20 de mayo
Beata María Crescencia (María Angélica) Pérez
Religiosa gianellina
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini familiari e giovinezza
Maria Angelica Pérez nacque a San Martín, nella provincia di Buenos Aires, il 17 agosto 1897. Ella era la quinta degli undici figli di Agustín Pérez e di Ema Rodriguez. La famiglia si trasferì ben presto a Pergamino. Maria Angelica trascorse l'adolescenza e la prima giovinezza a Pergamino in un clima di profonda religiosità. Il padre lavorava nelle pampas argentine come agricoltore o mandriano a seconda delle richieste. Angelina, come veniva chiamata in famiglia, seguì il padre insieme ai fratelli nelle pampas. Angelina s'impegnò negli studi contemporaneamente al lavoro. Angelina conseguì il diploma di maestra dei lavori domestici.
La vocazione e la Congregazione
A diciotto anni, maturata la sua vocazione religiosa, entrò nella Congregazione delle Figlie di Nostra Signora dell'Orto. L'ingresso nella Congregazione avvenne il 31 dicembre 1915 nella città di Buenos Aires. Aveva conosciuto quelle suore a Pergamino quando aveva circa dieci anni. Indossò l'abito religioso il 2 settembre 1916. Prese il nome di suor Maria Crescenzia. Al termine del noviziato, pronunciò i voti il 7 settembre 1919. La Congregazione era stata fondata il 12 gennaio 1829 da Antonio Maria Gianelli, vescovo di Bobbio. Antonio Maria Gianelli fu canonizzato nel 1951. Le suore della Congregazione sono dette anche Gianelline. Un drappello missionario della Congregazione sbarcò nel settembre 1856 a Montevideo, in Uruguay. La Congregazione si espanse successivamente nel continente sudamericano. Il gruppo missionario era capeggiato da suor Chiara Podestà, sorella della cofondatrice madre Caterina.
Il servizio apostolico e la cura dei malati
Nei primi anni di vita religiosa, suor Maria Crescenzia si dedicò ai bambini come maestra del cucito e insegnando il catechismo. Prestò servizio prima nella Casa Provinciale e poi nel Collegio dell'Orto a Buenos Aires. Successivamente si dedicò con zelo agli ammalati, specialmente ai tubercolotici. Lavorò nel sanatorio marittimo Solarium di Mar del Plata. La tisi aveva colpito suo padre e due sorelle, Luisa e Sofia, tutti morti in giovane età. L'intensa assistenza agli ammalati durò tre anni. Il fisico di suor Crescenzia, predisposto alla tisi, cominciò a declinare velocemente. La superiora la inviò a Vallenar, in Cile, dove alcune suore prestavano servizio nell'ospedale locale.
Gli ultimi anni in Cile e il transito
A Vallenar visse con gioia la vita comunitaria e il servizio agli infermi. Crebbe incessantemente nell'amore di Dio durante il soggiorno in Cile. Affrontò anni di sofferenza silenziosa lavorando come poteva. Pur essendo sempre più affaticata, non si lamentava mai. Aveva l'accortezza di evitare gesti o atti affettuosi che potessero contagiare le consorelle. Insegnava il canto ai bambini suonando il piccolo armonium della Cappella. Aveva una voce flebile e sempre più stanca. Accettò totalmente la volontà di Dio e offrì la sua giovane esistenza, specie nei lunghi periodi di doloroso isolamento. Minata dal male, suor Maria Crescenzia morì il 20 maggio 1932 a soli trentacinque anni. La sua morte avvenne tra il generale compianto della popolazione di Vallenar.
La devozione e la beatificazione
La popolazione di Vallenar aveva preso ad identificarla come la santina. La devozione nei suoi riguardi fu tale che i fedeli locali riuscirono ad impedire per trentaquattro anni la traslazione della salma. Era stata sepolta nel cimitero di Vallenar in modo non riconoscibile, in un sepolcro con undici casse sovrapposte di poveri deceduti. Nel 1966 la tomba fu individuata e la cassa aperta. Il suo corpo risultò incorrotto. Il corpo fu traslato a Quillota nella nuova Cappella cimiteriale della Congregazione. Il corpo fu poi ricondotto in patria. Il 26 luglio 1986 fu collocato nella Cappella del Collegio dell'Orto a Pergamino. Il 5 dicembre 1989 la Santa Sede diede il nulla osta per l'avvio del processo di beatificazione. Il 22 giugno 2004 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto sull'eroicità delle sue virtù. È stata beatificata il 17 novembre 2012 a Buenos Aires, in Argentina. La celebrazione di beatificazione fu presieduta dal cardinale Angelo Amato.
Il cammino di fede
María Angélica Pérez nacque a San Martín nel 1897, in un contesto familiare e sociale che avrebbe forgiato il suo spirito verso una profonda sensibilità religiosa. Nel 1915, rispose alla chiamata del Signore entrando nella Congregazione delle Figlie di Nostra Signora dell'Orto, assumendo il nome di María Crescencia. Da quel momento, la sua vita divenne un cammino di dedizione instancabile attraverso diverse località argentine, tra cui Pergamino, Buenos Aires e Mar del Plata.
A Buenos Aires, María Crescencia esercitò il suo apostolato come maestra e catechista, trasmettendo con semplicità la bellezza del Vangelo alle nuove generazioni. Successivamente, a Mar del Plata, la sua missione si spostò verso il sollievo di chi soffriva, offrendo assistenza amorevole ai malati di tubercolosi. La malattia, tuttavia, non risparmiò neppure lei, costringendola infine a un trasferimento a Vallenar, in Cile, nella speranza di un miglioramento delle sue condizioni di salute. In terra cilena, la Beata continuò a testimoniare la sua fede fino alla fine. Il suo percorso terreno si concluse prematuramente nel 1932, a causa della tubercolosi, chiudendo una parabola di vita segnata dal sacrificio e dalla preghiera. La Chiesa ha solennemente riconosciuto la santità della sua testimonianza con la beatificazione, celebrata il 17 novembre 2012 nella città di Buenos Aires, a conferma di un esempio che continua a ispirare quanti scelgono di dedicare la propria esistenza al servizio di Dio.
Il culto e la memoria
La figura della Beata María Crescencia Pérez è oggetto di una devozione che supera i confini tra l'Argentina e il Cile, terre che hanno visto lo svolgersi della sua missione. Il suo culto trova il momento di maggiore solennità nella memoria liturgica fissata per il 20 maggio, giorno in cui la Beata concluse il suo pellegrinaggio terreno per nascere alla vita eterna.
La celebrazione di questo giorno non è solo un ricordo del passato, ma un invito attuale a vivere la carità con lo stesso spirito di servizio che ha animato María Crescencia durante il suo apostolato. I fedeli guardano alla sua vita come a un faro di speranza, specialmente chi affronta la prova della malattia o si dedica alla cura del prossimo. La Chiesa, attraverso la sua beatificazione, propone la Beata come interceditrice e modello di vita consacrata, capace di trasformare le fatiche quotidiane in un atto di amore puro verso il Signore e la comunità dei credenti.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María Crescencia?
La ricorrenza liturgica si celebra il 20 maggio.