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14 de noviembre

Beata Maria Merkert

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e la giovinezza a Nysa

Maria Luisa Merkert nacque il 21 settembre 1817 come seconda figlia in una famiglia borghese di Nysa, in Alta Slesia, la cittadina che all'epoca faceva parte della diocesi di Breslavia ed era sotto il dominio tedesco, pur trovandosi oggi in Polonia ed essendo allora celebre con l'appellativo di Roma slesiana per via dei suoi numerosi monumenti. All'epoca della sua nascita, Nysa apparteneva alla diocesi di Breslavia. La sua infanzia fu profondamente segnata dall'atmosfera religiosa della famiglia, che influì in modo determinante sulla futura vocazione religiosa di Maria e della sorella Matilde, e i Merkert facevano parte della Confraternita del Santo Sepolcro. Maria fu battezzata nella parrocchia di san Giacomo, che costituiva un importante punto di riferimento spirituale per la comunità locale. Il padre di Maria ricopriva diversi incarichi e morì quando la bambina aveva solo un anno. La madre educò con dedizione le due bambine e fu un'autentica maestra di vita e di fede per entrambe. Purtroppo la madre morì nel 1842, e nel 1842 Maria aveva venticinque anni, trovandosi a fronteggiare una svolta decisiva per la propria esistenza. Matilda Merkert era descritta come una giovane d'indole mite e molto religiosa.

La nascita del pio sodalizio e le prime prove

Nel 1842 Maria, con la sorella Matilde e l'amica Francesca Werner, guidate dal confessore, si unì a Clara Wolff. Clara Wolff era una giovane terziaria francescana impegnata ad aiutare gli ammalati poveri, che rimanevano senza cure perché soli in casa. Le quattro donne formarono una sorta d'associazione per rispondere alle urgenti necessità dei sofferenti. Clara, la più anziana del gruppo, era d'indole vivace, sensibile e volitiva, e aveva già svolto assistenza durante un'epidemia di colera. Francesca era coetanea di Maria e possedeva una forte personalità, pur mantenendo un atteggiamento umile e modesto, e in seguito sopravvisse oltre dieci anni alla beata, succedendole come Superiora Generale della congregazione. Il pio sodalizio iniziò la sua attività il 27 settembre, operando inizialmente senza professione di voti e senza approvazione ufficiale. In pochi mesi il sodalizio conquistò l'attenzione e la stima delle autorità locali. Due anni dopo, il parroco predispose una prima Regola che le donne accolsero consacrandosi al Cuore di Gesù. Purtroppo, l'8 maggio 1846, a Prudnik, morì Matilde a causa di un'infezione contratta durante le cure prestate ad alcuni malati di tifo. La morte di Matilde fu un duro colpo per la comunità nascente, ma le donne andarono avanti con coraggio.

Il noviziato a Praga e la separazione da Clara

Per volontà del loro confessore, Maria e Clara entrarono nel noviziato delle Suore di San Carlo Borromeo a Praga. Le Suore di San Carlo Borromeo erano un istituto di origine francese, il cui ramo ceco era stato fondato nel 1837. Maria e Clara dovevano formarsi adeguatamente per dare successivamente vita all'opera di assistenza che sentivano di dover realizzare sul territorio. Tuttavia, le Suore Borromee consideravano secondaria la cura domiciliare dei malati, creando una divergenza di vedute. Il 30 giugno 1850 la Beata lasciò il noviziato delle Borromee, segnando una svolta radicale. In seguito a questa decisione, i destini di Maria e Clara si divisero. Nel 1852 Clara, andando da un malato, rimase coinvolta in un incidente fortuito e drammatico. Clara morì a causa delle ferite riportate il 4 gennaio 1853. Maria restò sola e la responsabilità di proseguire l'opera intrapresa si fece pesante, quasi inducendola a rinunciare alla sua vocazione. L'abbandono delle Suore Borromee aveva inoltre suscitato un certo scalpore e dissensi con il confessore. Nonostante tutto, con Francesca Werner, Maria riprese privatamente l'attività di visitare a casa i malati poveri. La formazione ricevuta a Praga si rivelò comunque molto importante per la nascente Congregazione.

La fondazione delle Suore Bigie di Santa Elisabetta

Il 19 novembre 1850 la congregazione assunse la denominazione di Suore Bigie di san Elisabetta, scelta derivata dal colore dell'abito religioso. L'assunzione del nome avvenne malgrado contrarietà e penuria di mezzi materiali. Il nome fu assunto nella festa della santa della Turingia, che fu scelta come Patrona dell'istituto. A Nysa la povertà era assai diffusa tra la popolazione. La Slesia aveva subito pesantemente la bufera rivoluzionaria liberale ed era coinvolta nelle guerre prussiane e austriache, con il conseguente arrivo di feriti e lo scoppio di gravi epidemie. Molti ricorrevano alle suore, sicuri di essere ascoltati ed aiutati con carità. Maria era instancabile e pronta a seguire tutti coloro che necessitavano di soccorso. Una compagna testimoniò che Madre Maria comprava carne, caffè e pane per le povere vedove della zona. Madre Maria portava queste cose lei stessa ai poveri e le donava con affabilità di cuore. I vecchietti piangevano di gioia nel vederla e tutti la chiamavano la cara madre di tutti.

L'espansione e i riconoscimenti ufficiali

Nel 1859 l'associazione contava sessanta religiose distribuite in undici case. L'associazione era presente anche in regioni a prevalenza protestante, testimoniando un ecumenismo della carità. Nel 1859 era ormai necessaria l'approvazione ufficiale per semplificare i rapporti con gli enti pubblici e dare stabilità giuridica all'opera. La Regola, ispirata a quella del terzo ordine francescano, fu approvata dal vescovo di Breslavia. Il 5 maggio 1860 ebbe luogo la professione di ventisei suore. Le ventisei suore emisero i tre voti comuni di povertà, castità e obbedienza, ai quali aggiunsero il quarto voto di assistere i malati poveri a domicilio. Fu acquisita una sede adeguata per l'Istituto e Madre Maria si preoccupò subito di dotare la sede di una chiesa bella e funzionale. Tutte le responsabilità gravavano su di lei e si svolgeły nel clima anticlericale causato dai prussiani. Si tenne il primo capitolo generale e Maria fu eletta Superiora Generale. Negli anni successivi prese forma l'attuale Casa Madre della Congregazione. Nel 1864 ci fu il riconoscimento statale, ottenuto anche per l'interessamento della Regina Augusta. Due anni dopo furono inviate le prime suore missionarie in Svezia. Nel 1870 l'arcivescovo di Breslavia prese parte al Concilio Vaticano e sveltì il riconoscimento pontificio. Maria raggiunse così il momento desiderato da tanti anni. Il 7 giugno 1871 Papa Pio IX concesse il decreto di lode.

Il culmine della missione e il transito al cielo

Per Maria, assistere i malati poveri voleva dire aderire concretamente all'amore di Cristo. Maria spese tutte le sue energie nell'assistenza fino alla morte, rivelandosi una donna di grande preghiera. Maria prese a modello la Madonna, a cui si rivolgeva con fiducia in ogni necessità. L'operato delle suore rispose in seguito anche alle necessità degli anziani e degli orfani, oltre ad estendersi alle attività educative in asili e scuole. La fondatrice fu sempre molto attenta alla formazione morale e spirituale delle sue suore, preparando circa cinquecento suore in ventidue anni di guida. Alla fine di ogni anno la fondatrice raccoglieva le notizie dalle varie case della congregazione, che erano giunte a circa novanta. La missione di Madre Maria era ormai compiuta e Madre Maria aveva offerto tutta la vita per gli altri. Verso la fine del 1872 Madre Maria presagì che la sua giornata terrena volgeva al termine. Il 14 novembre il cuore di Madre Maria cessò di battere tranquillamente e senza nessuna agonia. Maria Merkert è morta il 14 novembre 1872. Madre Maria aveva cinquantacinque anni al momento della morte. Tutti i poveri della città piansero la morte di Madre Maria. Nella sua ultima lettera circolare alle suore, Madre Maria aveva parlato di una amorevole mano divina che muove tutti i nostri destini.

Il culto e la memoria odierna

L'approvazione di diritto pontificio delle suore di Santa Elisabetta fu concessa da Papa Leone XIII quindici anni dopo la morte della fondatrice. Nel 1964 le spoglie della samaritana della Slesia furono portate nella cripta della sua chiesa parrocchiale. Dal 1998 le spoglie si trovano in una cappella laterale. Madre Maria è stata beatificata nella sua Nysa, oggi in diocesi di Opole, il 30 settembre 2007. Maria Merkert è nata a Nysa, in Polonia, il 21 settembre 1817. La congregazione è oggi presente in diversi luoghi del mondo, continuando l'opera di carità evangelica. La sede delle Suore di Santa Elisabetta si trova in Via dell'Olmata 9, 00184 Roma. Il numero di telefono delle Suore di Santa Elisabetta a Roma è 06/4888271 e il sito web delle Suore di Santa Elisabetta è www.elzbietanki-roma.eu.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la beata Maria Merkert?

La memoria liturgica della beata Maria Merkert si celebra il 14 novembre, giorno della sua nascita al cielo.

Di cosa si è occupata la beata Maria Merkert?

La beata Maria Merkert ha fondato le Suore Bigie di Santa Elisabetta, dedicando tutta la sua vita all'assistenza domiciliare dei malati poveri, degli orfani e degli anziani.