23 de enero
Beata Margarita Molli
Mística
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini, infanzia e prime penitenze
Le notizie storiche sulla Beata Margarita Molli e sulla sua parente e discepola Beata Gentile Giusti ci giungono grazie a un'edizione stampata nel 1535 intitolata Vita di due Beatissime Donne, Margarita et Gentile. Questa fondamentale opera fu compilata dal Canonico Regolare Lateranense padre Serafino Aceti de’ Porti da Fermo, nato nel 1496 e morto nel 1540, il quale fu diretto contemporaneo delle due beate e ricevette parte delle notizie direttamente dalla viva voce di Gentile Giusti. Attualmente non esiste alcun esemplare originale di quella stampa del quindicesimo secolo, ma si conserva una preziosa copia manoscritta nell'Archivio arcipretale di Sant'Apollinare in Russi, a Ravenna, alla quale si sono sempre rifatti i successivi studi agiografici. Lo scritto informativo originale si deve al lavoro di Antonio Borrelli. All'interno di questo contesto documentario emerge la figura di Margherita Molli, la quale nacque l'otto maggio del 1442 nel castello di Russi, situato a circa quindici chilometri dalla città di Ravenna. Ella era figlia dei coniugi Francesco e Giovanna Molli, persone benestanti che tuttavia non poterono proteggerla dai disegni misteriosi della Provvidenza. A soli tre mesi d'età, colpita da una grave malattia e nonostante le ricchezze della famiglia, la bambina rimase irrimediabilmente cieca. Fin da piccolissima, in modo del tutto inusuale per la sua età, intraprese una via di intensa penitenza e contemplazione spirituale. Giunta all'incirca all'età di cinque anni, prese l'abitudine di camminare a piedi nudi in ogni stagione e con qualsiasi condizione atmosferica. Tutti questi comportamenti costituivano evidenti segni di una precoce inclinazione alla santità che avrebbe caratterizzato l'intera sua esistenza terrena.
La vita di monaca di casa e le opere di carità
Margarita continuò a crescere nell'adolescenza e nella gioventù perseverando rigorosamente nella penitenza e compiendo gesti di radicale distacco dai beni terreni. Ella scelse infatti di lasciare ogni ricchezza di famiglia ai poveri, riducendosi a vivere esclusivamente dell'elemosina altrui. Si inflisse costantemente digiuni severi e asprezze corporali, tra cui l'abitudine di dormire direttamente sulla nuda terra. Fin dalla giovinezza emise il sacro voto di verginità per consacrarsi interamente al Signore. A causa della sua profonda cecità, che tuttavia non le impediva affatto di muoversi con passo spedito e senza alcuna guida materiale, le fu preclusa l'entrata in un Ordine Religioso tradizionale. Per questo motivo scelse di intraprendere una peculiare vita di monaca di casa, rimanendo immersa nella preghiera e nell'ascolto di Dio. Nonostante vivesse appartata e lontana dai clamori del mondo, la fama della sua esistenza santa si diffuse rapidamente in tutto il circondario ravennate. Molte persone cominciarono ad accorrere regolarmente presso di lei per ascoltare preziosi consigli di vita evangelica, trovare consolazione nelle proprie afflizioni e suscitare un sincero pentimento nei cuori dei peccatori. Accanto a queste doti di discernimento spirituale, la beata ricevette dal cielo il dono della profezia e la facoltà di operare miracoli prodigiosi. Tra le sue predizioni più celebri si ricordano l'annuncio della battaglia di Ravenna avvenuta nel 1512, lo svolgimento del Concilio di Trento tenutosi tra il 1545 e il 1564, e la storica vittoria cristiana di Lepanto del 1571. Per la sua straordinaria dedizione verso il prossimo, veniva universalmente chiamata da tutti con gli appellativi di La Madre e La Santa. Mosso da un forte zelo educativo, il suo spirito caritatevole la spinse a radunare un gruppo di pie giovanette presso la Pieve di San Pancrazio, distante tre chilometri dal paese, allo scopo di istruirle ed edurle cristianamente.
Il soggiorno ravennate, la Confraternita e la difesa della fede
Nel 1485, all'età di quarantatré anni, Margherita lasciò definitivamente il paese di Russi per trasferirsi nella vicina città di Ravenna. Qui trovò accoglienza e dimora nella casa di Lorenzo Orioli, un fedele devoto che si prese cura di lei. Anche nella nuova realtà urbana, la beata proseguì instancabilmente la sua attività di carità cristiana, visitando assiduamente le chiese e accogliendo ogni giorno una moltitudine di persone desiderose di ricevere i suoi consigli spirituali. La cittadinanza osservava ammirata e veniva fortemente attratta dal suo eroico esercizio delle virtù cristiane. Nonostante vivesse nella luce della fede, ella non fu risparmiata dalle calunnie di chi non credeva alla sua autenticità, ma conservò sempre una grande serenità di spirito e una profonda rassegnazione di fronte alle avversità. Il suo cuore batteva inoltre per le sorti della Chiesa universale; in stretta unione spirituale con il papa, ebbe particolarmente a cuore la difesa della cristianità contro l'avanzata dei musulmani, esortando incessantemente i fedeli a pregare per l'unità di tutti i cristiani. Per accogliere e organizzare i numerosi devoti che affluivano attorno alla sua figura, Margarita ideò e creò la Confraternita del Buon Gesù. Dopo la sua morte, questo sodalizio si trasformò nella Congregazione dei Preti del Buon Gesù, grazie all'opera meritoria del discepolo Girolamo Maluselli e dell'altra discepola Gentile Giusti. La Congregazione svolse un'intensa attività pastorale e caritatevole a Ravenna e in tutta la Romagna, ricevendo l'approvazione ufficiale nel 1538 da parte di papa Paolo III, prima di essere successivamente soppressa nel 1651 per disposizione di papa Innocenzo X. Già nel 1537, per espressa volontà di papa Paolo III, era stato celebrato un apposito processo canonico volto a esaminare e confermare i numerosi miracoli attribuiti all'intercessione delle due beate cugine.
La morte, la traslazione delle reliquie e il legame con Gentile Giusti
Margarita Molli concluse la sua esistenza terrena a Ravenna il 23 gennaio del 1505. La sua modesta tomba fu inizialmente collocata all'interno della chiesa di Sant'Apollinare Nuovo, divenendo subito meta di pellegrinaggio per numerosi devoti che ne invocavano l'intercessione. Purtroppo, durante la violenta invasione dei soldati francesi, il sepolcro fu profanato. Per evitare ulteriori oltraggi alle sacre spoglie, Lorenzo Orioli, il devoto parente che l'aveva amorevolmente ospitata in vita, decise di trafugare il corpo con il consenso dei sacerdoti locali. In piena notte caricò le spoglie mortali sopra un asino e lasciò l'animale completamente libero di camminare verso la destinazione che la Provvidenza avrebbe scelto. Nelle tenebre della notte, l'asino si fermò miracolosamente vicino alla chiesa di San Pancrazio di Russi, arrestando il proprio cammino proprio sotto la chioma di un grande albero. Il corpo della beata fu quindi inumato in quel luogo nascosto, illuminato alla vista dai presenti da uno straordinario sciame di lucciole. Nel corso del seicento, precisamente nel 1659, le sue reliquie furono riunite a quelle della beata Gentile Giusti all'interno della Chiesa del Buon Gesù di Ravenna. Dopo ulteriori e successive traslazioni, oggi i resti mortali delle due venerabili cugine riposano finalmente insieme in un'unica urna nella chiesa arcipretale di Sant'Apollinare in Russi, circondate dalla vivissima devozione popolare che caratterizza da secoli l'intera zona. La figura di Margarita si intreccia profondamente con quella di Gentile Giusti, nata anch'essa l'otto maggio del 1442 a Russi e morta il 28 gennaio del 1530 a Ravenna. Gentile era figlia di un orafo veronese e si era sposata giovanissima con un sarto ravennese di nome Giacomo, soprannominato Pianella. Il matrimonio era stato deciso dai genitori per motivi di convenienza nella seconda metà del Quattrocento, spesso all'insaputa dei figli stessi. Giacomo era ritenuto un buon partito per via della sua fiorente bottega e della vasta clientela, ma si rivelò uomo grossolano, insensibile e totalmente privo di religiosità. Al contrario, Gentile possedeva una natura sensibilissima, una fede profonda e un animo assai delicato, rappresentando l'esatto opposto del coniuge. Ella visse così un matrimonio profondamente infelice, segnato da continui maltrattamenti e derisioni, basato unicamente sugli interessi materiali. La situazione precipitò quando Giacomo, a seguito di una infondata denuncia di stregoneria mossa contro la moglie, fu spinto dalla vergogna dopo che il vescovo di Ravenna ebbe dichiarato Gentile assolutamente limpida, corretta e religiosa. Per sottrarsi al giudizio sociale, l'uomo abbandonò il tetto coniugale trasferendosi a Padova e lasciando la moglie sola ad allevare i due figli, sebbene purtroppo uno di essi morisse giovanissimo. Dopo parecchi anni di lontananza, Giacomo fece ritorno a casa e trovò una sposa fedele che non aveva mai smesso di pregare per la sua conversione e di educare cristianamente il figlio superstite, Leone, il quale cambiò radicalmente vita e divenne sacerdote. Ispirato dall'esempio luminoso e costante della moglie e desideroso di imitarne la virtù, Giacomo mutò radicalmente il proprio stile di vita, ritrovando così l'armonia e l'unità familiare prima di morire poco tempo dopo. Rimasta vedova, Gentile continuò a spendersi per gli altri, aiutando persino un uomo miscredente e violento di nome Girolamo Maluselli a cambiare radicalmente vita, sostenendolo nel percorso che lo avrebbe portato a diventare sacerdote dopo essersi confidato con lei. Ispirandosi al modello spirituale della sua illustre parente Margherita, Gentile condivise con quest'ultima gli stessi ideali e i medesimi progetti di vita cristiana, cementando un legame di santità che unisce ancora oggi nella festa liturgica celebrata congiuntamente dal paese di Russi e dal territorio ravennate l'ultima domenica di gennaio.
Su vida y camino
La historia de la Beata Margarita Molli se entrelaza con las realidades de la Italia del siglo quince. Nacida en Russi en el año mil cuatrocientos cuarenta y dos, su vida estuvo marcada desde muy temprana edad por la fragilidad física, al quedar ciega cuando apenas tenía tres meses de vida. Esta condición no fue un impedimento para que su alma se abriera a la luz interior, pues durante su adolescencia tomó la decisión consciente de emitir un voto de virginidad, consagrando así su existencia al servicio del Señor. En el año mil cuatrocientos ochenta y cinco, decidió trasladarse a Rávena, lugar donde desarrollaría gran parte de su misión espiritual.
Paralelamente, otra figura bajo el nombre de Margarita Molli, originaria de Verona, también dejó una huella profunda en Rávena durante el mismo siglo. Esta mujer enfrentó los desafíos de la vida conyugal tras unirse en matrimonio con el sastre Giacomo Pianella. Tras sufrir el abandono de su esposo, quien decidió trasladarse a Padua, ella mantuvo su integridad espiritual frente a las dificultades. En un momento de gran tensión social, fue acusada injustamente de brujería, logrando ser absuelta por el obispo de Rávena, lo cual reafirmó su rectitud ante la comunidad. Ambas trayectorias convergen en un compromiso compartido con la fe, manifestado en su papel fundamental en la fundación de la Congregación de los Preciosos del Buen Jesús y la Confraternidad del Buen Jesús. Su dedicación a la vida piadosa fue tal que, en el año mil quinientos treinta y siete, se inició un proceso canónico para examinar los milagros atribuidos a su intercesión, consolidando así el reconocimiento de su santidad por parte del pueblo fiel.
El culto y legado
El culto a la Beata Margarita Molli nace de la profunda gratitud del pueblo, que vio en su vida un reflejo de la gracia divina. Desde el siglo quince, su memoria ha sido custodiada por los fieles, quienes reconocieron en sus actos una santidad auténtica y cercana. Este reconocimiento espontáneo fue respaldado por la apertura de un proceso canónico en el año mil quinientos treinta y siete, destinado a verificar los signos y milagros que acompañaron su vida y su tránsito hacia la eternidad.
Hoy en día, su legado sigue vivo en la tradición litúrgica de la región, donde su figura es venerada con gran devoción. La Iglesia recuerda a esta mujer mística con especial afecto, celebrando su memoria el veintitrés de enero, con una conmemoración particular que se extiende hasta la última semana de enero. La persistencia de este culto popular, que ha superado el paso de los siglos, es testimonio de una vida entregada a la oración y al servicio, capaz de inspirar a las generaciones actuales a buscar la presencia de Dios en todas las circunstancias, incluso en aquellas donde el mundo parece ocultar la esperanza.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Margarita Molli?
La sua ricorrenza liturgica si celebra ufficialmente il 23 gennaio, mentre i festeggiamenti solenni nella zona di Russi e Ravenna si tengono l'ultima domenica di gennaio.
Di cosa è patrona la Beata Margarita Molli?
La Beata Margarita Molli è patrona del paese di Russi e della città di Ravenna.