12 de julio
Beata María de San Enrique (Margarita Leonor de Justamond)
Virgen cisterciense, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
Marguerite Eléonore de Justamond nacque a Bollène il 12 gennaio 1746. Ella era figlia del nobile Jean Pierre e di Francoise Thérèse de Faure. La famiglia di Marguerite era una delle più in vista di Bollène e aveva dato alla luce magistrati e funzionari. La famiglia era tra le più cristiane della zona. Tale fervore spirituale si rifletteva anche nelle vocazioni dei parenti prossimi: una zia di Marguerite era orsolina a Pont-Saint-Esprit, una delle sorelle di Marguerite era orsolina a Pernes, e l'altra sorella di Marguerite era cistercense a Santa Caterina di Avignone. Le date di nascita e morte di Marguerite sono dodici gennaio millesettecentoquarantasei a Bollène e dodici luglio millesettecentonovantaquattro a Orange.
La vita monastica
Nel 1764 Marguerite entrò nel monastero di Santa Caterina ad Avignone. Il monastero di Santa Caterina era stato eretto nel 1264 e vantava una storia antica e di grande prestigio. Entrando in noviziato, Marguerite prese il nome di suor Marie de Saint Henri. Il 12 gennaio 1766 emise la professione solenne nelle mani della badessa Madre Thérèse di Saint Benoit de Rilli. Nel 1773 assistette alla professione della sorella Madaleine Francoise nello stesso monastero. Né le persecuzioni, né le difficoltà materiali, né il timore della morte intaccarono la sua costanza e la sua fedeltà alla fede e alla professione monastica.
La tempesta rivoluzionaria e il martirio
Alla fine del 1790 la clausura del monastero fu violata dai rivoluzionari. Le sorelle Justamond si ritirarono al paese natale dopo la violazione del monastero. In seguito raggiunsero le altre religiose cacciate dalle loro case, ricostituendosi in comunità nonostante i divieti. Tutte le religiose della comunità furono arrestate il 2 maggio 1794. Marguerite fu presentata ai giudici come donna di circa quarantasette anni, ex nobile, nata a Bollène e residente nell'ex monastero di Santa Caterina in Avignone. Fu condannata come controrivoluzionaria per aver manifestato idee monarchiche. Salì sul patibolo la sera stessa della condanna. Pur essendo di nobile e agiata famiglia, non volle alcun privilegio sul patibolo. Al momento della morte sulla ghigliottina aveva quarantotto anni e sei mesi.
Il contesto delle persecuzioni e il culto
Nel mese di messidoro del 1794 ad Orange si verificarono eventi che fecero trecentotrentadue vittime. Tra le vittime di Orange vi furono trentadue religiose e trentasei sacerdoti, tutti ghigliottinati. Le trentadue religiose vittime comprendevano sedici Orsoline, tredici Sacramentine, due Cistercensi e una Benedettina. Il 21 agosto 1905 si insediò ad Avignone il Tribunale per il processo di beatificazione delle trentadue religiose. Il 4 dicembre 1906 i documenti del processo informativo furono inviati ad Orange alla Congregazione dei Riti. Il 6 giugno 1916 la Congregazione emise parere favorevole all'introduzione della causa. Il 14 giugno papa Benedetto XV ordinò l'apertura del processo apostolico per stabilire la sussistenza del martirio. Il 10 maggio 1925 papa Pio XI riconoscesse beate le trentadue martiri di Orange con il decreto Adolevi. Pio XI fissò la celebrazione della memoria delle martiri al 9 luglio. Il martirologio ricorda a Orange in Provenza le beate Rosa di San Saverio Tallien, Marta dell'Angelo Buono Cluse, Maria di Sant'Enrico de Justamond e Giovanna Maria di San Bernardo di Romillon come vergini e martiri della rivoluzione francese.
Su camino de fe
La vida de la Beata María de San Enrique es un relato de devoción silenciosa y compromiso radical. Nacida en el seno de una época de cambios profundos, Margarita Leonor de Justamond encontró su vocación en la clausura cisterciense. Al ingresar en el monasterio de Santa Caterina en Avignone, respondió a una llamada interior que la llevó a consagrarse plenamente al Señor en mil setecientos sesenta y seis. Durante décadas, su vida transcurrió en la oración y el servicio, lejos de los tumultos públicos, hasta que las convulsiones de la Revolución francesa alcanzaron los muros de su hogar religioso.
En el año mil setecientos noventa, la supresión de las comunidades religiosas la obligó a abandonar su monasterio, iniciando un periodo de incertidumbre y persecución. A pesar de la hostilidad creciente, nunca renunció a su identidad ni a sus convicciones. El dos de mayo de mil setecientos noventa y cuatro, fue arrestada junto a sus hermanas de comunidad. En un juicio marcado por la intolerancia política, se le condenó a muerte por sus supuestas afinidades monárquicas. Con serenidad y dignidad, aceptó el martirio en Orange, sellando con su sangre una vida dedicada enteramente a la voluntad divina.
El reconocimiento de la Iglesia
El sacrificio de la Beata María de San Enrique no quedó en el olvido, sino que fue acogido por la Iglesia como un modelo de fidelidad extrema. Su testimonio de fe, que superó la violencia de la guillotina en Orange, fue reconocido oficialmente el diez de mayo de mil setecientos veinticinco, cuando el Papa Pío XI la proclamó Beata. Este gesto solemne subraya la importancia de su entrega en un siglo marcado por el conflicto y el dolor.
La memoria de esta religiosa cisterciense nos invita hoy a reflexionar sobre la constancia en la fe frente a las presiones del mundo. Su vida, que abarcó desde mediados del siglo dieciocho hasta el final de la Revolución francesa, es un recordatorio de que la verdadera libertad reside en la entrega a Dios. La Iglesia celebra su vida y su tránsito al cielo, manteniendo viva la luz de su ejemplo para todos los fieles que buscan fortaleza en los momentos de prueba.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María de San Enrique?
La sua memoria liturgica si celebra il 9 luglio, mentre la ricorrenza della sua nascita al cielo ricorre il 12 luglio.
En Orange en la Provenza en Francia, beatas Rosa de San Javier (Magdalena Teresa) Tallien, Marta del Ángel Bueno (María) Cluse, María de San Enrique (Margarita Leonor) de Justamond y Juana María de San Bernardo de Romillon, vírgenes y mártires, que consiguieron la palma del martirio durante la revolución francesa. — Martirologio Romano