23 de mayo
Beata María Crucificada del Divino Amor (Maria Gargani)
Fundadora
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Maria Gargani nacque a Morra Irpina, in provincia di Avellino, il 23 dicembre 1892. Era l'ottava e ultima figlia di Rocco Gargani e Angiolina De Paola. Suo padre Rocco esercitava la professione di maestro elementare. La futura fondatrice ricevette la prima istruzione primaria direttamente in famiglia, grazie alla dedizione del padre e delle sorelle, che erano anch'esse maestre. Il padre, uomo di fede profonda, la educò amorevolmente alle cose di Dio facendole imparare a memoria le preghiere quotidiane e il catechismo di san Pio X. In occasione di una missione predicata a Morra Irpina, Maria fece la Prima Comunione di nascosto dei genitori, accostandosi alla Confessione e ricevendo l'Eucaristia. I suoi genitori si sentirono in colpa per essere stati assenti durante quel momento così santo. A partire dalla quarta elementare, Maria proseguì gli studi ad Avellino, frequentando le scuole superiori nel Convitto Nazionale di Avellino come ospite dello zio Alfonso insieme al fratello Francesco. Nel 1913 conseguì il diploma magistrale ad Avellino. Nello stesso anno 1913, dopo aver superato il concorso statale, ottenne un posto da maestra a San Marco la Catola, in provincia di Foggia, dove abitavano sua sorella Antonietta e suo cognato.
L'incontro con i direttori spirituali e padre Pio
A San Marco la Catola, Maria Gargani entrò nella Mistica Betania, un gruppo di preghiera guidato da padre Agostino e padre Benedetto da San Marco in Lamis presso il convento dei Cappuccini. Nel 1915 padre Agostino fu chiamato in guerra come cappellano militare. Prima di partire, padre Agostino affidò Maria alla guida spirituale di padre Pio da Pietrelcina. Il 26 agosto 1916 ricevette la prima di sessantasette lettere da parte di padre Pio. In quella prima missiva padre Pio espresse gioia e riconoscenza per aver potuto conoscere il carattere e l'anima di Maria. La maestra irpina incontrò padre Pio per la prima volta a metà aprile del 1918, quando il santo frate passò per il convento di San Marco La Catola. Nel suo diario, Maria annotò il felice incontro con padre Pio, descrivendo con commozione la soavità delle sue parole e il grande conforto ricevuto. Parallelamente, nel 1913 si era iscritta all'Ordine Francescano Secolare e successivamente era divenuta socia dell'Azione Cattolica, traducendo la sua fede in un apostolato attivo tra i bambini e i ragazzi del paese seguendo i preziosi consigli dei direttori spirituali.
Apostolato e prime prove di vita consacrata
Maria radunava i ragazzi in una stanza presa in affitto e usava un proiettore per diapositive, acquistato con i suoi risparmi personali, per le lezioni di catechismo. Queste lodevoli attività di catechismo le procurarono alcuni contrasti con le altre maestre e con i superiori scolastici. La sua carità non conosceva confini e si occupò di numerosi ammalati, assistendo in particolare due donne di nome Lucia e Rosinella. Accudì Lucia, una povera donna cieca che viveva abbandonata nell'ospizio dei poveri, provvedendo alle sue necessità igieniche. Si dedicò inoltre a Rosinella, affetta da artrite deformante, alla quale insegnò a realizzare fiori di carta per guadagnarsi da viver quando si accorse che le dita conservavano ancora una certa sensibilità. Nel frattempo, prese gradualmente coscienza di doversi consacrare a Dio in un istituto religioso esistente. Padre Agostino caldeggiava la sua adesione all'Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, mentre padre Benedetto le raccomandava di entrare tra le Brigidine. Padre Pio inizialmente non le diede indicazioni precise, pur sembrando d'accordo con padre Benedetto. Quando Maria chiese a padre Pio il permesso di partire per provare un istituto, lui le disse di andare e di tornare qualora non si fosse trovata bene. Dopo aver fatto l'esperienza in un istituto, Maria tornò a casa dopo qualche mese. Alla fine dell'anno scolastico si recò di nuovo da padre Pio per tentare in un istituto di Roma, e lui reagì ridendo e commentando i suoi continui giri sulla terra.
Il discernimento e la fondazione dell'Opera
Nel 1928 Maria fu trasferita a Volturara Appula, in provincia di Foggia e diocesi di Lucera-Troia. Il 19 marzo 1935 aderì all'Opera Diocesana del Sacro Cuore per le vocazioni sacerdotali, destinata al sostegno economico e morale dei seminaristi di Lucera, specie quelli sprovvisti di mezzi. Le sue lodevoli iniziative suscitarono l'apprezzamento del vescovo di Lucera, monsignor Giuseppe Di Girolamo, il quale pregò Maria di avviare le iniziative anche negli altri paesi della diocesi. Nella seconda metà del 1933, Maria era sempre più indecisa sulla propria vocazione e decise di fare una novena alla Madonna per risolvere ogni dubbio. Al termine della novena, mentre si trovava in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento nella Chiesa Madre di Volturara, comprese cosa Dio le chiedeva tramite una luce intellettiva menzionata nel suo diario: la chiamata a avviare un nuovo Istituto di suore per prolungare il suo apostolato. Quando i tempi furono maturi, Maria confidò il suo intento a padre Pio. Il cappuccino approvò l'intento dicendo che era la volontà di Dio e di fare presto a chiedere al Vescovo il convento. L'11 febbraio 1936 monsignor Di Girolamo autorizzò con un decreto l'erezione della Pia Unione delle Suore Apostole del Cuore Eucaristico di Gesù. Il 21 aprile dello stesso anno fu inaugurata la prima comunità nell'ex convento di Santa Maria della Sanità a Volturara Appula.
Sviluppo della Congregazione e maturità spirituale
Tra il 1936 e il 1944 la fondatrice definì gli scopi della nuova famiglia religiosa, che includevano l'apostolato parrocchiale, l'istruzione catechistica, la diffusione della buona stampa, l'istituzione di scuole materne per bambini, scuole professionali per ragazze e doposcuola. Nel 1938 fu aperta una seconda Casa a San Marco la Catola. Nel 1945, previo accordo tra il vescovo di Lucera e il cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli, Maria trasferì la Casa madre da Volturara Appula a Napoli per favorire le vocazioni. Il 18 aprile 1945 si celebrò la professione religiosa di Maria e di alcune compagne, occasione in cui Maria cambiò nome in suor Maria Crocifissa del Divino Amore. Il 28 ottobre 1945 fu ufficialmente eretta la nuova Casa madre in via Nuova San Rocco di Capodimonte 12 a Napoli. Nel marzo 1948, nella lettera circolare numero 33, scrisse di sapersi immolare per la gloria di Dio e aiutare le anime emarginate. Poiché non riusciva a recarsi spesso a San Giovanni Rotondo da padre Pio, in quanto lui stesso faticava a seguire i figli spirituali a causa dei numerosi fedeli, il 21 luglio 1951, nella basilica della Madonna del Rosario di Pompei, incontrò il giovane sacerdote don Antonio Fanucci, direttore spirituale del Seminario di Gubbio, il quale divenne il suo nuovo direttore spirituale, guidandola di persona e a livello epistolare. Il 20 giugno 1956 monsignor Marcello Mimmi, arcivescovo di Napoli, rese la Pia Unione Congregazione religiosa di diritto diocesano, assumendo il nome di Suore Apostole del Sacro Cuore. Un mese dopo l'erezione a congregazione diocesana, madre Maria Crocifissa lasciò l'insegnamento e poté professare i voti perpetui. L'approvazione della Santa Sede giunse il 12 marzo 1963, seguita da numerose altre fondazioni in Campania, Puglia, Molise, Lazio e Sicilia. Madre Maria Crocifissa mantenne la contemplazione del Sacro Cuore di Gesù e raggiunse un alto grado di perfezione con un impegno quotidiano. Negli ultimi anni le consorelle la ricordavano inginocchiata al suo solito posto nella cappella di Casa madre con lo sguardo fisso al Tabernacolo, facendo trapelare la sua ansia apostolica tramite la corrispondenza, anche solo con una cartolina.
Il transito terreno e la glorificazione sugli altari
Maria morì nella sua camera in Casa madre il 23 maggio 1973 all'età di ottantuno anni. Il corpo fu inizialmente tumulato nel cimitero napoletano di Poggioreale e successivamente, il 17 maggio 1992, fu traslato nella cappella di Casa madre in via Nuova San Rocco 12 a Napoli, nel quartiere Capodimonte. I primi passi per la causa di beatificazione partirono nel 1985 per impulso dell'allora madre generale Laura De Biase. L'autorizzazione a procedere della Conferenza Episcopale della Campania giunse il 6 settembre 1986, e il nulla osta della Santa Sede rimonta al 31 maggio 1988. Il 12 settembre 1988 ebbe inizio la fase diocesana della causa, conclusasi il 16 maggio 2002 con una solenne cerimonia presieduta dal cardinale Michele Giordano, arcivescovo di Napoli, alla presenza dei vescovi delle diocesi di origine e di attività della Serva di Dio. L'inchiesta fu integrata da un processo rogatoriale svolto dal 27 maggio al 5 settembre 1991 nella diocesi di Lucera-Troia per ascoltare i testimoni provenienti da San Marco La Catola e Volturara Appula. Il decreto di convalida dell'inchiesta diocesana porta la data del 21 marzo 2003. La Positio super virtutibus fu preparata nel 2007 e sottoposta nel 2013 all'esame dei membri della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 7 luglio 2017 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto per dichiarare Venerabile madre Maria Crocifissa. Il caso preso in esame come possibile miracolo per la beatificazione fu quello di Michelina Formichella di Torrecuso, in provincia di Benevento. Nel 1975 Michelina Formichella era affetta da un tumore maligno del piloro; i medici che volevano operarla riscontrarono la presenza di metastasi e decisero di non proseguire l'intervento. Durante il ricovero Michelina invocò madre Maria Crocifissa e, dopo qualche tempo, il tumore scomparve senza lasciare traccia. Michelina morì nel 2015 per un infarto del miocardio, per cause estranee alla precedente malattia. Il processo diocesano sul miracolo si svolse presso la Curia arcivescovile di Benevento dal 16 luglio 1996 al 7 aprile 1997, con atti convalidati il 28 ottobre 2011. Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ricevette in udienza il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, riconoscendo che la guarigione era inspiegabile, completa, duratura e ottenuta per intercessione della fondatrice delle Suore Apostole del Sacro Cuore. La beatificazione si svolse il 2 giugno 2018 nel Duomo di Napoli, presieduta dal cardinale Angelo Amato come delegato del Santo Padre. Madre Maria Crocifissa del Divino Amore divenne così la prima figlia spirituale di padre Pio a raggiungere gli onori degli altari.
Eredità spirituale e presenza missionaria odierna
Madre Maria Crocifissa terminò il suo cammino terreno con il vivo desiderio che l'Istituto potesse varcare i confini italiani. Nel 1980 le prime suore missionarie partirono per l'Africa, e oggi le religiose della congregazione sono presenti in Burkina Faso e in Ciad. Le opere a cui si dedicano comprendono la propagazione del culto al Sacro Cuore, l'educazione dell'infanzia e della gioventù e il servizio agli ammalati, svolto in particolare nelle zone con scarsità di sacerdoti. La Casa generalizia è stata spostata a Roma, mentre la casa di Capodimonte rimane la Casa madre. Madre Maria Crocifissa è nata a Morra De Sanctis, in provincia di Avellino, il 23 dicembre 1892, ed è morta a Napoli il 23 maggio 1973.
Su camino de fe
María Gargani nació en el año mil novecientos noventa y dos en Morra Irpina. A lo largo de su vida, recorrió diversos lugares como Avellino, San Marco la Catola y Volturara Appula, llevando siempre consigo el deseo de responder con generosidad a la llamada de Dios. Su encuentro con el Padre Pío de Pietrelcina fue el motor que impulsó su búsqueda espiritual, permitiéndole cimentar su vida en una profunda relación con el Corazón de Cristo.
En el año mil novecientos treinta y seis, fundó el Instituto de las Hermanas Apóstoles del Sagrado Corazón, respondiendo a una necesidad de apostolado y oración en la Iglesia. Con una dedicación constante, trabajó incansablemente por el crecimiento de esta familia religiosa. Un paso fundamental en su consagración ocurrió en el año mil novecientos cincuenta y seis, cuando emitió sus votos perpetuos, sellando definitivamente su entrega al Señor. En el año mil novecientos cuarenta y cinco, tomó la decisión de trasladar la Casa madre del instituto a Nápoles, ciudad que se convertiría en el centro de su labor. La Beata María Crucificada del Divino Amor vivió con sencillez y fortaleza, dejando una estela de santidad que fue reconocida oficialmente por la Iglesia cuando el Papa Francisco la declaró Venerable en el año dos mil diecisiete y, posteriormente, procedió a su beatificación en Nápoles el dos de junio del año dos mil dieciocho.
El reconocimiento de su santidad
La Iglesia celebra la vida de la Beata María Crucificada del Divino Amor como un modelo de perseverancia en la caridad y en el servicio a los hermanos. Su proceso de beatificación, concluido en el año dos mil dieciocho bajo el pontificado del Papa Francisco, subraya la relevancia de su obra fundacional y la autenticidad de su vida espiritual.
La memoria de la Beata no se limita únicamente a los hechos históricos de su fundación, sino que invita a los fieles a reflexionar sobre la importancia de la dirección espiritual, la fidelidad a los votos y la entrega total al Sagrado Corazón. Su figura es un recordatorio de que, incluso en el siglo veinte, es posible vivir una santidad profunda, arraigada en la oración y manifestada en el servicio activo dentro de la comunidad eclesial. Los lugares que recorrió durante su vida, desde Morra Irpina hasta Nápoles, hoy custodian el legado de una mujer que supo transformar su amor por Dios en una estructura de acogida y evangelización para muchas almas.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María Crucificada del Divino Amor?
La memoria liturgica si celebra il 23 maggio.