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viernes 10 de julio 2026 · Santo del día

Sante Rufina y Segunda

Mártires de Roma

Sante Rufina y Segunda

Santa Rufina e santa Seconda sono due martiri realmente esistite a Roma, la cui memoria liturgica si celebra il 10 luglio nel Martirologio Romano. Vissute nel corso del terzo secolo, precisamente intorno al 260, subirono il martirio ai tempi degli imperatori Valeriano e Gallieno. La tradizione agiografica le presenta come sorelle originarie di Roma, inizialmente fidanzate con due giovani cristiani. A seguito delle persecuzioni contro i cristiani, i due fidanzati apostatarono e cercarono di indurre le ragazze a fare altrettanto per proseguire il fidanzamento. Di fronte all'apostasia dei giovani, le due ragazze si votarono alla verginità e opposero fermi dinieghi alle richieste dei fidanzati, i quali decisero di denunciarle al conte Archesilao. Nel tentativo di sfuggire ai persecutori, le ragazze si allontanavano da Roma, ma il conte Archesilao le raggiunse al quattordicesimo miglio della via Flaminia e le consegnò al prefetto Giunio Donato, il quale risulta praefectus urbis nel 257 da antichi documenti. Sottoposte a pressioni, interrogatori e proposte di apostatare e di matrimonio, le due sorelle manifestarono una salda resistenza e un netto rifiuto. Per questa ragione, il prefetto ordinò la morte delle sorelle, affidandone l'esecuzione ad Archesilao, che le condusse al decimo miglio della via Cornelia in un fondo chiamato Buxo, oggi Boccea, sebbene il Martirologio collochi le sante a Roma al nono miglio della via Cornelia.

Le martiri sono ricordate fin dai tempi antichi in importanti fonti liturgiche e storiche, tra cui il Martirologio Geronimiano, gli Itinerari romani, la Notizia di Guglielmo di Malmesbury e il Calendario Marmoreo di Napoli, mentre l'antica passio fu compilata verso la seconda metà del quinto secolo. Nel luogo del martirio, Rufina venne decapitata e Seconda fu bastonata a morte. I loro corpi furono abbandonati in pasto alle bestie come d'uso, ma le martiri apparvero in sogno a una matrona romana di nome Plautilla, indicandole il luogo del martirio e invitandola a convertirsi. Plautilla raccolse i corpi delle martiri e li seppellì nello stesso luogo. La selva in cui avvenne il martirio, originariamente denominata nigra, fu in seguito chiamata Silva Candida in ricordo delle due martiri e del successivo martirio dei santi Marcellino e Pietro. Papa Giulio I eresse una basilica sulla tomba delle sante nel quarto secolo, tra il 341 e il 353, che fu poi restaurata da papa Adriano I tra il 772 e il 795 e arricchita di doni da papa Leone IV tra l'847 e l'855. L'antica basilica sulla via Cornelia andò in rovina e oggi non se ne identificano i resti con precisione. Intorno a questa memoria spirituale, tutta la regione della villa imperiale Lorium ebbe un proprio vescovo dal secolo quinto: il vescovo della regione si sottoscriveva episcopus Silvae Candidae nel 501 e fu chiamato più tardi episcopus Sanctae Rufinae. La diocesi venne infine unita a quella suburbicaria di Porto al tempo di papa Callisto II tra il 1119 e il 1124, assumendo il nome di Porto e Santa Rufina. Successivamente, papa Anastasio IV fece trasferire i corpi delle sante nel Battistero Lateranense tra il 1153 e il 1154, dove attualmente riposano nell'altare di sinistra dell'atrio del Battistero Lateranense, di fronte a quello dei santi Cipriano e Giustina. Una significativa opera artistica, ovvero un quadro del diciassettesimo secolo dipinto da tre celebri pittori e custodito a Milano nella Pinacoteca di Brera, raffigura la crudele scena del martirio.

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Los otros santos de hoy

Sant' Amalberga de Maubeuge

Viuda y monja

La memoria cristiana custodisce la figura di due distinte figure femminili venerate con il nome di Santa Amalberga, la cui ricorrenza liturgica cade nel medesimo giorno del 10 luglio. Il nome Amalberga vanta origini antichissime legate alla dinastia degli Ostrogoti, precisamente quella degli Amali. Sebbene questo nome sia attualmente scomparso dall'uso comune, la sua forma abbreviata Amalia continua a essere molto diffusa tra i fedeli. La tradizione ricorda l'esistenza di tre sante battezzate con questo nome, tra le quali due risultano contemporanee e festeggiate nella stessa data, motivo per cui vengono talvolta ricordate semplicemente sotto il nome di Amalia.

Le notizie che riguardano la prima figura, Santa Amalberga vergine, vissuta tra il settimo e l'ottavo secolo, ci sono giunte grazie a una biografia antica scritta da un monaco dell'abbazia di San Pietro di Gand. Accanto a lei si colloca la seconda figura, Santa Amalberga di Maubeuge, sposa e monarca spirituale le cui vicende furono redatte da un monaco di Lobbes, sebbene tali resoconti siano ritenuti in gran parte leggendari e non del tutto affidabili. Entrambe le figure offrono una testimonianza di fede profondamente radicata nella storia dei popoli europei tra il settimo e l'ottavo secolo.

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Santa Victoria

Mártir

Santa Vittoria è una venerata martire del terzo secolo la cui memoria cristiana affonda le sue radici nella regione della Sabina, nel Lazio, dove subì il martirio durante l'impero di Decio nel 251. Insieme a santa Anatolia e al soldato Audace, la sua figura è tramandata da una tradizione antichissima che ha varcato i secoli attraverso preziose testimonianze liturgiche, artistiche e agiografiche diffuse in tutto il mondo occidentale.

La Santa è ricordata con profonda devozione per la sua ferma fedeltà a Cristo e per il coraggioso rifiuto delle nozze terrene in favore della consacrazione divina. Il suo culto, fiorito già nei primi secoli del cristianesimo e testimoniato dai mosaici di Ravenna e dai testi dei antichi martirologi, continua ancora oggi a vivere nei luoghi storici delle sue vicende e nella preghiera dei fedeli.

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Santa Anatolia

Mártir

Santa Anatolia fu una giovane martire romana vissuta nel terzo secolo, il cui nome e la cui testimonianza di fede cristiana risuonano nella Chiesa sin dall'antichità cristiana. Ella è ricordata insieme alla compagna Santa Vittoria e al martire San Audace per aver affrontato la persecuzione e la morte pur di mantenere intatta la propria consacrazione a Dio. La sua memoria liturgica si celebra il 10 luglio, mentre il culto originario fiorì profondamente nella regione della Sabina, dove avvenne il supremo sacrificio della vita.

La figura di Santa Anatolia ha attraversato i secoli grazie alle antiche menzioni agiografiche, ai venerabili martirologi e ai preziosi mosaici ravennati, che la immortalano in un maestoso corteggio di sante. Le sue reliquie e quelle dei suoi compagni di martirio trovarono riposo in luoghi santi come l'abbazia di Subiaco, alimentando una devozione popolare che ancora oggi custodisce la memoria della sua fedeltà eroica al Vangelo e della sua potente intercessione presso il Signore.

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Sant' Audaz

Mártir

Sant'Audaz è ricordato dalla tradizione cristiana come un martire del terzo secolo, strettamente legato alle figure di Santa Anatolia e Santa Vittoria nel territorio della Sabina. La sua memoria storica e agiografica emerge attraverso antiche fonti documentarie, che attestano la diffusione di un culto antichissimo fiorito a partire dal sesto e settimo secolo. Il Martirologio attesta le sante Anatolia e Vittoria come martiri in Sabina nel Lazio, mentre la figura di Sant'Audaz si intreccia indissolubilmente con la loro testimonianza di fede vissuta fino all'effusione del sangue durante l'impero di Decio.

La devozione verso questi martiri ha attraversato i secoli, radicandosi profondamente nei luoghi del loro martirio e propagandosi in seguito attraverso la traslazione delle reliquie in diverse regioni d'Italia. Sant'Audaz, insieme a Santa Anatolia, riposa oggi nella basilica di Santa Scolastica a Subiaco, dove la memoria liturgica continua a ispirare i fedeli. La tradizione e le testimonianze artistiche conservate nei secoli restituiscono il ritratto di un cammino spirituale che unisce la testimonianza della fede cristiana alle radici profonde della Chiesa antica.

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Sant' Amalberga

Virgen

La memoria cristiana custodisce la figura di Santa Amalberga, una pia vergine vissuta a cavallo tra il settimo e l'ottavo secolo, la cui esistenza si radica profondamente nella storia della Chiesa in Europa. Il nome stesso di Amalberga affonda le sue radici nell'antichità, essendo stato molto diffuso tra gli Ostrogoti e legato alla dinastia degli Amali, sebbene oggi quel nome specifico sia scomparso e sopravviva soltanto nella forma abbreviata di Amalia. La tradizione ecclesiale riconosce l'esistenza di tre sante chiamate Amalberga, tra le quali spiccano due figure contemporanee che condividono la medesima ricorrenza liturgica e vengono talvolta festeggiate proprio sotto il nome di Amalia. La prima di esse, la vergine Amalberga, è nota attraverso una biografia redatta da un monaco dell'abbazia di San Pietro di Gand, che ne tramanda le virtù e il cammino di fede tra le regioni del Belgio. La seconda santa, nota come Amalberga di Maubeuge, visse vicina a quelle stesse epoche e la sua storia viene tramandata dagli scritti di un monaco di Lobbes.

Le vicende terrene della vergine Amalberga iniziarono nelle Ardenne, precisamente nella villa Rodingi in Belgio, dove mosse i primi passi della sua vita terrena prima di essere affidata alle cure e all'educazione di santa Landrada nella località di Bilsen. Il cammino di consacrazione della vergine compì un passo fondamentale quando ricevette il velo monacale direttamente dalle mani di san Willibrordo, come attesta anche il Martirologio che ricorda questo solenne momento per la vergine consacrata. Trascorse gli ultimi anni della sua esistenza nella cittadina di Tamise, dove infine morì nella seconda metà del secolo ottavo, precisamente nell'anno ottocento, e dove fu inizialmente sepolta. Un secolo dopo il suo transito terreno, le sue sacre reliquie furono oggetto di una traslazione verso il monastero di San Pietro di Gand, in Belgio, trovando custodia presso i monaci di San Pietro di Monte Blandino, come testimonia un documento ufficiale firmato dall'imperatore Carlo il Calvo e datato primo aprile dell'anno ottocento settanta. La presenza di queste spoglie fu poi solennemente esposta alla venerazione dei fedeli a Gand nell'anno mille settantatré. Per quanto riguarda l'altra figura tradizionalmente venerata, santa Amalberga di Maubeuge nacque a Saintes in Brabante, nei Paesi Bassi, e visse la sua vocazione coniugale come sposa di Witger, generando figli che avrebbero segnato la storia della Chiesa come il vescovo Emeberto di Cambrai e le sante Reinalda e Godula. Rimasta vedova dopo la nascita di Godula, scelse la vita religiosa a Maubeuge e ricevette il velo monastico dalle mani di san Oberto, spegnendosi alla fine del settimo secolo e vedendo il proprio corpo traslato all'abbazia di Lobbes nell'Hainaut, sebbene le notizie sul suo conto siano ritenute in gran parte leggendarie e non del todo affidabili.

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San Silvano (Silano)

Mártir

San Silvano, noto anche come Silano, visse nel quarto secolo e subì il martirio a Roma durante la persecuzione dell'imperatore Antonino. La tradizione lo identifica come uno dei sette figli di Santa Felicita, martirizzati insieme alla madre. Il culto di questo giovane martire affonda le radici nella antichità cristiana, come dimostrano le scoperte archeologiche nel complesso cimiteriale dei Giordani sulla Via Salaria, che confermano il nucleo storico di questa testimonianza di fede. La sepoltura originaria di San Silvano si trovava nel cimitero di Massimo, accanto a quella della madre.

Nel corso dei secoli, le reliquie del santo furono oggetto di varie vicissitudini, tra cui la violazione da parte dei seguaci del sacerdote Novaziano e il successivo recupero da parte di papa Innocenzo I tra gli anni 401 e 417. Oggi San Silvano è profondamente venerato come patrono di Romagnano Sesia, un antico borgo in provincia e diocesi di Novara, dove la sua memoria liturgica si celebra ogni anno il 10 luglio con particolari tradizioni di devozione popolare e processioni solenni.

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Beato Ascanio Nicanore

Franciscano, mártir

El Beato Ascanio Nicanore fue un religioso español nacido en el año mil ochocientos catorce en la provincia de Madrid. Consagró su vida al servicio de Dios como miembro de la comunidad franciscana, trasladando su misión apostólica hasta la ciudad de Damasco, en Siria. Su existencia estuvo marcada por una profunda entrega a la fe, culminando en el sacrificio supremo de su propia vida durante los tiempos de inestabilidad y persecución que azotaron la región a mediados del siglo diecinueve.

Es recordado hoy por la Iglesia como un valiente mártir que, incluso ante la adversidad extrema, permaneció fiel a su vocación hasta el último instante. Su testimonio de entereza y fidelidad al Evangelio fue reconocido oficialmente por el Papa Pío Undécimo, quien procedió a su beatificación el diez de octubre de mil novecientos veintiséis. La memoria litúrgica del Beato Ascanio Nicanore nos invita a reflexionar sobre la constancia en el seguimiento de Cristo y la paz que sobrepasa todo entendimiento, incluso en medio de las pruebas más dolorosas que el mundo pueda presentar.

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Beati Emanuele Ruiz y compañeros

Mártires Franciscanos de Damasco

Los beatos Manuel Ruiz y sus compañeros fueron un grupo de mártires franciscanos que entregaron su vida en Damasco, Siria, durante el siglo diecinueve. Su testimonio de fe permanece como un faro de fidelidad absoluta, recordando a la Iglesia universal el valor del sacrificio personal frente a la adversidad extrema. Estos valientes religiosos, procedentes de naciones como España y Austria, vivieron su vocación con sencillez hasta el momento decisivo de su martirio.

La memoria de estos mártires es recordada por el heroísmo con el que enfrentaron el ataque perpetrado contra su comunidad. Su entrega no fue solo un acto de valor humano, sino una firme confesión de su fe en Jesucristo, mantenida a pesar de la violencia sufrida. Fueron beatificados por el Papa Pío Undécimo el diez de octubre de mil novecientos veintiséis, consolidando un legado de paz y perseverancia que sigue inspirando a los fieles de todo el mundo.

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Beato Engelberto Kolland

Franciscano, mártir

El beato Engelberto Kolland fue un sacerdote de la Orden de los Hermanos Menores, nacido en el año 1827 en la ciudad de Salisburgo, Austria. A lo largo de su vida, dedicó su vocación al servicio misionero, trasladándose hasta Damasco, en Siria, para anunciar el Evangelio. Su testimonio de fe alcanzó la plenitud en el diecinueve siglo, cuando entregó su vida como mártir, permaneciendo fiel a su ministerio incluso en medio de las persecuciones religiosas que azotaron aquella región durante su estancia.

Es recordado hoy por la Iglesia como un valiente testigo de la luz de Cristo. Su memoria se honra por haber permanecido junto a su comunidad en los momentos de mayor peligro, culminando su entrega en el año 1860. La Iglesia reconoció la santidad de su sacrificio cuando el papa Pío Once lo beatificó el diez de octubre de 1926, elevándolo a los altares como un ejemplo de perseverancia, entrega absoluta al Señor y amor profundo hacia los hermanos en tierras lejanas.

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San Canuto IV

Rey de Dinamarca, mártir

San Canuto IV visse nell'undicesimo secolo, nascendo intorno al millequaranta come figlio illegittimo di Sven Estridsen e nipote del re inglese Canuto che regnò dal millesedici al milletrentacinque. Egli ascese al trono danese nell'anno milletrentacinque, distinguendosi subito per il suo profondo impegno a favore della fede cristiana e per la difesa della neonata Chiesa locale. Durante il suo regno, si adoperò con fermezza per promuovere nuove leggi ecclesiastiche, istituire forme stabili di sostentamento per il clero e trasferire gran parte del potere amministrativo dai conti ai vescovi, investendoli anche di importanti cariche temporali.

La sua memoria liturgica si celebra il dieci luglio, data della sua morte cruenta a Odense, sebbene nei calendari tradizionali compaia talvolta anche il diciannove gennaio. La Chiesa riconobbe immediatamente il suo sacrificio come un autentico martirio, poiché fu ucciso dai sudditi ribelli a causa delle sue coraggiose politiche filo-ecclesiastiche e della forte pressione fiscale. Il culto di San Canuto fu ufficialmente approvato nell'undicesimo secolo da papa Pasquale II, e la sua figura rimane venerata come quella di un sovrano che difese e diffuse il culto divino.

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Beati Francisco, Abdel-Mooti y Rafael Massabki

Mártires maronitas

I beati Francisco, Abdel-Mooti e Raffaele Massabki furono tre fratelli di sangue originari di Damasco, in Siria, appartenenti alla Chiesa maronita e ricordati per la loro intensa vita di fede e per il martirio subito nel diciannovesimo secolo. Nella tragica notte tra il nove e il dieci luglio del 1860, unondata di fanatismo religioso scatenata dalla setta dei Drusi ridusse il quartiere cristiano di Damasco a un cumulo di macerie fumanti. I tre fratelli, insieme a otto missionari francescani e ad altri fedeli, cercarono rifugio allinterno del convento francescano locale, dove condussero le loro ultime ore di preghiera e di testimonianza cristiana.

Essi sono ricordati per aver rifiutato con fermezza la richiesta di abiurare la fede cristiana in cambio della salvezza della vita, affrontando la morte a colpi di scimitarra insieme ai religiosi francescani. La loro memoria liturgica fu fissata al dieci luglio, data che commemora la loro gloriosa passione. Furono beatificati il dieci ottobre del 1926 da papa Pio XI, a seguito di unistanza straordinaria presentata dall episcopato maronita che permise di unire i tre fratelli ai compagni francescani nella medesima gloria degli altari.

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Beati Mártires de Damasco

Los Beatos Mártires de Damasco fueron un grupo de seis sacerdotes franciscanos de origen español y austriaco que entregaron su vida por la fe en el siglo diecinueve. Estos hombres, movidos por una profunda vocación misionera, dejaron sus tierras natales para servir en la ciudad de Damasco, donde encontraron la muerte durante una violenta persecución religiosa. Su testimonio es un recordatorio imperecedero de la fidelidad cristiana ante la adversidad extrema.

Son recordados por su firmeza inquebrantable, pues prefirieron enfrentar el martirio antes que renegar de su fe o abandonar su misión. Canonizados por el Papa Pío Undécimo en el año mil novecientos veintiséis, su memoria permanece viva como ejemplo de entrega total a Dios y al servicio de los demás. Su vida nos invita a reflexionar sobre la importancia de la coherencia y la valentía en el seguimiento de Cristo, incluso cuando el camino se torna difícil o doloroso.

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Santi Félix, Felipe, Vital, Marcial, Alejandro, Silano y Jenaro

Mártires

En Roma, santos mártires Félix y Felipe en el cementerio de Priscila, Vital, Marcial y Alejandro en el de los Jordanos, Silano en el de Máximo, y Jenaro en el de Pretextato: de su conmemoración conjunta se alegra la Iglesia de Roma, en un solo día glorificada por tantos triunfos, porque de tal mies de ejemplos obtiene el apoyo de una abundante intercesión.

Santi Genaro y Marino

Mártires

En África, santos Genaro y Marino, mártires.

Sant' Apolonio de Sardes

Mártir

En Konya en Licaonia, en la actual Turquía, san Apolonio de Sardes, mártir, de quien se dice que sufrió el martirio de la crucifixión.

Santi Bianor y Silvano

Mártires

En Pisidia, en la actual Turquía, santos Biánor y Silvano, mártires.

San Pascasio de Nantes

Obispo

En Nantes, en Bretaña, san Pascasio, obispo, que acogió a san Hermelando, que había llamado del convento de Fontenelle, junto con doce compañeros y lo envió a la isla de Indre para que fundara un monasterio.

Beate María Gertrudis de S. Sofía de Ripert d'Alauzin y Inés del Jesús (Silvia) de Romillon

Vírgenes y mártires

En Orange en Francia, beatas María Gertrudis de Santa Sofía de Ripert d’Alauzin e Inés de Jesús (Silvia) de Romillon, vírgenes de la Orden de Santa Úrsula y mártires durante la revolución francesa.

Santi Antonio Nguyen Hûu (Nam) Quynh y Pedro Nguyen Khac Tu

Mártires

En la ciudad de Đồng Hồi en Annamia, ahora Vietnam, santos Antonio Nguyễn (Nam) Quỳnh y Pedro Nguyễn Khắc Tự, mártires, quienes, catequistas, fueron estrangulados por la fe en Cristo bajo el emperador Minh Mạng.

Beato Pacífico

San Pedro (Vincioli) de Perugia

Monje

En Perugia, san Pedro Vincioli, sacerdote y abad, que reconstruyó la ruinosa iglesia de San Pedro y le añadió un monasterio, en el que, entre muchos contrastes, pero con gran paciencia, introdujo las costumbres cluniacenses.

Beato Bernardo de Quintavalle

Santi León, Mauricio, Daniel, Antonio, Aniceto, Sisinio y compañeros

Mártires

En Nicópolis en la antigua Armenia, santos León, Mauricio, Daniel, Antonio, Aniceto, Sisinio y otros, mártires, que bajo el emperador Licinio y el gobernador Lisia fueron sometidos a suplicios de todo género.

Beato Arnaldo de Camerino

Mercedario

Beato Nicolás Alberga

Sacerdote franciscano, mártir

Beato Juan de Velehrad

Abad y mártir

Del Martirologio Romano

En Roma, en el noveno miliario de la vía Cornelia, santas Rufina y Segunda, mártires. — Martirologio Romano