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1 de febrero

Beato Antonio Manzoni

Peregrino

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e conversione

Antonio Manzoni nacque a Padova verso il 1240, durante la complessa e difficile tirannia di Ezzelino da Romano. La sua era una famiglia ricca e influente, i cui genitori si chiamavano Marsilio e Dolcemia, mentre il nonno Andrea Clarioto era stato ufficiale del Comune. Fin da giovane Antonio dimostrò un grande fervore religioso che avrebbe segnato profondamente ogni suo passo successivo. Alla morte del padre ereditò un cospicuo patrimonio economico e sociale, ma la sua risposta a questa eredità fu radicale e spiazzante per l'epoca. Vendette ogni cosa e diede tutto il ricavato ai poveri, attirandosi l'ostilità e inimicandosi tutti i parenti. A seguito di questa scelta coraggiosa, abbandonò la sua città natale di Padova per iniziare una rigorosa e profonda vita di penitenza che lo avrebbe condotto molto lontano.

Il lungo pellegrinaggio

Il cammino di penitenza di Antonio iniziò con un soggiorno di tre anni a Bazzano, in provincia di Bologna, al servizio di un sacerdote, periodo in cui girò intensamente tutto il territorio bolognese. In seguito decise di intraprendere un pellegrinaggio di vastissimo raggio verso Roma, durante il quale lungo la strada pregava incessantemente, digiunava e viveva rigorosamente di elemosine. Spesso, con grande generosità, donava persino le elemosine ricevute a chi si trovava in condizioni più misere delle sue. Si diresse poi in Piemonte, passò le Alpi e, attraversando la Francia, raggiunse la meta spirituale di Santiago de Compostela. La sua infaticabile marcia di fede lo portò successivamente in Germania, nello specifico nella città di Colonia, dove ebbe modo di venerare con devozione le reliquie di Santa Orsola e delle sue compagne, oltre a quelle dei Santi Magi. Il suo viaggio di fede culminò infine a Gerusalemme, dove si diresse per pregare sul Santo Sepolcro e conoscere da vicino i luoghi in cui visse Gesù. Durante questi anni di cammino sovente dormiva a cielo aperto, rigorosamente scalzo e mal vestito, esponendosi costantemente a intemperie e gravi pericoli per amore del Signore.

Il ritorno a Padova e la morte

Dopo alcuni anni di lontananza, Antonio fece ritorno alla sua amata Padova, ma non fu accolto con favore dai suoi concittadini, che iniziarono a chiamarlo con il soprannome di Pellegrino. Quando si presentò ai suoi ricchi parenti per chiedere l'elemosina, fu aspramente schernito e gli fu rinfacciato con durezza di aver regalato ai poveri tutti i suoi beni e di aver rinunciato alla sua solida e rispettata posizione sociale. Cercò allora ospitalità presso il monastero delle Benedettine di Santa Maria di Porciglia, luogo in cui erano monache due sue sorelle, ma anche loro decisero di allontanarlo. Nonostante questo doloroso isolamento, Antonio soffrì tutto con grande pazienza per amore di Cristo, continuando a vivere nella preghiera e nel digiuno. Consumato da fatiche e penitenze, Antonio morì il trenta gennaio del 1267 a soli ventisette anni. Fu sepolto nel cimitero di Santa Maria di Porciglia, come attesta un documento storico ancora oggi conservato.

I miracoli e la memoria scritta

La vita di Antonio fu narrata da un autore anonimo già nell'anno stesso della sua morte, poiché si diffuse rapidamente una straordinaria fama di santità attorno alla sua figura. Nei mesi successivi un notaio di Soligo registrò circa quaranta guarigioni miracolose ottenute presso il suo sepolcro, e tali documenti si conservano tuttora intatti nell'Archivio di Stato di Padova. Il registro dei miracoli riporta meticolosamente le generalità delle persone guarite, la malattia da cui erano affette e i nomi dei rispettivi testimoni. Verso la fine di quell'anno le spoglie del Manzoni furono traslate con cura nella chiesa del monastero e a suo nome venne istituita una confraternita, nata proprio a causa della chiara e diffusa fama taumaturgica del beato. La memoria scritta dei prodigi continuò nel tempo: nel 1303 il nipote del notaio di Soligo trascrisse i miracoli registrati dal nonno, e tale testo fu poi accuratamente copiato nel 1324 dal notaio della curia vescovile. Successivamente, nel 1380, Antonio da Pozzonovo scrisse un nuovo Liber miraculorum, seguito nel 1436 e 1437 da una biografia redatta da Sicco Polenton e, nel 1440, da un carme a lui dedicato da Antonio Baratella.

Il culto civico e lo sviluppo della devozione

Il culto tributato all'umile Antonio Manzoni fu accolto con favore dal Comune di Padova, il quale fu da alcuni storici identificato come simbolo stesso della lotta al tiranno Ezzelino da Romano. Già nel 1269 si definì per statuto una festività annuale in suo onore, accompagnata da una solenne processione stabilita per la cittadinanza, e lo statuto fu successivamente rivisto e confermato negli anni 1272 e 1300. Il beato Pellegrino cominciò ben presto ad essere raffigurato con devozione nelle grandi opere d'arte del tempo: Giotto lo collocò con maestria negli affreschi della Cappella degli Scrovegni, mentre Giusto de' Menabuoi lo rappresentò nel 1375 all'interno di un polittico del battistero padovano. All'inizio del sedicesimo secolo, a causa della Guerra della Lega di Cambrai, le Benedettine di Santa Maria di Porciglia dovettero trasferirsi in un edificio più sicuro. Il nuovo convento delle Benedettine venne espressamente dedicato al Beato Antonio Pellegrino, e le sue reliquie trovarono una degna collocazione nella chiesa annessa al nuovo complesso monastico, consolidando ulteriormente la presenza spirituale del santo nella vita della comunità.

Riconoscimenti liturgici e collocazione delle reliquie

Il cammino di riconoscimento ufficiale della santità di Antonio Manzoni segnò tappe fondamentali nei secoli successivi. Nel 1781 papa Pio VI concesse alle Benedettine di Santa Maria di Porciglia l'Ufficio proprio in onore del Beato, un importante riconoscimento liturgico che fu successivamente esteso nel 1803 a tutta la diocesi padovana, suggellando il legame profondo tra la Chiesa locale e il suo devoto pellegrino. Infine, a seguito dei mutamenti storici e logistici dei secoli passati, dal ventotto novembre del 1864 le reliquie del beato Antonio Manzoni trovano la loro definitiva e degna collocazione nella Chiesa dell'Immacolata in Padova, dove continuano a ricevere la preghiera e la memoria dei fedeli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Antonio Manzoni?

Si festeggia annualmente il primo febbraio, ricorrenza stabilita originariamente dal Comune di Padova nel tredicesimo secolo e successivamente arricchita dai riconoscimenti liturgici pontifici.

Di cosa è patrono il Beato Antonio Manzoni?

Nei documenti storici forniti non vengono menzionati specifici patronati ufficiali attribuiti al beato Antonio Manzoni.