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22 de mayo

Beata Maria Domenica Brun Barbantini

Religiosa y fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Maria Domenica è nata a Lucca il diciassette gennaio 1789. Il padre di Maria Domenica si chiamava Pietro Brun ed era di origine elvetica. La madre di Maria Domenica si chiamava Giovanna Granucci ed era originaria di Pariana, un piccolo centro della provincia lucchese. Maria Domenica aveva un carattere aperto e intelligente. La prima infanzia di Maria Domenica fu felice grazie alle cure della madre e alla rigida educazione del padre. L'adolescenza di Maria Domenica fu segnata da quattro lutti ravvicinati. Durante l'adolescenza morirono il padre e tre fratellini di Maria Domenica. Maria Domenica superò il dramma dei lutti con l'aiuto della guida materna. Nella giovinezza Maria Domenica si dedicò allo studio delle discipline umanistiche e religiose proprie del ceto medio borghese della sua epoca e città.

Il matrimonio e la prova del dolore

Il ventidue aprile 1811 Maria Domenica ha sposato il concittadino Salvatore Barbantini nella cattedrale di San Martino in Lucca. Il matrimonio con Salvatore Barbantini fu un matrimonio d'amore e di molteplici attese. Dopo appena cinque mesi dalle nozze, Salvatore Barbantini morì improvvisamente. Alla morte del marito, Maria Domenica era già in attesa di un figlio ed era rimasta tragicamente sola. Di fronte alla morte del marito, la ventiduenne vedova pianse ma non si lasciò prendere dalla disperazione. La notte stessa della tragedia, Maria Domenica si inginocchiò davanti al Crocifisso abbracciandolo. Davanti al Crocifisso, Maria Domenica pronunciò il suo fiat offrendosi come sposa e affidandosi unicamente a Lui. Dopo la morte del marito, Maria Domenica maturò la passione di servire le inferme povere e sole di Lucca. Dato che le cure del figlio le occupavano l'intera giornata, Maria Domenica dedicava alcune ore della notte all'assistenza delle inferme in case private.

Il lutto del figlio e la maternità spirituale

Il figlio Lorenzino si ammalò gravemente e morì quasi improvvisamente all'età di soli otto anni. La morte del figlio addolorò profondamente la madre al punto da farle temere di perdere il senno. Nonostante il dolore per la morte del figlio, Maria Domenica offrì nuovamente il suo dramma al cielo. Maria Domenica trasformò le sue dolorose esperienze in una maternità spirituale e universale dedicata ai malati poveri, soli, abbandonati e morenti. Giorno e notte, con qualsiasi condizione atmosferica, Maria Domenica percorreva le vie di Lucca con una lanterna accesa per raggiungere le inferme gravi e sole. Una notte, durante un uragano, il lumicino di Maria Domenica si spense. Nonostante si trovasse al buio e con gli abiti intrisi d'acqua, Maria Domenica raggiunse il domicilio e assistette la malata per tutta la notte. Spesso Maria Domenica faceva seguire al servizio notturno anche l'intera giornata senza prendere cibo.

Coraggio e dedizione eroica

Per combattere il sonno durante l'assistenza notturna, Maria Domenica arrivò a mettersi il tabacco negli occhi. Il rimedio del tabacco negli occhi le provocava una sofferenza grave ma la teneva sveglia per non privare le inferme del suo aiuto. Nel cuore della notte Maria Domenica fu talvolta inseguita da ignoti malintenzionati. Maria Domenica era una donna forte e coraggiosa che non si faceva intimidire da nessuno. Il Vescovo e il clero di Lucca affidarono a Maria Domenica il compito di fondare in città un Monastero della Visitazione per l'educazione della gioventù. Maria Domenica accettò l'impegno di fondare il monastero con generosità, determinazione e docilità alla voce dei pastori. Dopo circa sei anni di lavoro e tribolazioni, Maria Domenica riuscì a fondare a Lucca il Monastero della Visitazione.

La fondazione dell'Istituto

Maria Domenica sentì la vocazione profetica di fondare una Congregazione religiosa di Sorelle Oblate Infermiere per servire i malati e i sofferenti a tempo pieno e per tutta la vita. Il ventitré gennaio 1829 Maria Domenica diede inizio alla prima comunità delle Sorelle Oblate Infermiere. La Fondatrice e le prime sorelle compirono prodigi di carità assistendo inferme e morenti nelle abitazioni povere. Nelle Regole, la Fondatrice specificò l'ideale di servire il Dio umanato agonizzante nelle persone delle inferme povere e moribonde con un cuore avvampante della carità di Cristo. Maria Domenica insegnò alle figlie che la vocazione comporta il dono totale della persona e il servizio al malato anche a rischio della vita. Nelle Regole, Maria Domenica chiese alle sorelle la disponibilità al martirio e a esporre la propria vita per amore di Cristo. Monsignor Domenico Stefanelli, Arcivescovo di Lucca, approvò le Regole e l'Istituto il cinque agosto 1841.

Ultimi anni e glorificazione

Nel corso della sua vita Maria Domenica cercò unicamente la volontà di Dio e la sua maggior gloria. Maria Domenica subì la calunnia, accogliendola pregando, perdonando e amando i suoi persecutori. Maria Domenica dedicò tempo e fatiche alla formazione spirituale e carismatica delle figlie. Maria Domenica morì a Lucca il ventidue maggio 1868. Alla morte della fondatrice l'Istituto era piccolo nel numero ma forte nello spirito e generoso nel servizio. Il diciassette maggio 1995 papa Giovanni Paolo II proclamò solennemente Beata Maria Domenica Brun Barbantini in piazza San Pietro. Il Papa l'indicò come testimone di un amore evangelico concreto per gli ultimi, gli emarginati e i piagati. Maria Domenica Brun Barbantini fu fondatrice della Congregazione delle Suore Ministri degli Infermi di San Camillo. Maria Domenica nacque a Lucca il diciassette gennaio 1789.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Maria Domenica Brun Barbantini?

La sua memoria liturgica si celebra il ventidue maggio di ogni anno.

Di cosa è fondatrice la Beata Maria Domenica Brun Barbantini?

È fondatrice della Congregazione delle Sorelle Oblate Infermiere, note come Suore Ministri degli Infermi di San Camillo.

En Lucca, beata Maria Domenica Brun Barbantini, religiosa, que fundó la Congregación de las Hermanas Ministras de los Enfermos de San Camilo. — Martirologio Romano