16 de junio
Beato Guillermo de Montferrato
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y encuentro con san Domenico
Guglielmo apparteneva a una nobile discendenza e la tradizione riferisce che era parente prossimo o figlio di un marchese di Monferrato inviato dall'imperatore in legazione nel reame di Arles e incaricato della Quarta crociata. Avendo abbracciato la vita ecclesiastica, Guglielmo si recò a Roma nel 1217 per celebrare la quaresima. A Roma fu ospitato dal cardinale di Ostia Ugolino, erede dello spirito di Innocenzo III, collaboratore di papa Onorio III e futuro papa Gregorio IX. A Roma conobbe san Domenico, che frequentava assiduamente il cardinale Ugolino. Tra Guglielmo e san Domenico nacque una cordiale amicizia basata sulla stima reciproca e sulla condivisione di argomenti spirituali. Guglielmo non aveva mai incontrato un uomo così religioso e così desideroso della salvezza delle anime come san Domenico. San Domenico predilesse il giovane Guglielmo e gli aprì il cuore confidandogli la sua nostalgia per le missioni tra i pagani e per il ministero immediato. Guglielmo comprese il desiderio di Domenico di predicare ai pagani e decise di seguirlo. Consapevole della propria impreparazione intellettuale, Guglielmo decise di recarsi subito a Parigi per studiare teologia per due anni. Il piano prevedeva che dopo due anni Guglielmo avrebbe raggiunto Domenico, il quale nel frattempo avrebbe organizzato il suo Ordine per partire insieme verso la Prussia e le regioni del Nord. In quel periodo san Domenico fece crescere la barba come i missionari. Guglielmo partì per Parigi dove nel 1219 ricevette l'abito dei predicatori presso Saint-Jacques direttamente dalle mani di san Domenico. Guglielmo trasse grande profitto dagli studi teologici a Parigi.
Los viajes apostólicos y la misión
Trascorsi i due anni previsti, Guglielmo si affiancò a san Domenico diventando suo confratello e suo principale compagno di viaggio per quasi un anno. Lasciata Parigi, si diressero a Bologna passando per il Sempione o il Gran San Bernardo. Guglielmo accompagnò san Domenico da Bologna a Firenze e da Firenze a Viterbo per incontrare papa Onorio III. Papa Onorio III affidò a san Domenico un incarico a Roma e Guglielmo lo accompagnò assistendo a diversi miracoli operati dal santo. Guglielmo accompagnò san Domenico per più di un anno nei suoi viaggi a piedi. Durante i viaggi coprivano quaranta o cinquanta chilometri al giorno a piedi nudi, senza curarsi del vitto e accontentandosi di pane mendicato. La sera si ritiravano in ospizi per poveri pellegrini. San Domenico passava la notte in chiesa a pregare fino al mattutino e dormiva vestito su un po' di paglia. Il legame tra Guglielmo e san Domenico era fondato su ammirazione, rispetto e comunanza di ideali. Guglielmo ottenne dal papa l'esenzione per l'Ordine dei Predicatori da qualsiasi compenso per gli atti emessi dalla cancelleria. Sul finire del 1220 il papa inviò Guglielmo a Parigi con lettere per l'Università, per i benedettini e per i domenicani locali.
Testimonio y misión en Oriente
Nel 1233 Guglielmo fu presente a Bologna all'apertura della tomba di san Domenico. All'apertura della tomba, pur essendo il corpo ridotto a sole ossa, un intenso e soavissimo profumo avvolse i presenti. Il profumo straordinario rimase a lungo nella fossa, sulle mani, sugli oggetti a contatto con le reliquie e fu avvertito nella chiesa per oltre un anno. Guglielmo depose come testimone per la causa di beatificazione di san Domenico. In seguito Guglielmo predicò in Piemonte. Successivamente partì per le missioni d'Oriente per impegnarsi nell'unione della Chiesa greca con quella cattolica. Guglielmo morì verso il 1237-1238. La sua memoria liturgica era festeggiata il 16 giugno.
Una vida de entrega apostólica
La vida del beato Guillermo de Montferrato fue un constante peregrinar en nombre del Evangelio. Tras su formación inicial, su encuentro con san Domingo en Roma marcó el inicio de un camino de servicio que lo llevó a recorrer diversas ciudades como París, Bolonia, Florencia y Viterbo. Este dinamismo apostólico no fue fruto de la casualidad, sino de una voluntad firme de servir a la misión de la Iglesia en momentos de gran necesidad histórica.
En el año mil doscientos diecinueve, al recibir el hábito de la Orden de Predicadores en París, Guillermo selló su compromiso con la vida religiosa. Durante los años siguientes, su figura se hizo cercana a la de san Domingo, a quien acompañó fielmente en sus misiones. Su labor no se limitó a la predicación, sino que se extendió a funciones delicadas y de gran responsabilidad, como la gestión ante el Papa para lograr la exención de la Orden, asegurando así su independencia para cumplir con su propósito evangelizador. Asimismo, su participación en las misiones orientadas a la unión de la Iglesia griega demuestra la amplitud de su visión y su anhelo de ver a la cristiandad unida en la fe. Guillermo no solo fue un colaborador cercano, sino un testigo privilegiado de la santidad de su fundador, aportando su testimonio personal en el proceso de beatificación de san Domingo. Su fallecimiento en el año mil doscientos treinta y ocho cerró una vida dedicada a la edificación de la Iglesia, dejando tras de sí un legado de fidelidad, humildad y laboriosidad que sigue siendo un ejemplo para los fieles de todas las generaciones.
Memoria y culto
La memoria del beato Guillermo de Montferrato se mantiene viva a través de la oración y el recuerdo de sus virtudes sacerdotales. Su figura es venerada especialmente por aquellos que reconocen en su obediencia y en su espíritu misionero los rasgos característicos de un verdadero seguidor de Cristo. A través de los siglos, la Iglesia ha conservado la memoria de este hombre que, sin buscar el protagonismo, supo ser un pilar fundamental en los albores de la Orden de Predicadores.
El culto al beato Guillermo se celebra con sobriedad y devoción, centrando la mirada en su capacidad para servir a los intereses de la Iglesia por encima de los personales. Al recordar su paso por ciudades como Roma, Florencia y Viterbo, los fieles encuentran en su vida un estímulo para renovar su propio compromiso con la fe cristiana. La festividad del dieciséis de junio es una oportunidad propicia para invocar su intercesión, pidiendo la gracia de la perseverancia en la misión y el amor a la unidad de la Iglesia, valores que él mismo defendió con tanto ahínco durante el siglo trece.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Guillermo de Montferrato?
La memoria liturgica del beato Guillermo se celebra el 16 de junio.
Qual fu il ruolo principale del beato Guillermo?
Guglielmo fu un religioso che visse nel tredicesimo secolo, compagno di viaggio e discepolo di san Domenico, impegnato negli studi teologici, nelle missioni e nell'unione della Chiesa.