12 de julio
Beato Andrés Oxner de Rinn
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e infanzia in Tirolo
Il piccolo Andrea Oxner nacque il sedici novembre 1459, secondo quanto attesta la Bibliotheca Sanctorum. Egli nacque a Rinn, una piccola località nei pressi di Innsbruck, nel territorio del Tirolo, che all'epoca si trovava all'interno della diocesi di Bressanone. I suoi genitori erano Simone Oxner e una donna di nome Maria. Andrea perse il padre all'età di circa due anni, rimanendo così sotto la cura della madre rimasta vedova. Per facilitarsi la vita e provvedere al sostentamento del figlio, la madre decisa di affidare il bambino a uno zio di nome Meyer, nominandolo ufficialmente tutore. Lo zio Meyer esercitava la professione di albergatore a Rinn ed era inoltre il padrino del fanciullo.
Il tragico epilogo e la morte
Alcuni commercianti ebrei di Norimberga, di passaggio nella locanda gestita da Meyer e diretti a Posen per l'annuale fiera che si svolgeva in occasione della festa del Santissimo Sacramento, notarono il piccolo Andrea e decisero di prenderlo. I commercianti offrirono al Meyer una somma di denaro per cedere il nipote, stipulando un accordo che prevedeva il prelevamento del fanciullo al loro ritorno dalla fiera. Venerdì nove luglio 1462 gli ebrei fecero ritorno, sostarono nuovamente a Rinn per tre giorni e infine presero il bambino, versando allo zio la somma pattuita. Gli omicidi condussero il piccolo Andrea in un boschetto di betulle non molto distante dal paese. La giovane vittima fu immolata il dodici luglio 1462 su una pietra detta da allora Judenstein, che significa pietra degli ebrei. Il bambino fu circonciso come ultimo sfregio e il cadaverino fu appeso a un ramo di betulla nei pressi di un ponticello. Gli omicidi scomparvero nel nulla senza lasciare tracce, e l'assassinio rimase inspiegabilmente impunito, senza che si tentasse di perseguire lo zio o che vi fosse traccia di alcuna inchiesta giudiziaria dell'epoca.
Le prime indagini e la nascita del culto
Il corpo del bambino fu rinvenuto in tali condizioni dalla madre, la quale provvide a dargli adeguata sepoltura nel cimitero di Ampass, villaggio vicino a Rinn. Tempo dopo, sotto l'episcopato di monsignor Giorgio Golser, vescovo di Bressanone dal 1471 al 1489, l'arciduchessa Maria Cristina volle un'inchiesta. L'inchiesta fu condotta a Rinn e ad Ampass ma non approdò ad alcun risultato né lasciò tracce scritte. Inizialmente non si parlò di martirio né si pensò di tributare un culto al piccolo Andrea Oxner. In occasione di un analogo caso di presunto omicidio rituale accaduto a Trento nel 1475 e riguardante il piccolo Simone, gli abitanti di Rinn pensarono di onorare la giovane vittima tirolese con un culto pubblico. I resti del bambino furono trasferiti dal cimitero di Ampass alla chiesa di Sant'Andrea apostolo in Rinn. Nella chiesa di Rinn fu composta in tedesco un'epigrafe che indicava per la prima volta le circostanze della morte di Andrea. Gli Annnali Premostratensi di Wilten raccontano la vicenda pur non essendo contemporanei agli eventi. La fama di miracoli avvenuti sulla tomba attirò numerosi pellegrini, tra cui l'imperatore Massimiliano d'Asburgo, morto nel 1519, sebbene i caratteri dell'autenticità dei miracoli mancassero. L'epigrafe della fine del quindicesimo secolo, prima fonte scritta dell'episodio e ad essa posteriore di oltre un decennio, nel 1620 era già pressoché illeggibile.
Lo sviluppo della devozione nei secoli successivi
Nel 1620 fu edificata una cappella sul luogo del delitto per interessamento del medico di Hall, Ippolito Guarinoni, il quale fu anche autore di un bizzarro libro sul Beato. I resti del fanciullo furono traslati nel nuovo edificio durante l'episcopato di monsignor Paolino Mayr a Bressanone, tra il 1677 e il 1685. Nel 1722, il giorno della sua festa il dodici luglio, si celebrava in onore del martire la messa votiva dei Santi Innocenti. Nel 1750 o 1751 il vescovo di Bressanone e l'abate dei Premostratensi di Wilten indirizzarono a papa Benedetto Quattordicesimo Lambertini una supplica che mirava ad ottenere una messa e un ufficio propri del beato Andrea per il clero secolare e regolare della diocesi tirolese. Con lettera del ventisette settembre 1751 il pontefice domandò ai richiedenti di svolgere un regolare processo sul martirio, sulla fama dei miracoli e sul culto immemorabile. Gli istanti obiettarono che si trattava di un procedimento troppo costoso che non potevano sostenere. Papa Prospero Lambertini rinunciò alla richiesta accontentandosi di quanto pubblicato dai Bollandisti nel diciottesimo secolo, dopo che nel 1745 era apparsa l'opera di Andrea Kempter intitolata Acta pro veritate martyrii corporis et cultus publici Beati Andreae Rinnensis. Il papa accordò il venticinque dicembre 1752 una messa e un ufficio propri per il beato Andrea con rubriche proprie di rito doppio, che dovevano essere recitati dal clero secolare e regolare dei due sessi nella cittadina di Rinn e in tutta la diocesi bressanonese. Il vescovo chiese al papa di procedere alla canonizzazione del piccolo Andrea, ma il pontefice non ritenne opportuno assecondare la richiesta. Il ventidue febbraio 1755 fu emanata la Costituzione apostolica Beatus Andreas indirizzata al promotore della fede Benedetto Veterani. Il pontefice confermò il culto del piccolo tirolese nella Costituzione apostolica e spiegò le ragioni per le quali la canonizzazione fosse moralmente impossibile e senza precedenti nella storia della Chiesa, poiché il culto del Beato era nato su base spontanea senza un'adeguata e sicura documentazione scritta contemporanea ai fatti. Non si trattò di una vera e propria beatificazione, bensì di una beatificazione equipollente secondo quanto scritto da Benedetto Quattordicesimo, e la Suprema Autorità della Chiesa non si riteneva formalmente vincolata dal culto del Beato Andrea.
La revisione storica e la conclusione del culto
Il caso di Andrea da Rinn fu considerato un esempio della Chiesa di bambini cristiani messi a morte in odio a Cristo. Nelle fonti indicate e nei Bollandisti non si parlava mai di omicidio rituale, ma la tradizione volle che il piccolo Andrea Oxner fosse rimasto vittima di un omicidio rituale attribuito agli ebrei nel Medioevo. Il francescano Lorenzo Ganganelli, futuro papa Clemente Quattordicesimo e relatore del Sant'Uffizio, presentò una memoria il due marzo 1758 alla Congregazione delle Grazie, nella quale ammise come certi e veritieri soltanto i casi di Andrea da Rinn e di Simonino di Trento. Tuttavia le odierne metodologie di ricerca storica mostrano che i casi di omicidi rituali perpetuati da ebrei erano leggende senza prove storicamente attendibili, e le accuse di omicidio rituale sono storicamente infondate. Non esistono fonti scritte coeve all'evento del martirio del Beato Andrea, la fonte scritta più antica risale ad oltre dieci anni dopo il martirio, e il racconto dei fatti è stato tramandato oralmente dalle popolazioni locali per moltissimo tempo arricchendosi di particolari pittoreschi. La Chiesa si ricredette nel suo giudizio considerando gli omicidi di bambini come segni di violenza subiti da innocenti a opera di persone crudeli e senza scrupoli. Nel 1985 l'arcivescovo di Innsbruck, monsignor Reinhold Stecher, dispose il trasferimento del corpo del Beato dalla cappella, dove si trovava dal diciassettesimo secolo, al cimitero. Nel 1994 l'arcivescovo Reinhold Stecher abolì ufficialmente il culto del Beato Andrea. Nonostante ciò, la tomba del Beato continua a essere meta di pellegrinaggi di gruppi di cattolici conservatori.
Su vida y transcurso
Andrés Oxner nació en mil cuatrocientos cincuenta y nueve en Rinn, en el corazón del Tirol. Su infancia, que debería haber estado protegida por el cuidado de su familia, se vio interrumpida en el año mil cuatrocientos sesenta y dos. Según los registros históricos, el niño fue confiado por su tío, de apellido Meyer, a un grupo de comerciantes. Poco tiempo después, en julio de ese mismo año, fue encontrado sin vida en un paraje boscoso en las cercanías de Rinn.
Tras el hallazgo, su cuerpo fue trasladado y sepultado en el cementerio de la localidad de Ampass. Con el paso del tiempo, la devoción popular creció en torno a su figura, lo que llevó a la traslación de sus restos mortales a la iglesia de San Andrés en Rinn. Este lugar se convirtió en el centro de su memoria durante siglos. La Iglesia, reconociendo la conmoción que generó este suceso, integró su figura en el calendario litúrgico de la región, manteniendo viva la historia del niño a través de diversas generaciones y estableciendo una conexión espiritual con la comunidad de Bressanone y los pueblos circundantes.
El culto y su historia
El reconocimiento oficial de su figura llegó en el año mil setecientos cincuenta y dos, cuando el Papa Benedicto catorce concedió una beatificación equipollente. Este pontífice permitió que se celebrara una misa y un oficio propios en su honor, consolidando una tradición que se fijó el doce de julio, fecha en la que se rezaba la misa votiva de los Santos Inocentes.
A lo largo de los siglos, esta devoción fue un elemento constante en la vida religiosa del Tirol. Sin embargo, la Iglesia realiza con el tiempo una labor de discernimiento sobre sus tradiciones. En el año mil novecientos noventa y cuatro, el arzobispo de Innsbruck decidió abolir oficialmente el culto público dedicado al beato Andrés Oxner. Esta decisión marcó un cambio significativo en la forma en que la Iglesia aborda las memorias históricas del pasado, buscando siempre la fidelidad a los criterios evangélicos actuales.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Andrés Oxner de Rinn?
La ricorrenza del Beato si celebra il dodici luglio.