26 de noviembre
Beato Giacomo Alberione
Sacerdote y fundador
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e infanzia
Giacomo Alberione nasce il 4 aprile 1884 nella cascina delle Nuove Peschiere a San Lorenzo di Fossano, in provincia di Cuneo. Il giorno seguente, il 5 aprile, riceve il Battesimo nella cappella dedicata a San Lorenzo. La famiglia Alberione è guidata dal padre Michele e curata dalla madre Teresa Allocco. L'ambito domestico vede la presenza dei fratelli Giovenale, Francesco e Giovanni. In seguito nascono una sorellina, che muore entro un anno, e l'ultimo fratello Tommaso. La famiglia è composta da poveri contadini, profondamente cristiana e laboriosa. Tale nucleo familiare trasmette ai figli la fede, una forte educazione al lavoro e una fiducia incrollabile nella Provvidenza. In prima elementare, interrogato dalla maestra Rosa Cardona su cosa farà da grande, Giacomo risponde che si farà prete. Gli anni della fanciullezza sono pertanto orientati decisamente verso il sacerdozio. Successivamente la famiglia si trasferisce in una nuova abitazione nella regione di Cherasco, inserendosi nella parrocchia di San Martino e nella diocesi di Alba.
La chiamata e la luce dell'Ostia
Il parroco don Montersino aiuta l'adolescente Giacomo a prendere coscienza e a rispondere alla chiamata del Signore. A sedici anni Giacomo viene accolto nel Seminario di Alba. In questo luogo di formazione incontra subito il canonico Francesco Chiesa, che sarà suo padre, guida, amico e consigliere per quarantasei anni. Al termine dell'Anno Santo 1900, il giovane seminarista è fortemente interpellato dall'enciclica di Papa Leone XIII intitolata Tametsi futura. Nella notte tra il 31 dicembre 1900 e il primo gennaio 1901, sosta per quattro ore in adorazione davanti al Santissimo Sacramento esposto nella Cattedrale di Alba. Durante questa intensa adorazione riceve una particolare luce dall'Ostia. Da quel giorno si sente profondamente obbligato a fare qualcosa per il Signore e per gli uomini del nuovo secolo e a servire la Chiesa con i mezzi nuovi offerti dall'ingegno umano. Nel corso della sua vita ricorderà spesso ai suoi figli e figlie che sono nati dall'Ostia e dal Tabernacolo. Prosegue quindi intensamente gli studi di filosofia e teologia fino al compimento del suo percorso formativo.
Il sacerdozio e i primi passi pastorali
Viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1907. Svolge una breve ma decisiva esperienza pastorale a Narzole, in provincia di Cuneo, come viceparroco nella parrocchia di San Bernardo. Durante questo apostolato incontra il giovanissimo Giuseppe Giaccardo, che sarà per lui ciò che Timoteo fu per l'Apostolo Paolo. A Narzole matura inoltre una maggiore comprensione del ruolo della donna coinvolta nell'apostolato. Successivamente svolge l'incarico di Padre Spirituale dei seminaristi maggiori e minori nel Seminario di Alba, dove opera anche come insegnante di varie materie. Il giovanissimo sacerdote prega molto, studia e si dedica alla predicazione, alla catechesi e alle conferenze nelle parrocchie della diocesi. Approfondisce testi che lo aggiornano sulla società civile ed ecclesiale del suo tempo e sulle necessità dell'uomo. Viene guidato in una missione nuova per predicare il Vangelo a tutti i popoli nello spirito dell'Apostolo San Paolo, utilizzando i mezzi moderni di comunicazione. Nel 1912 pubblica il libro Appunti di teologia pastorale. Nel 1911 inizia a scrivere il libro La donna associata allo zelo sacerdotale, pubblicato poi nel 1915. Nel 1910 prende coscienza che la missione di dare Gesù Cristo al mondo deve essere assunta da persone consacrate, ripetendo spesso che le opere di Dio si fanno con gli uomini di Dio.
La fondazione della Famiglia Paolina
Il 20 agosto 1914, giorno in cui a Roma muore Papa Pio X, dà inizio alla Famiglia Paolina ad Alba con la fondazione della Pia Società San Paolo. La fondazione avviene in modo semplice e dimesso, sentendosi strumento di Dio e ispirandosi alla pedagogia divina che inizia dai presepi. La prima persona che lo segue è Teresa Merlo, una ragazza ventenne di Castagnito, in provincia di Cuneo. Con il contributo di Teresa Merlo, nel 1915 dà inizio alla congregazione delle Figlie di San Paolo. La Famiglia Paolina si sviluppa lentamente tra difficoltà, mentre aumentano le vocazioni maschili e femminili e l'apostolato prende forma. Nel dicembre del 1918 avviene una prima partenza di figlie verso Susa. La storia delle figlie dirette a Susa è ricca di fede e giovanile entusiasmo e genera uno stile caratteristico denominato alla paolina. Dio dà segni evidenti di essere l'unico a volere la Famiglia Paolina. Nel luglio 1923 don Alberione si ammala gravemente e i medici non lasciano speranze; tuttavia, contrariamente ad ogni previsione, riprende miracolosamente il cammino e commenterà la sua guarigione affermando che San Paolo lo ha guarito. Nelle cappelle paoline appare la scritta con le parole rivolte dal Divin Maestro al Fondatore in sogno o in rivelazione, che recita Non temete, io sono con voi, di qui voglio illuminare, abbiate il dolore dei peccati. Nel 1924 nasce la seconda congregazione femminile delle Pie Discepole del Divin Maestro per l'apostolato eucaristico, sacerdotale e liturgico, e don Alberione chiama la giovane Orsola Rivata a guidare la nuova vocazione delle Pie Discepole.
L'apostolato della stampa e le riviste
Don Alberione individua le forme più rapide per raggiungere con il messaggio evangelico ogni uomo, soprattutto i lontani e le masse. Intuendo l'efficacia della pubblicazione di periodici accanto ai libri, si butta massicciamente in questa forma di apostolato. Nel 1912 era già nata la rivista Vita Pastorale destinata ai parroci, con lo scopo che ogni pastore sia un Pastor Bonus modellato sopra Gesù Cristo. Nel 1931 nasce Famiglia Cristiana, rivista settimanale per alimentare la vita cristiana delle famiglie. Nel 1933 nasce la rivista La Madre di Dio per svelare alle anime le bellezze e le grandezze di Maria. Nel 1937 nasce Pastor bonus, rivista mensile in lingua latina per problemi di cura pastorale e meditazioni biblico-teologiche. Nel 1952 nasce Via, Verità e Vita, rivista mensile per la conoscenza e l'insegnamento della dottrina cristiana, e nello stesso anno nasce La Vita in Cristo e nella Chiesa per far conoscere, diffondere e vivere i tesori della Liturgia. Don Alberione fa anche pubblicare Il Giornalino pensato per i ragazzi. Viene avviata la costruzione del grandioso Tempio a San Paolo, prima chiesa dedicata a una devozione fondamentale della Famiglia Paolina, alla quale si aggiungono la costruzione dei due Templi a Gesù Maestro ad Alba e Roma e il Santuario alla Regina degli Apostoli a Roma.
Sviluppo spirituale e nuove fondazioni
Don Alberione si preoccupa di guidare, formare e orientare fratelli e sorelle precedendoli nella vita, vocazione e missione paolina. Nel 1926 si concretizza la fondazione della prima Casa filiale a Roma, e negli anni successivi avvengono molte fondazioni in Italia e all'estero. Cresce l'edificio spirituale e si segue più facilmente l'insegnamento del Primo Maestro sulle devozioni fondamentali. La prima devozione qualificante è a Gesù Maestro e Pastore, Via e Verità e Vita. La seconda devozione è a Maria Madre, Maestra e Regina degli Apostoli. La terza devozione è a San Paolo, che specifica i Paolini nella Chiesa. Il primo impegno indicato dal Fondatore è la conformazione piena a Cristo in mente, volontà, cuore e forze fisiche. Intorno agli anni trenta don Alberione compone il volumetto intitolato Donec formetur Christus in vobis. Nell'ottobre 1938 fonda la terza congregazione femminile delle Suore di Gesù Buon Pastore o Pastorelle, destinate all'apostolato pastorale diretto in ausilio ai Pastori. La seconda guerra mondiale tra il 1940 e il 1945 marca una battuta d'arresto, ma il Primo Maestro, forzatamente fermo a Roma durante il conflitto, continua il suo itinerario spirituale. In un clima di adorazione e contemplazione crescente, accoglie la luce di Dio e regala ai suoi figli scritti di grande rilievo nati dalla sua attitudine adorante. Nel 1947 viene pubblicata la Via humanitatis, rilettura del cammino dell'umanità in ottica mariana per Mariam, in Christo et in Ecclesia. Nel 1959 viene ideato il progetto di un'enciclopedia su Gesù Maestro, che rimarrà un sogno incompiuto.
Consolidamento e apertura universale
Alla fine del 1945 riprende per don Alberione l'attività piena con grandi viaggi intorno al mondo, aventi lo scopo di incontrare e confermare fratelli e sorelle. Durante questi spostamenti rimane folgorato dall'Oriente, inclusi India, Cina e Filippine, di fronte alle moltitudini e ai miliardi di persone. Gli anni tra il 1950 e il 1960 rappresentano il periodo d'oro del consolidamento della Famiglia Paolina, registrando una fioritura straordinaria di vocazioni, fondazioni, edizioni, iniziative e un costante impegno nella formazione, nello studio e nella povertà. Nel 1954 si celebra il quarantesimo di fondazione della Famiglia Paolina, documentato nel volume pubblicato dal titolo Mi protendo in avanti. Don Alberione supera in tale occasione la sua naturale ritrosia nel parlare di se stesso e consegna ai suoi figli uno scritto pubblicato con il titolo Abundantes divitiae gratiae suae, considerato la storia carismatica della Famiglia Paolina. Nel 1959 viene fondata la quarta congregazione femminile denominata Istituto Regina degli Apostoli per le vocazioni, conosciute come Suore Apostoline e dedite all'apostolato vocazionale. Vengono inoltre istituiti gli Istituti aggregati: San Gabriele Arcangelo, Maria Santissima Annunziata, Gesù Sacerdote e Santa Famiglia. Con la fondazione della quarta congregazione e degli istituti aggregati si completa il grande albero della Famiglia Paolina, pensata e voluta da Dio. Don Alberione arriva a guidare circa diecimila persone, inclusi i Cooperatori Paolini, tutti uniti dallo stesso ideale di santità e di apostolato volto all'avvento di Cristo, Via, Verità e Vita nelle anime e nel mondo mediante gli strumenti della comunicazione sociale.
Il Concilio Vaticano II e gli ultimi anni
Negli anni dal 1962 al 1965 il Primo Maestro partecipa quotidianamente alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II come protagonista silenzioso ma molto attento. Il 4 dicembre 1963 viene emanato il Decreto conciliare Inter Mirifica sugli strumenti della comunicazione sociale come mezzi di evangelizzazione. Tale data rappresenta un giorno di particolare giubilo per don Alberione, il quale commenta il decreto dicendo che la Chiesa ha parlato e non si possono avere dubbi, affermando inoltre di aver dato il meglio e di non aver trovato nient'altro di meglio da dare. Durante la sua esistenza sperimenta anche tribolazioni e sofferenze, tra cui la morte dei suoi primi figli e figlie. Il 24 gennaio 1948 muore don Timoteo Giaccardo, considerato da don Alberione fedelissimo tra i fedeli. Il 5 febbraio 1964 muore la Prima Maestra Teda, al secolo Teresa Merlo, la quale non dubitò mai di don Alberione e lo riconobbe come l'uomo trasmettitore della Volontà di Dio; il Fondatore non nasconde le lacrime per la sua scomparsa. Il segreto dell'attività multiforme di don Alberione risiede nella sua vita interiore, tramite la quale realizza l'adesione totale alla Volontà di Dio e compie in sé la parola dell'apostolo San Paolo La mia vita è Cristo. Cristo Gesù e in particolare il Cristo Eucaristico sono la grande e unica passione di don Alberione. La pietà della Famiglia Paolina è in primo luogo eucaristica, poiché tutto nasce, si alimenta, vive, opera e si santifica dal Maestro Divino e dal tabernacolo, derivando santità e apostolato dalla Messa, dalla Comunione e dalla Visita. Il venerabile don Giacomo Alberione vive sulla terra ottantasette anni e muore il 26 novembre 1971, lasciando la terra per la Casa del Padre dopo aver compiuto la sua opera. Le sue ultime ore sono confortate dalla visita e dalla benedizione del Papa Paolo VI, il quale nutre ammirazione e venerazione per lui. Già il 28 giugno 1969 il Pontefice aveva concesso una memorabile udienza al Primo Maestro, che aveva ottantacinque anni, e a una folta rappresentanza della Famiglia Paolina, definendolo umile, silenzioso, instancabile, sempre vigile e raccolto, e lodandolo per la sua capacità di scrutare i segni dei tempi e dare alla Chiesa nuovi strumenti di apostolato. Il 25 giugno 1996 il Santo Padre Giovanni Paolo II firma il Decreto di riconoscimento delle virtù eroiche e del titolo di Venerabile, per poi beatificarlo solennemente a Roma il 27 aprile 2003.
Su vida y misión
La trayectoria del Beato Giacomo Alberione comenzó en su tierra natal de Fossano, Cuneo, desde donde dio sus primeros pasos hacia el sacerdocio. Tras recibir la ordenación el 29 de junio de 1907, desarrolló su ministerio en diversos lugares, principalmente en Alba y Narzole, antes de establecer su centro de acción en Roma. Su vida estuvo siempre orientada por aquella luz recibida en la oración nocturna del 31 de diciembre de 1900, momento en el cual comprendió la urgencia de utilizar todos los medios posibles para anunciar la Palabra de Dios a la humanidad.
En el año 1914, dio inicio a la Pía Sociedad de San Pablo, seguida al año siguiente por la fundación de la congregación de las Hijas de San Pablo. Con una visión profética, comprendió que el apostolado no debía limitarse a la palabra hablada, sino que requería del poder de la imprenta y, posteriormente, de otros medios masivos. En 1931, fundó la revista Famiglia Cristiana, una iniciativa que permitió llevar la formación espiritual y la actualidad al seno de los hogares. Su compromiso con la Iglesia se manifestó también en su presencia constante durante las sesiones del Concilio Vaticano Segundo entre los años 1962 y 1965. Hasta su fallecimiento en Roma en 1971, el Beato Giacomo Alberione mantuvo un espíritu humilde y laborioso, siempre atento a los signos de los tiempos y dedicado a formar apóstoles capaces de comunicar la verdad con caridad y sencillez.
El culto y legado
La figura del Beato Giacomo Alberione es venerada especialmente por aquellos que trabajan en el ámbito de la comunicación social, campo del cual es patrono. Su memoria litúrgica se celebra cada 26 de noviembre, fecha en la que la Iglesia recuerda su testimonio de fe y su incansable labor al servicio del Evangelio. La beatificación, proclamada por el Papa Juan Pablo Segundo en 2003, reconoció formalmente la santidad de este sacerdote que supo transformar las herramientas del mundo moderno en vehículos para la gracia divina.
Su legado persiste en las múltiples familias religiosas que fundó y en el inmenso impacto de su labor editorial. Los fieles se acercan a su intercesión buscando guía para comunicar el mensaje de Cristo con integridad y eficacia. El Beato Giacomo Alberione nos enseña que el apostolado es una forma de oración constante, capaz de atravesar fronteras y llegar a cada rincón del mundo a través de la palabra escrita y los medios de comunicación, siempre bajo la mirada atenta y amorosa de Jesús Maestro.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Giacomo Alberione?
La memoria liturgica del beato Giacomo Alberione si celebra il 26 novembre.
Quali congregazioni ha fondato il beato Giacomo Alberione?
Ha fondato la Pia Società San Paolo, la congregazione delle Figlie di San Paolo, l'istituto delle Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore o Pastorelle e l'Istituto Regina degli Apostoli per le vocazioni.
En Roma, beato Giacomo Alberione, sacerdote, que, sumamente solícito por la evangelización, se dedicó con todo medio a dirigir los instrumentos de la comunicación social al bien de la sociedad, haciendo de los subsidios para anunciar más eficazmente la verdad de Cristo al mundo, y fundó para esto la Congregación de la Pía Sociedad de San Pablo Apóstol. — Martirologio Romano