San Rodrigo de Córdoba fue un abnegato sacerdote que vivió en la región de Andalucía durante los tiempos difíciles de la dominación musulmana. Su memoria permanece viva en el corazón de la Iglesia como un testimonio de paz y de fidelidad inquebrantable a la fe cristiana, habiendo preferido el martirio antes que traicionar su entrega al Señor.
Es recordado principalmente por su entereza espiritual ante la falsedad y la persecución. Tras intentar conciliar a su propia familia y sufrir la calumnia de una conversión religiosa que jamás existió, sostuvo con valentía su sacerdocio hasta el último aliento. Su entrega culminó con el sacrificio de su vida en su amada Córdoba, convirtiéndose en un faro de constancia para los creyentes de todos los tiempos.
San Leandro de Sevilla nació en Cartagena, España, alrededor del año 545, y falleció en la ciudad de Siviglia alrededor del año 600. Perteneciente a una antigua e influente familia romana que posteriormente se trasladó a Siviglia, el santo desempeñó un papel fundamental como obispo durante el periodo de los Visigoti. Tras la muerte temprana de su padre Saveriano, San Leandro cuidó de sus hermanos menores Isidoro, Fulgenzio y Fiorentina, quienes también eligieron el estado religioso y son venerados como santos. Su hermano Isidoro alcanzó gran fama en todo el Medioevo por su monumental obra enciclopédica titulada Etimologie. San Leandro es recordado principalmente por haber convertido a los Visigoti de la herejía ariana a la fe católica mediante la predicación, el activo compromiso y la colaboración con el rey Recaredo.
La trayectoria de San Leandro se desarrolló en el contexto histórico marcado por la presencia de los Visigoti, quienes entraron en España desde la Gallia en el año 415 con el consenso de Roma. Tras combatir largamente contra las resistencias locales, asentamientos de otros pueblos nórdicos y expediciones bizantinas después del colapso del Imperio de Occidente, los Visigoti llegaron a unificar la mayor parte del territorio bajo el dominio del rey Leovigildo. El reino de Leovigildo era grande pero estaba profundamente dividido entre los españoles católicos y los visigoti arianos, quienes rechazaban la perfecta igualdad de Cristo con el Padre en divinidad y eternidad. Mediante su predicación y sus escritos, el monaco Leandro buscó la conversión de los arianos, logrando el resonante éxito de convertir al catolicismo a Ermenegildo, hijo del rey Leovigildo, lo que desencadenó una sangrienta ribelión y el posterior destierro de Leandro a Costantinopoli, donde trabó una fecunda amistad con el futuro papa Gregorio Magno.
Il Beato Agnello de Pisa nacque a Pisa intorno all'anno 1194 e visse una breve ma intensa esistenza interamente dedicata alla diffusione dell'Ordine dei Frati Minori. Sacerdote e missionario, rispose con profonda dedizione alla chiamata di San Francesco d'Assisi, operando con fervore prima in Francia e successivamente in terra inglese. La sua opera si distinse per la straordinaria capacità di unire la rigorosa osservanza della povertà evangelica con l'eccellenza dello studio teologico, fondando scuole di grande prestigio che formarono le menti più illustri dei secoli successivi.
Ricordato con venerazione per la sua santità e per il suo zelo apostolico, il Beato Agnello guidò la prima spedizione francescana in Inghilterra, dove gettò le basi per una duratura fioritura spirituale e culturale. La sua memoria liturgica si celebra il 13 marzo, giorno in cui la Chiesa ne commemora il transito avvenuto a Oxford. Il suo culto fu ufficialmente confermato da Papa Leone XIII il 4 settembre 1892, suggellando il ricordo di un umile frate capace di illuminare il suo tempo.
Il Beato Pedro II fu un insigne abate della storica badia della Trinità di Cava, guidando la comunità monastica nel corso del XIII secolo, precisamente dal 1195 al 1208. Egli rappresenta l'ottavo successore di sant'Alferio e il nono tra gli undici santi e beati abati che hanno santificato con la loro opera il cenobio campano.
La sua figura è particolarmente ricordata per la saggezza con cui affrontò le difficoltà politiche del tempo, ottenendo importanti conferme imperiali e curando la stabilità della comunità attraverso una saggia successione, fino alla conferma del suo culto avvenuta nel 1928 da parte di papa Pio XI.
Sant'Eldrado nacque nel IX secolo a Lambesc in Provenza da una nobile famiglia nella quale la vocazione militare si tramandava di padre in figlio. Egli scelse tuttavia di rompere con la tradizione familiare rifiutando armi, tornei e campagne di guerra, per condurre una vita esemplare e abbracciare lo stato religioso prima di venire in Italia nella Valle di Susa.
Ricordato nel Martirologio come abate nel monastero di Novalesa ai piedi del Moncenisio in val di Susa, visse nel nono secolo distinguendosi per la cura del culto divino, la costruzione di chiese e la tutela dei diritti della sua comunità monastica, lasciando una profonda testimonianza di fede e di cultura cristiana.
La cittadina di Arona, situata sulla sponda piemontese del Lago Maggiore in diocesi e provincia di Novara, custodisce la memoria e le reliquie di due coppie di martiri venerati come santi protettori: Gratiniano e Felino, insieme a Carpoforo e Fedele. Questa tradizione di fede affonda le radici nel X secolo e anima la storica festa del Tredicino, celebrata ogni anno il 13 marzo sulle sponde del lago. La vicenda terrena e le successive traslazioni dei loro resti si intrecciano con documenti antichi, vicende politiche medievali e complesse questioni di agiografia e critica storica, legando indissolubilmente Arona a importanti centri religiosi come Perugia, Como e Milano.
Nel corso dei secoli, il culto di questi martiri ha generato testimonianze preziose, dai manoscritti in pergamena conservati nell'archivio parrocchiale fino alle pregevoli opere d'arte custodite nella chiesa ad essi intitolata. Attraverso dispute sulle reliquie, interventi di figure eminenti come San Carlo Borromeo e tradizioni tramandate da generazioni, i santi patroni continuano a rappresentare il punto di riferimento spirituale e identitario per la comunità aronese e per i pellegrini che ogni anno affollano le sponde del Verbano.
La Beata Francisca Trehet, nata nel corso del diciottesimo secolo, precisamente l'otto aprile 1756 presso Saint-Mars-sur-la-Futaie, in Francia, fu una vergine consacrata e martire della Chiesa cattolica. Appartenente a una nobile e benestante famiglia di possidenti terrieri, decise di consacrarsi al Signore professando i voti religiosi nella Congregazione delle Soeurs de la Charité de Notre-Dame d'Evron. Questa famiglia religiosa era nota per la dedizione all'educazione delle giovani e a varie opere di carità, oltre che per il caratteristico abito di colore grigio che valse alle religiose l'appellativo di piccole sorelle grigie. La sua vita terrena si concluse tragicamente ad Ernée, sempre in Francia, il tredici marzo 1794, quando affrontò la morte per Cristo durante gli anni bui della Rivoluzione francese. Le date biografiche certificate ne delimitano il cammino terreno dall'otto aprile 1756 sino al tredici marzo 1794, coronato dal supremo sacrificio della testimonianza di fede.
La memoria della Beata Francisca Trehet è legata indissolubilmente al suo generoso impegno per l'istruzione dei fanciulli e la cura dei malati, prima nella scuola parrocchiale aperta a Saint-Pierre-des-Landes attorno al 1783 e poi nel contesto della persecuzione rivoluzionaria. Dotata di un carattere molto forte e di una vivace intelligenza, ella presagì il male che la Rivoluzione francese avrebbe portato alla Chiesa e all'intera nazione. Sebbene non vi fossero denunce o lamentele nei suoi confronti, venne ingiustamente inserita in una lista di condannati alla ghigliottina, arrestata tra la fine di febbraio e i primi di marzo del 1794 e condotta alla detenzione ad Ernée. Processata dalla Commission Clément, rispose con carità evangelica alle accuse di aver aiutato i monarchici e protetto i sacerdoti refrattari, rifiutando di gridare lo slogan rivoluzionario e salendo sul patibolo cantando la Salve Regina all'età di trentasette anni. Il martirologio ne ricorda il martirio per Cristo, evidenziando altresì che subì l'uccisione trafitta con la spada. Beatificata il diciannove giugno 1955 insieme ad altri martiri della diocesi di Laval, la sua figura luminosa continua a essere venerata dai fedeli, e le sue spoglie mortali trovano custodia nella chiesa di St-Pierre-des-Landes sin dal mille ottocento quattordici.
Il beato Enrico di Danimarca visse nel corso del quindicesimo secolo e la sua figura è legata alla città di Perugia, dove si spense nel quindicesimo secolo. Principe di nobile stirpe e figlio del re Aquino di Danimarca, scelse la via della povertà e del pellegrinaggio lungo la Via Francigena, vestendo l'abito del Terz'Ordine Francescano e abiti da eremita. La sua vita fu caratterizzata da una profonda devozione che lo condusse fino ad Assisi e successivamente a Perugia, dove la sua memoria fu custodita per secoli dalla comunità locale che lo riconobbe come uno dei propri patroni.
Sebbene il suo culto non sia mai stato ufficializzato dalla Santa Sede, la sua figura emerse con forza attraverso le cronache storiche e la devozione popolare. Il suo nome compare nei profili dei santi e beati della diocesi di Perugia e fu tramandato da importanti opere letterarie e agiografiche. Oggi la sua ricorrenza è tornata in auge ed è celebrata il tredici marzo, giorno del suo transito terreno, offrendo ai fedeli l'esempio di un principe che seppe farsi umile pellegrino per amore di Cristo.
En Nicomedia, en Bitinia, en la actual Turquía, santos mártires Macedonio, sacerdote, Patricia, su esposa, y Modesta, su hija.
Santa Cristina
Mártir en Persia
En Persia, santa Cristina, mártir, que, golpeada con varas, recibió la corona del martirio bajo el reinado de Cosroe I de Persia.
San Pienzo de Poitiers
Obispo
En Poitiers, en Aquitania, en la actual Francia, san Pienzo, obispo, que fue de inmenso ayuda a la beata Radegunda en fundar monasterios.
San Salomón de Córdoba
Mártir
En Córdoba, en la Andalucía española, pasión de los santos Ruderico, sacerdote, y Salomón, mártires: el primero, que se había negado a creer que Mahoma fuera verdadero profeta enviado por el Omnipotente, fue arrojado a la cárcel, donde encontró a Salomón, que en precedencia había adherido por algún tiempo a la religión mahometana, y juntos llevaron gloriosamente a término su prueba con la decapitación.
Sant' Ansovino de Camerino
Obispo
En Camerino, en Las Marcas, san Ansovino, obispo.
Santa Judit de Ringelheim
Abadesa
Sant' Eufrasia de Nicomedia
Virgen y Mártir
San Sabino
Mártir en Egipto
En Minya, en Egipto, san Sabino, mártir, que, después de haber padecido mucho, murió finalmente arrojado al río.
Beato Berengario de Alenys
Mercedario
San León de Chieti
Obispo
Del Martirologio Romano
En Córdoba, en Andalucía, en España, pasión de los santos Rodrigo, sacerdote, y Salomón, mártires: el primero, habiéndose negado a creer que Mahoma era un verdadero profeta enviado por el Todopoderoso, fue arrojado a la cárcel, donde encontró a Salomón, que anteriormente había adherido por algún tiempo a la religión mahometana, y juntos llevaron gloriosamente a término su prueba con la decapitación. — Martirologio Romano