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22 de mayo

Beato Juan Forest

Sacerdote franciscano, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

I primi passi nella vocazione

John Forest nacque probabilmente a Oxford nel mille quattrocentosettantuno, ponendo le basi di una vita interamente consacrata al Signore. All'età di diciassette anni vestì l'abito religioso dei Francescani della Stretta Osservanza nel convento di Greenwich, segnando l'inizio del suo cammino di perfezione evangelica. Nove anni dopo il suo ingresso nell'ordine, tornò al suo paese natale per intraprendere con dedizione gli studi teologici necessari per approfondire la parola di Dio. Al termine di questo percorso di preparazione spirituale e culturale fu ordinato sacerdote, ricevendo il mandato di servire l'altare e le anime. Successivamente pare fece ritorno al convento di origine per proseguire la sua vita di preghiera e di fraternità secondo la regola francescana.

Il servizio a corte e le prime tensioni

Le doti di oratore e la profonda preparazione teologica del sacerdote attirarono l'attenzione delle autorità ecclesiastiche e civili del tempo. Ricevette infatti dal cardinale Wolsey l'incarico di predicatore presso la chiesa di Saint Paul's Cross, dove poté annunciare la verità evangelica a un pubblico vasto. La regina Caterina d'Aragona lo volle in seguito come suo cappellano e confessore personale, testimoniando la stima di cui godeva presso la famiglia reale. In un primo momento egli godette anche della stima del re Enrico Ottavo, che riconosceva il valore del suo ministero. Il rapporto con il sovrano tuttavia degenerò irrimediabilmente quando il re pretese che fosse riconosciuta l'invalidità delle sue prime nozze con la regina.

La difesa della Chiesa e la prigionia

I Francescani si dimostrarono decisamente contrari all'invalidità delle nozze reali, opponendosi ai disegni del sovrano. Nel millenovecentotrentadue il religioso, che rivestiva l'incarico di guardiano del suo convento, dovette avvisare i confratelli delle intenzioni del re di sciogliere il loro ordine se non fosse riuscito a dissuaderlo da tale proposito. Egli stesso aveva coraggiosamente difeso dal pulpito di Saint Paul's la validità delle nozze regali, criticando più o meno apertamente sia il ministro Cromwell sia lo stesso re Enrico Ottavo. La tregua con il sovrano durò ben poco, e la condanna papale emanata nel millenovecentotrentaquattro scatenò l'indignazione del monarca. Enrico Ottavo procedette quindi alla soppressione dei conventi francescani, ordinando ai frati di trovare ospitalità presso altri ordini religiosi. Dal millenovecentotrentaquattro John Forest si trovava detenuto in prigione, dove rimase per un periodo incerto della sua vita. Secondo alcune testimonianze dell'epoca, avrebbe in seguito riconosciuto l'autorità spirituale del re solo con la bocca ma non con una reale adesione del cuore e della mente, ottenendo così la liberazione in data imprecisata.

La semicattività e la corrispondenza

Nel millenovecentotrentanove il religioso si trovava in stato di semicattività presso il convento dei Conventuali a Smithfield, continuando a testimoniare la propria fede in condizioni difficili. Di questo periodo si conserva ancora in parte la corrispondenza che il sacerdote mantenne con la regina Caterina d'Aragona, segno di un legame spirituale che non si era mai spezzato. Mantenne inoltre corrispondenza con la dama di compagnia Elisabetta Hammon e con il Beato Thomas Abel, condividendo con loro le preoccupazioni per le sorti della Chiesa cattolica in Inghilterra. In quello stesso contesto scrisse un trattato contro Enrico Ottavo, nel quale definiva il sovrano usurpatore del titolo di capo spirituale della nazione inglese. La sua opposizione non si limitava agli scritti, poiché si pronunciò chiaramente contrario al giuramento di fedeltà preteso dal re durante le confessioni amministrate ad alcuni penitenti.

Il processo e la condanna al rogo

Il comportamento intransigente del sacerdote fece irritare profondamente il sovrano, che ordinò il suo immediato arresto. Condotto in tribunale, gli fu sottoposto un insieme di articoli da firmare, tra i quali si celava abilmente un'insidia. Per inganno si accorse solo in seguito che uno di quei documenti comportava l'apostasia dalla fede cattolica. Dimostrando grande rettitudine morale e coraggio, disconoscette immediatamente l'intero documento firmato non appena comprese la natura ingannevole dell'imposizione. Tale disconoscimento gli meritò l'inevitabile condanna al rogo da parte delle autorità regie. Subì il martirio sotto il re Enrico Ottavo proprio per aver difeso l'unità della Chiesa cattolica e la fedeltà al successore di Pietro.

Il martirio e la glorificazione

L'esecuzione capitale ebbe luogo presso la piazza di Smithfield il ventidue maggio millenovecentotrentotto. Durante quei momenti drammatici rifiutò le ultime offerte di salvezza terrena che gli venivano rivolte a patto di abiurare. Affermò con forza che neppure se fosse sceso un angelo ad insinuare qualcosa di diverso da ciò che aveva creduto per tutta la vita, anche dovendo essere tagliato pezzo per pezzo e membro per membro, bruciato o impiccato, non si sarebbe mai distaccato dal vescovo di Roma. Fu quindi bruciato vivo sul rogo nella piazza di Smithfield insieme a delle sacre immagini lignehe portate sul luogo per irridere la sua fede. Legato per i fianchi e sospeso sulle fiamme e sui carboni accesi, morì a fuoco lento raccolto in preghiera ed invocando l'aiuto divino. Il ventidue dicembre millesottocentottantasei papa Leone XIII procedette alla sua solenne beatificazione insieme ad altri martiri, riconoscendo la santità di una vita spesa sino all'ultimo respiro per amore di Cristo e della sua Chiesa.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Juan Forest?

La memoria liturgica del Beato Juan Forest si celebra il ventidue maggio, giorno anniversario del suo glorioso martirio.

En Londres, en Inglaterra, beato Juan Forest, sacerdote de la Orden de los Hermanos Menores y mártir, que sufrió el martirio bajo el rey Enrique VIII por haber defendido la unidad de la Iglesia católica, quemado vivo en la hoguera en la plaza de Smithfield junto con unas imágenes sagradas de madera. — Martirologio Romano