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16 de junio

San Quirico

Mártir

San Quirico

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e fuga dalla persecuzione

San Quirico è preceduto soltanto dai Santi Innocenti trucidati da Erode a Betlemme, ed è considerato uno dei più giovani martiri della cristianità. Sua madre era Giulitta, una donna ricchissima e d'alto lignaggio. Durante la sanguinosa persecuzione promossa dall'imperatore Diocleziano, Giulitta si trovava ad Iconio, una città della Licaonia situata nell'attuale Turchia. Ella era rimasta vedova con un figlio in tenera età, che era stato battezzato col nome Quirico. Per sfuggire alla feroce persecuzione in atto, Giulitta prese la decisione coraggiosa di lasciare la sua città natale e tutti i suoi averi terreni. Insieme alle sue fedeli ancelle, discese verso la regione della Seleucia. Ritenendo poi più prudente proseguire il viaggio, la nobile donna decise di dirigersi verso Tarso, nella Cilicia, sperando di trovare un rifugio sicuro.

Il martirio a Tarso

Giustovidente e implacabile, il crudele governatore romano Alessandro fece rintracciare e arrestare Giulitta insieme al suo bambino, formulando contro di loro l'accusa infamante di essere cristiani. La donna fu sottoposta a lunghi e sfinenti interrogatori, orditi unicamente per piegare la sua volontà e farla abiurare. Davanti alle pressioni dei giudici, Giulitta rifiutò con assoluta fermezza di sacrificare agli dei pagani e confessò apertamente di essere cristiana. Il governatore Alessandro decise allora di attuare una strategia psicologica crudele: tolse il fanciullo alla madre e lo tenne sulle ginocchia come strumento di persuasione per spezzare la resistenza materna. Secondo quanto tramandato dalla Leggenda aurea, il fanciullo Quirico, vedendo battere sua madre, cominciò a piangere e a gridare disperatamente. Sentendo la madre professarsi cristiana con tanta forza, il piccolo fece altrettanto con una franchezza dal carattere palesemente soprannaturale. Imbestialito da tanta audacia infantile, il governatore prese il bambino per un piede e lo scagliò violentemente dall'alto del suo seggio al suolo, dinanzi agli occhi inorriditi della madre. La testa del piccolo batté contro i gradini del tribunale e le tenere cervella schizzarono sul pavimento. La madre Giulitta rimase mirabilmente ferma nella fede, pur rimanendo impietrita dal dolore umano. Anzi, la donna rese grazie a Dio perché il figlio l'aveva preceduta nella gloriosa pace del Paradiso. Subito dopo, la madre Giulitta fu sottoposta a strazianti torture e infine consegnata al boia per essere decapitata. I corpi martirizzati di Quirico e Giulitta furono raccolti con pietà da una fedele ancella e tenuti nascosti in un luogo segreto fino a quando il clima di pace instaurato dall'era costantiniana permise finalmente di esporli alla devozione pubblica. La data più probabile di questo sanguinoso martirio è fissata al quindici luglio del trecentoquattro o trecentocinque.

Veridicità storica e diffusione del culto

Il racconto della Passione dei santi fu presto estensivamente divulgato tra i fedeli, arricchendosi progressivamente di particolari fantastici che fecero giustamente dubitare alcuni studiosi della sua storicità. Tuttavia, pochi anni dopo la morte dei martiri, il vescovo di Iconio Teodoro, su espressa richiesta del vescovo Zosimo e avvalendosi di testimoni attendibili e di documenti sicuri, ricostruì fedelmente la storia autentica. La straordinaria estensione del culto nel mondo cristiano antico costituisce la più sicura garanzia dell'autenticità storica del martirio di San Quirico e di sua madre. Nel mondo occidentale, la devozione si diffuse ampiamente durante il Medioevo, radicandosi in modo particolare in Italia, in Francia e in Spagna. Un ruolo fondamentale in questa diffusione fu svolto dal vescovo francese d'Auxerre, San Amatore o Amanzio, il quale, di ritorno dai Luoghi Santi, trasportò le reliquie da Antiochia a Marsiglia. Tali sacre reliquie furono solennemente deposte nell'Abbazia di San Vittore a Marsiglia. Poiché Amatore morì nell'anno quattrocentodiciotto, si ritiene che da quest'epoca precisa cominci la vera e propria diffusione del culto in Occidente. Dal punto di vista linguistico, i glottologi precisano che il nome Quirico sarebbe la forma volgare del nome Ciriaco. Sia Quirico che Ciriaco derivano infatti dal termine greco Kyrios, che significa Signore, ed equivalgono perfettamente al nome latino Dominicus. Nel Martirologio si conserva ancora oggi la pia commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri gloriosi in Asia Minore.

Testimonianze devozionali in Italia

La devozione verso San Quirico ha lasciato tracce profonde e durature nel territorio italiano, dove si contano ben circa una cinquantina di località che portano il nome di San Quirico oppure di San Chirico. I luoghi di culto dedicati alla sua memoria, tra chiese parrocchiali e oratori minori, sono fortunatamente ben più numerosi e sparsi in varie regioni della penisola. Particolarmente interessante è la situazione nella regione Campania, dove l'unico luogo di culto antico finora individuato è la chiesa di Bolano, situata nel territorio di Salerno. La radicata devozione medievale in terra campana è peraltro autorevolmente attestata da un antico documento di vendita risalente all'anno ottocentouno, conservato con cura nel Codex Diplomaticus Cavensis.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Quirico?

La festa nella Chiesa occidentale è prevalentemente celebrata il sedici giugno, mentre la data più probabile del suo martirio è il quindici luglio.

Di cosa è patrono San Quirico?

Le fonti storiche e agiografiche fornite non menzionano specifici patronati attribuiti a San Quirico.

En Asia Menor, conmemoración de los santos Quirico y Julita, mártires. — Martirologio Romano