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26 de junio

Beato Andrea Giacinto Longhin

Obispo capuchino

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione nella spiritualità cappuccino

Andrea Giacinto Longhin nacque il 22 novembre 1863 a Fiumicello di Campodarsego, in provincia e diocesi di Padova. I suoi genitori erano Matteo e Giuditta Marin, contadini in affitto, poveri e molto religiosi. Il giorno dopo la nascita fu battezzato con i nomi di Giacinto Bonaventura. Rivelò presto la vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa. A sedici anni iniziò il noviziato nell'Ordine dei Cappuccini assumendo il nome di Andrea da Campodarsego. La spiritualità francescana, nel rigore dell'Ordine Cappuccino, guidò sempre il Vescovo Longhin. Questa spiritualità guidò Longhin in una vita ascetica, esigente e fedelissima fatta di preghiera e penitenza. Lo guidò inoltre in una tensione evangelica senza cedimenti fondata sull'assoluto di Dio. Compié gli studi umanistici a Padova e quelli teologici a Venezia. Fu ordinato sacerdote a ventitré anni il 19 giugno 1886. Svolse per diciotto anni l'incarico di direttore spirituale e insegnante dei giovani religiosi. Si rivelò guida sicura e maestro illuminato durante il suo insegnamento ai giovani religiosi. Nel 1902 fu eletto ministro provinciale dei Cappuccini veneti. A Venezia fu scoperto dal Patriarca Sarto, che lo impegnò nella predicazione e in molteplici delicati ministeri diocesani. Andrea Giacinto Longhin ebbe un legame spirituale fondamentale con il Papa San Pio X. La santità di Andrea Giacinto Longhin richiama e quasi genera quella di San Pio X. Andrea Giacinto Longhin e San Pio X vissero per la Chiesa e con la Chiesa. Essi concepirono il ministero pastorale come formazione alla santità e considerarono la vita della Chiesa come testimonianza ad essere santa e immacolata. Furono spinti a farsi modelli del gregge sulle orme di Cristo buon pastore.

Il ministero episcopale e la riforma della diocesi di Treviso

Andrea Giacinto Longhin fu donato come Vescovo a Treviso da San Pio X. Era originario della diocesi di Treviso. Era un religioso cappuccino di profonda spiritualità e solida dottrina. Vise eroicamente una stagione tra le più difficili ed esaltanti del cattolicesimo italiano tra il XIX e il XX secolo insieme alla sua Chiesa. Il 13 aprile 1904 Papa Pio X, Papa da pochi mesi, nominò personalmente fra Andrea Vescovo di Treviso. Pio X volle che fosse consacrato a Roma pochi giorni dopo. Fu consacrato nella chiesa della Santissima Trinità dei Monti dal Cardinale Merry del Val. Il nuovo pastore entrò nella diocesi di Treviso il 6 agosto successivo. Si fece precedere da due lettere pastorali che indicavano il suo programma di riforma. L'anno successivo iniziò la prima visita pastorale, durata quasi cinque anni. Voleva conoscere la sua Chiesa, tra le più vaste e popolose del Veneto. Voleva stabilire un contatto personale con il suo clero, al quale dedicò le sue premure pastorali. Intendeva farsi vicino al laicato organizzato, sottoposto a dure prove nell'ambito del movimento cattolico sociale. Concluse la visita pastorale con la celebrazione del Sinodo. Il Sinodo voleva attuare in diocesi le riforme avviate da Pio X, attrezzare la Chiesa locale per essere militante e chiamare tutti alla santità. Riformò il Seminario diocesano qualificandone gli studi e la formazione spirituale. Promosse gli Esercizi Spirituali del Clero. Tracciò un programma di formazione permanente annuale per guidare l'azione pastorale del clero. Verificò gli indirizzi pastorali nelle tre visite pastorali successive. Longhin praticò l'obbedienza religiosa alla Chiesa e visse la povertà quale libertà rispetto a tutte le cose del mondo. L'opera di riforma di Longhin gli procurò croci e sofferenze. Longhin fu osteggiato da parte del clero non disposto a seguirlo sulla strada del rinnovamento. Longhin fu osteggiato da laici ancorati a interessi materiali o schierati su posizioni partigiane. Nonostante le difficoltà, il Vescovo Longhin si identificò nella sua Chiesa fino a farsi carico di tutte le sue vicende storiche, vivendo in prima persona le vicende storiche della sua Chiesa pagando anche per essa.

La prova della guerra e l'impegno sociale

Durante la prima guerra mondiale tra il 1915 e il 1918 Treviso si trovò sulla linea del fronte. La città subì invasioni e i primi bombardamenti aerei che distrussero Treviso e oltre cinquanta parrocchie. Il Vescovo Longhin restò al suo posto nonostante l'allontanamento delle autorità civili. Ordinò ai suoi preti di rimanere, a meno che non dovessero accompagnare le popolazioni profughe. Resse le sorti della città con coraggio eroico. Fu punto di riferimento religioso, morale e civile per le comunità travolte dal conflitto. Provvide all'assistenza dei soldati, dei malati e dei poveri. In tempo di guerra Longhin sovvenne con ogni mezzo alle necessità dei profughi e dei prigionieri. Rincuorò tutti senza mai cedere alle partigianerie o alla retorica bellica. Fu accusato di disfattismo e alcuni suoi preti furono processati e condannati. Nelle difficoltà del suo tempo Longhin difese con straordinaria sollecitudine i diritti degli operai, dei contadini e di tutti i deboli della società. Negli anni della ricostruzione materiale e spirituale riprese la seconda visita pastorale interrotta. Fu guida sicura nelle gravi tensioni sociali che dividevano gli stessi cattolici. Indicò con fortezza evangelica che la giustizia e la pace sociale esigevano la via stretta della non violenza e dell'unione dei cattolici. Il movimento fascista si andava rafforzando e a Treviso compì episodi di violenza contro le organizzazioni cattoliche. Longhin fu osteggiato dal fascismo. Il fascismo preferì vendicarsi sui preti e sui laici organizzati. La persecuzione del fascismo contro preti e laici procurò al Pastore un dolore più grande di un'offesa personale. Fino all'ultimo Longhin restò guida di una Chiesa militante che non cedeva alle violenze né alle lusinghe. Dal 1926 al 1934 compì la terza visita pastorale per rafforzare la fede delle comunità parrocchiali. La sua concezione di Chiesa militante era protesa alla santità e preparata al martirio. Papa Pio XI lo ebbe in grande considerazione. Pio XI gli affidò l'incarico di Visitatore Apostolico prima a Padova e poi a Udine. Il compito di Visitatore Apostolico era riportare la pace nelle diocesi travagliate da divisioni tra il clero e il vescovo.

Il compimento terreno e la gloria degli altari

Longhin esercitò la carità con dedizione straordinaria senza alcuna debolezza. Longhin era convinto che la carità esigesse sempre la verità. In Longhin fortezza e umiltà risultarono mirabilmente unite. La Chiesa di Treviso in quella stagione produsse numerosi santi tra preti, religiosi e laici grazie alla testimonianza e alla guida pastorale di Longhin. Dio lo purificò con una malattia che lo privò progressivamente delle facoltà mentali. Patì la malattia con straordinaria fede e totale abbandono alla volontà di Dio. Andrea Giacinto Longhin morì il 26 giugno 1936 a Treviso. In vita fu accompagnato da fama di santità per l'eroica carità e la saggia guida evangelica. Dopo la morte la devozione al santo pastore si rafforzò e diffuse rapidamente a Treviso, Padova e nell'Ordine Cappuccino. Nel 1964 fu introdotta la causa di beatificazione. Nel 1964 il giovane Dino Stella fu guarito da peritonite diffusa per intercessione di Longhin. Il miracolo della guarigione di Dino Stella fu riconosciuto per la sua beatificazione.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Andrea Giacinto Longhin?

La sua ricorrenza si celebra il 26 giugno.

En Treviso, beato Andrea Giacinto Longhin, obispo, que en tiempo de guerra proveyó con todos los medios a las necesidades de los prófugos y de los prisioneros y en las dificultades de su tiempo defendió con extraordinaria solicitud los derechos de los obreros, de los campesinos y de todos los débiles de la sociedad. — Martirologio Romano