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13 de diciembre

Beato Giovanni Marinoni

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Il beato Giovanni Marinoni nacque a Venezia il venticinque dicembre del mille quattrocentonovanta, giorno in cui si celebra il Santo Natale. Al suo santo battesimo ricevette il nome di Francesco, che avrebbe poi cambiato in seguito alla sua professione religiosa. I suoi genitori erano originari del Bergamasco, territorio che all'epoca costituiva un dominio della Repubblica di Venezia. Fin da fanciullo fu un allievo diligente negli studi e mosse i primi passi nel cammino ecclesiale servendo come chierico nella Collegiata di san Pantaleo. In seguito si recò a Padova per frequentare i corsi universitari e, di ritorno da questa importante esperienza di studi, maturò la decisione definitiva di orientarsi verso la vita ecclesiastica, giungendo così al sacerdozio. Svolse il proprio ministero sacerdotale con una dedizione e una pietà del tutto esemplari, prestando inizialmente servizio nella magnifica basilica di san Marco. All'interno di quel celebre tempio veneziano divenne prima sacrista e in seguito canonico, distinguendosi per la dignità con cui adempiva ai propri compiti liturgici. Ebbe anche modo di esercitare la carità cristiana come cappellano dell'Ospedale degli Incurabili, offrendo conforto e vicinanza spirituale ai malati più sofferenti e abbandonati della città lagunare.

L'ingresso tra i Teatini e il trasferimento a Napoli

La svolta decisiva nella sua vita avvenne il nove dicembre del mille cinquecentoventotto, quando all'età di trentotto anni fu accolto nell'Ordine dei Chierici Regolari. Quel giorno ricevette l'abito religioso direttamente dalle mani di Giampietro Carafa, che in seguito sarebbe diventato pontefice con il nome di Paolo IV. Il ventinove maggio del mille cinquecentotredici, data considerata dal beato come la sua seconda nascita, emise la professione solenne nelle mani di san Gaetano da Thiene. In quell'occasione assunse il nuovo nome di Giovanni. L'Ordine dei Chierici Regolari era stato fondato pochissimo tempo prima, nel mille cinquecentoventiquattro, dallo stesso Gaetano da Thiene, dal vescovo di Chieti Gian Pietro Carafa e dai sacerdoti Bonifacio Colli e Paolo Consiglieri. I membri vennero comunemente chiamati Teatini in onore di Theates, l'antica denominazione della città di Chieti di cui il Carafa era vescovo. La nascita di questa nuova famiglia religiosa coincise provvidenzialmente con lo stesso anno in cui Martin Lutero abbandonò la tonaca di frate agostiniano. I Teatini nacquero con il nobile intento di lavorare attivamente alla riforma della Chiesa cattolica partendo dall'interno, rifiutando ogni forma di rivolta e incominciando l'opera di rinnovamento proprio dal clero. Giovanni Marinoni ritrovò così all'interno della comunità teatina uno stile di vita modellato fedelmente sull'esempio della prima comunità di Gerusalemme così come viene descritta negli Atti degli Apostoli. Nell'agosto del mille cinquecentotrentatré, obbedendo direttamente alla pressante richiesta di papa Clemente VII, Giovanni Marinoni e san Gaetano da Thiene lasciarono la loro amata Venezia per trasferirsi stabilmente a Napoli, grande capitale del sud Italia, città governata dai viceré spagnoli e caratterizzata da vivaci fermenti riformatori e antiromani, ma anche da immensa povertà e frequenti rivolte popolari. Giunto nella metropoli partenopea, dimorò per un certo periodo presso lo stesso Ospedale degli Incurabili. Successivamente, nel mille cinquecentotrentotto, stabilì la sua dimora definitiva presso la basilica di San Paolo Maggiore, situata nel cuore del centro antico di Napoli. Poiché il fondatore san Gaetano doveva assentarsi spesso da Napoli a causa delle sue gravissime responsabilità di governo dell'ordine, Giovanni Marinoni ne assunse regolarmente le veci durante le sue assenze, per poi succedergli stabilmente nella guida dopo la sua pia morte avvenuta nel mille cinquecentoquarantasette. Nell'aprile del mille cinquecentoquarante fu formalmente nominato superiore della casa di San Paolo Maggiore.

Maestro di spirito e opere di carità

La sua intensa e profonda spiritualità produsse frutti eccellenti e abbondanti, operando in stretta e fruttuosa collaborazione con il fondatore san Gaetano da Thiene. Con la sua straordinaria combinazione di mitezza e di ferma forza interiore, Giovanni guidò e formò con sapienza le prime leve del nuovo Ordine teatino, educandoli a una vita interiore molto intensa, a un'infaticabile attività apostolica, a un radicale distacco dai beni terreni e a un fiducioso e totale abbandono nella volontà di Dio. Ebbe il grande merito di trasmettere ai giovani confratelli il modello di una vita povera, rigorosamente priva di benefici ecclesiastici, rendite, proprietà terriere ed eredità. Insegnava inoltre ai suoi allievi a coltivare la gioia interiore ed esteriore, secondo il preciso dettato evangelico del Vangelo di Matteo contro l'aria melanconica e triste tipica degli ipocriti. Svolse un compito fondamentale nella formazione culturale e spirituale di un'intera generazione teatina nel meridione d'Italia, meritando appieno l'appellativo di maestro dei santi teatini. Sotto la sua saggia guida crebbero figure eccelse come sant'Andrea Avellino, che fu anche il suo primo devoto biografo, il beato Paolo Burali che sarebbe poi diventato cardinale, i venerabili Giacomo Torno e Salvatore Caracciolo, oltre a numerosi altri insigni vescovi e uomini di Dio. Sant'Andrea Avellino lasciò una testimonianza memorabile sul conto del beato Marinoni, descrivendolo come un uomo di natura sempre amabile, sinceramente amato, riverito, onorato e stimato da tutte le persone secolari, fossero esse buone o malvagie. Lo stesso Avellino testimoniò di aver visto con i propri occhi, accompagnandolo spesso per le strade di Napoli, l'immenso onore che la cittadinanza gli tributava, considerandolo universalmente un santo vivente. Giovanni univa mirabilmente la sua innata amabilità, la sua vasta cultura e i suoi modi piacevoli a un rigore di vita personale che incuteva spontaneo rispetto. Tale rigore ascetico contribuì in modo determinante ai suoi straordinari successi come predicatore. Emergeva infatti come un oratore eccellente, seguito ed ascoltato con grande attenzione da folte e spesso colte schiere di fedeli. La sua predicazione evangelica fu così autentica e profonda che alcuni fedeli, divenuti in seguito vescovi e autorevoli partecipanti al Concilio di Trento, lo ricordarono e lo additarono apertamente come modello insuperabile di vera predicazione cristiana. Ebbe anche il delicato incarico di direttore spirituale del monastero delle monache domenicane della Sapienza. Accanto all'impegno formativo, la sua carità pastorale non conobbe sosta. Egli incoraggiò con forza iniziative concrete volte a combattere la piaga della povertà e dell'analfabetismo, rivolgendo particolare attenzione a quello femminile. Nel mille cinquecentotrentanove ispirò direttamente i nobili Aurelio Paparo, Gian Domenico di Lega e Leonardo Palma, i quali erano suoi figli spirituali, nel dare l'avvio alla pia istituzione del Monte di Pietà, da cui avrebbe poi preso origine il celebre Banco di Napoli. Ricevette inoltre grande aiuto per le numerose iniziative intraprese in una metropoli fortemente afflitta dall'indigenza. Altre figlie spirituali, la nobile Giovanna Scorziata, fondò il pio luogo denominato Il Tempio per garantire un'adeguata educazione alle giovinette, mentre le quattro sorelle Palescandolo diedero vita al monastero di Sant'Andrea delle Dame. Giovanni lavorò sempre alacremente, fianco a fianco con san Gaetano, per preservare la fede cattolica che in quel delicato periodo storico appariva in parte minacciata e avvelenata da movimenti non ortodossi. La sua grandezza spirituale fu tale che papa Paolo IV, il pontefice teatino che tanto lo stimava, pensò seriamente di elevarlo alla dignità di arcivescovo di Napoli. Tuttavia, con profonda e sincera umiltà, Giovanni rifiutò la prestigiosa sede arcivescovile, preferendo rimanere semplicemente un prete dedito al ministero fino alla fine dei suoi giorni terreni. A testimonianza della sua costante dedizione alle strutture della comunità, nel mille cinquecentocinquantotto diede inizio dalle fondamenta alla costruzione del nuovo convento di San Paolo Maggiore, un'opera grandiosa che fu poi ultimata nel mille cinquecentosessantacinque sotto la direzione del dotto padre Gerolamo Ferro, tre anni dopo la morte del beato.

Il transito al cielo e la memoria liturgica

Negli ultimi anni della sua esistenza, l'avanzata età e le numerose malattie avevano notevolmente minato la sua robusta tempra fisica. Nonostante le sofferenze e la salute ormai precaria, continuò con intatto fervore il suo intenso lavoro e il suo zelo instancabile per la salvezza e la salute spirituale e materiale del prossimo, soprattutto durante le terribili epidemie di colera che continuavano a flagellare la città di Napoli. Durante una di queste epidemie che colpirono duramente la popolazione, egli stesso fu colpito dal male e stroncato in pochissimi giorni, morendo da povero il tredicesimo giorno di dicembre del mille cinquecentosessantadue. Per via della sua straordinaria e ardente devozione alla Passione di Cristo, la sacra iconografia suole tradizionalmente raffigurarlo con un santo Crocifisso stretto tra le mani. Le sue venerate spoglie mortali furono accolte nella cripta della basilica di San Paolo Maggiore a Napoli, luogo che con il passare del tempo è diventato una vera e propria chiesa dotata di un ingresso diretto che si apre direttamente sulla piazza antistante. In quella medesima e suggestiva cripta riposano attualmente anche le reliquie di san Gaetano da Thiene, del beato Paolo Burali e di altri venerabili confratelli dell'ordine, mentre i resti mortali di sant'Andrea Avellino sono custoditi nella sovrastante basilica. Il compianto autore Antonio Borrelli ha curato la biografia di questa straordinaria figura di sacerdote. Il culto tributato dal popolo fedele a Giovanni Marinoni, durato ininterrottamente per circa due secoli fin dai giorni della sua pia transizione, ricevette la solenne conferma ufficiale da parte di papa Clemente XIII l'undici settembre del mille settecentosessantadue. Da allora la Chiesa ne celebra la memoria liturgica il tredicesimo giorno di dicembre, ricordando a Napoli e nel mondo intero la figura luminosa del beato Giovanni Francesco Marinoni quale insigne sacerdote dell'Ordine dei Chierici Regolari Teatini, fedele servitore del Vangelo e instancabile apostolo della carità cristiana.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il beato Giovanni Marinoni?

La memoria liturgica del beato Giovanni Marinoni si celebra il tredicesimo giorno di dicembre.

Dove si trovano le spoglie del beato Giovanni Marinoni?

Le sue spoglie mortali sono custodite e venerate nella cripta della basilica di San Paolo Maggiore a Napoli, accanto a quelle di san Gaetano da Thiene e del beato Paolo Burali.

En Nápoles, beato Giovanni (Francesco) Marinoni, sacerdote de la Orden de los Clérigos regulares llamados Teatinos, que se dedicó junto a san Gaetano a la reforma del clero y a la salvación de las almas y dio impulso al Monte de Piedad para la ayuda a los necesitados. — Martirologio Romano