13 de abril
Beato Giacomo (Jacopo) da Certaldo
Religioso
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la chiamata alla vita monastica
Certaldo è celebre per essere la patria dello scrittore Giovanni Boccaccia, della Beata Giulia della Rena e del Beato Giacomo. Il Beato Giacomo nacque nel tredicesimo secolo dal cavaliere Albertino di Guido. La tradizione locale identifica il luogo della prima dimora del Beato Giacomo appena fuori Certaldo, tra il fiume Elsa e il torrente Casciano. La prima dimora del Beato Giacomo era una vecchia casa con torre chiamata Palagietto. A metà della torre del Palagietto fu posto per ricordo un busto in rilievo del Beato con in testa la mitria.
Fin da bambino il Beato Giacomo manifestò una chiara vocazione monastica. Il Beato Giacomo era poco interessato alle cose del mondo. Il Beato Giacomo preferiva appartarsi in solitudine per meditare e stare in compagnia di Gesù. Il Beato Giacomo conobbe presto i monaci Benedettini Camaldolesi che dimoravano in un'abbazia vicino alla sua casa. I genitori del Beato Giacomo decisero di trasferirsi stabilmente in un'altra abitazione a Volterra. Dopo il trasferimento, il giovane Giacomo visitava frequentemente l'abbazia camaldolese di San Giusto non lontano dalla nuova casa. Il Beato Giacomo desiderava diventare monaco. Il Beato Giacomo ottenne il permesso dal padre di diventare monaco. Nel 1230 l'Abate Martino rivestì il Beato Giacomo dell'abito bianco camaldolese.
Il cammino di perfezione e il ministero pastorale
Il Beato Giacomo era devotissimo alla Madonna e a San Michele Arcangelo. Il giovane monaco fu per tutti modello di preghiera e mortificazione. Il Beato Giacomo praticava l'obbedienza ai superiori e la pratica costante dei suoi doveri quotidiani. Il Beato Giacomo faceva molte penitenze volontarie per dominare gli appetiti della carne e rimanere costantemente concentrato nel Signore. Il Beato Giacomo pregava fervidamente affinché il Signore volesse accettare i suoi poveri sacrifici per la salvezza del prossimo. Il Beato Giacomo dormiva sulla nuda terra. Il Beato Giacomo digiunava e vegliava. Il Beato Giacomo sopportava il freddo e il fastidio del cilicio sulla pelle.
Nove anni dopo essere diventato monaco, il Beato Giacomo fu nominato rettore di una parrocchia che dipendeva dal monastero. Nel 1268 il Beato Giacomo fu eletto abate della comunità. Il Beato Giacomo accettò la carica di abate dopo molte insistenze. Dopo alcuni anni il Beato Giacomo rinunciò alla carica di abate per tornare a occuparsi della parrocchia. Il Beato Giacomo tenne la parrocchia fino alla morte. L'esempio del Beato spinse due membri della sua famiglia a ritirarsi in monastero come oblati. Il padre Albertino si ritirò in monastero come oblato. Il fratello Ingeramo si ritirato in monastero come oblato. Albertino e Ingeramo morirono confortati e assistiti dal Beato Giacomo.
Il transito e i prodigi celesti
Nel 1292 il Beato Giacomo morì. Subito dopo la morte iniziò la venerazione del Beato Giacomo da parte dei fedeli. Fu eretto un altare in onore del Beato Giacomo nella chiesa del monastero. I miracoli concessi da Dio per intercessione del Beato furono molti. Il giorno prima che il Beato morisse, una donna di Volterra aveva una cancrena alla mammella. La donna di Volterra non potette incontrare il Beato che era in fin di vita e si raccomandò a lui. Il Beato apparve miracolosamente alla donna malata in abito da medico con un vasetto di unguento in mano. Il Beato unse la parte malata della donna guarendola completamente.
Una donna volterrana che aveva subito una paralisi del braccio destro fu guarita posando il braccio sopra la tomba del Beato. Un certo Pietro di Volterra in viaggio con il fratello fu sorpreso da alcuni briganti. I briganti ferirono gravemente Pietro e uccisero suo fratello. Quando arrivarono i soccorsi, Pietro chiese di essere portato davanti alla tomba del Beato. Dopo insistenti preghiere, il Beato apparve in abito bianco e guarì Pietro. Un uomo di San Gimignano aveva perso l'udito da quattro anni. L'uomo di San Gimignano riacquistò l'udito dopo aver pregato il Beato Giacomo. L'uomo di San Gimignano fece voto di recarsi ogni anno alla tomba del Beato come ringraziamento. Una donna indemoniata fu portata dai suoi parenti al sepolcro del Beato. La donna indemoniata fu liberata e tornò a casa benedicendo il Signore.
Il culto e la custodia delle reliquie
I corpi di Giovanni Boccaccia e della Beata Giulia della Rena si conservano nella chiesa dei Santi Michele e Giacomo in pieno centro storico di Certaldo. Il corpo del Beato Giacomo si conserva nella chiesa dei Santi Michele e Giacomo in pieno centro storico di Certaldo. Oggi le reliquie del corpo del Beato Giacomo si possono venerare presso il Santuario Mariano di San Francesco a Volterra. Le reliquie si trovano sull'altare della cappella della Santa Croce. La cappella della Santa Croce è di proprietà dei conti Guidi, parenti dello stesso Beato. La festa del Beato Giacomo si celebra il 13 aprile di ogni anno.
Nel Santuario si venera l'immagine miracolosa della Madonna dei Maremmani, detta Madonna di San Sebastiano. La Madonna di San Sebastiano è Patrona di Volterra. La Madonna di San Sebastiano fu incoronata da Papa Pio IX durante il suo viaggio in Toscana.
Il cammino monastico
Il percorso spirituale del Beato Giacomo ebbe inizio nell'anno millenovecentotrenta, quando decise di consacrarsi al Signore entrando nell'ordine camaldolese presso l'abbazia di San Giusto. In quel luogo di silenzio e preghiera, egli formò il proprio spirito, preparandosi a rispondere alle necessità della Chiesa. Il suo zelo apostolico si manifestò precocemente quando, nel millenovecentotrentanove, fu chiamato a ricoprire l'incarico di rettore in una parrocchia che dipendeva direttamente dal monastero. In questo ufficio, Giacomo seppe intrecciare la disciplina monastica con la sollecitudine pastorale, diventando un punto di riferimento spirituale per la comunità dei fedeli.
Nel corso del tempo, la sua rettitudine e la saggezza dimostrata lo portarono a essere eletto abate della comunità monastica nell'anno milleduecentosessantotto. Nonostante il prestigio di tale carica, il Beato Giacomo non smise mai di interrogarsi sul modo migliore per servire Dio. Animato da un desiderio profondo di vicinanza spirituale, scelse di rinunciare alla dignità abbaziale per fare ritorno al servizio parrocchiale, dove sentiva di poter esercitare meglio il suo ministero di conforto e guida. La sua vita fu segnata anche da un profondo affetto familiare, testimoniato dall'assistenza premurosa che offrì al padre e al fratello quando anche loro decisero di intraprendere la via del monastero. Il suo transito verso la vita eterna avvenne nell'anno milleduecentonovantadue a Volterra, lasciando dietro di sé una scia di santità che ancora oggi accompagna la riflessione dei fedeli.
Il culto e la memoria
Il ricordo del Beato Giacomo da Certaldo rimane vivo nella memoria della Chiesa come segno di una vocazione vissuta con radicale semplicità. La sua figura non è legata a clamorosi eventi esterni, quanto piuttosto alla costanza di un cuore che ha saputo ascoltare la voce di Dio nei gesti ordinari della vita comunitaria e parrocchiale. Il suo esempio di rinuncia al potere in favore di un servizio più diretto verso il popolo di Dio costituisce un insegnamento sempre attuale per coloro che cercano di vivere la propria fede con sobrietà e autenticità.
La memoria liturgica del Beato Giacomo si celebra il giorno tredici aprile di ogni anno. In tale ricorrenza, i fedeli sono invitati a fare memoria della sua intercessione e a meditare sul valore della dedizione totale al Signore. La sua storia, radicata nel tredicesimo secolo, continua a parlare al cuore dei credenti, ricordando che la vera grandezza, agli occhi di Dio, non risiede nel ricoprire ruoli elevati, ma nella capacità di donarsi con umiltà e amore, proprio come egli seppe fare fino alla fine dei suoi giorni terreni.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Giacomo?
La festa del Beato Giacomo si celebra il tredicesimo giorno di aprile di ogni anno.