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19 de agosto

Beate Elvira de la Natividad de Nuestra Señora Torrentallé Paraire y 8 compañeras

Vírgenes y mártires

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il contesto e il gruppo delle martiri

La persecuzione religiosa che insanguinò la Spagna durante la guerra civile del ventesimo secolo generò una straordinaria fioritura di testimonianze cristiane. Beata Apollonia Lizarraga e ventiquattro compagne sono religiose spagnole dell'Istituto delle Suore Carmelitane della Carità che affrontarono il martirio. Le religiose furono martirizzate in luoghi e date diverse durante i primi mesi della persecuzione religiosa nella guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1939. Questo gruppo luminoso di venticinque martiri comprende la superiora generale della congregazione Apollonia Lizarraga, nove suore della comunità di Cullerà, dodici suore della Casa di Misericordia di Valenza, due suore di altre comunità e la nipote di una di queste. Le rispettive superiore delle comunità erano due religiose di grande statura spirituale, capaci di guidare le sorelle con fermezza interiore. Le religiose delle comunità del collegio di Cullerà e della Casa di Misericordia di Valenza erano preparate da tempo all'eventualità del martirio.

La cattura e la testimonianza a Cullerà

Il 15 agosto 1936 le nove Carmelitane della Carità residenti nella casa-collegio dell'Immacolata Concezione a Cullerà furono portate via e condotte come prigioniere nell'ospedale locale. La superiora di questa comunità era Elvira de la Natividad de Nuestra Señora Torrentallé Paraire, nata il 19 giugno 1889 a Balsareny, in provincia di Barcellona. Ella entrò nel noviziato dell'istituto a Vic il 9 settembre 1906 e le sue destinazioni apostoliche furono Cullerà, il collegio del Sacro Cuore di Valenza e di nuovo Cullerà. Elvira Torrentallé Paraire fu devota, modesta, operosa e profondamente legata all'Eucaristia. Insieme a lei vi era Rosa Pedret Rull, originaria di Falset, in provincia di Tarragona, dove era nata il 5 dicembre 1864. Ella entrò nell'istituto il 4 marzo 1886 ed emise la professione perpetua nel 1881. Mandata a Cullerà, che fu l'unica destinazione della sua vita religiosa, divenne la più anziana della comunità. Il responsabile del comitato della FAI invitò Rosa Pedret Rull ad andarsene per via della sua età e dolcezza, ma lei rispose che sarebbe andata dove andava la superiora, anche alla morte. Rosa Pedret Rull conosceva tutti a Cullerà, si interessava di ogni persona ed era nota per bontà, semplicità, silenzio e totale unione a Cristo. Con loro operava Maria Calaf Miracle, nata a Bonastre, in provincia di Tarragona, il 18 dicembre 1871, la quale aveva un carattere molto buono unito alla tempra dei forti. Quando suo fratello andò a prenderla per metterla in salvo in famiglia, Maria Calaf Miracle rifiutò dicendo che ciò che sarebbe stato di una sarebbe stato di tutte.

Le compagne di fede e di servizio

La comunità di Cullerà accoglieva altre suore di profonda virtù, come Desamparados Giner Sixta, nata a Grao Valenza il 13 dicembre 1877, attiva, entusiasta e dedita al servizio degli altri. Desamparados Giner Sixta entrò nel noviziato di Vic il 2 giugno 1902 e rimase nella comunità di Cullerà fino alla morte, amando la povertà e il tabernacolo, e suscitando un intenso fervore mariano nelle sue alunne. Riconosciuto uno dei suoi assassini, Desamparados Giner Sixta gli disse con serenità che le stava dando la cosa migliore, ovvero il cielo. Un'altra figura luminosa fu Francesca Amézua Ibaibarriaga, nata ad Abadiano, in Biscaglia, il 9 marzo 1881 da una famiglia basca solidamente cristiana. Francesca Amézua Ibaibarriaga entrò nel noviziato delle Carmelitane della Carità a Vitoria il 16 ottobre 1900 e fu mandata al collegio di Oliva e successivamente al collegio della Concezione di Cullerà. L'incarico di cuoca aiutò Francesca Amézua Ibaibarriaga ad esercitare la carità, mantenendo un carattere affabile, allegro e uno spirito di gaudio soprannaturale. Uscendo dalla casa per il martirio, Francesca Amézua Ibaibarriaga ripeteva con fervore il nome del Sacro Cuore di Gesù e l'espressione Nove martiri. A loro si univa Teresa Chambò y Palet, nata a Valenza il 5 febbraio 1881 ed entrata nel noviziato di Vic il 21 aprile 1900. Dopo i primi voti, Teresa Chambò y Palet fu destinata a Manresa, poi a Denia, a Oliva e infine al collegio per orfane di Cullerà, distinguendosi come modesta, silenziosa e incline al raccoglimento e alla preghiera. Durante l'esumazione dei resti di Teresa Chambò y Palet, fu trovato l'anello della sua professione religiosa in una tasca. Agueda Hernandez Amorós era originaria di Villena, in provincia di Alicante, dove era nata il 5 gennaio 1893. Agueda Hernandez Amorós entrò nel noviziato di Vic il 27 novembre 1918 e, dopo varie destinazioni, fu mandata a Cullerà, attraendo tutti con i suoi modi affabili, la precisione e il servizio come cuoca delle alunne. Scoppiata la furia della persecuzione, la sua famiglia le offrì un rifugio sicuro, ma ella non volle lasciare la casa religiosa.

Le ultime adesioni e la fedeltà alla comunità

Il gruppo delle nove martiri di Cullerà comprendeva inoltre Vidal Cervera, Dolores, nata il 31 gennaio 1895 a Valenza del Cid ed entrata tra le Carmelitane della Carità. La sua prima destinazione fu Saragozza, passando poi a Gandia ed infine a Cullerà. Le alunne più grandi percepivano la sua ricchezza spirituale e ne ammiravano la prudenza e la comprensione, rivolgendosi a lei per parlare dei loro problemi. Le stesse alunne cercarono di metterla in salvo, ma ella rifiutò l'offerta perché desiderosa di condividere la sorte della sua comunità. L'ultima della comunità era Crespo Lopez, Maria della Neve, nata a Ciudad Rodrigo, a Salamanca, il 17 settembre 1897. Con la famiglia si trasferì successivamente a Valenza ed entrò nell'istituto religioso l'11 settembre 1922. Nell'educazione alle alunne del collegio di Cullerà si distinse come eccellente pedagoga, entrando nella vita delle allieve con soavità ed efficacia. Ella si mostrò energica e ferma rispondendo ad un miliziano che mai si sarebbe separata dalla comunità. Tutte queste donne rifiutarono ogni via di fuga per rimanere fedeli alla propria vocazione e alla reciproca unione fraterna.

Il martirio e la causa di beatificazione

All'alba del 19 agosto 1936 le nove suore di Cullerà furono fucilate dai membri del comitato anarchico della FAI nei pressi della salina. La data della morte è il 19 agosto 1936 a El Saler, in Spagna. Mentre camminava verso la salina, Elvira Torrentallé Paraire incoraggiava le altre suore, chiese di morire per ultima e intonò l'inno eucaristico Cantemos al amor de los amores cantandolo fino all'ultimo respiro. Maria Calaf Miracle fu fucilata nella salina insieme alle altre otto suore della sua comunità. Agueda Hernandez Amorós morì nella salina con le altre allo spuntare del giorno il 19 agosto 1936. Nel martirologio sono menzionate in località El Saler le beate Elvira della Natività di Nostra Signora Torrentallé Paraire e compagne. Le beate sono vergini dell'Istituto delle Suore Carmelitane della Carità e martiri. Combattendo per la fede in Cristo Sposo riportarono il premio della vita eterna. La Positio super martyrio inerente alle ventiquattro Carmelitane della Carità è stata depositata presso la Congregazione delle Cause dei Santi il 20 dicembre 1999. La causa di beatificazione delle martiri fu introdotta a Roma il 2 luglio 1959, riconoscendo l'eroismo della loro testimonianza evangelica.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Beata Elvira de la Natividad de Nuestra Señora Torrentallé Paraire?

La memoria liturgica si celebra il 19 agosto.

Chi erano le compagne martirizzate con la Beata Elvira?

Erano le consorelle della comunità delle Carmelitane della Carità di Cullerà, fucilate insieme a lei nel 1936.

En la localidad de El Saler, siempre en el mismo territorio, beatas Elvira de la Natividad de Nuestra Señora Torrentallé Paraire y compañeras, vírgenes del Instituto de las Hermanas Carmelitas de la Caridad y mártires, que combatiendo por la fe en Cristo Esposo obtuvieron el premio de la vida eterna. — Martirologio Romano