26 de diciembre
Beata María Phon
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e vita nel villaggio
Maria Phon nacque a Song Khon il 6 gennaio 1926. I genitori di Maria erano Giovanni Battista Tan e Caterina Pha. A soli sei giorni dalla nascita Maria fu battezzata e cresimata. Durante la sua giovinezza, Maria viveva con una zia di nome Maria. La giovane frequentava la missione del suo villaggio ed era particolarmente assidua all'Eucaristia e agli altri Sacramenti, radicando profondamente la sua esistenza nella vita della Chiesa locale durante il ventesimo secolo.
Le persecuzioni e l'inizio della prova
Nell'agosto 1940 un gruppo di gendarmi raggiunse in barca attraverso il Mekong il villaggio di Song Khon. I gendarmi constatarono che gli abitanti professavano una religione straniera e presero a far pressione affinché gli abitanti abiurassero. Il 29 novembre il sacerdote francese incaricato della missione fu espulso. Il catechista Filippo Siphong Onphitak e due suore incoraggiarono la comunità a rimanere ferma nella fede. Tutti i membri della comunità rimasero fermi nella fede nonostante le pressioni. Sul far della sera del 16 dicembre, Filippo venne ucciso a tradimento da Lu. Lu era uno dei gendarmi che stavano scortando Filippo a Mukdahan. L'uccisione di Filippo avvenne secondo gli ordini ricevuti tramite una lettera e l'omicidio era parte di un piano ordito per eliminarlo. La sera successiva, la notizia dell'uccisione di Filippo si sparse a Song Khon provocando grande tristezza, mentre i soldati speravano nell'immediata conversione dei fedeli.
La preparazione al martirio
La sera di Natale i soldati convocarono l'intero villaggio davanti alla chiesa e comunicarono l'ordine ricevuto di distruggere la religione cristiana a costo di ucciderne i fedeli. Più tardi, insieme ad altre ragazze, Maria andò al convento delle suore dove c'erano altre coetanee. Maria si preparò alla morte con le altre ragazze pregando e cantando. Suor Agnese scrisse una lettera a Lu chiedendogli di concludere l'ordine contro di loro. Le ragazze e le suore erano pronte a morire pur di non rinnegare la propria fede. Lu tornò al convento nel primo pomeriggio del 26 dicembre e chiese alle presenti se avrebbero abbandonato il loro Dio. Tutte le presenti ribatterono che non avrebbero mai abbandonato il loro Dio, e Lu ordinò loro di seguirlo presso il fiume Mekong.
Il sacrificio supremo
Suor Agnese domandò di poter morire in un luogo più adatto, ovvero presso il camposanto. Con suor Agnese si avviarono suor Lucia, la cuoca del convento Agata Phutta e le ragazze non fuggite. Le donne si misero in fila cantando inni e manifestando gioia. La gente del villaggio seguì il gruppo. I soldati mandarono indietro quanti volevano stare vicino alle condannate. Il padre della ragazza Suwan accorse per portare via la figlia, e la ragazza Suwan si aggrappò a suor Agnese chiedendole aiuto. Il padre riuscì a strapparla da suor Agnese e la rinchiuse in una stanza. Le condannate giunte al cimitero s'inginocchiarono contro un tronco d'albero caduto e continuarono a pregare e a cantare. Suor Agnese si rivolse ai componenti del plotone di esecuzione ringraziandoli e disse che stavano per mandare lei e le altre in Paradiso da dove avrebbero pregato per loro. I poliziotti fecero fuoco. Il martirio avvenne per il rifiuto delle donne di rinnegare la fede cristiana, con eventi che si estendono fino al 1941.
La conclusione e la beatificazione
I poliziotti ordinarono alla gente del villaggio di seppellire i corpi come se fossero dei cani. Prima di seppellirli, i corpi furono scossi per verificare il decesso delle condannate. Maria era gravemente ferita e si riscosse. Anche suor Agnese si riscosse e mandò a dire ai poliziotti di non essere ancora morta. I poliziotti tornarono e diedero il colpo di grazia a Maria e suor Agnese. Suor Lucia, Agata, Viviana Hampai e Cecilia Butsi morirono sul colpo. Vi fu una sopravvissuta di nome Sorn, giovanissima e ultima della fila, non sfiorata dalle pallottole, la quale tornò al villaggio dove divenne catechista. I corpi delle sei donne vennero sepolti nello stesso cimitero del loro martirio. Nel cimitero furono traslati anche i resti del catechista Filippo, ritrovati nel 1959. L'inchiesta diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione di suor Agnese e compagne si svolse il 23 novembre 1983. Dal 27 settembre 1985 la causa di suor Agnese e compagne venne unita a quella di Filippo Siphong Onphitak. Il 27 febbraio 1986 fu emesso il decreto di convalida del processo informativo e dell'inchiesta diocesana. La Positio super martyrio fu consegnata nel 1988 e fu esaminata dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. L'11 marzo 1988 i Consultori teologi diedero parere positivo. Il 21 giugno 1988 i cardinali e i vescovi membri della Congregazione confermarono il parere positivo. Il 1° settembre 1988 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto di riconoscimento del martirio di Filippo, suor Agnese e compagne. Papa Giovanni Paolo II li beatificò nella basilica di San Pietro a Roma il 22 ottobre 1989. La memoria liturgica di tutti e sette fu fissata al 16 dicembre, giorno della nascita al Cielo di Filippo. Il Martirologio Romano ricorda Maria e compagne il 26 dicembre, giorno della loro nascita al cielo. I resti mortali dei sette martiri sono venerati presso il Santuario di Nostra Signora dei Martiri della Thailandia a Song Khon. Il martirologio ricorda le beate martiri Agnese Phila, Lucia Khambang, Agata Phutta, Cecilia Butsi, Viviana Hampai e Maria Phon nel villaggio di Song Khon in Thailandia. Agnese Phila e Lucia Khambang erano vergini appartenenti alle Suore Amanti della Croce. Agata Phutta, Cecilia Butsi, Viviana Hampai e Maria Phon erano laiche o fedeli del gruppo delle martiri. Le sei donne furono fucilate nel cimitero locale di Song Khon. La data di nascita o inizio delle vicende menzionate è il 4 novembre 1925 a Song Khon in Thailandia, e la data della morte delle martiri è il 26 dicembre 1940 a Song Khon in Thailandia.
Su camino de fe
La historia de la Beata María Phon se desarrolla en el pequeño pueblo de Song Khon, en Tailandia, durante un periodo marcado por la persecución religiosa en el siglo veinte. Desde temprana edad, María cultivó una fe profunda que la sostendría en el momento de la prueba suprema. Cuando las circunstancias políticas y sociales exigieron a los cristianos de la región que negaran su religión, ella se mantuvo firme, demostrando una madurez espiritual que trascendía su corta edad. La firmeza de su carácter no nació de la terquedad humana, sino de una convicción interior profunda, alimentada por el amor a Dios y el deseo de no abandonar nunca la comunidad de los creyentes.
El momento culminante de su existencia llegó cuando los gendarmes le ordenaron formalmente que abiurara de su fe cristiana. Ante esta exigencia, María Phon respondió con un rechazo decidido, manteniendo su posición a pesar de conocer las consecuencias mortales que su negativa acarrearía. Esta elección no fue un acto impulsivo, sino el fruto de una vida puesta completamente al servicio de la verdad. El veintiséis de diciembre de mil novecientos cuarenta, su testimonio alcanzó la plenitud. Fue trasladada al cementerio de Song Khon, un lugar que se transformó en el altar donde entregaría su alma al Creador. Allí, junto a sus compañeras de martirio, fue fusilada por causa de su fidelidad. Su muerte no fue un final, sino el inicio de una huella imperecedera en la historia de la Iglesia en Tailandia, recordándonos que la gracia de Dios es capaz de fortalecer incluso a los más jóvenes para que den un testimonio heroico frente a la adversidad.
El recuerdo en la Iglesia
La Iglesia celebra la memoria de la Beata María Phon como un faro de esperanza y constancia. Su sacrificio fue reconocido oficialmente por el Papa Juan Pablo Segundo en el año mil novecientos ochenta y nueve, momento en el cual fue beatificada, inscribiendo su nombre en el catálogo de los mártires que han dado su vida por el nombre de Jesucristo. Este reconocimiento no solo honra su valentía personal, sino que también subraya la universalidad del mensaje cristiano, que florece en tierras lejanas con la misma fuerza que en los orígenes de la cristiandad.
En el Martirologio Romano, su memoria litúrgica se sitúa el veintiséis de diciembre, invitando a los fieles a recordar su entrega en un día cercano a la celebración del nacimiento del Señor. La figura de la Beata María Phon nos desafía a examinar nuestra propia fidelidad diaria y a pedir la gracia de la perseverancia. Su ejemplo continúa inspirando a los cristianos de todo el mundo, recordándonos que el amor a Dios es el valor supremo que da sentido a la existencia humana, incluso en medio de las pruebas más duras y dolorosas que el mundo pueda imponer.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Maria Phon?
La memoria liturgica è fissata al 26 dicembre nel Martirologio Romano, giorno della nascita al cielo delle martiri di Song Khon.
Chi erano i genitori di Maria Phon?
I genitori della Beata Maria Phon erano Giovanni Battista Tan e Caterina Pha.
En la aldea de Song-Khon en Tailandia, beatas mártires Agnese Phila y Lucia Khambang, vírgenes de las Hermanas Amantes de la Cruz, y Agata Phutta, Cecilia Butsi, Viviana Hampai y María Phon, fusiladas en el cementerio local por haberse negado a renegar de la fe cristiana. — Martirologio Romano