2 de octubre
Beato Antonio Chevrier
Sacerdote
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e l'ordinazione sacerdotale
Il Beato Antonio Chevrier nasce in una modesta famiglia lionese il sedici aprile 1826, come attesta anche il Martirologio che ricorda la sua vita trascorsa in Francia. Crescendo nel contesto cittadino di Lione, compie i passi necessari per rispondere alla chiamata del Signore e, all'età di diciassettesima anni, entra nel seminario diocesano per iniziare il suo cammino di formazione spirituale e teologica. Dopo anni di studio e di preghiera, viene ordinato sacerdote all'età di ventiquattro anni nel 1850, pronto a spendere le sue energie per il bene delle anime. Viene subito inserito come vicario in una parrocchia operaia della periferia di Lione, dove comincia a conoscere da vicino le fatiche, i bisogni e le difficoltà del mondo del lavoro e delle classi sociali più disagiate. Questo primo impatto con la realtà parrocchiale periferica prepara il suo cuore a quella che sarà la grande svolta della sua esistenza sacerdotale e umana.
La conversione e l'incontro con il Curato d'Ars
La svolta decisiva avviene all'età di trent'anni nella notte di Natale del 1856, quando, mentre si trova in intensa preghiera davanti al presepe, sperimenta una particolarissima illuminazione interiore. Durante la meditazione sulla povertà di Nostro Signore e sul suo abbassamento nel mistero dell'Incarnazione, egli definisce questo momento come una vera e propria conversione, ricevendo l'intuizione profonda della divina povertà. In seguito a questa straordinaria esperienza spirituale, decide di lasciare tutto e di vivere poveramente per conformarsi pienamente a Cristo. Avvertendo il bisogno di un saggio consiglio spirituale, va a consultare Giovanni Maria Vianney, il celebre Curato d'Ars, che abita a meno di quaranta chilometri da casa sua. Il Curato d'Ars e Padre Antonio risultano essere due anime in perfetta sintonia sulla necessità di una povertà radicale per servire Dio nel modo migliore. Sotto la guida del Curato d'Ars, accetta successivamente di diventare direttore spirituale della Città del Bambino Gesù, nota anche come Città di Gesù Bambino, accettando un incarico che segna profondamente il suo ministero. Torna così a Lione rafforzato nella sua idea e grandemente confortato dai consigli del santo parroco d'Ars, pronto a dedicarsi ai più deboli.
Il ministero alla Città di Gesù Bambino
Il soggetto è pienamente conscio dell'immenso campo di lavoro che gli si apre davanti nel nuovo incarico e si rimbocca le maniche con generosità. L'istituzione della Città di Gesù Bambino si propone specificamente di incentivare la Prima Comunione nei bambini poveri e di procurare un alloggio decoroso ai miserabili che vivono ai margini della società. Nel nuovo e impegnativo ministero, Padre Antonio deve assicurare la celebrazione della messa quotidiana e insegnare con pazienza il catechismo ai fanciulli bisognosi. La sua attenzione si concentra sui poveri più poveri, ovvero coloro che sono completamente privi di mezzi economici, di istruzione culturale e di punti di riferimento nella fede. In questo periodo si innamora profondamente di Francesco d'Assisi e sceglie di vestire l'abito del terz'ordine francescano per testimoniare la sua adesione al Vangelo. Vive stabilmente lo spirito di povertà condensato nel motto che egli stesso si impone, ovvero avere il necessario e sapersene accontentare in ogni circostanza della vita quotidiana.
L'acquisto del Prado e la nascita dell'opera
Nel 1860 compie un passo fondamentale acquistando la malfamata sala da ballo del Prado, un'antica struttura ormai in rovina e tristemente nota nel quartiere. Con grande coraggio, trasforma quella sala da ballo in un centro di accoglienza e di formazione cristiana pensato appositamente per bambini e ragazzi poveri ed emarginati. Chiama l'istituzione fondata con il nome di La Provvidenza del Prado, dando vita a un punto di riferimento luminoso per la gioventù abbandonata della periferia. All'interno del Prado si insegna gioiosamente il catechismo ai poveri affinché si preparino nel modo migliore alla ricezione della Prima Comunione e alla vita cristiana. Va avanti per una ventina d'anni con il solo e prezioso aiuto di qualche sacerdote che condivide il suo stesso ideale di carità evangelica e di dedizione totale agli ultimi. L'opera cresce e si consolida, rispondendo ai bisogni spirituali e materiali di una moltitudine di persone che non ricevono attenzione altrove.
La Società dei Preti del Prado
Pensando al futuro della sua missione e alla continuità dell'opera intrapresa, affianca alla struttura iniziale una scuola dedicata alla formazione dei chierici. Riunendo una dozzina di ragazzi che avvertono la chiamata al sacerdozio, pone le basi concrete per la nascita della Società dei Preti del Prado. Lo scopo della Società dei Preti del Prado è quello di gestire direttamente l'opera iniziale e tutte le sue molteplici attività caritatevoli a favore dei bisognosi. I chierici che completano il loro percorso e diventano preti vanno a formare ufficialmente questo nuovo sodalizio ecclesiale. Egli insegna ai suoi sacerdoti che i Preti del Prado devono essere preti poveri a servizio esclusivo dei poveri, senza cercare ricompense terrene. Insegna loro che nella povertà il sacerdote trova la propria vera forza, la sua potenza spirituale e la sua piena libertà interiore per annunciare il Vangelo. Sostiene fermamente che il prete deve essere un uomo mangiato da tutti, consumato dalla carità a imitazione di Gesù presente nel sacramento dell'Eucaristia.
Il tramonto e la memoria
Convinto fermamente che sia molto meglio vivere dieci anni in meno lavorando intensamente per Dio che dieci anni in più senza fare niente, si sottopone a un ritmo di lavoro spossante. Questo impegno continuo rende la sua salute estremamente fragile, incapace di reggere i pesi immensi che porta ogni singolo giorno sulle sue spalle. La sua tempra fisica non sopporta infine l'ultimo e doloroso esercizio di povertà e di spogliazione, quando si vede dolorosamente abbandonato da alcuni dei suoi preti della prima ora. Muore il due ottobre 1878 ad appena cinquantadue anni, povero materialmente e spiritualmente, consumato dall'amore per il Signore e per i fratelli. Alcuni testi riportano anche la data del due ottobre 1879, ma la sua dipartita segna comunque il compimento di un'esistenza offerta interamente per la salvezza dei derelitti. Il Prado e la spiritualità pradosiana non si spengono con la sua morte, ma sopravvivono e si diffondono ampiamente come prezioso stile di vita tra i preti diocesani. Egli apre così il cammino che porterà all'esperienza dei preti-operai, trovando in Monsignor Alfred Lancel, suo seguace e successore, il primo vescovo-operaio e uno dei pochi presuli autorizzati dal Cardinal Ottaviani a tentare questa coraggiosa avventura. Il suo corpo riposa con venerazione nella cappella del Prado a Lione, meta di preghiera e di ricordo per quanti seguono il suo carisma. È stato beatificato a Lione da papa Giovanni Paolo II il quattro ottobre 1986, ricevendo il riconoscimento ufficiale della Chiesa cattolica per la sua straordinaria testimonianza di santità sacerdotale.
Su vida y misión
Nacido en la ciudad de Lione en el año 1826, Antonio Chevrier inició su camino de servicio tras ser ordenado sacerdote en el año 1850. Su vida sacerdotal no fue un ejercicio aislado, sino una peregrinación constante hacia el encuentro con Dios a través de los desvalidos. Un momento decisivo en su trayectoria fue la experiencia espiritual que vivió ante el pesebre en el año 1856, un acontecimiento que iluminó su vocación y le permitió comprender la pobreza de Cristo como el centro de su propia existencia sacerdotal.
Con el firme propósito de atender a quienes más lo necesitaban, tomó una decisión audaz en el año 1860 al adquirir una antigua sala de baile conocida como el Prado. Este lugar, que originalmente servía para el entretenimiento, fue transformado por el Beato Antonio Chevrier en una casa de acogida y formación, convirtiéndose en el corazón de su labor misionera. Fue allí donde consolidó la fundación de la Sociedad de los Presbíteros del Prado, una comunidad dedicada a la evangelización de los pobres, siguiendo el ejemplo de Jesucristo en su humildad. Su ministerio se desarrolló principalmente en Lione, aunque también mantuvo vínculos significativos con lugares como Ars, donde buscó fortalecer su espíritu a través del ejemplo de otros santos. El Beato Antonio Chevrier falleció en Lione en el año 1879, dejando un testimonio de vida que sigue inspirando a quienes buscan vivir el sacerdocio con total desprendimiento y amor por el prójimo.
Su memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria litúrgica del Beato Antonio Chevrier el día 2 de octubre. Este reconocimiento oficial de su santidad fue otorgado por el Papa Juan Pablo Segundo en el año 1986, quien al elevarlo a los altares destacó la coherencia de su vida y la profundidad de su entrega pastoral. La fecha de su memoria nos invita a reflexionar sobre la importancia de la pobreza evangélica y la cercanía hacia los hermanos más pequeños, valores que fueron el eje central de su ministerio sacerdotal.
A través de la liturgia, recordamos a este hombre que supo ver en los rostros de los pobres el rostro mismo de Cristo. Su vida, centrada en el misterio del pesebre y en la labor incansable del Prado, permanece como un faro de luz para la Iglesia contemporánea. Cada 2 de octubre, los fieles son llamados a renovar su compromiso con la caridad cristiana, imitando la sencillez y la dedicación que el Beato Antonio Chevrier manifestó a lo largo de su existencia en la ciudad de Lione.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Antonio Chevrier?
La sua memoria liturgica si celebra il due ottobre.
Quali opere ha fondato il Beato Antonio Chevrier?
Ha fondato l'Opera della Provvidenza del Prado e la Società dei Preti del Prado.
En Lyon en Francia, beato Antonio Chevrier, sacerdote, que fundó la Obra de la Providencia del Prado para preparar a los sacerdotes a enseñar a los jóvenes pobres la fe cristiana. — Martirologio Romano