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13 de marzo

Beato Enrique de Dinamarca

Príncipe, Terciario franciscano

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e pellegrinaggio

Enrico nacque in Danimarca, figlio del re Aquino di Danimarca, appartenendo dunque a una dinastia regale prima di compiere la sua radicale scelta di conversione spirituale. Il secolo in cui visse sarebbe originariamente ignoto, sebbene sia storicamente collocato nel quindicesimo secolo, e alcune fonti lo descrissero inizialmente come un pellegrino di origine ignota o semplicemente come un nobile venuto dal nord. Egli vestiva con abiti da eremita e indossò l'abito del Terz'Ordine Francescano, testimoniando un cammino di penitenza e di distacco dai beni terreni. Animato da un profondo spirito di preghiera, era un uomo devotissimo che decise di mettersi in cammino verso Assisi percorrendo i sentieri della Via Francigena come pellegrino.

Il transito a Perugia e la morte

Nel corso del suo viaggio penitenziale, giunto a Perugia, il beato Enrico trovò accoglienza presso l'ospitale di San Barnaba, situato in Porta Santa Susanna. Tale struttura coincideva con l'Ospedale dei Santi Cosma e Damiani, annesso alla chiesa di San Barnaba, la quale si trovava allora sotto la giurisdizione della chiesa di Sant'Andrea in Porta Santa Susanna. A causa delle fatiche del cammino, egli si ammalò e morì a Perugia in pochi giorni, spirando il tredici marzo 1415. La tradizione riferisce che alla sua morte le campane della chiesa suonarono senza essere mosse da alcuno, segno prodigioso che accompagnò la fine terrena di quest'anima eletta.

Le spoglie e la memoria storica

Le spoglie mortali del beato Enrico trovarono collocazione sotto l'altare maggiore della chiesa di Sant'Andrea, un trasferimento reso possibile grazie alla chiara fama di santità di Enrico e ai miracoli che furono attribuiti alla sua intercessione subito dopo la sua morte. Il culto quale beato non fu mai ufficializzato formalmente dalla Santa Sede, ma il suo nome fu inserito con autorevolezza tra i patroni della città di Perugia. Il beato Enrico penitente è menzionato nella prima appendice sui profili di santi e beati non inseriti nel proprio della diocesi di Perugia, mentre i bollandisti riportano brevi cenni biografici sul suo conto.

Le fonti agiografiche e la riscoperta

Ulteriori e preziose informazioni sul beato si trovano custodite all'interno del Leggendario Francescano, opera che fu pubblicata a Venezia nel 1722 a firma del padre Francesco Benedetto Mazzara, appartenente ai frati minori riformati. Un'altra fonte di grande rilevanza è costituita dal primo volume delle Vite de' Santi e Beati dell'Umbria, scritto dal protonotario apostolico Lodovico Iacobilli da Foligno. Il beato Enrico godette di un culto ininterrotto almeno fino alla metà del ventesimo secolo, epoca in cui tale devozione subì un notevole degrado a causa di una crisi ideologica seguita al Concilio Vaticano II. In seguito, Papa Benedetto XVI espresse una posizione illuminante sulla conservazione delle tradizioni liturgiche e di fede nella Lettera ai Vescovi del sette luglio 2007, offrendo nuovo impulso alla memoria della Chiesa. Di recente, le reliquie del beato Enrico sono state oggetto di una accurata risistemazione, che ha visto l'urna del diciottesimo secolo ricollocata sotto il nuovo altare della chiesa, mentre la festa del beato è tornata in auge ed è celebrata il tredici marzo, giorno del suo dies natalis.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il beato Enrique de Dinamarca?

La festa del beato Enrico è tornata in auge ed è celebrata il tredici marzo, giorno del suo dies natalis.

Di cosa è patrono il beato Enrique de Dinamarca?

Il suo nome fu inserito tra i patroni della città di Perugia.