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3 de marzo

Santi Marino de Cesarea y Asterio

Mártires

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La chiamata e la denuncia

Lo storico Eusebio di Cesarea comincia la narrazione del martirio di Marino menzionando un periodo di pace per tutte le Chiese. L'era di tranquillità citata da Eusebio corrisponde a quella avviata dall'imperatore Gallieno nel 260 con l'emanazione di un editto di tolleranza verso i cristiani. La politica di distensione dell'imperatore Gallieno non era pienamente condivisa da tutti i magistrati dell'epoca. In quel contesto si verifocarono episodi di intolleranza che coinvolsero il nobile Marino e il senatore Asterio. A Cesarea di Palestina si era reso libero un posto da centurione nell'esercito. La carica di centurione spettava di diritto a Marino, il quale era un nobile e facoltoso ufficiale dell'esercito imperiale romano. A Marino era già stata comunicata la promozione ed egli attendeva la consegna della verga di vite, emblema del grado di centurione romano. Altre persone aspiravano a ottenere la medesima promozione al grado di centurione. Un rivale particolarmente tenace si presentò in tribunale per contestare la nomina di Marino. L'accusatore sostenne che le antiche leggi proibivano a Marino l'accesso alle cariche romane in quanto cristiano. L'accusa affermava che Marino, essendo cristiano, si sarebbe rifiutato di compiere i sacrifici prescritti in onore dell'imperatore. Il giudice incaricato del caso si chiamava Acheo ed era contrariato da tale imprevisto. Il giudice Acheo interrogò Marino per conoscere la sua appartenenza religiosa. Marino rispose prontamente e con chiarezza di essere cristiano. Il giudice concesse a Marino un intervallo di tre ore per riesaminare la propria posizione.

La scelta decisiva

All'uscita dal tribunale, Marino si imbatté nel vescovo Teotecno. Il vescovo Teotecno conversò con Marino e successivamente lo condusse per mano all'interno della chiesa. Una volta entrati nell'edificio sacro, il vescovo guidò Marino fino ai piedi dell'altare. Il vescovo sollevò il mantello di Marino, gli mostrò la spada che portava al fianco e gli indicò contemporaneamente il Vangelo. Teotecno pose Marino di fronte alla scelta tra l'arma del potere militare e il testo sacro. Marino scelse senza esitazione il libro della Sacra Scrittura. Il vescovo invitò Marino ad appartenere a Dio, a rimanere con Lui, a rafforzarsi nella grazia e a realizzare ciò che aveva scelto, congedandolo con la pace. Al termine delle tre ore concesse, Marino si presentò nuovamente davanti al giudice in tribunale. Marino riaffermò la propria fede cristiana con un coraggio ancora più grande rispetto al primo interrogatorio. La proclamazione di fede fu sufficiente a procurare a Marino l'immediata condanna alla pena di morte. La sentenza di condanna a morte di Marino venne eseguita sul momento.

Il martirio di Asterio

Il senatore Asterio assistette al martirio del giovane ufficiale Marino. Asterio volle emulare la fermezza di Marino e si caricò sulle spalle il cadavere del martire per garantirgli una sepoltura decorosa. Asterio agì con la consapevolezza che quel gesto di pietà avrebbe compromesso la sua stessa sicurezza. Rufino, traduttore delle opere di Eusebio, riferisce che Asterio subì il martirio quasi contestualmente a Marino. Il Martirologio specifica che Marino era un soldato e Asterio un senatore, entrambi martirizzati a Cesarea di Palestina sotto il regno dell'imperatore Gallieno. Il Martirologio riporta che Marino fu denunciato da un compagno d'armi ostile e che venne giustiziato mediante decapitazione. La tradizione tramanda che Asterio stese la propria veste a terra per raccogliere la salma di Marino e che ricevette subito dopo la stessa sorte e il medesimo onore del martirio.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggiano i Santi Marino de Cesarea e Asterio?

La loro memoria liturgica si celebra il giorno 3 marzo.

En Cesarea de Palestina, santos Marino, soldado, y Asterio, senador, mártires bajo el emperador Galieno: el primero, denunciado porque cristiano por un compañero de armas hostil, profesó a voz en cuello delante del juez su propia fe, recibiendo la corona del martirio con la decapitación; se transmite que Asterio, extendida en tierra su propia vestidura, recogió el cuerpo del mártir y recibió inmediatamente él mismo el mismo honor por él rendido al mártir. — Martirologio Romano