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19 de agosto

San Bertolfo

Abad

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La conversione e i primi passi nel monachesimo

Nato da genitori pagani durante il settimo secolo, san Bertolfo si convertì ben presto al cristianesimo, spinto dagli esempi di virtù di sant'Arnolfo, vescovo di Metz, il quale era suo consanguineo. Desideroso di raggiungere la perfezione spirituale, entrò nel monastero di Luxeuil, che si trovava allora all'apogeo del suo splendore. All'interno di quel santo cenobio, il giovane novizio si pose sotto la saggia direzione dell'abate sant'Eustasio. Durante la sua permanenza a Luxeuil, Bertolfo fu notato da sant'Attala, il quale ottenne il permesso di condurlo con sé nel monastero di Bobbio.

Il governo di Bobbio e la controversia con il vescovo

Alla morte di sant'Attala, i monaci elessero unanimemente san Bertolfo alla successione come abate. A quel tempo l'abbazia di Bobbio dipendeva ecclesiasticamente da Tortona e il vescovo Probo protestò formalmente per non essere stato consultato nella scelta del nuovo superiore. Il presule portò la sua protesta dinanzi ad Ariovaldo, re dei Longobardi. Il sovrano, che professava la fede ariana, decise di non ingerirsi in cause ecclesiastiche, una decisione influenzata anche dal fatto che quasi tutti i monaci erano di origine franca. Di fronte a tale situazione, il re Ariovaldo consigliò a Bertolfo di ricorrere direttamente a Roma.

Il viaggio a Roma e il riconoscimento pontificio

San Bertolfo si recò nella città eterna accompagnato dallo storico Giona, autore del celebre capitolo ventitré del secondo libro della Vita San Columbani che a lui dedica ampio spazio. Papa Onorio volle conoscere a fondo i termini della contesa e desiderò accertarsi personalmente del genere di vita condotto dai monaci. Il pontefice esortò l'abate a continuare la lotta contro gli ariani e concesse all'abbazia la totale immunità dalla giurisdizione vescovile. Il documento pontificio porta la data dell'undici giugno seicentoventotto e fu concepito per diventare in seguito una regola generale. Il testo di tale importante documento è stato edito nella Patrologia Latina al volume ottantesimo, nelle colonne da quattrocentottantatré a quattrocentottantaquattro.

Il ritorno, il prodigio e la morte

Durante il viaggio di ritorno, nei pressi di Bismantova, san Bertolfo fu assalito da una febbre fortissima e credette che la morte fosse ormai vicina. Durante la notte, uno sconosciuto guarì prodigiosamente il santo e gli ordinò di raggiungere i suoi monaci a Bobbio. Quando il santo chiese quale fosse la sua identità, lo sconosciuto rispose di essere Pietro e che l'universo intero lo festeggiava proprio in quel giorno, il ventinove giugno. Tornato a Bobbio, il santo abate governò la comunità per circa tredici anni, prima di concludere la sua esistenza terrena nel seicentotrentanove. Giona da Bobbio mette in rilievo l'umiltà e la religiosità del santo, ricordando nel suo testo la guarigione di un lebbroso e trascrivendo persino i nomi di due ossessi liberati per sua intercessione. Il corpo del santo si venera nel muro a nord della cripta, dietro la lapide quattrocentesca, mentre il Martirologio lo ricorda con onore come abate e successore di sant'Attala nel cenobio di Bobbio in Emilia.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Bertolfo?

San Bertolfo si celebra liturgicamente il diciannove agosto, in particolare nella località di Bobbio.

Quale fu il ruolo di San Bertolfo a Bobbio?

San Bertolfo fu abate e degno successore di sant'Attala nel cenobio di Bobbio in Emilia, governando la comunità monastica per circa tredici anni.

En el monasterio de Bobbio en Emilia, san Bertolfo, abad, sucesor de san Atala en el mismo cenobio. — Martirologio Romano