10 de julio
Beati Francisco, Abdel-Mooti y Rafael Massabki
Mártires maronitas
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto storico e la persecuzione a Damasco
Durante il diciannovesimo secolo, la regione di Damasco in Siria fu teatro di crescenti tensioni religiose alimentate dai Drusi, una setta religiosa di origine musulmana sciita in preda al fanatismo di insofferenza religiosa contro il cristianesimo. Il fanatismo dei Drusi esplose inizialmente negli anni tra il mille ottocento quarantacinque e il mille ottocento quarantasei, per poi manifestarsi con particolare violenza nel corso del mille ottocento sessanta. In quel periodo, i Drusi percorsero con furia omicida la città di Damasco compiendo gravi stragi ai danni della popolazione cristiana inerme. La situazione precipitò drammaticamente nella tragica notte del nove-dieci luglio del mille ottocento sessanta, quando gli attacchi sistematici ridussero l intero quartiere cristiano di Damasco a un cumulo di macerie fumanti. Otto missionari francescani, costituiti da sette sacerdoti di origine spagnola e un frate austriaco, svolgevano la loro vita comunitaria nel convento della città, estendendo il proprio apostolato fra la popolazione locale. Di fronte alla furia devastatrice dei persecutori, gli otto francescani si rifugiarono fra le solide mura del convento, insieme a tre fedeli cristiani maroniti che prestavano servizio come loro collaboratori e che appartenevano alla medesima comunità locale.
La vita e la testimonianza dei tre fratelli Massabki
I tre fratelli di sangue Francisco, Abdel-Mooti e Raffaele Massabki godevano nella comunità maronita di vasta stima, riconosciuti da tutti come cristiani osservanti e zelanti. Francisco, che era il fratello maggiore, svolgeva lattività di negoziante di seta ed era un uomo molto ricco. Egli osservava i precetti religiosi con esattezza e pretendeva altrettanto dai suoi familiari, tanto da mostrarsi molto severo con una figlia che aveva violato il digiuno quaresimale. La sua giornata era scandita dalla partecipazione mattutina alla celebrazione della Messa e si concludeva con la funzione liturgica serale, motivo per cui anticipava quotidianamente la chiusura del proprio negozio. Il secondo fratello, Abdel-Mooti, il cui nome significa servo del Donatore, si era ritirato dagli affari di commerciante per il timore di non poter sempre mantenere la coscienza perfettamente tranquilla. Egli scelse di dedicarsi all insegnamento nella scuola gestita dai Francescani e ogni mattina assisteva alla Messa insieme alla figlia, uscendo con ogni condizione meteorologica, perfino durante le giornate di neve. Avvertendo il clima di tensione, Abdel-Mooti previde la sua fine e, proprio in quel giorno, si congedò dai suoi alunni esortandoli a non temere il martirio e a considerarlo una grazia divina. Il terzo fratello, Raffaele Massabki, era celibe e coltivava una spiccata inclinazione per la solitudine contemplativa, dividendosi tra la propria abitazione e la vicina chiesa. Raffaele trascorreva molte ore ogni giorno nella preghiera e nella meditazione, prestando inoltre il suo aiuto al fratello Francisco nel negozio e collaborando come sacrestante nella vicina chiesa francescana.
La passione e il martirio nella notte
All interno del convento francescano, dove i tre fratelli si erano rifugiati insieme agli otto missionari e agli altri fedeli, la protezione sembrava inizialmente sicura. Tuttavia, secondo quanto tramandato, fra gli inservienti locali si trovava forse un traditore che segnalò una porticina secondaria nessuno aveva pensato di sprangare. Per mezzo di questo tradimento, i fanatici fondamentalisti islamici riuscirono a penetrare all interno della struttura e a sorprendere i presenti. Verso l una dopo mezzanotte, i persecutori invasero i locali e chiamarono i fratelli Massabki per nome, invitandoli con l inganno e con l insidia ad abiurare la fede cristiana e a ritornare a quella islamica per avere salva la vita. I martiri furono con l inganno consegnati ai nemici da un traditore e sottoposti per la fede a varie torture. Nonostante le pressioni, i fratelli rifiutarono singolarmente le proposte di apostasia con parole di fede genuina e convinta, paragonabili a quelle dei cristiani dei primi tempi. Essi conclusero il martirio con una morte gloriosa, venendo massacrati senza pietà a colpi di scimitarra, sciabola e mazze ferrate. Le violenze si accanirono particolarmente su di loro: ad esempio, a Raffaele fu staccato il capo di netto e il suo corpo fu ulteriormente calpestato. La data della passione è fissata al dieci luglio del mille ottocento sessanta a Damasco, in Siria, giorno in cui si consumò il sacrificio supremo di Emanuele Ruíz e dei suoi compagni, compresi i sette frati minori e i tre fedeli della Chiesa Maronita.
Il processo e la straordinaria beatificazione
Il percorso che portò al riconoscimento ufficiale della santità di questi martiri ebbe inizio il diciassette dicembre del mille ottocento ottantacinque, data in cui fu avviato il processo per la beatificazione dei martiri francescani di Damasco. Per una serie di omissioni, i tre fratelli Massabki furono inizialmente dimenticati nel corso del procedimento, nonostante fossero periti nello stesso identico giorno, luogo, motivo e circostanze dei religiosi. Nella primavera del mille novecentoventisei, a causa ormai conclusa, fu fissata la data della solenne beatificazione per il dieci ottobre successivo. L episcopato maronita, profondamente legato alla Chiesa di Roma e guidato dall arcivescovo di Damasco, decise allora di presentare a papa Pio XI una urgente istanza. Tale richiesta chiedeva che i tre fratelli Massabki maroniti fossero accomunati nella gloria ai padri francescani, esattamente come lo erano stati nella vita e nel martirio. Papa Pio XI compì un gesto rimasto unico nella storia della Congregazione dei Riti, riconoscendo pienamente legittima la richiesta e disponendo un processo sommario sulla vita e sulla morte di Francisco, Abdel-Mooti e Raffaele Massabki. Per questo incarico furono designati monsignor C. Salotti, in qualità di promotore della fede, e padre Santarelli, postulatore dei Frati Minori, i quali si recarono personalmente in Siria e in Libano per raccogliere testimonianze genuine. Tra le testimonianze acquisite vi fu quella del parroco maronita Moussa Karam, loro contemporaneo e miracolosamente sfuggito alla strage. Il sette ottobre, il pontefice, viste le prove raccolte e concessa la dispensa dei miracoli prescritti, firmò il decreto per la beatificazione. La solenne beatificazione ebbe luogo il dieci ottobre del mille novecentoventisei insieme agli otto francescani, mentre la loro celebrazione comune fu stabilita per il dieci luglio di ogni anno.
Una vida de fe y caridad
La historia de Francisco, Abdel-Mooti y Rafael Massabki se desarrolla en la ciudad de Damasco durante el siglo diecinueve. Como fieles laicos maronitas, estos tres hermanos se distinguieron por una vida ejemplar, centrada en la oración y en la práctica activa de la caridad hacia sus semejantes. Su vida no fue de grandes pretensiones, sino que se caracterizó por la búsqueda constante de la voluntad de Dios en la sencillez de su entorno familiar y social. Esta preparación espiritual silenciosa fue la que, llegado el momento de la prueba, les permitió mantenerse firmes ante la adversidad.
Hacia el año mil ochocientos sesenta, la situación en Damasco se tornó crítica debido a las persecuciones desatadas por los drusos contra la comunidad cristiana. Ante el peligro inminente que amenazaba su integridad y su fe, los tres hermanos buscaron refugio en el convento de los frailes franciscanos, esperando encontrar seguridad en aquel recinto sagrado. Sin embargo, la persecución alcanzó también aquel lugar de acogida. Confrontados por sus agresores, se les exigió que abiuraran de su fe cristiana bajo amenaza de muerte. Ante este dilema supremo, Francisco, Abdel-Mooti y Rafael eligieron permanecer fieles a su Señor, rechazando cualquier oferta que implicara traicionar su conciencia y sus creencias. El diez de julio de mil ochocientos sesenta, dieron su vida como mártires, sellando con su sangre un testimonio de amor que ha perdurado a través de los años como un faro de integridad espiritual para toda la cristiandad.
El reconocimiento de su martirio
La Iglesia, reconociendo el valor del sacrificio de los hermanos Massabki, elevó a estos laicos al honor de los altares. Su proceso de canonización culminó el diez de octubre de mil novecientos veintiséis, cuando el papa Pío Undécimo los declaró beatos. Este reconocimiento oficial no solo honra su memoria, sino que subraya la importancia del testimonio laical en la historia de la salvación, recordando que la santidad no es patrimonio exclusivo de la vida religiosa, sino una vocación abierta a todos los bautizados.
Desde su beatificación, la memoria de estos mártires de Damasco se celebra con especial devoción el diez de julio de cada año. La fecha de su martirio se ha convertido en una oportunidad para que los fieles mediten sobre la importancia de la perseverancia y la coherencia en la fe, especialmente en momentos de crisis o persecución. Su legado sigue vivo en la oración de la comunidad cristiana, que encuentra en los beatos Francisco, Abdel-Mooti y Rafael un ejemplo de entrega absoluta y un modelo de cómo afrontar las pruebas de la vida con la mirada puesta en la eternidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la ricorrenza dei beati Francisco, Abdel-Mooti e Raffaele Massabki?
La loro memoria liturgica si celebra il dieci luglio, data che ricorda il loro martirio avvenuto a Damasco nel mille ottocento sessanta.
En Damasco, Siria, pasión de los beatos mártires Manuel Ruíz, sacerdote, y compañeros, siete de la Orden de los Frailes Menores y tres hermanos fieles de la Iglesia Maronita, que, con el engaño entregados a los enemigos por un traidor, fueron sometidos por la fe a varias torturas y concluyeron su martirio con una muerte gloriosa. — Martirologio Romano