21 de mayo
Beati 7 Mártires Trapenses de Tibhirine
Beatificados en 2018
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il cammino della comunità
La presenza in Algeria dei monaci Cistercensi della Stretta Osservanza, chiamati anche Trappisti, risale al 1843. L'arrivo dei monaci in Algeria avvenne tredici anni dopo la conquista del Paese e la sua annessione alla Francia metropolitana. Dodici monaci provenienti dall'abbazia di Aiguebelle si stabilirono a Staouéli, situata a nord-est di Algeri. Lo scarso rendimento del terreno e la legge sulla separazione tra Chiesa e Stato in Francia costrinsero i monaci a tornare in Europa nel 1904. Dal 1904 al 1938 i monaci risiedettero nell'abbazia di Maguzzano, vicino a Brescia. Nel 1934 ebbe inizio la nuova vita della comunità intitolata a Nostra Signora dell'Atlante, o Notre Dame de l'Atlas. L'Atlante è la catena montuosa più imponente dell'Algeria. La comunità di Nostra Signora dell'Atlante si stabilì a Tibhirine dopo varie vicissitudini. Il monastero affrontò le guerre d'indipendenza che portarono alla creazione dell'Algeria come Stato indipendente. Il monastero rischiò la chiusura a causa dell'età avanzata di gran parte dei monaci. Il Capitolo Generale del 1964 aveva stabilito la chiusura del monastero se nessun altro ordine avesse voluto rilevarlo. La chiusura fu rinviata grazie all'opposizione di monsignor Louis-Etienne Duval, vescovo di Algeri. Nuovi religiosi arrivarono soprattutto dai monasteri di Tamié e Aiguebelle, realizzando la speranza del vescovo che il deserto tornasse a fiorire.
La vita quotidiana e il clima di tensione
All'inizio degli anni novanta l'Algeria visse i cosiddetti anni neri in cui le forze islamiste presero il potere. La comunità di Tibhirine all'inizio degli anni novanta era composta da padre Christian de Chergé, priore dal 1984. Christian de Chergé era sacerdote e aveva cinquantanove anni. Padre Christophe Lebreton era maestro dei novizi e cantore; Christophe Lebreton era sacerdote e aveva quarantacinque anni. Fratel Luc Dochier era addetto alla cucina e al dispensario annesso al monastero; Luc (Paul) Dochier era religioso e ottantaduenne. Fratel Paul Favre-Miville era il foresterario ed era religioso di cinquantasette anni. Padre Célestin Ringeard era organista e cantore, sacerdote di sessantadue anni. Fratel Michel Fleury era lettore e aiutante in cucina, religioso di cinquantadue anni. Facevano parte della comunità anche padre Amedée Noto e padre Jean-Pierre Schumacher. I monaci seguivano la loro Regola alternando ore di preghiera comunitaria a vari servizi. Alcuni monaci lavoravano nell'orto, altri curavano i malati e altri ancora accoglievano i visitatori in cerca di pace, ristoro o conforto. La vita dei monaci fu turbata dalla moltiplicazione di notizie su aggressioni e uccisioni. Il 14 dicembre 1993 a Tamesguida vennero sgozzati dodici croati cristiani che conoscevano i monaci perché celebravano la Pasqua con loro. L'uccisione dei cristiani croati seguiva di due settimane l'ultimatum del Gruppo Islamico Armato che imponeva a tutti gli stranieri di lasciare l'Algeria pena la morte.
La prova della notte e la scelta di restare
La notte del 24 dicembre 1993 alcuni uomini armati si presentarono alla porta del monastero chiedendo di vedere il superiore. Fratel Paul aprì la porta e andò a chiamare padre Christian. Padre Christian parlò con il capo del gruppo armato, Sayah Attiyah. Le richieste degli armati comprendevano denaro, l'intervento del medico fratel Luc per curare i loro malati e la fornitura di medicine. Il priore non accettò tutte le condizioni ma propose che venissero al dispensario del monastero. Padre Christian ricordò al capo degli armati che stavano per celebrare il Natale di Gesù, la nascita del Principe della Pace. Gli uomini armati si allontanarono dopo aver chiesto una parola d'ordine e aver minacciato di tornare. I monaci si sentivano presi tra due fuochi: i fratelli della montagna, cioè gli islamisti, e i fratelli la pianura, cioè i militari e le forze di sicurezza algerine. Ciascun monaco si preparò alla morte a proprio modo. Dopo un lungo discernimento guidato da padre Christian, i monaci decisero di restare per non abbandonare gli algerini di cui si sentivano fratelli. La decisione di restare era strettamente collegata al voto di stabilità tipico dell'Ordine trappista. I monaci furono raggiunti da padre Bruno Lemarchand, superiore del monastero annesso di Fès, arrivato per l'elezione del nuovo priore prevista per il 31 marzo 1996; Bruno (Christian) Lemarchand era sacerdote e aveva sessantasei anni.
Il rapimento e la conclusione terrena
Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 sei monaci furono rapiti, compreso il priore. Padre Amedée, padre Jean-Pierre e un ospite del monastero furono esclusi dal rapimento. Un mese dopo il rapimento, un comunicato del Gruppo Islamico Armato dichiarò che i rapiti erano vivi ma minacciò di sgozzarli se non fossero stati liberati alcuni terroristi detenuti. Il 30 aprile fu consegnata all'ambasciata di Francia ad Algeri un'audiocassetta con le voci dei sette monaci ostaggi. Non vi furono altre notizie fino al 23 maggio. Il comunicato numero 44, datato 21 maggio, annunciò che ai monaci era stata tagliata la gola. I monaci sono morti a Médéa, in Algeria, il 21 maggio 1996. Il 30 maggio le spoglie dei monaci furono ritrovate sul ciglio della strada per Médéa. I corpi ritrovati erano costituiti solo dalle teste, mentre i corpi rimasero introvabili. Le esequie dei sette monaci si sono svolte il 2 giugno 1996 nella basilica di Nostra Signora d'Africa ad Algeri. Le esequie dei sette monaci si sono tenute insieme a quelle del cardinale Léon-Étienne Duval. Il cardinale Léon-Étienne Duval era arcivescovo emerito di Algeri ed è morto per cause naturali. I resti mortali dei monaci sono stati sepolti nel cimitero monastico di Tibhirine.
Il testamento spirituale e il cammino verso la beatificazione
Il quotidiano francese 'La Croix' ha pubblicato il testamento spirituale di padre Christian il 29 maggio 1996, d'accordo con i familiari. Il testamento spirituale di padre Christian è diventato col tempo uno dei testi più famosi e citati della spiritualità del Novecento cattolico. Sono stati successivamente pubblicati gli scritti degli altri monaci, in particolare gli appunti personali di fratel Luc e il diario con poesie di padre Christophe. Nel 2000 si è prospettato l'avvio della causa di beatificazione e canonizzazione dei monaci. Al momento del 2000 erano passati quattro anni dalla morte dei monaci, mentre le norme canoniche richiedevano che ne trascorressero almeno cinque. La causa è stata inclusa in un'unica causa comprendente diciannove religiosi uccisi in Algeria dal 1994 al 1996. L'ultimo dei diciannove religiosi uccisi è stato il vescovo di Orano, monsignor Pierre-Lucien Claverie. La causa è stata denominata 'Pierre Claverie e diciotto compagni'. La causa si è svolta presso la diocesi di Orano a partire dal 5 ottobre 2007. Il 5 luglio 2006 era stato ottenuto il trasferimento dal Tribunale ecclesiastico di competenza per i Servi di Dio morti nel territorio della diocesi di Algeri. La Santa Sede ha rilasciato il nulla osta per la causa il 31 marzo 2007. La conclusione dell'inchiesta diocesana si è svolta nell'ottobre 2012. Gli atti dell'inchiesta diocesana sono stati convalidati il 15 febbraio 2013. La 'Positio super martyrio' è stata presentata nel luglio 2016. I Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi hanno esaminato la 'Positio' il 30 maggio 2017. I cardinali e i vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi hanno emesso un parere positivo il 16 gennaio 2018. Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che dichiarava martiri monsignor Claverie e i suoi diciotto compagni, ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato. Il cardinale Angelo Amato era Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il rito della beatificazione si è svolto l'otto dicembre 2018 a Orano, nella basilica di Nostra Signora di Santa Cruz. Santa Cruz è un quartiere di Orano fondato da immigrati spagnoli. Il rito di beatificazione è stato presieduto dal cardinale Giovanni Angelo Becciu come inviato del Santo Padre. Il cardinale Giovanni Angelo Becciu è il successore del cardinale Amato come Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La memoria liturgica dei diciannove Beati è stata fissata all'otto maggio. L'otto maggio è la data della nascita al Cielo di fratel Henri Vergès e di suor Paul-Hélène Saint-Raymond, i primi a essere stati uccisi.
Il monastero dopo la tragedia e l'eredità culturale
Nel 2001 i Trappisti hanno lasciato il monastero di Tibhirine, che è stato affidato al vescovado di Algeri. I Trappisti si sono trasferiti in Marocco, dove possedevano già la piccola comunità di Fès. Il trasferimento in Marocco era stato preventivato da padre Christian e dagli altri come via di fuga per non tornare in Francia in caso di peggioramento della situazione. Dal 2001 al 2016 padre Jean-Marie Lassausse, della Mission de France, ha abitato nel monastero di Tibhirine. Padre Jean-Marie Lassausse ha collaborato con i vicini algerini nella coltivazione dei terreni agricoli e ha accolto pellegrini e visitatori. Dal quindici agosto 2016 si è insediata nel monastero una piccola comunità del movimento Chemin Neuf per continuare la stessa missione. Nei testi delle schede i nomi religiosi dei Beati sono stati mantenuti in francese e non italianizzati. La vicenda dei sette monaci di Tibhirine è diventata il soggetto del film 'Uomini di Dio', il cui titolo originale è 'Des hommes et des dieux'. Il film 'Uomini di Dio' è stato diretto da Xavier Beauvois, realizzato da professionisti ed è uscito nel 2010 in molti Paesi del mondo. Il film ha ottenuto un notevole successo di pubblico e di critica. In molte parti del mondo, specie in Francia e nei luoghi di presenza dei Trappisti, sono stati realizzati monumenti, cappelle, targhe, altari, stele, vetrate, dipinti, sculture, libri d'arte, opere musicali, teatrali, poesie e mostre.
La vida y el testimonio
La historia de estos siete monjes se entrelaza profundamente con el monasterio de Tibhirine, un lugar que desde el año 1934 se convirtió en un faro de vida contemplativa. Durante décadas, los monjes cultivaron la oración y el trabajo manual, manteniendo un vínculo estrecho con la población local. Esta existencia serena comenzó a verse alterada hacia el año 1993, cuando el clima de violencia en Argelia se intensificó, dejando a la comunidad bajo la constante presión y amenaza del Grupo Islámico Armado.
A pesar del peligro creciente, los monjes persistieron en su decisión de no abandonar su monasterio ni a quienes los rodeaban. En la noche de marzo de 1996, siete de ellos fueron secuestrados, iniciando un periodo de incertidumbre que concluyó trágicamente. En mayo de ese mismo año, el Grupo Islámico Armado reivindicó el asesinato de los monjes, quienes entregaron sus vidas en las cercanías de Médéa. Su muerte fue recibida como el testimonio final de una comunidad que entendió su vocación como un servicio ininterrumpido. La Iglesia, al reconocer el valor de su sacrificio, los elevó a los altares en diciembre de 2018, en una solemne beatificación realizada en Orano, confirmando que su entrega permanece como una semilla de paz y esperanza para las generaciones venideras.
El culto y la memoria
El culto a los siete mártires de Tibhirine se centra en la conmemoración de su testimonio de fe, que ha sido integrado en la liturgia de la Iglesia universal. La beatificación, presidida en el año 2018 por delegación del Papa Francisco, marcó un hito importante en la historia reciente de la Iglesia en el norte de África. Esta celebración en Orano permitió que su entrega fuera reconocida formalmente, destacando la importancia de su perseverancia hasta el final.
La memoria de estos monjes trasciende las fronteras de su monasterio, siendo recordados como hombres que, en la sencillez de su vida diaria, supieron afrontar la prueba suprema con dignidad y confianza en el Señor. Su ejemplo invita a los fieles a reflexionar sobre la fidelidad a la propia vocación, incluso en las circunstancias más difíciles y dolorosas. La Iglesia celebra su memoria litúrgica el día 21 de mayo, fecha en la que se honra la luz que su vida y su muerte continúan irradiando en el mundo contemporáneo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Beati 7 Mártires Trapenses de Tibhirine?
La memoria liturgica dei diciannove beati, che comprende i sette monaci trappisti di Tibhirine, si celebra l'otto maggio. La loro nascita al Cielo viene ricordata in questa data.