28 de abril
Beato Carino Pietro de Balsamo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il delitto e la conversione
Le notizie storiche riguardanti il personaggio derivano dai fatti relativi al martirio di san Pietro da Verona. Il 6 aprile Pietro da Balsamo, noto anche come Carino, fu assoldato dall'eretico Giacomo Leclusa per uccidere fra Pietro da Verona. Fra Pietro da Verona era stato nominato Inquisitore di Lombardia da papa Gregorio IX. Carino e il complice Alberto Porro da Lentate si fecero ricevere dai domenicani del convento di Como. Appreso che il frate sarebbe partito per Milano la mattina del 6 aprile, Carino architettò di aggredirlo durante il viaggio. Carino si appostò nel bosco Farga, presso Barlassina, per compiere il delitto. Albertino fuggì durante l'agguato e, lungo la strada, incontrò i due fratesi che avevano accompagnato fra Pietro, rimasti indietro presso una famiglia amica. Il predicatore morì con il cranio squarciato da un colpo di coltello chiamato falcastro. Fra Domenico, che accompagnava fra Pietro, morì sei giorni dopo in seguito ai colpi inferti da Carino. Secondo un racconto, il martire prima di morire tracciò col sangue la parola Credo sul terreno come professione di fede. Alcuni interpretano la parola tracciata come un acrostico della frase latina Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis. Per sfuggire alla giustizia, Carino si allontanò il più possibile da Milano. Senza denaro e in stato di prostrazione fisica e mentale, Carino fu ricoverato nell'ospedale di San Sebastiano a Forlì. I Domenicani, giunti da poco in città, visitavano spesso l'ospedale. Il priore della comunità visitò i malati e Carino, temendo di morire e colto da rimorso, gli si confesso. Il priore decise di dargli fiducia e, dopo la sua ripresa, lo accolse in convento come fratello converso. Il capitolo approvó l'accoglienza di Carino nell'Ordine. Il priore provinciale confermò l'accoglienza di Carino nell'Ordine. Il beato Giacomo Salomoni da Venezia offrì aiuto a Carino assumendo il ruolo di padre spirituale. Carino morì a Forlì nel 1293 in giorno ignoto.
Le esequie e la prima custodia delle reliquie
Fonti agiografiche narrano che Carino compì la confessione generale e, consapevole del suo passato, chiese di essere sepolto nel terreno per criminali anziché nel cimitero del priorato. I Domenicani rispettarono le sue volontà seppellendolo in terra sconsacrata. La gente di Forlì, che lo conosceva per le commissioni esterne al convento, si oppose vivamente alla sepoltura in terra sconsacrata. I Domenicani traslarono il corpo dal cimitero alla loro sacrestia. A seguito delle ulteriori insistenze del popolo, il corpo fu collocato in una cappella della chiesa del priorato. Nella stessa cappella della chiesa del priorato furono successivamente collocati i resti dei beati Giacomo Salomoni e Marcolino Amanni. I tentativi di ufficializzare il culto di Carino iniziarono nel 1822. La causa di beatificazione si interruppe a causa della morte di papa Pio VII e dei problemi politici dell'Italia del secolo XVII. Il 19 settembre 1879, prima dell'espropriazione del convento da parte del governo unitario italiano, i padri misero in salvo i resti dei tre Beati nella cattedrale di Forlì. Nel 1910 il Capitolo generale dell'Ordine domenicano inserì il Beato Carino in un elenco di dodici nominativi da proporre alla Sacra Congregazione dei Riti, senza ulteriori sviluppi successivi. Nel 1934 il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, ottenne il capo e altre reliquie dal capitolo della cattedrale di Forlì.
La traslazione e il culto moderno
La sera del 28 aprile 1934 avvenne la solenne traslazione delle reliquie alla presenza dell'Arcivescovo nella parrocchia di San Martino in Balsamo, oggi a Cinisello Balsamo. Il 4 novembre 1964 il vescovo di Forlì Paolo Babini consegnò il resto del corpo del Beato al parroco don Piero Carcano, con l'approvazione del cardinale Giovanni Colombo. Le reliquie furono composte in un simulacro vestito con l'abito domenicano, realizzato dalla Ditta Rossetti di Milano. Il simulacro fu posto in un'urna di metallo e vetri sotto l'altare della nuova chiesa parrocchiale intitolata a san Martino. Dopo oltre cinquant'anni il simulacro presentava condizioni non buone. Don Enrico Marelli, parroco attuale, ha interpellato la Curia Arcivescovile di Milano per una nuova e più degna collocazione. Lunedì 28 gennaio 2013 gli incaricati hanno effettuato la ricognizione canonica del contenuto dell'urna. Sono state compiute operazioni di consolidamento e catalogazione delle reliquie. Le reliquie sono state nuovamente ricomposte. Le reliquie sono state solennemente esposte alla venerazione dei fedeli nell'area dell'altare della chiesa di San Martino dal 20 maggio al 3 giugno 2013. La parrocchia di San Martino in Balsamo ricorda solennemente la memoria liturgica ogni anno il 28 aprile. Il 28 aprile è il giorno della traslazione in terra ambrosiana delle prime reliquie. La ricorrenza è preparata da una settimana di predicazione e catechesi denominata Settimana Cariniana. La Settimana Cariniana è incentrata prevalentemente sul tema del perdono e della misericordia di Dio. La misericordia ricercata da Carino, ormai pentito del proprio errore, è durata fino al termine dei suoi giorni.
Una vida de conversión
La trayectoria de Carino Pietro de Balsamo constituye un ejemplo elocuente de cómo la gracia puede restaurar una conciencia turbada. Nacido en Balsamo, su nombre quedó ligado a uno de los episodios más oscuros de su tiempo cuando, en mil doscientos cincuenta y dos, participó en la muerte de Pietro da Verona. Aquel acontecimiento, lejos de ser el final de su historia, marcó el inicio de una búsqueda espiritual que lo llevó a abandonar sus antiguos caminos para refugiarse en la ciudad de Forlì.
En el convento de los padres dominicos, Carino encontró el espacio necesario para el silencio y la contrición. Su determinación de cambiar de vida se manifestó en su ingreso a la Orden de Predicadores como hermano converso, dedicando sus años restantes a la vida religiosa y al servicio humilde. Su fallecimiento ocurrió en Forlì en el año mil doscientos noventa y tres, dejando tras de sí el testimonio de alguien que, habiendo conocido el peso del pecado, eligió entregarse por completo a la luz de la fe cristiana. Su vida es un recordatorio de que ningún corazón está cerrado a la posibilidad del perdón y de que el arrepentimiento, cuando es sincero, permite recomenzar bajo una nueva mirada.
La memoria y el culto
El recuerdo del Beato Carino Pietro de Balsamo ha perdurado a través de los siglos, manteniendo viva la memoria de su transformación personal. La devoción hacia su figura encontró un momento significativo con el traslado de sus reliquias a su lugar de origen, Cinisello Balsamo, eventos que ocurrieron en los años mil novecientos treinta y cuatro y mil novecientos sesenta y cuatro. Estos actos permitieron que su historia regresara a la tierra donde nació, consolidando su lugar en la tradición local.
En la actualidad, su memoria litúrgica se celebra el veintiocho de abril en la parroquia de San Martino en Balsamo. Esta conmemoración no es solo un acto de recuerdo histórico, sino una invitación para que los fieles mediten sobre el misterio de la misericordia. La vida de Carino nos enseña que el camino de la santidad no está reservado únicamente para quienes nunca han caído, sino especialmente para aquellos que, reconociendo su propia fragilidad, se dejan abrazar por el amor redentor de Dios, convirtiendo su existencia en un testimonio de esperanza para toda la comunidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Carino?
La memoria liturgica del Beato Carino viene ricordata solennemente ogni anno il 28 aprile.