi Venerio, Leoncia, Casto y Livonio
Mártires
Beato Godescalco
Abad
Sant’ Orso de Toul
Obispo
Del Martirologio Romano
En Angers en la Galia Lugdunense, ahora en Francia, san Albino, obispo, que reprendió con fuerza las costumbres soberbias de los poderosos y con empeño promovió el III Concilio de Orleans para la renovación de la Iglesia. — Martirologio Romano