10 de abril
Beato Antonio Neyrot de Rivoli
Sacerdote dominico, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La formazione a Firenze
Il santo è originario del Piemonte per nascita, sebbene non ci siano notizie certe sulle sue origini esatte. La sua storia si delinea con chiarezza quando chiede di essere accolto nel convento dei domenicani a Firenze. Tale convento apparteneva in precedenza ai Silvestrini, istituiti nel Duecento da san Silvestro Guzzolini, prima di essere affidato ai domenicani. I nuovi frati provvedono a ristrutturare l'edificio con il generoso aiuto di Cosimo de' Medici il Vecchio, figura di spicco che governa Firenze senza corona né trono né titoli. In quello stesso periodo fervente di spiritualità e arte, il convento viene affrescato da frate Giovanni da Fiesole, che la storia conserverà con il nome di Beato Angelico. A reggere la comunità domenicana vi è il priore Antonino Pierozzi, il quale ha già guidato con saggezza comunità a Cortona, Roma e Napoli ed è ormai prossimo a diventare arcivescovo di Firenze. Il giovane Neyrot da Rivoli rappresenta uno degli ultimi giovani seguiti personalmente da Antonino prima che questi assuma il governo della diocesi. Il saggio priore chiama gradualmente Neyrot agli ordini sacri, mettendolo ripetutamente in guardia contro la fretta. Antonino ripete al giovane che per essere un buon domenicano occorrono molto studio, preghiera e pazienza. Tuttavia, Neyrot non conosce la pazienza e sopporta assai male il lento apprendistato sui libri, considerandosi già preparatissimo e desideroso di andare subito in prima linea. Di fronte ai dinieghi dei superiori riguardo alle sue insistenze per essere mandato in Sicilia, il giovane decide di appellarsi direttamente a Roma, riuscendo nel suo intento grazie a una forte insistenza e a raccomandazioni autorevoli.
La schiavitù e il traviamento
Munito dei permessi ottenuti a Roma, Neyrot arriva in Sicilia. Nel 1458 si imbarca dalla Sicilia diretto a Napoli secondo alcuni, mentre secondo altri si imbarca direttamente verso l'Africa, un'ipotesi che appare perfettamente in linea con le sue impazienze missionarie. Durante la traversata, la sua nave s'imbatte nei pirati, mutando radicalmente il corso della sua esistenza. Padre Neyrot arriva in Africa in modo del tutto inaspettato, sbarcando a Tunisi come schiavo. Tunisi si presenta come la fiorente capitale di un vasto stato berbero creato dagli Almohadi, retto dal tredicesimo secolo dagli emiri Hafsidi. Tale stato si mostra solido, autonomo e legato da intensi rapporti commerciali con i Paesi mediterranei. In questo contesto, la terra che avrebbe dovuto accogliere i suoi entusiasmi missionari diventa rapidamente la terra dei fallimenti umani. Il predicatore impaziente cede alla prova, tradisce i suoi voti, butta via l'abito domenicano e rinnega la fede cristiana, prendendo moglie e facendosi pubblicamente musulmano. Nel maggio 1459 muore a Firenze il vescovo Antonino. La dolorosa notizia della morte di Antonino raggiunge Neyrot a Tunisi, sebbene una diversa tradizione riferisca che il vescovo gli sarebbe apparso in sogno dopo la sua morte terrena. Questo evento segna una profonda spaccatura interiore nell'animo del religioso caduto.
Il martirio e il culto
Scosso dalla grazia, Neyrot intraprende il cammino del ritorno in modo rapido e senza incertezze, riscoprendo la fede cristiana profondamente radicata dentro di sé. Egli sceglie di compiere un gesto di assoluta coerenza e coraggio, proclamando pubblicamente la fede cristiana davanti all'emiro e indossando nuovamente l'abito domenicano. Questo comportamento inequivocabile comporta inevitabilmente la condanna a morte. La sentenza viene eseguita a Tunisi mediante lapidazione. Secondo quanto attesta il Martirologio romano, l'evento accade nella feria quinta in Coena Domini, ovvero il Giovedì santo dell'anno 1460. Il Martirologio ricorda espressamente che fu condotto con la forza in Africa dai pirati, rinnegò la fede e riprese l'abito il Giovedì santo espiando con la lapidazione. I mercanti genovesi si adoperano per riportare il corpo in Italia. Nel 1464 il corpo raggiunge Rivoli, sua città natale. Le sacre spoglie sono tuttora venerate nella nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria della Stella a Rivoli. Successivamente, nel 1767, papa Clemente XIII approva ufficialmente il suo culto come beato, confermando la santità di un percorso umano segnato dal peccato ma riscattato dall'amore estremo per il Signore.
Su camino de fe
La trayectoria espiritual de Antonio Neyrot comenzó en su natal Rivoli, para luego florecer en el convento dominico de San Marco, en Florencia. Allí se formó bajo la dirección de Antonino Pierozzi, absorbiendo la disciplina y el espíritu de la orden. Con los permisos obtenidos en Roma, decidió trasladarse a Sicilia, buscando quizás nuevos horizontes para su apostolado. Sin embargo, el destino le tenía reservada una prueba de gran magnitud: fue capturado por piratas durante un viaje y conducido como esclavo hasta la ciudad de Tunisi.
En aquel contexto de cautiverio y presión, Antonio sufrió una crisis espiritual profunda que lo llevó a renegar de la fe cristiana y convertirse al Islam. No obstante, en la profundidad de su alma, la semilla de su formación dominica no había desaparecido. Tras un tiempo de reflexión, experimentó un arrepentimiento sincero que lo impulsó a rechazar la apostasía. Con gran valentía, retornó al cristianismo y volvió a vestir con orgullo el hábito de la orden dominica en la misma ciudad de Tunisi. Este acto de reafirmación pública le costó la vida, enfrentando el martirio por lapidación durante el Jueves Santo de 1460. Su testimonio final fue la culminación de un proceso de conversión que lo devolvió a la casa del Padre, sellando su existencia con la entrega total de su persona.
Memoria y culto
El culto al beato Antonio Neyrot fue reconocido oficialmente por el Papa Clemente decimotercero en el año 1767. Su figura es venerada especialmente en su ciudad natal, Rivoli, donde se le reconoce como patrono y se honra su memoria con devoción. La Iglesia celebra su vida y su sacrificio el diez de abril, fecha vinculada a la conmemoración de su martirio ocurrido en el Jueves Santo. Su historia sigue siendo un referente de humildad, recordándonos que el camino hacia la santidad no está exento de caídas, pero que el regreso a Dios es siempre posible mediante la gracia y la firmeza del propósito.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Antonio Neyrot?
La sua memoria liturgica si celebra il 10 aprile.
Qual è il ruolo del Beato Antonio Neyrot secondo il Martirologio?
Il Martirologio lo definisce sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire.
En Túnez, en la costa del África septentrional, beato Antonio Neyrot, sacerdote de la Orden de los Predicadores y mártir, que, conducido con la fuerza a África por los piratas, renegó de la fe, pero, con la ayuda de la gracia divina, el Jueves Santo retomó públicamente el hábito religioso, expiando la precedente culpa con la lapidación. — Martirologio Romano