21 de mayo
Beato Adilio Daronch
Acólito y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Las raíces y el contexto de la emigración
El texto presenta algunos tratti della vita del beato martire Adílio Daronch, una existencia cuyos hechos externos son por lo general scarni e senza grande interesse di cronaca. Di Adílio non sono rimaste tracce documentarie significative. La ricostruzione della vita di Adílio si basa sui ricordi delle sue due sorelle Carmelinda Daronch Socal e Zolira Daronch Ziani. Altre fonti sulla vita di Adílio includono i ricordi di persone che lo hanno conosciuto e del suo assassino. Questo cammino affonda le sue radici nel grande fenomeno storico che ha visto l'Italia interessata dal fenomeno dell'emigrazione soprattutto nei secoli XIX e XX. L'emigrazione italiana ha riguardato dapprima il Settentrione, in particolare Piemonte, Veneto e Friuli. Dopo l'unità d'Italia, verso il 1880, l'emigrazione interessò anche il Mezzogiorno con Calabria, Campania e Sicilia. Tra il 1876 e il 1900 ci furono quasi nove milioni di emigranti da tutto il Paese. Le destinazioni principali dell'emigrazione italiana furono l'America del sud e gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti e in Brasile l'emigrazione si caratterizzò prevalentemente come un'emigrazione di lungo periodo. Il Brasile ha oggi la più grande popolazione italiana fuori dall'Italia. Il picco massimo dell'emigrazione italiana in Brasile si ebbe tra il 1880 e il 1920. Le grandi fazendas furono la meta di agricoltori e braccianti italiani in Brasile. Nelle fazendas si lavorava la canna da zucchero ma soprattutto il caffè. Il lavoro nelle fazendas era abbastanza duro e comportò sofferenze in un ambiente estraneo. L'Agordino si è caratterizzato per una storica e massiccia emigrazione verso il Sud America. Il Brasile fu il paese che accolse il maggior numero di emigranti dell'Agordino.
La famiglia e la nascita a Dona Francisca
Sebastiano Daronch e Francesca Schena erano rispettivamente il nonno e la nonna del piccolo Adílio. I nonni di Adílio arrivarono in Brasile nel gennaio del 1890 insieme ai figli Luigi, Vincenzo, Giovanna Maria e Pietro. Pietro era il padre di Adílio. La famiglia arrivò in Brasile con la nave Europa sbarcando all'Isola dei Fiori a Rio de Janeiro. Alla famiglia fu assegnato il lotto 519 della Linea 11 nel Nucleo Soturno dell'ex colonia Silveira Martins. Francesca Schena si distinse nella località come una brava ostetrica. Pietro Daronch si trasferì all'età di 18 anni a Dona Francisca, distante trenta chilometri, per lavorare come apprendista calzolaio e sellaio. Pietro Daronch contrasse matrimonio il 15 gennaio 1905 con Judithe, conosciuta anche come Ida Segabinazzi. Judithe Segabinazzi era la sestogenita dei coniugi Felippe e Praxedes Girardi, noti anche come Giordani. Judithe nacque il 2 febbraio 1884 a Silveira Martins. La cerimonia nuziale dei genitori di Adílio si svolse a Soturno. Il matrimonio fu officiato dal parroco pallottino padre Guido Spiesbenger. I testimoni di nozze furono Fiorenzo Dellamena e João Custódio Neto. La coppia si stabilì a Dona Francisca dopo il matrimonio. In questa terra nacque Adílio a Dona Francisca in Brasile il 25 ottobre 1908. I genitori di Adílio ebbero tre figli iniziali: Herminia, Abílio e Adílio. Il clima famigliare di Adílio era alquanto armonioso. La madre di Adílio aveva gran cura della famiglia. La madre insegnò sempre ai figli la retta via dicendo loro che essere poveri non è un difetto e che bisogna essere poveri ma onesti. La famiglia di Adílio era molto apprezzata e stimata per la sua onestà e il suo spirito caritatevole.
Crecimiento y mudanzas familiares
La famiglia si trasferì alcuni anni dopo a Passo Fundo, dove nacque Zolmira. La famiglia si spostò in seguito a Nonoai, dove nacquero Carmelinda, Annita, João e Vilma. Adílio era un giovane serio, devoto e tranquillo. La sorella Zolmira ricorda che Adílio amava il calcio e andare a cavallo. Adílio possedeva un cavallo a cui era molto legato e che gli piaceva molto. Adílio era un giovinetto educato, disciplinato e molto studioso. La madre animava i figli allo studio e nella catechesi. Don Emanuele Gómez González ed Adílio Daronch vissero in questo contesto di laboriosità e fede. Don Emanuele fondò una scuola. I figli di Pietro e Giuditta furono allievi della scuola fondata da Don Emanuele. I figli di Pietro e Giuditta furono alunni di catechismo di Don Emanuele. Don Emanuele preparò i ragazzi ai sacramenti. Adílio fece la prima comunione con Don Emanuele. La famiglia di Adílio mantenne profondi legami con il parroco. Don Emanuele ricorse spesso ai buoni servigi della famiglia Daronch. Don Emanuele mantenne una sincera amicizia con la famiglia Daronch.
Las pruebas y el último viaje
La vita di Adílio fu segnata da profondi dolori, tra cui la morte del padre e i conseguenti problemi familiari. Il padre di Adílio morì a Marcelino Ramos il 5 maggio 1923 durante uno scontro armato tra opposte fazioni. I contatti del parroco con la famiglia Daronch si intensificarono dopo la morte del padre di Adílio. Il parroco prese a cuore la situazione non facile della famiglia dopo il lutto. Giuditta, la madre di Adílio, acconsentì che il figlio accompagnasse Don Emanuele in un lungo viaggio. Il viaggio serviva a Don Emanuele per visitare alcune comunità lontane affidate alla sua cura pastorale. Adílio accompagnava volentieri Don Emanuele nelle sue visite insieme agli amici João Marcondes Lajus, detto Nené Lajus, e Marco. Adílio serviva con piacere la Santa Messa. Don Emanuele Gómez González ed Adílio Daronch erano rispettivamente sacerdote e chierichetto. La madre di Adílio morì a Dona Francisca il 23 marzo 1932, portando nel cuore il ricordo del figlio martirizzato.
El martirio y la memoria
I tragici eventi si compirono quando Don Emanuele Gómez González ed Adílio Daronch furono uccisi in odium fidei in Brasile il 21 maggio 1924. Adílio è morto a Feijão Miúdo in Brasile il 21 maggio 1924. Adílio aveva appena sedici anni al momento della morte. Adílio fu ucciso in odium fidei insieme col suo parroco Don Emanuele Gómez González. Questo sacrificio estremo ha consacrato la giovinezza del chierichetto alla causa di Cristo. La Chiesa riconosce in lui un modello di purezza e di fedeltà evangelica. La memoria liturgica il 21 maggio continua a richiamare i fedeli alla preghiera e alla contemplazione della sua testimonianza. Il suo esempio rimane un punto di riferimento luminoso per la comunità cristiana e per tutti coloro che custodiscono la fede nelle ore della prova.
La vida y el servicio
La trayectoria vital del Beato Adilio Daronch comenzó en el estado brasileño de Rio Grande do Sul, en Dona Francisca, donde creció en el ambiente sencillo de una familia de origen italiano. Su camino estuvo estrechamente ligado a la vida parroquial y al servicio litúrgico. Como acólito, Adilio desarrolló una madurez espiritual inusual para su edad, manifestando un profundo respeto por los sacramentos y una disposición constante para ayudar en el cuidado de la casa de Dios.
Su relación con el párroco Don Emanuele Gómez González fue fundamental en su formación. Más allá de las tareas propias del altar, Adilio se convirtió en un pilar esencial en las expediciones misioneras que el sacerdote realizaba por las comunidades rurales de la región. Recorrieron juntos lugares como Passo Fundo y Nonoai, llevando consuelo, palabra y los sacramentos a los fieles que vivían en zonas apartadas. Este servicio itinerante exigía renuncias y una gran fortaleza de carácter, cualidades que Adilio demostró poseer en cada etapa de su corta existencia.
El viaje que lo llevó a Feijão Miúdo en mayo de mil novecientos veinticuatro representó el momento definitivo de su entrega. Al acompañar al sacerdote en esta misión pastoral, Adilio no solo demostró su obediencia, sino que compartió la suerte de quien había sido su guía espiritual. Su muerte, ocurrida en el contexto de un clima de hostilidad, selló un camino de servicio que comenzó en el altar de su parroquia y terminó en el sacrificio supremo del martirio, confirmando la coherencia entre su vida cotidiana de oración y su testimonio final por amor a Jesucristo.
El recuerdo y la memoria
La figura del Beato Adilio Daronch es venerada como la de un mártir que supo abrazar su vocación hasta las últimas consecuencias. Su memoria se mantiene viva, especialmente en las comunidades donde sirvió, recordándolo como un joven que, con total sencillez, supo poner su vida al servicio de la Iglesia y del prójimo. Su testimonio no se basa en grandes discursos, sino en la fidelidad cotidiana y en la valentía de no abandonar a su pastor en el momento de la prueba.
La Iglesia conmemora su sacrificio el veintiuno de mayo, fecha que marca el aniversario de su muerte. Este día invita a los fieles a reflexionar sobre la importancia de la perseverancia en la fe y el valor de los servidores del altar. Su historia, situada en las primeras décadas del siglo veinte, sigue siendo un faro para los jóvenes de hoy, recordándoles que la santidad es un camino posible en cualquier circunstancia de la vida, siempre que se viva con rectitud, amor a Dios y una entrega sincera hacia los hermanos.
Preguntas frecuentes
Cuando se festeggia beato Adílio Daronch?
La memoria liturgica del beato Adílio Daronch se celebra el 21 de mayo.