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6 de junio

Beato Bertrando de Aquileya

Patriarca

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione in Francia

Bertrando nacque verso il 1260 a Saint Geniès nel Quercy, una regione della Francia situata nel bacino d'Aquitania. Dimostrò fin da giovane un forte interesse per lo studio, frequentando l'Università di Tolosa dove si dedicò con profitto all'approfondimento del diritto civile e del diritto canonico. Nel 1316 raggiunse un importante traguardo accademico, diventando professore di ambo i diritti nello stesso ateneo. La sua preparazione e le sue qualità umane gli meritarono la benevolenza di papa Giovanni XXII, anch'egli originario del Quercy. Nel corso del 1316, lo stesso pontefice lo nominò canonico d'Angoulême, e nel 1318 ricevette la nomina a canonico cantore di San Felice a Tolosa. Nel frattempo, ottenne la rendita come arcidiacono di Noyon e come cappellano papale, affiancando a questi incarichi l'insegnamento di Diritto canonico all'Università di Tolosa. La sua autorevolezza giuridica e morale fu riconosciuta anche attraverso la partecipazione al processo per la canonizzazione di san Tommaso d'Aquino.

Le missioni diplomatiche ad Avignone e in Italia

Bertrando risiedeva ad Avignone, dove all'epoca si trovava la corte pontificia, centro nevralgico della vita della Chiesa. Da lì fu mandato per ben tre volte in Italia per compiere delicate missioni per conto del papa. L'ultima di queste missioni a Roma fu particolarmente lunga e complessa, resa necessaria per dirimere i gravi contrasti sorti tra le famiglie nobili e predominanti dei Colonna e degli Orsini. Per ristabilire l'ordine e la pace civile, decise con saggezza di affidare il governo di Roma a due senatori, scegliendone uno per ciascuna delle due famiglie rivali. Durante la sua attività diplomatica, trattò affari importanti anche con Roberto d'Angiò, re di Napoli. Concluse queste faticose fatiche diplomatiche, rientrò ad Avignone l'undici giugno 1334.

La nomina e il governo della sede patriarcale di Aquileia

Il quattro luglio 1334, a pochi giorni dal suo rientro ad Avignone, fu nominato patriarca di Aquileia da papa Giovanni XXII. La sede patriarcale di Aquileia si trovava in una condizione di vacanza da quasi due anni. Al momento della nomina, Bertrando aveva circa settantaquattro anni. Il ventotto settembre 1334 prese solennemente possesso della sede patriarcale. Nonostante l'età avanzata, dimostrò subito di voler governare energicamente. Il patriarca di Aquileia era metropolita di una zona che comprendeva tutto il Veneto con Mantova e parte dell'Istria. Inoltre, era signore temporale della regione estesa dal Livenza fino alla Carniola, alla Carinzia e alla Stiria, fregiandosi anche del titolo di marchese d'Istria. Questa doppia qualifica, spirituale e temporale, comportava l'esercizio di un'autorità che entrava spesso in contrasto con i due poteri principali dell'epoca.

La difesa del territorio e l'ordine pubblico

Si trovò nella necessità di difendere il paese anche con le armi, a causa delle mire ambiziose dei vicini e dell'usurpazione di territori e diritti perpetrata da prepotenti vassalli. Fu protagonista nella lotta contro Rizzardo V da Camino, signore di Ceneda, il quale fu sconfitto nel 1335. Lottò inoltre contro il duca d'Austria, signore di Venzone, che impediva il libero transito per il commercio transalpino. Sconfisse in guerra il duca d'Austria e Venzone ritornò sotto il controllo del patriarcato. Poté così istruire giusti processi contro quanti depredavano i mercanti che trasportavano merci dal mare attraverso il Friuli verso Oltralpe e viceversa. L'epoca era caratterizzata da una continua guerriglia di castellani irrequieti in lotta tra loro, che infestavano le strade e rendevano insicuri i commerci. Pur non essendo incline alle imprese guerresche, fu costretto ad assoldare milizie mercenarie per far rispettare la legge, spezzare le violenze e punire i colpevoli di gravi delitti.

Relazioni politiche e riforme sociali

Nell'opera di governo temporale fu affiancato dal Parlamento friulano, composto dai tre ceti di nobiltà, clero e comunità. Ebbe frequenti contrasti con i conti di Gorizia, i quali ebbero l'appoggio della libera Comunità di Cividale e dei grandi signori d'Oltralpe nel tentativo di espandere la loro influenza sui liberi signori della regione e in parte sulle libere Comunità come Udine. All'epoca l'intera regione appariva divisa in due blocchi contrapposti: Gorizia e Cividale da un lato, il patriarcato e Udine dall'altro. Bertrando ebbe il grande pregio di non favorire mai la propria famiglia, e i francesi presenti nel suo seguito rimasero in numero limitato. In campo economico diede forte incremento all'olivicoltura e fece sorgere un lanificio ad Udine. Il ventitré aprile 1342, su sua precisa indicazione, il Parlamento votò leggi severe contro il lusso. Favorì inoltre l'apertura di scuole superiori a Cividale, seguendo le orme luminose del predecessore Ottobono. Provvide con particolare cura alla formazione del clero e nutrì a sue spese i poveri in tempo di fame.

L'impegno spirituale e le fondazioni religiose

In campo spirituale sentì sempre altissimo il valore del suo episcopato. Il ventinove maggio 1335 convocò un primo Concilio di vescovi della provincia ecclesiastica contro l'usura nel castello di Udine. Nel 1339 convocò un secondo Concilio ad Aquileia. Nel corso del suo ministero convocò anche due sinodi diocesani, rispettivamente a Cividale e ad Aquileia. Favorì l'espansione dei francescani e dei domenicani nei luoghi più importanti del territorio e diede una stabile residenza ai Celestini. Si fece validamente aiutare nell'apostolato della vastissima regione dalle numerose abbazie benedettine presenti. Sostenne con generose fondazioni i monasteri femminili di francescane, domenicane e benedettine, erigendo anche un monastero per le penitenti a San Nicolò di Udine. Organizzò il clero dividendolo sapientemente in pievi, arcidiaconati, prepositure e capitoli presso le principali città.

Ultimi anni, conflitti e martirio

Nel 1346, all'età di ottantasei anni, affrontò il disagio di un faticoso viaggio in Ungheria, avendo il compito di pacificare Luigi il Grande, re d'Ungheria, e la corte angioina di Napoli. Nel 1345 si verificarono numerosi scontri in Friuli contro i conti di Gorizia a causa del loro comportamento arrogante. Nel 1347 riconquistò il Cadore, che era caduto nelle mani di Lodovico di Brandeburgo, figlio di Lodovico il Bavaro, e mise un suo fiduciario al governo della regione. L'imperatore Carlo IV confermò alla Chiesa di Aquileia il possesso della regione del Cadore. Tuttavia, i feudatari continuarono a tramare contro il patriarcato e nel 1348 organizzarono una nuova rivolta. Il cardinale legato pontificio Guido di Monfort fece vari tentativi di pacificazione, ma le ostilità proseguirono con alti e bassi fino al 1350. Il sei giugno 1350 Bertrando si recava da Sacile ad Udine, accompagnato da alcuni dei suoi vassalli più fedeli. Sulla piana della Richiunvelda fu sorpreso e attaccato dagli uomini di Enrico di Spilimbergo, i quali dispersero o catturarono le guardie della scorta. Gli aggressori uccisero il patriarca, che difese strenuamente i diritti della sua Chiesa e morì a quasi novant'anni colpito a morte da alcuni sicari. Il corpo fu trasportato ad Udine e sepolto. Il cappellano Giovanni paragonò Bertrando a un secondo Maccabeo per aver difeso il campo della Chiesa con la spada materiale e spirituale, e a un secondo Mosè perché pregava e vinceva mentre i suoi combattevano.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Bertrando de Aquileya?

La festività del Beato Bertrando è fissata al 6 giugno, giorno della sua morte.

Di cosa è patrono il Beato Bertrando de Aquileya?

Il testo non menziona specifici patronati al di fuori del suo ruolo di vescovo di Aquileia, beato e martire ricordato nel Martirologio.

En Udine, beato Bertrando, obispo de Aquileya y mártir, que proveyó con cuidado a la formación del clero, nutrió a su costa a los pobres en tiempo de hambre, defendió strenuamente los derechos de su Iglesia y murió nonagenario golpeado a muerte por algunos sicarios. — Martirologio Romano