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19 de agosto

Beato Giordano da Pisa (o da Rivalto)

Dominico

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Il Beato Giordano nacque probabilmente intorno al mille duecentosessanta, sebbene le fonti dividano i natali tra il castello di Rivalto, nella repubblica pisana, all'interno della nobile famiglia Orlandini, oppure la città di Pisa stessa, appartenendo in tal caso alla famiglia da Rivalto. Cresciuto con particolari doti intellettuali, intraprese i primi studi di alto livello a Parigi nella celebre università. Nel mille duecentosettanta fece ritorno a Pisa, dove compì una scelta decisiva per la sua esistenza entrando tra i figli di san Domenico nel convento di Santa Caterina. Portato a termine il prescritto tirocinio, la sua sete di conoscenza lo condusse nuovamente sui libri, dividendosi tra gli studi compiuti a Pisa, a Bologna e ancora una volta a Parigi, dove la sua permanenza si colloca con ogni probabilità tra il mille duecento ottantacinque e il mille duecento ottantotto. In seguito, la sua vocazione lo portò a viaggiare in molte parti d'Europa, unendo costantemente l'attività di predicazione e l'applicazione allo studio.

Rientrato successivamente in patria, il religioso si dedicò all'insegnamento a Pisa, rivelandosi ben presto un profondo filosofo, un teologo di grande spessore e un santo religioso. La sua attività accademica fiorì anche nello studio generale di Santa Maria Novella a Firenze, che rappresentava all'epoca il centro di studi più importante dell'intera provincia romana. In riconoscimento del suo alto valore intellettuale, nel mille trecentocinque fu ufficialmente dichiarato lettore primario a Santa Maria Novella. Possedeva conoscenze così vaste che tra i contemporanei correva voce che sapesse più cose lui solo che tutti i religiosi della provincia messi insieme. Aveva letto con attenzione gli autori antichi e coltivato lo studio approfondito del greco e dell'ebraico. La sua mente era perfettamente familiare con la filosofia e la teologia, mentre la conoscenza dei libri sacri raggiungeva vette altissime, con una particolare predilezione per gli scritti di san Paolo. La sua memoria custodiva alla perfezione il Breviario, il Messale, gran parte della Sacra Scrittura e la Secunda opera di san Tommaso d'Aquino.

La predicazione apostolica

Convinto fermamente che la semplice scienza non bastasse alla salvezza, il religioso si dedicò con ogni sforzo al conseguimento delle virtù cristiane. Divenne così un vero modello di predicatore, facendo ascoltare la sua voce autorevole in molte parti d'Italia. Nel mille trecentouno si recò probabilmente in Germania per prendere parte al capitolo generale del suo Ordine che si tenne nella città di Colonia. La sua attività pastorale era incessante, al punto che predicava fino a cinque volte al giorno, spostandosi continuamente tra le chiese e le piazze. Il ritmo delle sue giornate prevedeva l'inizio di un sermone al mattino all'interno di una chiesa, la continuazione dello stesso a metà giornata in una piazza affollata e la conclusione la sera in un altro edificio sacro. Il popolo fiorentino, letteralmente avido di udirlo, lo seguiva fedelmente ovunque senza curarsi dei disagi fisici e climatici. Diversi uditori, colpiti dalla profondità delle sue parole, raccolsero le prediche trascrivendole direttamente ai piedi del pulpito o riassumendole con cura.

Il genere di predicazione adottato da Giordano era schiettamente apostolico, completamente privo di sottigliezze accademiche e ricercatezze formali, basato piuttosto su una parola evangelica e popolare che sapeva unire verità e profondità a una forma semplice e vigorosa. A lui si deve l'immenso merito di aver introdotto la purezza espressiva nella lingua volgare, abbandonando l'uso esclusivo del latino per predicare unicamente in italiano secondo un'usanza allora nuova. Le sue prediche vengono giustamente considerate un monumento prezioso della prosa volgare italiana del Trecento, sebbene siano giunte fino a noi solo in parte stampate. Il suo unico e vero interesse in questa immensa fatica apostolica era la conversione delle anime. La tradizione riferisce che durante una predicazione tenuta davanti a un pubblico numerosissimo, una croce rossa apparve visibilmente impressa sulla sua fronte, venendo contemplata con stupore da tutti i presenti.

Frutti spirituali e ultimi anni

La vigorosa predicazione del Beato Giordano produsse una vera e propria trasformazione morale nella città di Firenze, inducendo molte persone a lasciare definitivamente il vizio per abbracciare la virtù. Persino le donne modificarono i loro comportamenti poco modesti, adeguandosi spontaneamente ai dettami della decenza cristiana. Nel tessuto sociale cittadino scomparvero le inimicizie e si registrarono numerose e durature pacificazioni tra le fazioni opposte dei Guelfi e dei Ghibellini. Raccolse lo stesso straordinario successo in seguito anche nella sua amata Pisa, dove si adoperò per istituire i Disciplinati e la Confraternita del Santissimo Salvatore, detta del Crocione, un sodalizio che esiste tuttora e conserva gelosamente i suoi statuti originari. Nel corso del suo cammino religioso dovette accettare per obbedienza la carica di predicatore generale nel suo Ordine e, successivamente, quella di definitore del convento pisano. Visto il suo grande prestigio, i superiori progettarono a lungo di chiamarlo all'importante incarico di maestro nell'Università di Parigi. Il maestro generale Americo da Piacenza gli ordinò infine di partire per la Francia per salire sulla cattedra del convento di San Giacomo.

Tuttavia, il disegno divino aveva serbato per lui un epilogo diverso. Giunto nella città di Piacenza durante il viaggio, si ammalò improvvisamente in modo grave. Si spense a Piacenza il diciannovesimo giorno di agosto del mille trecentoundici, assistito amorevolmente negli ultimi istanti dallo stesso maestro generale Americo. La sua scomparsa suscitò un dolore immenso nella città di Pisa, tanto che i maggiorenti cittadini non esitarono a recarsi a Piacenza per prendere il suo corpo e riportarlo in patria. Il corpo del religioso divenne immediatamente oggetto di ferventissima devozione popolare e la sua tomba fu meta continua di pellegrinaggi. Nel corso dei secoli la memoria del beato fu onorata con tre successive traslazioni delle reliquie: la prima avvenne nel quindici ottanta, la seconda nel sedici ottantasei e la terza nel diciassette ottantacinque. Nel mille ottocentotrentatré papa Gregorio Sesto decimo approvò solennemente il suo culto, permettendone la celebrazione liturgica il sei marzo per l'Ordine dei Frati Predicatori e per la diocesi di Pisa.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Giordano da Pisa?

La memoria liturgica del beato si celebra il diciannovesimo giorno di agosto, mentre la sua festa è consentita il sei marzo per l'Ordine dei Frati Predicatori e per la diocesi di Pisa.

En Piacenza, beato Giordano da Pisa, sacerdote de la Orden de los Predicadores, que explicaba al pueblo en lengua vulgar altos conceptos con gran sencillez. — Martirologio Romano