3 de marzo
Beato Giacomino de Crevacuore (de Canepaci)
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e le prime testimonianze storiche
I dati biografici generali indicano la nascita del beato a Piasca nel 1438 e la morte a Vercelli il 3 marzo 1508. Il luogo di nascita è individuato in Piasca, località inizialmente inclusa nella parrocchia di Crevacuore e successivamente in quella di Ailoche. Le attestazioni più antiche sul nome, la provenienza e il culto si trovavano presso il suo sepolcro, situato al pianterreno del campanile della chiesa dei Carmelitani di Vercelli. Presso la sepoltura era presente un'immagine recante l'iscrizione MCCCCCVIII die III Martii. Hic iacet B. Fr. Iacobinus de Crepacorio qui obiit tempore ut supra. Erano presenti anche altre due immagini con iscrizioni ex-voto risalenti al 1509 e al 1511. I periti di due processi diocesani svolti nel 1728 e nel 1843 attribuirono le pitture a Giovenone, padre o figlio, datandole a prima del 1520. Una delle tre dipinture raffigurava il beato con la bisaccia a tracolla, elemento da cui si deduce la sua mansione di frate cercatore.
La vita conventuale e la testimonianza di Giacomino Bale
Il carmelitano inglese Giacomino Bale sostiene esplicitamente che fosse un fratello converso all'interno della sua opera Collectanea. La Collectanea di Bale fu il risultato di un viaggio di studio nell'Europa settentrionale compiuto tra il 1525 e il 1527, sebbene non sia certo un suo passaggio da Vercelli. Bale attesta che il beato padre Giacomino, laico e noto con il cognome de Crepacorio, riposa nel convento di Vercelli, appartenente alla provincia di Lombardia. Bale precisa che fu portinaio nel convento vercellese e che distinse la sua vita per una santità eccezionale ma poco nota alla gente. Le uniche informazioni biografiche riportate da Bale indicano che il beato cedeva ai poveri la propria razione di pane e vino e si dedicava intensamente al lavoro e alla preghiera.
La morte e le vicende della sepoltura
Avendo terminato la vita durante un'epidemia di peste, venne inizialmente inumato nell'orto del convento e solo in un secondo momento trasferito in una sede più decorosa. I frati si opposero alla sua collocazione nel coro in quanto semplice fratello converso. L'opposizione dei religiosi potrebbe spiegare perché la sepoltura definitiva avvenne nel vano del campanile, ambiente collegato al coro. Si effettuarono diversi tentativi di rintracciare la salma del beato Giacomino, tutti privi di esito.
Problemi storiografici e sviluppi del culto
La denominazione de Canepacis con cui è noto oggi, la data di nascita, il luogo natio e i miracoli compiuti in vita sono emersi solo in fonti più tarde. La condizione di converso, uno dei prodigi attribuiti e probabilmente la stessa qualifica di beato sono stati riutilizzati per la biografia di un altro Giacomino, detto da Luino e più tardi indicato con il cognome Eleuteri. Giacobino da Luino ricevette nel 1477 una donazione terriera destinata all'edificazione del convento carmelitano di Luino. Alcuni studiosi ipotizzano che i due personaggi siano la medesima persona, ma i documenti attuali non consentono una certezza definitiva. Il 5 marzo 1845 papa Gregorio XVI ha confermato e approvato il culto ab immemorabili. Il Martirologio inserisce a Vercelli la memoria del beato Giacomino de' Canepacci, religioso carmelitano distinto per lo spirito di penitenza e preghiera.
Su vida
El beato Giacomino de Crevacuore, conocido también como de Canepaci, transcurrió su vida entre los siglos quince y dieciséis. Originario de Piasca, encontró su vocación en la vida religiosa dentro de la orden carmelitana, estableciéndose en el convento de Vercelli. Allí, su labor como fraile converso y buscador fue mucho más que una simple tarea administrativa; fue un apostolado de proximidad y ternura hacia los habitantes de la región. En el silencio de su servicio, Giacomino practicaba una mortificación constante, desprendiéndose de lo poco que recibía para aliviar el hambre de los desamparados.
Su entrega alcanzó su punto culminante durante el difícil periodo de una epidemia de peste que azotó la zona. A pesar del peligro, el beato permaneció firme en su compromiso, acompañando el sufrimiento de su comunidad hasta que la enfermedad le arrebató la vida en el año mil quinientos ocho. Tras su fallecimiento, su cuerpo fue sepultado primeramente en el huerto del convento, en un acto de humildad que reflejaba su modo de vivir. Posteriormente, sus restos fueron trasladados a un lugar cercano al campanile, donde su memoria comenzó a ser honrada por los fieles que reconocían en él un ejemplo de santidad oculta.
Su culto
La devoción hacia el beato Giacomino de Crevacuore cuenta con raíces profundas y antiguas, siendo su culto reconocido ab immemorabili por la piedad popular. La Iglesia confirmó oficialmente esta veneración cuando el Papa Gregorio dieciséis ratificó su beatificación el cinco de marzo del año mil ochocientos cuarenta y cinco.
Desde entonces, la memoria litúrgica del beato se celebra cada tres de marzo, permitiendo a los fieles evocar su figura como un modelo de caridad desinteresada y fidelidad a la vocación carmelitana. A través de los siglos, su recuerdo ha perdurado en Vercelli, donde su vida sencilla continúa inspirando a los creyentes a practicar la generosidad y el cuidado por los que menos tienen, manteniendo viva la llama de su espíritu cristiano.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Giacomino de Crevacuore?
Il beato è commemorato il 3 marzo nel Martirologio Romano a Vercelli.
Di cosa è patrono il Beato Giacomino de Crevacuore?
Le fonti storiche e biografiche fornite non menzionano alcun patronato specifico attribuito al beato.
En Vercelli, beato Giacomino de’ Canepacci, religioso de la Orden de los Carmelitas, insigne por su dedicación a la oración y a la penitencia, — Martirologio Romano