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8 de junio

San Medardo

Obispo

San Medardo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Il padre di Medardo apparteneva al novero dei Franchi che avevano conquistato la Gallia insieme a re Clodoveo. La madre di Medardo apparteneva invece alla classe nobile del popolo gallo-romano, considerato tradizionalmente come la popolazione conquistata. Per questa ragione familiare, Medardo fa parte della prima generazione francese nata dalla fusione profonda tra i Franchi e i Gallo-romani. Egli compì i suoi studi a Viromandensium, che corrisponde all'attuale Saint-Quentin, luogo d'origine della sua formazione culturale. Conclusi gli studi, Medardo decise di rispondere alla chiamata del Signore e venne ordinato sacerdote. La sua figura divenne precocemente famosa tra la gente per alcuni minuscoli prodigi e miracoli che gli venivano attribuiti fin da allora. Le cronache tramandano episodi singolari in cui questi miracoli avvenivano addirittura a favore dei ladri che stavano derubando lui stesso. In una circostanza, la preghiera di Medardo rese muta la campanella che segnalava il furto di una mucca di sua proprietà. In un altro episodio, Medardo placò e dirotta uno sciame di api inferocite contro un uomo che stava rubando l'arnia col miele dallo stesso sacerdote. Anche una vigna di proprietà di Medardo fu depredata da un uomo che egli stesso aiutò generosamente a fuggire. Sebbene le narrazioni sui miracoli dei furti siano giudicate dagli storici come ingenue e probabilmente leggendarie, esse testimoniano in modo inequivocabile la grande fama di generosità che ha circondato San Medardo fin da semplice prete. La tradizione popolare ha tramandato questi tratti di bontà al punto che il personaggio del vescovo Benvenuto Myriel di Digne, nel celebre romanzo I miserabili di Victor Hugo, potrebbe essersi ispirato proprio ai racconti sulla generosità di San Medardo.

Il ministero episcopale

Intorno all'anno cinquecento quarantacinque, Medardo divenne vescovo della comunità dell'attuale Saint-Quentin. Il territorio episcopale di Medardo era governato in quegli anni da Clotario primo, uno dei quattro figli di Clodoveo, i quali si erano originariamente spartiti il regno alla morte del padre. Successivamente alla morte dei fratelli, lo stesso Clotario primo avrebbe regnato da solo sull'intero popolo dei Franchi. Secondo quanto attestato dal Martirologio, San Medardo è specificamente riconosciuto come vescovo di Saint-Quentin. Tuttavia, in seguito alla distruzione della città di Saint-Quentin, il vescovo Medardo trasferì la sua cattedra episcopale a Noyon. Una biografia risalente all'undicesimo secolo indica erroneamente Medardo proprio come vescovo di Noyon, a causa di questo importante spostamento della sede. A Noyon, il santo vescovo profuse ogni cura e ogni energia nel convertire il popolo dalle superstizioni pagane alla dottrina di Cristo. L'avvenimento più importante in assoluto tramandato dalle cronache sull'episcopato di San Medardo rimane tuttavia l'incontro con una donna disperata di nome Radegonda, giunta nel suo episcopato a Saint-Quentin. Radegonda era figlia del re di Turingia ed era arrivata alla corte di Clotario primo come bottino di guerra, divenendone successivamente la moglie. Ella fu una moglie sfortunatissima, continuamente tradita e offesa dal sovrano, il quale arrivò persino a fare uccidere uno dei fratelli di Radegonda. Disperata per la situazione, Radegonda decise di lasciare il re e la corte per farsi monaca. San Medardo accolse Radegonda con grande compassione, la consacrò diaconessa e l'avviò con sicurezza verso la sua nuova vita di consacrazione. Radegonda fonderà in seguito un monastero e un ospedale a Poitiers, realizzando un'opera di carità immensa. L'episcopato di San Medardo durò complessivamente quindici anni, segnati da un governo pastorale saggio e fecondo.

Il transito e il culto

Medardo è originario di Vermandois ed è morto a Saint-Quentin intorno all'anno cinquecento sessanta. Alla morte del santo vescovo, il re Clotario primo ordinated che il corpo venga portato a Soissons, che all'epoca rappresentava la capitale del suo regno. Il corpo di San Medardo fu quindi deposto in una tomba a Soissons, sopra la quale fu successivamente costruita la chiesa dell'abbazia di San Medardo. Per un particolare disegno della Provvidenza e della storia, lo stesso re Clotario primo, morto nel cinquecento sessantuno, sarà sepolto nello stesso luogo accanto al santo. Il culto per il vescovo Medardo cominciò immediatamente dopo la sua morte e si divulgò rapidamente per voce popolare in tutta la regione. Il nome di Medardo fu iscritto nel Martirologio Geronimiano e in seguito anche nel Martirologio Romano. La devozione dei fedeli nel corso dei secoli ha attribuito a San Medardo particolari prerogative di protezione e intercessione. San Medardo viene infatti invocato dopo la morte per la protezione e la guarigione contro il mal di denti. Alcune raffigurazioni artistiche di San Medardo lo mostrano significativamente con la bocca aperta e sorridente in riferimento a questo patronato. Inoltre, il nome di San Medardo è profondamente associato alla meteorologia per un antico detto popolare tramandato di generazione in generazione. Il detto popolare recita che se piove nel giorno di san Medardo, che si celebra l'otto giugno, pioverà ancora per altri quaranta giorni consecutivi. La figura di San Medardo rimane così consegnata alla storia e alla fede della Chiesa come modello luminoso di santità episcopale, di accoglienza verso gli ultimi e di dedizione totale al Vangelo di Cristo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Medardo?

San Medardo si festeggia l'otto giugno, giorno della sua ricorrenza liturgica.

Di cosa è patrono San Medardo?

San Medardo è invocato come protettore contro il mal di denti ed è tradizionalmente associato alla meteorologia.

En Soissons, siempre en Francia, san Medardo, obispo de Saint-Quentin, que después de la destrucción de esta ciudad transfirió su cátedra episcopal a Noyon, donde prodigó todo cuidado en convertir al pueblo de las supersticiones paganas a la doctrina de Cristo. — Martirologio Romano