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10 de mayo

Beato Basilio Aftenie

Obispo y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Los primeros años y la formación

Vasile Aftenie nacque il 14 giugno 1899 a Lodroman, nel distretto di Alba in Romania, venendo al mondo all'interno del ventesimo secolo da una famiglia cristiana. I suoi genitori erano Petru e Agafia, che lo guidarono nei primi passi della fede, culminati quando ricevette il Battesimo e la Cresima il 16 luglio 1899. Frequento le scuole elementari nella scuola del suo paese natale, ponendo le basi per il suo futuro cammino educativo e spirituale. Studiò per le scuole superiori a Blaj, non lontana dal suo villaggio natale, in un ambiente che favorì la sua crescita intellettuale. Nel 1919 si iscrisse all'Accademia di Teologia di Blaj, compiendo una scelta decisiva per la sua futura consacrazione al Signore. Successivamente fu inviato a studiare presso il Collegio Greco di Sant'Atanasio a Roma, ampliando i suoi orizzonti culturali e teologici nella città eterna. Nel 1925 ottenne il dottorato in filosofia e teologia, coronando con successo gli anni di studio intenso prima del suo ritorno nella terra d'origine. Nel 1925 fece ritorno in patria, pronto a mettere i suoi talenti al servizio della comunità ecclesiale rumena.

Il 1° gennaio 1926 ricevette l'ordinazione sacerdotale a Blaj dal metropolita Vasile Suciu, un momento di grazia che segnò l'inizio del suo ministero pubblico. Fu ordinato come sacerdote celibe, sebbene la Chiesa greco-cattolica preveda anche membri sposati nel clero, offrendo la sua vita interamente al ministero pastorale. Un mese dopo l'ordinazione, fu nominato professore di Storia della Chiesa e Diritto Canonico nell'Accademia di Teologia di Blaj, trasmettendo la sua sapienza alle nuove generazioni di seminaristi. Aveva un carattere gioviale che gli permise di risultare simpatico a molte persone, facilitando il dialogo e la vicinanza con i fedeli e gli studenti. Nel corso degli anni successivi, la Chiesa riconobbe le sue doti amministrative e pastorali affidandogli importanti incarichi di responsabilità. Fu nominato protopope di Bucarest, esercitando la cura d'anime in una zona centrale e complessa del paese. Fu nominato anche canonico del Capitolo arcivescovile di Blaj, partecipando attivamente alla vita liturgica e di governo della metropolia. Il 1° ottobre 1939 divenne rettore dell'Accademia di Teologia di Blaj, guidando l'istituzione in un periodo storico particolarmente delicato e complesso per l'Europa e la Romania.

El episcopado y la persecución comunista

Nell'aprile 1940 fu nominato vescovo titolare di Ulpiana, salendo a un grado di maggiore responsabilità nella gerarchia ecclesiastica. Ricevette l'incarico di ausiliare del metropolita Alexandru Nicolescu, vescovo di Făgăraș e Alba Iulia, affiancandolo nel governo pastorale. La consacrazione episcopale ebbe luogo il 5 giugno 1940 nella cattedrale di Blaj, suggellando la sua dedizione totale al servizio episcopale. Successivamente ritornò come vicario per Bucarest e il Vecchio Regno, il territorio del primo Stato nazionale romeno, esercitando il suo ministero in un contesto sociale in rapida trasformazione. Purtroppo, la situazione politica cambiò drasticamente quando il regime comunista cercò di smantellare la Chiesa cattolica romena di rito greco e latino, imponendo la rottura con Roma. Monsignor Aftenie rimase saldo nelle sue posizioni rifiutando di spezzare il legame con la Sede Apostolica e il Papa di Roma, dimostrando una fedeltà incrollabile alla Chiesa universale. I suoi confratelli vescovi fecero lo stesso, esortando i fedeli in vista dei tempi difficili che si profilavano all'orizzonte. Il regime fallì diversi tentativi di comprometterlo, trovando sempre la sua ferma opposizione fondata sulla fede.

Di fronte alla resistenza dei pastori, fu arrestato il 28 ottobre 1948 dal regime comunista insieme all'intero episcopato greco-cattolico, dando inizio alla sua via crucis terrena. Tutti i vescovi furono portati a Dragoslavele per essere sottoposti a pressioni psicologiche e tentativi di persuasione. I vescovi furono poi trasferiti al monastero ortodosso di Căldărușani, trasformato in campo di concentramento dal regime totalitario. Il 25 maggio 1949 fu separato dai confratelli, isolato ulteriormente per spezzare la sua resistenza spirituale e fisica. Fu tenuto in isolamento nei sotterranei del Ministero degli Interni a Bucarest per dieci mesi, in condizioni di grande privazione. Subì torture durante i dieci mesi di isolamento, rimanendo tuttavia saldo nella sua testimonianza cristiana. Tra le pressioni subite, rifiutò la proposta di diventare metropolita ortodosso di Moldavia, considerandola una manovra del regime e non della Chiesa ortodossa, rigettando ogni compromesso scismatico. La Securitate cercò di organizzare un processo politico per occultare la motivazione religiosa dell'arresto, mascherando la persecuzione della fede sotto false accuse politiche. Il 25 marzo 1950 ebbe un ictus cerebrale a causa delle violenze fisiche e psicologiche subite durante i mesi di prigionia. Fu portato all'ospedale della prigione di Văcărești, dove le sue condizioni di salute peggiorarono irreversibilmente. Morì il 10 maggio 1950, quarantacinque giorni dopo l'ictus, suggellando con il martirio la sua testimonianza di fedeltà a Cristo.

Sepultura, memoria y beatificación

Dopo il decesso, fu seppellito nel cimitero cattolico Bellu con un funerale di rito latino, celebrato in un clima di forte sorveglianza da parte delle autorità. La sua tomba divenne meta di pellegrinaggi ed era riconoscibile per le iniziali e la data della morte, segno che i fedeli non avevano dimenticato il loro pastore. I suoi resti mortali furono traslati il 12 maggio 2010, dopo la caduta del regime e la riapertura della libertà religiosa. Attualmente i suoi resti riposano nella chiesa Bunavestire di Bucarest, dove i fedeli possono continuare a venerarlo e a pregare presso la sua memoria. Il cammino verso il riconoscimento ufficiale della sua santità iniziò formalmente il 28 gennaio 1997, quando la Santa Sede concesse il nulla osta per l'avvio della comune causa di beatificazione e canonizzazione sua e degli altri sei vescovi greco-cattolici morti durante il regime comunista. Il processo eparchiale per il riconoscimento del martirio è iniziato il 16 gennaio 1999 a Blaj, raccogliendo le prime testimonianze fondamentali. Il processo eparchiale si è concluso il 10 marzo 2009, dopo anni di approfondito lavoro documentario. Il 7 novembre 2009 sono stati aperti i plichi della documentazione raccolta per essere esaminati dalla Congregazione per le Cause dei Santi. La documentazione è stata convalidata con il decreto del 18 febbraio 2011, dando ulteriore slancio alla causa.

Dopo sette anni di lavori e il reperimento di nuove testimonianze d'archivio, fu ultimata la Positio super martyrio, consegnata nel 2018 per l'esame definitivo dei teologi e dei cardinali. Il 19 marzo 2019 papa Francesco, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava i sette vescovi martiri, riconoscendo ufficialmente il loro sacrificio supremo per la fede. La beatificazione è stata fissata a domenica 2 giugno 2019 durante il viaggio apostolico del Pontefice in Romania, un evento di grande gioia per tutta la Chiesa cattolica rumena. La comune memoria liturgica è fissata al 2 giugno, giorno in cui la Chiesa ricorda la testimonianza luminosa del beato vescovo Basilio Aftenie insieme ai suoi confratelli martiri.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Basilio Aftenie?

La sua memoria liturgica si celebra il 2 giugno.