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20 de noviembre

Beata Maria Fortunata Viti

Benedictina

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e le prove familiari

La vita della santa ha origine a Veroli in provincia di Frosinone nel 1827, all'interno del diciannovesimo secolo. Il padre della santa è un ricco possidente di Veroli, la cui esistenza subisce tuttavia una rovinosa parabola discendente. L'uomo si rovina la salute e il portafoglio a causa del gioco d'azzardo e dell'abuso di alcol, trascinando l'intera famiglia in una severa miseria materiale e morale. La madre muore di crepacuore all'età di trentasei anni dopo aver dato alla luce nove figli, sopraffatta dal dolore e dalle difficoltà quotidiane. A quattordici anni la santa si ritrova così a fare da madre agli altri otto fratelli, assumendo una responsabilità immensa in età così precoce. La sua maggiore occupazione domestica è far rispettare il padre collerico, alcolizzato e ridotto in miseria, un compito che richiede pazienza eroica e spirito di sacrificio. Ogni sera bacia la mano al padre e gli chiede la benedizione, ingoiando lacrime e umiliazioni per preservare la minima unità domestica. Il suo nome di battesimo, ricevuto al fonte battesimale, è Anna Felice.

La conversione e la vita monastica

Il nome assunto da suora è Fortunata, a segnare l'inizio di una nuova esistenza interamente dedicata al Signore. A ventiquattro anni decide di entrare nel convento delle monache benedettine di Veroli, compiendo una scelta radicale di distacco dal mondo. Il giorno dell'ingresso in convento formula il fermo proposito di farsi santa, orientando ogni suo istante verso questa meta elevata. Appartiene all'Ordine di San Benedetto, vivendo la spiritualità della regola nella concretezza dei giorni. Non sa né leggere né scrivere a causa delle sue vicende familiari che le hanno impedito di ricevere un'istruzione. Per questo motivo non viene ammessa tra le monache coriste che si dedicano alle funzioni liturgiche, ma accetta questa limitazione con profonda e serena sottomissione. La sua giornata di lavoro in convento inizia alle tre e mezza di mattina, testimoniando una vigilanza costante e laboriosa. Svolge incarichi faticosi e umili, tra cui quello di guardarobiera, servendo le consorelle con discrezione e carità operosa. Vive per più di settant'anni in clausura e anonimato nella sua cella, lontana da ogni sguardo mondano. Le sue giornate monastiche sono scandite da lavori come filare, cucire, lavare, rammendare e pregare senza interruzione. Sperimenta aridità spirituale, tormenti e intimi combattimenti dietro una apparente imperturbabile serenità, custodendo nel silenzio del cuore la propria unione con Dio.

Il transito e la glorificazione

Negli ultimi anni è tormentata dai reumatismi che la costringono a letto rendendola incapace di muoversi, accettando la sofferenza corporale come ulteriore offerta d'amore. Muore cieca, sorda e rattrappita nel 1922 dopo settantadue anni di clausura, concludendo una straordinaria longevità di quasi novantasei anni. Il giorno dopo la morte viene sepolta in fretta nella fossa comune, secondo la consuetudine e la semplicità dell'istituto religioso. Tredici anni dopo la morte viene riesumata a furor di popolo a causa dei miracoli verificatisi sulla sua tomba, che manifestano la potenza della sua intercessione presso Dio. Viene sepolta nuovamente all'interno della chiesa, dove i fedeli possono continuare a venerarne le spoglie mortali. Papa Paolo VI la proclama beata nel 1967, elevandola agli onori degli altari per la pubblica venerazione della Chiesa universale. La sua memoria liturgica si celebra il 20 novembre, data in cui si ricorda la sua nascita al cielo avvenuta nel novembre del 1922.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Maria Fortunata Viti?

La sua memoria liturgica si celebra il 20 novembre.

En Veroli en Lazio, beata Maria Fortunata (Anna Felice) Viti, de la Orden de San Benito, que durante casi todo el curso de su vida desempeñó el cargo de guardarropa, atenta solo a observar con todo el corazón los preceptos de la regla. — Martirologio Romano