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8 de junio

Beata María del Divino Corazón de Jesús (Maria Droste Zu Vischering)

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e infanzia in Germania

Maria nacque l'8 settembre 1863 nel palazzo Erbdrostenhof a Münster, in Germania. La sua venuta al mondo fu preceduta da quella di un gemello. La neonata era figlia dei nobili tedeschi conte Clemens Droste zu Vischering e baronessa Helen von Galen. La coppia nobiliare ebbe in tutto undici figli. Sfortunatamente, tre dei figli, due maschi e una femmina, morirono in tenera età. La famiglia divenne celebre nella regione per essersi mantenuta fermamente fedele alla Chiesa di Roma e al Papa durante gli anni difficili del Kulturkampf. Un parente della madre, Clemens August von Galen, divenne vescovo di Münster, Cardinale e fu successivamente proclamato Beato nel 2005. I due gemelli appena nati ricevettero il battesimo sotto condizione amministrato dal medico che aveva assistito al parto; il professionista era massone ma era a conoscenza della profonda fede dei conti. Il neonato maschio fu chiamato Max, mentre la bambina ricevette il nome di Maria poiché nacque proprio nel giorno della Natività della Madonna. I riti di battesimo furono completati due giorni dopo nella cattedrale di Münster da monsignor Maximilian von Galen, zio dei neonati. Alla bambina furono imposti i nomi di Maria Anna Johanna Franziska Theresia Antonia Huberta.

I due gemelli crebbero inseparabili. Nei primi anni di vita, Maria si distinse per un carattere particolarmente irrequieto e molto vivace, tanto da correre nell'erba, gettarsi nel fango, graffiare i fratelli e sputare loro addosso. A causa di questi modi turbolenti, ricevette in famiglia il soprannome affettuoso di gattina selvatica. Con il passare del tempo, la sua sensibilità spirituale iniziò a manifestarsi anche all'esterno, spingendola ad accorgersi dei poveri del villaggio vicino e a recarsi a visitarli appena le era possibile. La sua formazione cristiana proseguì con le tappe sacramentali fondamentali. Fece la sua prima Confessione il 29 gennaio 1875 e ricevette la Prima Comunione pochi mesi dopo, il 25 aprile 1875. L'8 luglio dello stesso anno ricevette la Cresima insieme al fratello gemello. Subito dopo la Cresima, avvertì chiaramente in sé un principio di vocazione religiosa che avrebbe orientato tutta la sua esistenza futura.

Il discernimento e la vocazione

La giovane prese la prima decisione definita riguardo alla propria vocazione religiosa il 21 novembre 1880. Durante una celebrazione scolastica frequentata dai fratelli Max e Wilhelm, udì la proclamazione del Salmo quarantaquattro e considerò quelle parole una descrizione perfetta della sua situazione interiore. Fu chiamata dal sacerdote gesuita padre Melchior Hauser, che conosceva bene la famiglia, e decise di aprirgli il suo cuore. Padre Melchior Hauser divenne così il suo direttore spirituale. All'età di quindici anni fu inviata a studiare nel collegio delle Religiose del Sacro Cuore a Riedenburg, in Austria. In quel collegio sviluppò profondamente la devozione al Sacro Cuore di Gesù e imparò a frenare la sua naturale impulsività. Durante il periodo di studi si ammalò di polmonite e dovette rientrare in famiglia. Comprese di poter cogliere l'occasione della malattia per riparare all'egoismo e ai comportamenti sbagliati della sua infanzia. Il 5 agosto 1882, in occasione del venticinquesimo anniversario di nozze dei genitori, comunicò loro la ferma decisione di farsi suora. Trovò i genitori ben disposti, ma il padre le suggerì di attendere il compimento dei ventuno anni a causa dei persistenti problemi ai polmoni.

Nel giugno 1883 la famiglia Droste fece un ritiro spirituale in prossimità della solennità del Sacro Cuore. La domenica di quel periodo, dopo aver ricevuto la Comunione nella cappella di famiglia, sentì una voce interiore che le rivelava che sarebbe stata la sposa del cuore di Gesù. Sentendosi profondamente indegna di una tale chiamata divina, ne parlò subito a padre Hauser. Padre Melchior Hauser la incoraggiò amorevolmente, dicendole che sarebbe diventata sposa di nostro Signore e assicurandole che non si trattava né di illusione né di arroganza. L'8 dicembre, munita del permesso del direttore spirituale, emise il voto privato di verginità perpetua. Dal 21 novembre 1886 iniziò un noviziato vissuto privatamente in casa con grande sobrietà. Liberò la sua camera nel castello di Darfeld da tutti i mobili superflui, accettò di essere presente ai pasti, di indossare abiti scuri anziché l'abito da suora e di partecipare regolarmente alle conversazioni della sua numerosa famiglia. Continuò inoltre il suo impegno caritativo, concentrandolo sui poveri ammalati ricoverati nell'ospedale fondato dal padre. Durante le visite ospedaliere, insieme alla madre, incontrò una donna che veniva isolata dagli altri visitatori perché ritenuta traviata. La madre stava per allontanare la donna, ma Maria vinse la propria repulsione pensando al comportamento che avrebbe avuto Gesù e le strinse calorosamente la mano.

L'ingresso tra le Suore del Buon Pastore

Maria comprese infine di dover entrare nella Congregazione di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore. Tale Congregazione era stata fondata da santa Maria di Sant'Eufrasia Pelletier nel 1829, e le religiose che ne facevano parte si dedicavano tra l'altro all'accoglienza e al recupero delle ragazze smarrite e delle ex prostitute. La giovane dovette tuttavia attende ben sette anni prima di poter varcare la soglia del convento. Maria entrò finalmente nel convento delle suore a Münster all'età di ventisei anni, il 21 novembre 1888. Il 10 gennaio 1889 ricevette l'abito religioso e assunse il nome di suor Maria del Divin Cuore di Gesù. L'appellativo ricevuto era alquanto inusuale in Germania, ma le procurò una gioia immensa. Per una singolare coincidenza temporale, lo stesso giorno, il 10 gennaio 1889, la giovane Thérèse Martin riceveva l'abito carmelitano in Francia, divenendo suor Teresa di Gesù Bambino. I primi incarichi affidati a suor Maria furono quelli di portinaia e di assistente all'insegnamento per le ragazze affidate alle cure delle suore. Riusciva a conquistarsi facilmente la simpatia e la fiducia delle giovani, ma attribuiva ogni successo unicamente al Sacro Cuore. Scrisse nella sua autobiografia di nutrire una particolare predilezione per la ragazza più infelice e sfortunata della comunità. Sentiva tuttavia il bisogno di una vita più contemplativa e temeva di essere distratta da Gesù a causa dei suoi molteplici incarichi pratici. Durante la Settimana Santa del 1890 avvertì una chiara risposta interiore sul fatto che Gesù operava, riposava, vedeva, lavorava, parlava e pregava attraverso di lei.

Il 24 gennaio 1894 suor Maria fu inviata a Lisbona, in Portogallo. In una lettera indirizzata a un fratello confidò di essere stata sul punto di scagliare nel fuoco la grammatica portoghese a causa delle grandi difficoltà linguistiche. Il clima portoghese le fece tuttavia molto bene, permettendole di pregare in comune e di allietare la ricreazione con le consorelle. La superiora del convento di Oporto ebbe improvvisamente una crisi di nervi e la Casa madre di Angers fu immediatamente informata della situazione. Il 12 maggio un telegramma notificò a suor Maria la sua nomina a nuova superiora della comunità di Oporto. Superati i problemi legati alla lingua, fece valere le sue straordinarie doti di prudenza e organizzazione, maturate osservando l'amministrazione delle proprietà familiari. Contribuì in modo determinante a ripristinare la disciplina che alquanto latitava nella comunità di Oporto. Fedeli di ogni ceto e provenienza sociale iniziarono a chiedere il suo aiuto e le sue preghiere presso il parlatorio del convento. Prese a suo carico famiglie lacerate, matrimoni da legittimare, sacerdoti in crisi e spose prive di dote. Provava una compassione particolarmente viva per i bambini dai tre ai cinque anni. Per loro decise di trasformare la sala comunitaria allo scopo di ricavare altri cinque posti per i più piccoli. Il suo principio fondamentale era di non rifiutare mai un bambino finché c'era anche un solo angolino libero, preferendo sempre i più poveri e gli abbandonati.

La sofferenza fisica e la missione per il Papa

Nel frattempo, la religiosa iniziò a soffrire d'insonnia e di frequenti mal di testa, che si rivelarono presto i sintomi di una mielite degenerata in tubercolosi ossea, nota anche come morbo di Pott. Dal 21 luglio 1896 non fu più in grado di alzarsi da sola e veniva regolarmente trasportata nella sala comunitaria su una sedia. Riusciva a celare il dolore atroce dell'operazione con la sua consueta allegria, descritta dalle consorelle come capace di far ridere i sassi. Vari medici cercarono di alleviare le sue sofferenze applicandole ferri caldi sulla schiena o praticandole dolorose scosse elettriche. Nonostante la gravità della malattia, non smise mai di badare alle questioni amministrative del convento, di scrivere e di dettare lettere. Il 4 giugno 1898 informò il suo direttore spirituale, l'abate benedettino Ildefonso Schober, di aver ricevuto dal Signore l'ordine preciso di chiedere al Sommo Pontefice la consacrazione del genere umano al Sacro Cuore. Dopo vari confronti e approfondimenti con l'abate, dettò una prima missiva a papa Leone XIII nel giugno 1898. Scrisse poi di proprio pugno una seconda e più dettagliata lettera al Pontefice nel gennaio 1899. Nel febbraio 1899, esattamente un mese dopo, al Papa fu diagnosticato un tumore benigno. Il tumore del Pontefice fu prontamente rimosso tramite un intervento chirurgico, e il Papa attribuì la sua rapida e miracolosa guarigione alle preghiere incessanti di tutti i fedeli.

Durante la malattia al Papa tornarono alla mente le lettere ricevute dal convento di Oporto. Nella fase di convalescenza, il Pontefice riprese in mano la corrispondenza proveniente dal Portogallo e la diede da esaminare attentamente al cardinale Camillo Mazzella. Il cardinale Camillo Mazzella rivestiva l'incarico di Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti. Il cardinale rispose che nelle lettere c'era molto materiale buono, ma che non si poteva compiere un passo così solenne basandosi unicamente su una rivelazione privata e senza fondamenti teologici accertati. Sussisteva infatti la questione problematica per cui un atto di consacrazione così esteso avrebbe inevitabilmente incluso anche i non credenti e i non cristiani. Dopo un attento e rigoroso esame, il cardinale concluse che le basi teologiche idonee si potevano trovare solidamente nella dottrina di san Tommaso d'Aquino. Il 25 maggio 1899 fu così pubblicata la storica enciclica Annum Sacrum. L'enciclica annunciava ufficialmente il Giubileo del 1900 e fissava l'atto solenne di consacrazione a domenica 11 giugno 1899, a ridosso della solennità del Sacro Cuore. Per preparare adeguatamente i fedeli a quella giornata fu indetto un solenne triduo di preghiera in tutto il mondo cattolico. Nel corso di un'udienza privata avvenuta nell'aprile precedente, Leone XIII aveva dichiarato al vescovo di Liegi, monsignor Doutreloux, che stavano per compiere il più grande atto di tutto il loro Pontificato.

Il transito e la memoria liturgica

Suor Maria era ormai ridotta agli estremi a causa della malattia e aveva ricevuto più volte il sacramento dell'Unzione degli infermi e il Viatico. Venne a conoscenza della promulgazione dell'enciclica tramite la lettura dei giornali e raccomandò con forza alle consorelle di curare particolarmente tutte le celebrazioni prescritte. Venerdì 8 giugno 1899 suor Maria fece appena in tempo a ricevere due copie dell'enciclica pontificia, che erano state mandate dal Papa in persona tramite il Nunzio apostolico accreditato in Portogallo. Suor Maria si spense serenamente alle tre del pomeriggio dell'8 giugno 1899. Il transito avvenne esattamente mentre le suore stavano per iniziare il triduo con la celebrazione dei Primi Vespri della solennità del Sacro Cuore. La religiosa morì all'età di trentacinque anni. Ai suoi funerali, sei nobili appartenenti a diverse famiglie di Oporto si offrirono volontari per portare a spalla in solenne processione il suo corpo. Folle commosse di fedeli piansero suor Maria durante le esequie, testimoniando la grande fama di cui godeva.

Nel 1921, a fronte della consolidata fama di santità a Oporto e altrove, prese avvio il processo informativo sulle sue virtù eroiche. Tale processo fu integrato da accurate inchieste rogatorie condotte a Münster, ad Angers, a Tui e a Bratislava. Il decreto che dichiarava Venerabile suor Maria del Divin Cuore fu formalmente autorizzato il 13 febbraio 1964. Il primo novembre 1975 suor Maria del Divin Cuore fu solennemente beatificata dal Beato Paolo VI. La beatificazione avvenne a seguito dell'approvazione ufficiale di un miracolo. Il prodigio riconosciuto consiste nella guarigione istantanea della giovane Isabella dos Santos da una grave peritonite associata a meningite. La guarigione di Isabella dos Santos avvenne nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 1952 a Oporto. La cerimonia di beatificazione coincise provvidenzialmente con un Anno Santo e con le celebrazioni per il terzo centenario delle grandi rivelazioni del Sacro Cuore fatte a santa Margherita Maria Alacoque. Un ulteriore presunto miracolo finalizzato alla causa di canonizzazione è avvenuto nella diocesi di Rockville Centre, negli Stati Uniti d'America. Il processo canonico per esaminare questo secondo presunto miracolo si è tenuto dal 15 giugno al primo novembre 2013; tuttavia, i periti medici hanno giudicato scientificamente spiegabile la guarigione esaminata e hanno riscontrato la mancanza di parte della documentazione necessaria, motivo per cui la causa di canonizzazione risulta attualmente ferma finché non emergerà un altro miracolo comprovato e documentato.

I resti mortali della Beata Maria del Divin Cuore di Gesù sono custoditi e piamente venerati nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Ermesinde, nel nord del Portogallo, mentre un'altra insigne reliquia della Beata è esposta nel santuario di Cristo Re ad Almada. La memoria liturgica per le Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore è stata fissata al giorno 8 giugno, data della sua nascita al Cielo. La Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore è nata inoltre dalla riunificazione, avvenuta a partire dal 2014, della Congregazione originariamente fondata da santa Maria di Sant'Eufrasia Pelletier con l'Unione di Nostra Signora della Carità fondata da san Giovanni Eudes. La Beata, vergine consacrata e instancabile apostola, impiegò tutta la sua esistenza terrena a promuovere mirabilmente la devozione filiale e universale verso il Sacratissimo Cuore di Gesù.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata María del Divino Corazón de Jesús?

La memoria liturgica della Beata si celebra l'8 giugno, giorno della sua nascita al Cielo.

Di quale congregazione faceva parte la Beata Maria del Divino Cuore?

Apparteneva alla Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore.

En Oporto en Portugal, beata María del Divino Corazón de Jesús Droste zu Vischering, virgen, de la Congregación de las Hermanas de la Caridad del Buen Pastor, que promovió admirablemente la devoción hacia el Sacratísimo Corazón de Jesús. — Martirologio Romano