22 de marzo
Beata Virgen Dolorosa de Castelpetroso
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto delle apparizioni e i precedenti storici
La Beata Vergine accompagna la Chiesa e la cristianità nei secoli. L'umanità fu affidata alla Beata Vergine da Gesù Cristo sulla Croce, indicandola come madre degli uomini. La Beata Vergine è apparsa tante volte in posti, tempi e modalità diverse per sollecitare speranza e fede nel suo Divino Figlio. Tra le apparizioni più conosciute e riconosciute vi è quella di Caravaggio nel 1432 alla contadina Giovannetta de’ Vacchi. Un'altra apparizione riconosciuta è quella di Guadalupe in Messico all'indio san Juan Diego nel 1548. Un'altra apparizione si è verificata nel 1830 a Parigi alla suora Figlia della Carità, santa Caterina Labouré. Un'altra apparizione è avvenuta a La Salette in Francia nel settembre 1846 ai due pastorelli Maximin Giraud e Mélanie Calvat. Un'altra apparizione si è tenuta a Lourdes nel 1858 all'umile santa Bernadetta Soubirous. Un'altra apparizione è avvenuta a Fatima nel 1917 ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Giacinta e Francesco Marto.
Pochi decenni prima la Madonna era apparsa a La Salette e a Lourdes. Le apparizioni precedenti avevano suscitato nel mondo cattolico dell'Ottocento grande emozione, fervore e risveglio spirituale. Le Apparizioni silenziose di Castelpetroso possono essere associate al fenomeno delle lacrime della statuetta di Siracusa del 1953. Sia le apparizioni che il pianto della statuetta manifestano il dolore di Maria per i peccati del mondo e la necessità della Redenzione. Tradizionalmente l'Addolorata nell'arte è raffigurata in abito scuro da lutto mentre sorregge Gesù morto in grembo. A Castelpetroso Maria appare invece in un atteggiamento regale di maternità sacerdotale. Durante l'apparizione Maria è semi-inginocchiata, senza stringere il Figlio morto, con le braccia aperte e lo sguardo rivolto in alto. In questa rappresentazione Maria offre Gesù al Padre come vittima di espiazione per i peccati umani.
L'evento del ventidue marzo e del primo aprile
La Madonna è apparsa il 22 marzo 1888 in una zona impervia del Comune di Castelpetroso in provincia di Isernia nel Molise. L'apparizione di Castelpetroso si è ripetuta anche il 1° aprile. La Vergine si è rivelata a persone umili, nello specifico due contadine del paese. Le due contadine testimoni dell'apparizione si chiamavano Bibiana Cicchino e Serafina Valentino. Bibiana aveva 35 anni ed era nubile. Serafina aveva 34 anni ed era nubile. Il 22 marzo 1888 le due contadine si trovavano sul fianco del Monte Patalecchia. Il fatto è avvenuto nella piccola e sperduta frazione Cesa tra Santi. Castelpetroso è un paese arroccato su un colle roccioso ad 872 metri sul livello del mare. Castelpetroso si trova tra i bacini dei fiumi Biferno e Volturno. Le donne erano alla ricerca di un agnellino disperso mentre erano occupate a zappare un pezzo di terra. Bibiana è stata attirata da uno sfolgorio proveniente da una grotta. Avvicinatasi, Bibiana ha visto da una fenditura una visione celeste.
La Vergine era semi inginocchiata, con le mani allargate e gli occhi rivolti al cielo in atteggiamento d'implorazione e di offerta. Ai piedi della Vergine giaceva Gesù morto, steso e coperto di sangue e piaghe. Serafina durante la prima apparizione non ha visto nulla. Dieci giorni dopo, il 1° aprile giorno della festa di Pasqua, le donne sono ritornate sul luogo e l'apparizione si è ripetuta. Durante la seconda apparizione anche Serafina ha potuto vedere la Vergine. La Vergine non parla né lascia messaggi.
L'inchiesta ecclesiastica e la guarigione di Augusto Acquaderni
La notizia dell'apparizione si è diffusa subito in Castelpetroso e nei paesi e regioni vicine. La notizia ha provocato l'affluire di folle di pellegrini diretti alla grotta di Cesa tra Santi. A pochi giorni dalle apparizioni, in un solo giorno sono arrivati a Cesa tra Santi circa 4.000 pellegrini. Il numero dei pellegrini giunti in un giorno era più del doppio degli abitanti di Castelpetroso. Il vescovo di Bojano, nella cui diocesi ricadeva Castelpetroso, è stato informato dei fatti. Il vescovo ha messo sotto controllo ecclesiastico il luogo delle apparizioni. Il vescovo ha indiso una prima istruttoria per effettuare indagini sulle presunte apparizioni. Papa Leone XIII ha incaricato il vescovo di Bojano di effettuare una ricognizione alla grotta delle Apparizioni per conto della Santa Sede. Il 26 settembre 1888 il vescovo monsignor Francesco Palmieri si è recato alla grotta. Raccoltasi in preghiera, anche il vescovo Palmieri ha avuto la grazia di vedere la Vergine nella posa descritta dalle due contadine. La successiva relazione del vescovo esclude fenomeni d'isterismo o di illusione. La relazione accetta le Apparizioni come fenomeni di un disegno divino.
La stampa dell'epoca ha dato ampio risalto ai fenomeni di Castelpetroso. La rivista mariana Il Servo di Maria di Bologna è stata la prima a dare risalto ai fenomeni e ha continuato a seguirne gli sviluppi. Il direttore della rivista era Carlo Acquaderni. Carlo Acquaderni era fratello di Giovanni Acquaderni, fondatore nel 1867 dell'Azione Cattolica maschile. Nel novembre del 1888 Carlo Acquaderni si è recato alla rupe benedetta insieme al figlio Augusto. Augusto Acquaderni era irrimediabilmente condannato a morire per tubercolosi ossea, malattia allora incurabile. Carlo Acquaderni nutriva la speranza di una guarigione miracolosa mossa dalla fede di un padre disperato. Augusto è guarito miracolosamente dopo che padre e figlio hanno visto la stessa visione all'interno della grotta attraverso la crepa della roccia. I due hanno bevuto l'acqua sgorgata da una piccola polla nei pressi della rupe apparsa dopo le prime apparizioni. Carlo Acquaderni è diventato l'alfiere e il promotore, insieme al vescovo Palmieri, della costruzione di una cappella o un oratorio sul luogo sacro. Negli anni successivi altre persone influenti o semplici fedeli hanno potuto vedere la stessa apparizione dalla fenditura sovrastante la grotta. L'interno della grotta è apparso sempre avvolto da una luce sfolgorante.
La costruzione e l'architettura del Santuario
Il papa fu informato del vescovo riguardo all'idea del Santuario e approvò il progetto. Il direttore diffuse informazioni, sensibilizzò l'opinione pubblica e raccolse fondi tramite la sua rivista per costruire il Santuario. Nel febbraio 1890 l'ingegnere Francesco Gualandi di Bologna consegnò il progetto e i disegni del nuovo Tempio. Si decise di costruire il Santuario più in basso, verso la base del monte, a causa dell'asperità e della scarsa accessibilità del luogo originario. La prima pietra del Santuario fu posata il 28 settembre 1890 dal vescovo Francesco Palmieri. La posa della prima pietra avvenne alla presenza di circa 30.000 fedeli in un'atmosfera di intensa fede e gioia. Nel 1948 fu eretta una cappella in pietra sul luogo delle Apparizioni in sostituzione della precedente costruzione in legno. Il Santuario dell'Addolorata fu edificato grazie alle offerte dei fedeli. La povertà della zona e della diocesi, unita al grande impegno architettonico, causarono periodi di lavoro intenso alternati a crisi economiche e interruzioni. Il Santuario fu completato e consacrato il 21 settembre 1975 dopo oltre ottant'anni di lavori grazie all'intervento della Provvidenza. Il 6 dicembre 1973 papa Paolo VI proclamò la Vergine Addolorata di Castelpetroso celeste Patrona del Molise tramite un decreto.
Il Santuario sorge sul fianco del monte Patalecchia a 800 metri sul livello del mare. La struttura del Santuario è isolata ed è realizzata interamente in pietra bianca locale. La posizione del Santuario è particolarmente visibile per chi proviene dalla strada statale che collega Isernia a Campobasso e oltre. La pianta del Tempio ha la forma di un cuore che rappresenta la parte centrale. Il cuore centrale della pianta è trafitto dalle sette spade dei dolori di Maria. Le sette spade sono rappresentate da sette cappelle disposte a raggiera. Lo stile architettonico del Santuario è il neogotico e favorisce il raccoglimento sia all'esterno che all'interno. La Cappella maggiore ospita il trono dell'Addolorata con Gesù morto nell'atteggiamento delle Apparizioni. L'atteggiamento della Vergine rappresenta il dolore corredentivo, la sofferenza che lacera il cuore e la sua offerta di madre. Il complesso artistico comprende cupola, guglie, campanili, archi, mosaici, vetrate, l'organo e marmi pregiati. Nel Santuario sono presenti una statua in bronzo che riproduce l'Apparizione, una grande Croce monumentale di sette metri e una recente Via Matris scultorea.
La visita pontificia e la cura pastorale odierna
Il 19 marzo 1995 papa Giovanni Paolo II ha visitato il Santuario e ha reso omaggio alla Vergine Addolorata. La realizzazione della prima cappella fu offerta negli anni Cinquanta dai fedeli della diocesi di Cracovia. La visita papale ha confermato la veridicità dell'apparizione e del suo messaggio silenzioso dopo oltre un secolo. Dal febbraio 1993 la cura pastorale, liturgica e la stampa di un periodico del Santuario sono affidate ai Francescani e alle Francescane dell'Immacolata. Le comunità dei Francescani e delle Francescane dell'Immacolata derivano dall'albero francescano e furono fondate da padre Stefano Manelli negli anni Ottanta. Le opere assistenziali per i pellegrini e l'orfanotrofio sorti intorno al Santuario sono gestiti dalle Piccole Discepole di Marino.
La historia de la aparición
El acontecimiento que dio origen a esta devoción tuvo lugar el veintidós de marzo de mil ochocientos ochenta y ocho en Castelpetroso, en la región del Molise. En aquel día, la Virgen María se apareció ante Bibiana Cicchino y Serafina Valentino, un suceso que se repetiría posteriormente el primero de abril del mismo año. La relevancia espiritual de estas manifestaciones fue reconocida prontamente por la autoridad eclesiástica, dando lugar a una investigación formal. El veintiséis de septiembre de mil ochocientos ochenta y ocho, el obispo Francesco Palmieri realizó la ricognición oficial de los hechos, confirmando la autenticidad de lo vivido por las testigos.
La comunidad, movida por la fe y el deseo de honrar a la Madre de Dios, emprendió la edificación de un santuario. La primera piedra fue colocada el veintiocho de septiembre de mil ochocientos noventa, iniciando un largo camino de construcción que culminaría décadas más tarde. La consagración definitiva del santuario tuvo lugar el veintiuno de septiembre de mil novecientos setenta y cinco. Este edificio se alza hoy como un testimonio tangible de la devoción mariana, siendo un lugar de peregrinación donde los fieles se reúnen para meditar sobre los dolores de la Virgen y buscar alivio en sus aflicciones cotidianas.
El culto y patronazgo
La figura de la Virgen Dolorosa de Castelpetroso ha sido acogida con profundo amor por los habitantes del Molise. Su importancia fue ratificada oficialmente el seis de diciembre de mil novecientos setenta y tres, cuando fue proclamada patrona de toda la región. Este reconocimiento consolidó su papel como intercesora y guía espiritual para todos los fieles que habitan estas tierras.
Cada año, la conmemoración litúrgica del veintidós de marzo permite renovar el vínculo de confianza con la Madre de Dios. La solemnidad de este día recuerda la aparición inicial, invitando a la comunidad a vivir con esperanza, bajo el amparo de quien, habiendo conocido el dolor, comprende y sostiene las penas de sus hijos. El santuario sigue siendo el corazón de este culto, un espacio donde el silencio y la oración definen la experiencia del peregrino ante la imagen de la Madre Dolorosa.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Virgen Dolorosa de Castelpetroso?
La ricorrenza si celebra il 22 marzo, a memoria della prima apparizione avvenuta nel 1888.
Di cosa è patrono la Beata Virgen Dolorosa de Castelpetroso?
La Vergine Addolorata di Castelpetroso è proclamata celeste Patrona del Molise.