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16 de octubre

Beato Agustín Thevarparampil (Kunjachan)

Sacerdote

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Agostino Thevarparampil nacque il 1 aprile 1891 a Ramapuran, diocesi di Palai, nello Stato del Kerala in India, all'interno di una famiglia cristiana. A causa della sua bassa statura, veniva chiamato popolarmente Kunjachan, un nome che nella lingua malayalam dell'India significa piccolo prete. La sua vocazione fu forse tardiva o incontrò difficoltà nello studio. Terminati gli studi scolastici nel suo paese, Agostino entrò nel seminario di Palai, dove completò la sua preparazione morale e di studio. Fu ordinato sacerdote il 17 dicembre 1921 all'età di trent'anni. L'ordinazione sacerdotale fu conferita dal vescovo Mar Tommasi Kurialacherry, futuro Servo di Dio. Nel febbraio 1923, due anni dopo l'ordinazione, fu mandato come vice parroco nella parrocchia di San Sebastiano a Kadanad. Tuttavia, una improvvisa e grave malattia lo costrinse a lasciare l'incarico a Kadanad e a ritornare a Ramapuran, dove in seguito fu per quarantasette anni un curato di campagna e visse cinquantadue anni di sacerdozio e di vita missionaria come prete diocesano.

La scoperta degli intoccabili e la missione

Durante la sua lunga convalescenza a Ramapuran, padre Agostino poté conoscere la miserabile situazione di vita dei cosiddetti intoccabili o paria. Gli intoccabili sono appartenenti alle classi più basse della società indiana, non appartenenti a nessuna casta. Gandhi, vissuto tra il 1869 e il 1948, prese a chiamarli Harijan, cioè popolo di Dio, mentre oggi gli intoccabili sono chiamati Dalit. Per secoli queste persone erano considerate inavvicinabili o intoccabili, ed erano state confinate nella schiavitù dalle classi sociali più elevate. Gli intoccabili vivevano sui terreni appartenenti ai membri delle classi superiori, ed erano braccianti e forza di lavoro per le classi superiori con compenso minimo e senza tutele. Padre Agostino Thevarparampil decise di donarsi totalmente per migliorare la loro vita e per la loro evangelizzazione. Dedicò almeno quarant'anni interamente ai poveri del villaggio. Il compito era difficile perché si trattava di condurre alla fede cristiana persone impregnate di credenze e pratiche superstiziose, ed era piuttosto malaticcio. Padre Agostino aveva un carattere umile e semplice, ed è venuto a essere considerato una sorta di Curato d'Ars dell'India per la semplicità e l'umiltà. Si pose al servizio degli intoccabili con carità, privilegiando i più poveri e deboli, e combatté contro l'ignoranza, i pregiudizi e l'analfabetismo. Affrontò le dure critiche dei cristiani benestanti che non capivano il suo impegno verso i disgraziati.

Il metodo apostolico e la vita quotidiana

La giornata di don Agostino iniziava invariabilmente alle quattro del mattino. Don Agostino celebrava la messa in parrocchia nel cuore della notte, precisamente alle quattro del mattino nella parrocchia di Sant'Agostino. Subito dopo, accompagnato soltanto da un catechista, andava a cercare i paria capanna per capanna. Visitava le capanne anche oltre il territorio della sua parrocchia. Chiamava gli intoccabili 'figli miei'. I paria tentavano inizialmente di sfuggirgli, essendo pieni di pregiudizi e superstizioni, e a causa dei pregiudizi non sempre era accolto con gioia e a volte le persone si nascondevano per non farsi trovare. I paria erano schiacciati da una discriminazione che li aveva spinti ai margini della società. Padre Agostino non desisteva dalla sua missione e non si scoraggiava. Conosceva il nome di ciascuno ed essi gioivano nel sentirsi chiamare per nome. Per vincere la diffidenza e farsi aprire la porta e il cuore, don Agostino chiamava ciascuno dei paria per nome. Chiamare i paria per nome produceva un effetto quasi immediato su quella gente povera, abituata a non essere neppure nominata. Ascoltava, confortava, cercava di riappacificarli nelle discordie e curava i numerosi malati. Era grande amico dei bambini e amava stare in loro compagnia. La sua bassa statura gli permetteva di entrare e uscire dalle misere capanne senza difficoltà, e la sua bassa statura gli permetteva di sentirsi perfettamente all'altezza dei bambini quando giocava con loro. Trovava la forza per i faticosi spostamenti nella preghiera continua, anche durante i viaggi da un villaggio all'altro. Il suo perseverare discreto e rispettoso delle credenze vinse la diffidenza della popolazione. Insieme all'annuncio del vangelo, don Agostino portava un messaggio di speranza e di emancipazione. Don Agostino teneva un diario spirituale. Nel diario spirituale annotava informazioni dettagliate sui suoi parrocchiani speciali. Nel diario inseriva l'indicazione di nascite, matrimoni e decessi, creando una sorta di anagrafe per i paria. I paria non avrebbero avuto diritto a un'anagrafe nella società.

I frutti dell'opera e il termine della vita terrena

Poté battezzare personalmente quasi seimila persone. Don Agostino ha avvicinato a Dio e alla Chiesa più di cinquemila persone. I paria, oggi chiamati Dalit, in numero ancora maggiore hanno ricevuto da lui una spinta a uscire dalla schiavitù. La sua lunga opera missionaria gli meritò il nome di Apostolo degli Intoccabili. Sulla strada tracciata da don Agostino si sono incamminati altri, tra cui la più famosa Madre Teresa di Calcutta. Kunjachan visse fino agli ottantadue anni. Don Agostino non ha ricevuto alcun riconoscimento o particolare onore in vita. Don Agostino è morto all'età di ottantadue anni il 16 ottobre 1973. La morte è sopraggiunta sfiancato dal suo pellegrinare porta a porta e dalle lunghe ore trascorse in confessionale. Al momento della morte, don Agostino era conosciuto solo nel raggio di qualche chilometro. Fu sepolto nella chiesa parrocchiale di Ramapuran davanti all'altare di Sant'Agostino. Oggi alla tomba di don Agostino si accorre da tutta l'India, e la sua tomba è diventata meta di pellegrinaggi. Il villaggio di don Agostino si è trasformato in un centro fiorente e prosperoso. È stato beatificato il 30 aprile 2006. Sessantamila persone hanno assistito alla beatificazione di don Agostino. La cerimonia di beatificazione è stata celebrata il 30 aprile nella sua parrocchia.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Agustín Thevarparampil?

Si festeggia il 16 ottobre, giorno della sua memoria liturgica.