28 de noviembre
Beati Juan Jesús (Mariano) Adradas Gonzalo y 14 compañeros
Religiosos y mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La comunidad de Ciempozuelos y sus orígenes
Nel novembre 1936 a Paracuellos del Jarrama, a 18 chilometri da Madrid, furono uccisi 22 Fatebenefratelli della comunità di Ciempozuelos. Ciempozuelos è un centro della provincia Andalusa. Nell'ospedale di Ciempozuelos, fondato nel 1877 da San Benedetto Menni, erano ricoverati e curati circa 1200 infermi. Priore della comunità di Ciempozuelos era il beato Fra Guglielmo Llop. Fra Guglielmo Llop era nato nel 1880 a Villareal, nella diocesi di Tortosa. Maestro del noviziato a Ciempozuelos era il beato Giovanni Gesù Adradas. Giovanni Gesù Adradas era nato nel 1878 a Cinquezela, nella diocesi di Sigüenza. All'inizio dell'insurrezione militare il comitato marxista di Ciempozuelos intensificò la campagna persecutoria contro sacerdoti e religiosi. La Chiesa parrocchiale di Ciempozuelos fu profanata e trasformata in carcere. Di notte i miliziani prelevavano da casa gli iscritti nella lista nera con il pretesto di un interrogatorio e li fucilavano nelle cunette. I superiori procurarono il passaporto ai religiosi e indicarono luoghi di possibile trasferimento. L'ospedale di Ciempozuelos fu circondato da miliziani armati. Per prudenza i Fatebenefratelli si vestirono da secolari e furono autorizzati ad allontanarsi. Il Santissimo Sacramento fu rimosso dalla chiesa per evitarne la profanazione. Padre Adradas nascose il Santissimo Sacramento nelle pieghe interne degli stivali avvolto in pannilini. I religiosi si strinsero attorno ai superiori e moltiplicarono le preghiere. L'ospedale fu incamerato dal governo civile di Madrid. La chiesa fu chiusa dopo la rimozione degli oggetti religiosi e la perquisizione della casa per il sospetto di armi occultate.
Il martirio a Talavera de la Reina
Giunse da Talavera de la Reina la notizia del martirio del beato Federico Rubio e di altri tre confratelli. Federico Rubio era superiore della Scuola Apostolica di Talavera, nato nel 1862 a Benavides de Orbigo nella diocesi di Artoga e provincia di Leon. Il primo confratello martire era il beato Fra Primo Martinez, Vicario Priore, nato nel 1869 a San Román de Campezo nella diocesi di Viteria e provincia di Alava. Il secondo confratello martire era il beato Fra Girolamo Ochoa, nato nel 1904 a Goni in provincia di Navarra, di professione cuoco. Il terzo confratello martire era il beato Fra Giovanni della Croce Delgado, nato nel 1914 a Puebla de Alcocer nella diocesi di Toledo. Dopo il 18 luglio a Talavera i marx iniziarono ad arrestare le persone considerate di destra. Nel pomeriggio del 23 luglio un gruppo di miliziani bloccò l'ingresso della casa dei religiosi a Talavera. Fra Girolamo fu arrestato mentre accudiva a quanto accadeva e tenuto con le braccia sollevate per circa mezz'ora tra burla e spintoni. I miliziani perquisirono la casa in cerca di armi. I miliziani dissero a Fra Giovanni della Croce che sapevano che erano intelligenti ma che dovevano cambiare mestiere. Nel pomeriggio del 24 luglio giunse a Talavera da Madrid una colonna di miliziani assetati di giustizia popolare. Il giorno successivo, dopo Messa e colazione, il superiore dispose che i Fratelli indossassero abiti secolari. Verso le dieci i miliziani entrarono con prepotenza nel convento minacciando di morte i presenti e parlando di un mucchio di paglia per bruciarli vivi. I marxisti portarono via i religiosi tra ingiurie e minacce. Giunti a Piazza Mariana presso il teatro Victoria, trasformato in carcere, i miliziani intesero costringere i Fratelli ad alzare il pugno chiuso gridando Viva il Comunismo. Fra Guglielmo rispose urlando Viva Cristo Re a nome di tutti. Il superiore disse al presidente del Tribunale del Popolo di chiamarsi Federico Rubio, di essere sacerdote e di aver portato delle ostie per celebrare la Messa. I miliziani infuriati colpirono il superiore con il calcio di un fucile dicendogli che le ostie le portavano loro. I religiosi furono fatti salire su un'automobile con il pretesto di essere condotti a Toledo. Furono fatti scendere vicino a Talavera, davanti al santuario di Nostra Signora del Prato, patrona del paese. Dietro la chiesa, davanti a una colonna di pietra sormontata da una croce, furono fucilati come cani randagi. Padre Rubio e Fra Girolamo morirono sul colpo. Fra Giovanni della Croce morì durante il trasporto all'ospedale. Fra Primo morì tra atroci sofferenze in ospedale invocando la Madonna del Carmine e perdonando i suoi carnefici. Un tabernacolo lasciato chiuso dai religiosi nella cappella fu forzato nella parte posteriore da un gruppo di ferrovieri guidati da una giovane maestra. La maestra estrasse la pisside, gettò a terra le ostie consacrate e le calpestò tra le bestemmie e le risate oscene dei presenti.
L'arresto e la prigionia della comunità
Due settimane dopo l'episodio del tabernacolo, il 7 agosto, primo venerdì del mese, la comunità di Ciempozuelos fu dichiarata in arresto. La comunità fu spogliata di tutti i suoi beni e ricoperta di insulti. Nella mattinata i religiosi riuscirono a celebrare l'ultima Messa e a fare la comunione nella cappella del noviziato. Nel pomeriggio gruppi di miliziani radunarono i religiosi con insulti atroci, li schedarono e li privarono degli oggetti devoti e del denaro ricevuto dai superiori. Verso mezzanotte i religiosi furono condotti in refettorio per la cena. Il Priore dispensò i confratelli dal silenzio invitandoli a fare ricreazione e a lodare Gesù Cristo poiché il Signore così disponeva. Il giorno successivo il Provinciale permise ad alcuni Fratelli di rimanere in casa per prestare servizio nell'ospedale. Gli altri religiosi furono trasportati nel pomeriggio a Madrid e rinchiusi in un sotterraneo. Per cena fu somministrato ai prigionieri soltanto un po' di pane e un piatto di lenticchie. Il 9 agosto i religiosi furono trasferiti nel carcere di Sant'Antonio, ex-collegio dei Padri Scolopi. Il gruppo era composto in tutto da 54 Fratelli, tra cui novizi, oblati e postulanti, uniti al Provinciale, al Priore e al maestro dei novizi. La mattina presto i religiosi pregavano sdraiati sui pagliericci o riuniti in piccoli gruppi per non dare nell'occhio. I prigionieri recitavano il rosario con corone di corda confezionate da loro stessi, praticavano il ritiro spirituale, si confessavano camminando e si incoraggiavano al martirio. Nel carcere erano presenti oltre mille persone appartenenti a diverse categorie sociali, obbligate a comparire periodicamente davanti al Tribunale Popolare. I miliziani provocavano i religiosi anziani chiedendo utilità per l'umanità e criticavano i superiori che parlavano con i più giovani. I miliziani tentarono inutilmente di indurre i più inesperti a bestemmiare e a compiere atti lascivi usando insulti e coltelli. Un religioso sfidò i miliziani dicendo che era inutile insistere e che se avevano qualcosa da risolvere dovevano farlo subito. Di fronte alla minaccia dei miliziani di sparargli due colpi, l'intrepido religioso rispose che poteva andare bene anche cento.
La testimonianza finale e il martirio
I prelievi e le fucilazioni dei prigionieri ebbero inizio ai primi di novembre del 1936. Il 7 novembre circa 1000 militari furono mitragliati in due spedizioni in una vallata sabbiosa bagnata dal fiume Jarama, a circa 3 chilometri da Paracuellos. Il 28 novembre 1936 furono fucilati nella stessa località 15 Fatebenefratelli pienamente conformati al volere di Dio. Altri 7 Fatebenefratelli furono fucilati il 30 novembre nella medesima località. I confratelli si separarono in lacrime scambiandosi l'augurio di ritrovarsi in cielo. I condannati furono fatti salire sui veicoli della morte con le mani legate dietro la schiena tra gli insulti della folla radunata fuori dal carcere. Si calcola che a Paracuellos siano state mitragliate complessivamente 12.000 persone. Il martirologio ricorda a Paracuellos del Jarama i beati martiri Giovanni Gesù (Mariano) Adradas Gonzalo, sacerdote, e quattordici compagni dell'Ordine di San Giovanni di Dio. I martiri furono coronati da gloriosa passione in tempo di persecuzione il 28 novembre 1936.
La vida y el testimonio
La historia de estos religiosos del siglo veinte está marcada por su entrega en lugares como Ciempozuelos y Talavera de la Reina. Juan Jesús Adradas Gonzalo, nacido en Cinquezela en el año mil ochocientos setenta y ocho, desempeñó su labor como maestro del noviciado, mientras que otros hermanos servían como priores, vicarios o en las tareas cotidianas de la comunidad. Todos ellos fueron arrestados por los milicianos en el contexto de una persecución religiosa que asoló a la nación. Algunos fueron detenidos en el carcere de Sant'Antonio en Madrid, mientras que otros fueron capturados directamente en sus conventos o escuelas apostólicas.
El desenlace de sus vidas fue el martirio. Muchos de ellos, como los destinados en Talavera de la Reina, fueron fusilados en las cercanías del santuario de Nuestra Señora del Prato en el mes de julio de mil novecientos treinta y seis. Otros, tras su paso por el encarcelamiento en Madrid, encontraron la muerte en Paracuellos del Jarama. La entrega de estos hombres, que incluyó a religiosos dedicados a la cocina o a la enseñanza, demuestra que la santidad florece en todos los estados de la vida consagrada. Su fallecimiento, ya fuera inmediato tras el fusilamiento o tras ser trasladados a hospitales, fue siempre un acto de aceptación de la voluntad de Dios, sellando con su sangre el compromiso que habían asumido al profesar sus votos religiosos. Su legado permanece como un ejemplo de paz y serenidad ante la violencia.
El culto
El culto a los Beatos Juan Jesús Adradas Gonzalo y sus compañeros se centra en la memoria de su sacrificio, reconociendo en ellos la figura del mártir que, por amor a Cristo, no vaciló ante el peligro. La Iglesia los honra como modelos de virtud que supieron mantenerse firmes hasta el final, proporcionando a los fieles un ejemplo de constancia en medio de la adversidad. La conmemoración de su testimonio permite que las generaciones actuales se acerquen a la historia de estos hombres con espíritu de oración y gratitud.
Su veneración se extiende especialmente hacia el veintiocho de noviembre, día en que se celebra su memoria litúrgica. En esta fecha, los fieles recuerdan su entrega, buscando en su intercesión la fuerza necesaria para enfrentar las propias dificultades cotidianas. La memoria de estos mártires es, ante todo, una invitación a profundizar en el valor del perdón y la caridad cristiana, virtudes que ellos practicaron hasta el último momento de su existencia terrenal.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Juan Jesús Adradas e compagni?
La memoria liturgica dei beati martiri si celebra il 28 novembre.
Di cosa è patrono il beato Juan Jesús Adradas e compagni?
I dati biografici forniti non menzionano specifici patronati per questi martiri.
En la localidad Paracuellos del Jarama, cerca de Madrid, en España, beatos mártires Juan Jesús (Mariano) Adradas Gonzalo, sacerdote, y catorce compañeros, mártires, que, religiosos de la Orden de San Juan de Dios, en tiempo de persecución fueron coronados por gloriosa pasión. — Martirologio Romano