7 de octubre
Beato Ángel Cuartas Cristóbal
Seminarista y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'infanzia a Lastres e la formazione cristiana
Ángel Cuartas Cristóbal nacque a Lastres, nei pressi di Colunga, il 1° giugno 1910. Colunga è una cittadina marittima situata nella comunità autonoma delle Asturie. Ángel nacque nel corso del ventesimo secolo ed era il penultimo di nove figli. Suo padre si chiamava José ed era un modesto pescatore, mentre sua madre si chiamava Josefa Cristóbal Granada e si dedicava alla cura della casa e della famiglia. I fratelli maggiori contribuivano al bilancio domestico cercando piccoli lavori nella lavorazione del pescato locale. Anche Ángel cominciò presto a fare piccoli lavori, accompagnando spesso sua sorella Elvira per dare un sostegno concreto alla famiglia. Egli portava a casa parte dei soldi guadagnati con la sua fatica e ne riservava una piccola parte per sé stesso. Con i propri risparmi, Ángel amava comprare e leggere libri, poiché nutriva una grande passione per la lettura. La gente del suo paese apprezzava molto il suo carattere semplice e trasparente. I compagni delle scuole elementari notavano che in lui non c'era alcuna forma di malignità. Quando scoppiava qualche lite durante i giochi infantili, Ángel si dimostrava subito pronto a portare la pace tra i contendenti. Ad Ángel piaceva il mare soltanto quand'era perfettamente calmo. I racconti drammatici dei pescatori che avevano perso la vita in mare durante le tempeste lo impaurivano profondamente. Il giovane temeva costantemente che la stessa sorte potesse colpire suo padre. All'interno della parrocchia mostrava una notevole inclinazione verso gli insegnamenti del catechismo e una religiosità sincera. La sua vita spirituale era plasmata sulle devozioni tradizionali in uso a Lastres, rivolte in particolare alla Madonna del Carmelo, del Buon Successo e dell'Addolorata. Tra le sue pratiche di pietà vi erano anche la devozione a san Rocco, a san Giuseppe, alle Anime del Purgatorio e al Corpo e Sangue del Signore.
Gli anni del seminario e la vita a Oviedo
Nel 1923, Ángel scelse di rispondere alla vocazione e di entrare nel Seminario Minore della diocesi di Oviedo. Il Seminario Minore aveva la sua sede nel suggestivo monastero di Santa Maria di Valdediós. Grazie all'estrema cura e alla precisione che metteva in ogni azione quotidiana, ottenne l'incarico di diventare sacrestano del Seminario. Durante gli anni della formazione, si preoccupava sinceramente per i problemi familiari di qualche compagno e rifletteva con apprensione sulla situazione politica spagnola che si faceva sempre più difficile. Data la scarsità di svaghi concessi all'interno del Seminario, divenne un buon giocatore di calcio. Giocava nel ruolo di centravanti nelle partite disputate nell'antico chiostro del monastero oppure nella piazza antistante la chiesa di San Domenico. Quando tornava al paese natale per le vacanze, stupiva i vecchi amici per la sua destrezza crescente, pur continuando a indossare con dignità la veste talare. Nel periodo delle vacanze trascorreva molto tempo ad aiutare i sacerdoti della sua parrocchia. I sacerdoti della parrocchia erano il parroco don José Fernández Acebedo, l'economo don José e il vicario coadiutore don Hipólito. A casa amava raccontare con entusiasmo gli eventi e la vita quotidiana del Seminario. Tra i compagni menzionati più spesso c'era Gonzalo Zurro, un giovane molto abile nel teatro. Nel 1929, Ángel passò al Seminario Maggiore, situato nel convento di San Domenico a Oviedo. Nel maggio del 1934 fu ordinato suddiacono, compiendo un passo fondamentale verso il sacerdozio. L'ultima domenica del settembre 1934, terminate le vacanze trascorse a casa, fece ritorno a Oviedo per iniziare il quinto anno del corso teologico, ignaro degli eventi drammatici che di lì a poco avrebbero sconvolto la sua vita e la nazione.
La rivoluzione delle Asturie e la persecuzione
Il 5 ottobre 1934 esplosero improvvisi scontri a fuoco tra i minatori e la forza pubblica, segnando l'inizio della rivoluzione delle Asturie. All'interno del Seminario le lezioni proseguirono come al solito nonostante i gravi disordini in corso nella città. All'alba del 6 ottobre, dopo una notte di intensi scontri, le armi sembrarono tacere temporaneamente. Dopo qualche ora, tuttavia, furono violentemente assaltati il convento di San Domenico e il Palazzo Vescovile di Oviedo. Di fronte al pericolo imminente, i seminaristi scapparono disperdendosi in varie direzioni per cercare salvezza. Ángel, Gonzalo e altri sei compagni trovarono rifugio prima in una stalla e successivamente nella cantina di uno stabile sfitto. Con loro vi era anche un sacerdote domenicano, padre Esteban Sánchez. Trascorsero la notte seguente insonni, pregando incessantemente e domandandosi quale sarebbe stata la loro sorte di fronte alla violenza cieca dei rivoltosi. Padre Sánchez li confortò con parole di fede, li benedisse e diede loro l'assoluzione sacramentale. In quel momento di estremo pericolo, fecero voto di recarsi tutti insieme al santuario della Madonna di Covadonga se fossero usciti sani e salvi da quella situazione. Molti di essi, per ragioni di sicurezza e per passare inosservati, avevano indossato abiti secolari. Quelli che avevano ricevuto gli Ordini Minori portavano ancora visibile il segno della tonsura. Il 7 ottobre Gonzalo uscì dal rifugio per accertarsi che la situazione fosse tornata normale e forse per cercare del cibo per il gruppo. Gonzalo scavalcò un muro, attraversò una stradina e una terrazza, ma purtroppo fu sorpreso da uomini armati. Gli armati ordinarono perentoriamente a tutti i fuggiaschi di uscire allo scoperto. Ne uscirono sette, ad eccezione del seminarista Juan Alonso Pérez e del religioso domenicano che rimasero nascosti. Gli armati fecero attraversare loro alcune strade della città tra gli insulti e le ingiurie dei passanti. Arrivati nell'attuale calle Padre Suárez, tra il civico 23 e il 25, i giovani furono schierati contro un portone. Intuendo con chiarezza che stava per essere ucciso in odio alla fede, Gonzalo gridò a gran voce: «Viva Cristo Re! Viva la Spagna cattolica!». Gonzalo cadde per primo, colpito a morte dai proiettili. Ángel morì per secondo tra i membri del gruppo, offrendo la sua vita in un supremo atto di fedeltà a Dio. Ángel aveva ventiquattro anni al momento della morte ed era il più anziano di tutto il gruppo dei seminaristi. José González García fu l'unico dei sette a essere ferito gravemente ma a non morire sul colpo. José González García fu miracolosamente risparmiato al momento del colpo di grazia grazie all'intervento coraggioso di una donna che accorse sul luogo. La donna intervenne gridando di non sparare a José González García perché non aveva la tonsura sul capo.
Il recupero delle spoglie e il processo di beatificazione
I familiari di Ángel recuperarono il suo cadavere due anni dopo la morte, quando le circostanze lo permisero. Il corpo di Ángel fu inizialmente sepolto sotto il pavimento della cappella del cimitero di Lastres. Il corpo di Ángel fu successivamente traslato in uno degli ossari laterali del medesimo cimitero. Dal 19 marzo 2013, i resti mortali di Ángel riposano definitivamente nella Cappella Maggiore dell'attuale sede del Seminario di Oviedo, insieme a quelli dei suoi compagni di martirio. La fama di santità del gruppo è perdurata negli anni nel cuore dei fedeli, nonostante un periodo iniziale di oblio. È stato così possibile avviare la causa di beatificazione e canonizzazione per l'accertamento formale del martirio subito in odio alla fede cattolica. Ai sei giovani assassinati nel 1934 furono aggiunti altri tre allievi del Seminario di Oviedo uccisi durante la successiva guerra civile spagnola. Luis Prado Garcia, alunno del secondo anno di Filosofia, fu ucciso il 4 settembre 1936. Sixto Alonso Hevia, studente di terzo anno di Filosofia, fu ucciso il 27 maggio 1937. Manuel Olay Colunga, suddiacono, fu ucciso il 22 settembre 1937. I resti di Luis Prado Garcia e Sixto Alonso Hevia furono traslati nella Cappella Maggiore del Seminario nel 2013, mentre i resti di Manuel Olay Colunga non sono purtroppo mai stati trovati. Il nulla osta per l'avvio della causa denominata Ángel Cuartas Cristóbal e otto compagni risale al 12 maggio 1993. Il processo diocesano si è svolto interamente a Oviedo e si è concluso il 29 novembre 1997. Il processo diocesano è stato successivamente convalidato il 24 febbraio 2012. Nel 2014 fratel Rodolfo Cosimo Meoli, Postulatore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane, fu incaricato di seguire la delicata fase romana della causa. La Positio super martyrio è stata completata e consegnata ufficialmente nel 2016. Il 21 giugno 2018 si è svolto il Congresso dei Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. I membri del Congresso dei Teologi si sono espressi all'unanimità a favore dell'effettivo martirio dei nove seminaristi. Il 7 novembre 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto di riconoscimento del martirio. Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, allora Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La solenne beatificazione si è svolta il 9 marzo 2019 nella cattedrale del Santo Salvatore a Oviedo. Il rito di beatificazione è stato presieduto dal cardinal Becciu in qualità di inviato speciale del Santo Padre. La memoria liturgica è stata fissata al 6 novembre, giorno in cui tutte le diocesi spagnole ricordano insieme i loro Martiri del ventesimo secolo.
Su camino de fe
Ángel Cuartas Cristóbal nació en la localidad de Lastres en el año 1910. Desde su juventud, sintió el llamado a servir a la Iglesia, lo cual lo condujo a ingresar en el Seminario Menor de Valdediós en el año 1923. Allí comenzó un proceso de formación humana y espiritual que cimentó su carácter y su amor por los asuntos divinos. Con el paso de los años, su compromiso se fue profundizando, permitiéndole avanzar con decisión hacia el presbiterado.
En el mes de mayo del año 1934, Ángel alcanzó un hito fundamental en su recorrido vocacional al recibir la ordenación como subdiácono. Este paso representaba un vínculo más estrecho con el ministerio sagrado y una mayor responsabilidad ante la comunidad cristiana. Sin embargo, aquel mismo año, España atravesaba una etapa de grandes tensiones. Durante el desarrollo de la revolución de las Asturias, el joven seminarista fue capturado por milicianos mientras se encontraba en la ciudad de Oviedo. A pesar de la hostilidad del entorno y del peligro evidente, mantuvo su fidelidad inquebrantable, culminando su camino terrenal el 7 de octubre de 1934, cuando fue asesinado en odio a la fe católica. Su muerte selló una vida dedicada a la oración y al estudio, transformándolo en un testigo valiente de la verdad del Evangelio.
El culto y memoria
La Iglesia reconoce en el Beato Ángel Cuartas Cristóbal a un intercesor privilegiado. Su proceso de beatificación culminó el 9 de marzo de 2019, cuando el Papa Francisco confirmó su martirio, elevándolo a los altares y permitiendo que su memoria sea honrada por todos los fieles. Este reconocimiento oficial subraya que su entrega no fue en vano, sino una semilla de esperanza para las generaciones venideras.
Su fiesta se celebra el 7 de octubre, día en que recordamos su tránsito hacia la vida eterna. Asimismo, dentro del calendario eclesiástico, su memoria litúrgica se encuentra fijada el 6 de noviembre, fecha en la que se conmemora de manera conjunta a los mártires del siglo veinte. La figura del Beato Ángel nos recuerda que el seguimiento de Cristo exige a menudo una valentía que trasciende las circunstancias temporales, invitándonos a vivir nuestra propia vocación con la misma sencillez y firmeza que caracterizaron sus días en la tierra.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Ángel Cuartas Cristóbal?
La sua memoria liturgica si celebra il 6 novembre.