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26 de enero

Beato Gabriele Maria (Giovanni Stefano) Allegra

Sacerdote franciscano

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Dalle radici siciliane alla vocazione francescana

Giovanni Allegra nacque il 26 dicembre 1907 a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania, primogenito di otto figli cresciuti in una famiglia umile e cattolicissima. Pochi giorni dopo la nascita, fu battezzato con il nome di Giovanni il 5 gennaio 1908. Fin dalla primissima fanciullezza si distinse come un bambino espansivo, gioioso, sorridente e amabile, capace di stringere sincere amicizie sia con i piccoli sia con i grandi. Ricevette un'accurata educazione cristiana soprattutto dalla madre, la quale era una lettrice assidua del Vangelo e delle vite dei santi. Negli studi scolastici si dimostrava sempre il primo della classe, mentre in parrocchia era il primo chierichetto, recandosi a servire la Messa tutti i giorni con ferma costanza. Già all'età di dieci anni nutriva nel cuore il forte desiderio di farsi francescano, seguendo le orme del poverello di Assisi. Per compiere questo cammino di consacrazione, il 14 dicembre 1918 entrò nel Collegio Serafico di San Biagio in Acireale. Il percorso di fede e di crescita spirituale proseguì intensamente, tanto che il 24 dicembre 1916 aveva ricevuto la prima Comunione e la Cresima. Il 13 ottobre 1923, all'età di sedici anni, vestì il saio dei Minori a San Vito di Bronte, sulle falde dell'Etna, assumendo il nome nuovo di fra Gabriele Maria. Si dedicò con fervore alla preghiera, allo studio e all'imitazione di Gesù, offrendo i suoi primi voti a Dio il 19 ottobre 1924. Interamente concentrato in Cristo dopo la professione religiosa, divenne ben presto un punto di riferimento luminoso, tanto da essere additato a modello tra i confratelli giovani e adulti e in mezzo alla gente. A diciannove anni, nel settembre del 1926, fu inviato all'Istituto Antonianum di Roma per frequentare il corso di teologia e prepararsi adeguatamente come futuro missionario in Cina. Dopo tre anni di studi approfonditi, fu ordinato diacono nel 1929 ed emise la professione solenne francescana il 25 luglio dello stesso anno. Si preparò al sacerdozio unendo la severità degli studi a una pietà intensa e costante, manifestando ai superiori il vivo desiderio di partire presto per le missioni d'Oriente, un intento che fu pienamente assecondato.

L'ordinazione sacerdotale e la partenza per la Cina

Il 20 luglio 1930 fu ordinato sacerdote, coronando l'aspirazione profonda che coltivava sin dalla giovinezza. Festeggiò l'ordinazione nella sua amata famiglia al paese natale, ad Assisi e nel santuario de La Verna, in provincia di Arezzo, luoghi intrisi di spiritualità francescana. Nel giorno dell'Assunta del 1930, durante una delle sue prime Messe, affidò alla Madonna il proposito solenne di tradurre la Bibbia in cinese, chiedendole umilmente di assisterlo in questa grandiosa impresa. Iniziò subito a studiare a fondo la missiologia e la Sacra Scrittura, affiancando a tali discipline la preparazione pratica alla missione. Prima di partire per la Cina, padre Allegra si incontrò in Italia con il celebre sociologo e politico don Luigi Sturzo, vissuto tra il 1871 e il 1959. In quell'incontro, don Luigi Sturzo gli disse che le idee storte del comunismo si combattono con le idee giuste e con la Verità, un insegnamento che il giovane sacerdote avrebbe custodito per tutta la vita. Il 31 maggio 1931 partì finalmente come missionario per la Cina con il proposito chiaro e incrollabile di tradurre la Bibbia in cinese. Il 3 luglio 1931 sbarcò in terra cinese, risiedendo inizialmente a Hankow, Changsha e Heng Yang. Il 20 luglio 1931 arrivò ufficialmente a Heng Yang, dove si immerse con passione nello studio approfondito della lingua cinese e della Sacra Scrittura. Già quattro mesi dopo il suo arrivo in Cina, iniziò a esercitare il proprio apostolato in mezzo al popolo cinese. Battezzava, confessava, celebrava la Santa Messa, predicava e faceva catechismo in cinese con tale naturalezza che sembrava fosse la sua prima lingua. Nel 1932, a soli venticinque anni di età, fu nominato rettore del Seminario minore di Heng Yang, lavorando per sette anni come direttore del locale seminario. Si dedicò alla formazione dei suoi seminaristi con cuore di padre, senza mai allontanarsi dal proposito fondamentale di tradurre la Bibbia in cinese. Nello stesso anno 1932, operando inizialmente da solo, diede avvio alla monumentale traduzione della Bibbia in cinese. Tra il 1934 e il 1935, il suo primo lavoro di scrittura fu una confutazione delle vite di Gesù Cristo scritte dai protestanti, i quali, insieme agli anglicani, erano presenti come missionari in Cina. L'opera di traduzione e di approfondimento biblico non conosceva sosta, e il 15 settembre 1935, festa dell'Addolorata, diede ufficialmente inizio all'immane lavoro di traduzione dell'Antico Testamento in cinese. Da quel memorabile 15 settembre 1935 non fu più possibile seguire singolarmente i suoi molteplici studi, i suoi articoli biblici, i viaggi intrapresi e i contatti costanti con gli esperti del settore.

Tra prove storiche, traduzioni e fondazione dello Studio Biblico

Nel corso del suo faticoso cammino di traduzione, padre Gabriele Allegra si recava spesso a Roma e nella Terra di Gesù per studiare e documentarsi in modo rigoroso. Neppure i tragici anni della guerra, compresi tra la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni quaranta, riuscirono a fermare la sua opera provvidenziale. Il 7 marzo 1938 il Vicario Apostolico di Heng Yang informò direttamente Papa Pio XI riguardo al lavoro straordinario che Padre Gabriele Allegra stava portando avanti con dedizione ammirevole. Papa Pio XI rispose con parole di grande incoraggiamento, affermando che nulla è impossibile a chi prega, studia e lavora. Il Pontefice gli predisse che avrebbe dovuto molto soffrire, esortandolo a non abbattersi mai e a lavorare con costante perseveranza; aggiunse inoltre che non avrebbe visto l'opera compiuta su questa terra, ma che avrebbe continuato a pregare per lui direttamente dal cielo. Con tenacia inarrestabile, il 21 novembre 1944 completò la traduzione dell'intero Antico Testamento in lingua cinese. Desideroso di dare stabilità duratura alla sua opera di biblista a servizio di Gesù, il 2 agosto 1945, festa della Madonna degli Angeli, fondò lo Studio Biblico di Pechino insieme ad alcuni confratelli cinesi, linguisti e teologi. L'istituzione di questo centro rappresentò un pilastro fondamentale per il grande lavoro di studio, traduzione e divulgazione delle Sacre Pagine nella grande nazione cinese. Poco tempo dopo, la nazione cinese fu travolta dagli eventi storici e si avviò a subire la dittatura comunista e la tirannia dei senza-Dio. Nell'ottobre del 1949, con la conquista del potere da parte di Mao Zedong e dei suoi compagni, la situazione divenne estremamente critica. Di fronte alle enormi difficoltà generate dalla rivoluzione comunista, padre Allegra trasferì con saggezza lo Studio Biblico da Pechino a Hong Kong, salvaguardando l'incolumità dei confratelli e la continuità del lavoro scientifico. Successivamente, Papa Pio XII ricevette padre Allegra in udienza pontificia, manifestando grande stima per la sua missione e assegnandoli un cospicuo sussidio economico per ampliare e consolidare la sua opera.

Consolidamento degli studi, dottrina sociale e riconoscimento accademico

Nel 1955, in occasione del suo venticinquesimo anno di sacerdozio, a padre Allegra fu conferita la prestigiosa laurea in Sacra Teologia. La cerimonia solenne si tenne nel Pontificio Ateneo Antoniano a Roma, alla presenza di eminenti uomini di Chiesa e di illustri uomini di Stato. Rientrato in Cina, riprese con rinnovato vigore la traduzione del Nuovo Testamento, avvalendosi nel tempo di vari perfezionamenti e di preziosi collaboratori. I libri del Nuovo Testamento in lingua cinese furono pubblicati uno dopo l'altro, procedendo dai Vangeli fino all'Apocalisse. La traduzione della Bibbia intera fu finalmente completata il 2 agosto 1961, coronando il sogno di una vita intera spesa per la diffusione della Parola di Dio in Oriente. Nel 1963 fondò a Singapore uno Studio Sociologico, nato con l'intento di mostrare, attraverso la cultura e l'impegno civile, come la Dottrina sociale della Chiesa risponda adeguatamente ai problemi concreti dell'uomo e della società moderna. A Singapore scrisse e pubblicò due importanti trattati di sociologia intitolati 'De doctrina sociali christiana' e 'Tractatus de Ecclesia et Statu'. Il fervore editoriale non accennava a diminuire, e nel 1968 fu stampata una fortunata edizione popolare della Bibbia in un solo volume, pensata per raggiungere un pubblico vastissimo. Nel 1975 pubblicò inoltre il Dizionario Biblico in cinese, un altro strumento fondamentale per gli studiosi e per i fedeli locali. Accanto al lavoro biblico, padre Allegra svolse svariate altre traduzioni in cinese e tradusse in lingua italiana il poema elegiaco cinese Li Sao di Chü Jüan. Fu prolifico autore di opuscoli, articoli e recensioni di libri, distinguendosi come uno dei più grandi attivisti in campo culturale e pastorale all'interno della Chiesa cattolica.

Apostolato universale, ecumenismo e ultimi anni

Padre Gabriele Maria Allegra non si risparmiò mai un solo giorno fin dalla sua ordinazione sacerdotale. Senza fermarsi mai, aveva continuato a studiare, scrivere e tradurre la Sacra Scrittura, guidando al contempo le anime come rettore e padre spirituale dei giovani seminaristi del suo Ordine. Aveva tenuto corsi di studio e predicato esercizi spirituali a confratelli in Cina, in Corea, in Giappone e in Italia, venendo regolarmente invitato da superiori religiosi e vescovi per conferenze e predicazioni ogni volta che faceva ritorno nella madrepatria. Svolgeva un apostolato instancabile predicando, confessando e assistendo con amore fraterno gli ammalati e i bisognosi, inclusi i lebbrosi, con i quali amava trascorrere i periodi di vacanza. Svolse inoltre un'opera silenziosa e nascosta di contatto ecumenico con le altre religioni cristiane presenti in territorio cinese, facendosi ricercatore sincero di ciò che poteva unire i cristiani separati. Mantenne rapporti di fraterna amicizia con il vescovo anglicano di Hong Kong e con vari ministri della Chiesa protestante, ponendosi come punto di riferimento luminoso per tutti i cristiani della Cina alla ricerca della verità. Scrisse a un confratello raccomandando caldamente di mantenere il silenzio su questa delicata attività di dialogo con i fratelli separati, agendo sempre con grande prudenza evangelica. Il periodo compreso tra il 1960 e il 1970 e gli anni successivi, coincidente con il Concilio Vaticano Secondo e il post-concilio, fu per lui tremendamente difficile. In quel periodo di grande fermento, tutto fu messo in discussione a causa di una nuova esegesi, di una nuova teologia e del tentativo di rifondare la Chiesa, determinando uno scardinamento culturale e spirituale mai visto prima. Padre Gabriele Allegra mantenne una straordinaria lucidità sui tempi che stava attraversando. Egli era fermamente convinto che studiando la Sacra Scrittura come un semplice libro profano non si potesse trovare in essa il Cristo vivo, e criticava aspramente gli esegeti moderni che seguivano ipotesi effimere per il timore di apparire vecchi e conservatori. Sosteneva con forza che ci volesse molto più coraggio a difendere le posizioni tradizionali che a seguire opinioni recenti e cervellotiche. Ritenendo che sulla questione del cosiddetto aggiornamento vi fosse una grande confusione, predicava che occorreva riscoprire lo spirito di San Francesco per riformare la Chiesa unicamente per amore di Cristo e della Chiesa stessa. Non mancava di criticare i riformatori del suo tempo, accusandoli di coltivare uno spirito di critica sterile verso la Santa Madre Chiesa Cattolica anziché mostrare un'autentica carità. Indicò sempre la via maestra per rinnovare la Chiesa e convertire il mondo nella Santissima Eucaristia e nella Madonna. Considerava la terra l'unico pianeta a essere diventato il Tabernacolo dell'Altissimo e vedeva nella Santissima Eucaristia la sintesi perfetta di creazione, incarnazione e redenzione. Predicava inoltre che Dio aveva affidato alla Madre Immacolata il compito di vincere le battaglie del suo Regno per umiliare satana, considerando la Chiesa destinata a trionfare sulle potenze dell'inferno per mezzo di Maria, invocata come l'Immacolata e la Corredentrice. Missionario francescano e uomo profondamente ecumenico, padre Gabriele Maria Allegra morì santamente il 26 gennaio 1976 a Hong Kong, in una disadorna stanzetta d'ospedale all'età di sessantotto anni, lasciando un'eredità spirituale immensa.

Il riconoscimento della santità e la beatificazione

La fama di santità che aveva accompagnato l'intera esistenza di padre Gabriele Maria Allegra non si estinse con la sua morte terrena, ma continuò a crescere tra i fedeli e all'interno dell'Ordine Francescano. Il 14 gennaio 1984 fu ufficialmente introdotta a Hong Kong la causa per la sua beatificazione, avviando l'iter canonico diocesano e romano. Il cammino ecclesiastico procedette con rigorosa attenzione fino al 15 dicembre 1994, giorno in cui fu promulgato il decreto sull'eroicità delle virtù, che riconosceva formalmente a padre Allegra il titolo venerato di venerabile. L'attesa della Chiesa si è infine coronata il 29 settembre 2012, quando Giovanni Allegra è stato solennemente beatificato nella cattedrale di Acireale. La celebrazione liturgica della beatificazione è stata presieduta dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto delle Cause dei Santi, che ha elevato agli onori degli altari questo insigne figlio della terra di Sicilia e infaticabile apostolo della Cina.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Gabriele Maria Allegra?

La memoria liturgica del Beato Gabriele Maria Allegra si celebra il 29 settembre, giorno in cui nel 2012 è stato proclamato beato.

Quali furono le opere principali del Beato Gabriele Maria Allegra?

La sua opera principale fu la monumentale traduzione della Bibbia in lingua cinese, completata nel 1961, insieme alla fondazione dello Studio Biblico di Pechino, poi trasferito a Hong Kong.